Smart city: Tim, Ericsson e Comune di Torino presentano la prima auto a guida remota con il 5G

26 ottobre 2018

Un’auto di serie guidata da remoto, turismo virtuale in HD, soluzioni smart city per l’ottimizzazione dei servizi pubblici, robotica industriale e droni per il monitoraggio ambientale: sono questi i principali servizi innovativi con cui il 5G a Torino compie un ulteriore passo in avanti mostrandosi al grande pubblico attraverso una serie di demo “live” in scena oggi e domani a Palazzo Madama e nell’antistante Piazza Castello.

Le nuove frontiere della tecnologia mobile di quinta generazione sono state illustrate dall’Assessora all’Innovazione & Smart City della Città di Torino, Paola Pisano, dal Chief Technology Officer di TIM, Elisabetta Romano, dal Direttore Strategy, Innovation & Customer Experience di TIM, Mario Di Mauro, dall’Amministratore Delegato di Ericsson Italia, Federico Rigoni, e dall’Assessore alle Attività Produttive, Innovazione e Ricerca della Regione Piemonte, Giuseppina De Santis. TIM per l’occasione ha acceso in Piazza Castello, in collaborazione con Ericsson, la prima antenna 5G a onde millimetriche in un centro storico italiano, confermando ancora una volta il ruolo di Torino come città apripista a livello mondiale dell’innovazione tecnologica digitale.

Si tratta del primo evento in Italia aperto al pubblico in cui tutti possono conoscere e sperimentare le potenzialità della nuova rete 5G attraverso servizi che saranno presto disponibili grazie all’impegno di TIM, che si è aggiudicata per 2,4 miliardi di euro le migliori frequenze 5G messe in gara dal Ministero per lo Sviluppo Economico. L’iniziativa rafforza la leadership di TIM sulla nuova tecnologia, in fase avanzata di sviluppo, con molteplici attività intraprese a livello nazionale e nella Repubblica di San Marino che fanno leva su una rete di oltre 75 partner di eccellenza, tra cui 8 centri universitari e di ricerca, 40 grandi imprese e 16 pubbliche amministrazioni. Grazie a questo ecosistema, l’azienda sta sviluppando più di 70 use case in oltre 10 ambiti applicativi che miglioreranno nei prossimi anni la vita quotidiana di cittadini, consumatori, imprese e pubblica amministrazione, con un numero sempre più ampio di servizi digitali.

Fiore all’occhiello dei molteplici ambiti applicativi resi possibili dalla nuova rete ultrabroadband mobile di TIM e dalla tecnologia all’avanguardia di Ericsson è la prima auto connessa e guidata da remoto su rete 5G . Si tratta di un sistema che, ricevendo tutte le informazioni sull’ambiente circostante, consente ad una persona di controllare il veicolo facendolo muovere da remoto.

Più in dettaglio la demo, realizzata in collaborazione con Objective Software, prevede un’area all’interno di Palazzo Madama, dov’è collocata la postazione di guida remota con accesso ai relativi flussi video provenienti dall’esterno, e un’area esterna in Piazza Castello dove la macchina si muove. I visitatori, davanti alla postazione possono osservare o provare l’esperienza di guidare l’auto da remoto che si muove in un’area protetta della piazza oppure assistere dal vivo al veicolo che si sposta autonomamente all’esterno.

La piattaforma di controllo presente sull’auto raccoglie in tempo reale dati e contenuti multimediali dai diversi sensori, telecamere e radar installati, trasmettendoli alla postazione remota, avvalendosi dell’estrema affidabilità e sicurezza della rete 5G in termini di banda per il trasporto del flusso video del veicolo e di latenza sull’invio dei dati forniti. Questa applicazione permetterà nei prossimi mesi di avviare il progetto Smart Road per la sperimentazione su più larga scala delle auto a guida autonoma in alcune aree protette della città.

Inoltre, Intel mostrerà un prototipo di PC su rete 5G a testimonianza dei progressi che sono stati compiuti per integrare queste avanzate tecnologie di connettività wireless in PC portatili. La tecnologia Intel sarà anche alla base di molte altre applicazioni esposte a Palazzo Madama, dove sono stati posizionati altri 4 corner dedicati alle applicazioni della rete 5G, che toccano diversi ambiti della vita quotidiana delle persone.

Droni: nel corner dedicato ai droni è visibile un’importante applicazione sviluppata in collaborazione con Seikey legata al monitoraggio ambientale; nel caso specifico si tratta del controllo delle stazioni  Radio Base TIM con differenti modalità anche real time su rete 5G per agevolare la manutenzione di queste infrastrutture difficilmente accessibili. TIM ha inoltre in corso un progetto di ricerca  con l’obiettivo di trasformare Torino nella prima città con una rete Drone-Ready .

Industria 4.0:  grazie alla collaborazione con Comau è stata realizzata una Mobile Training Cell in cui un simulatore (Digital Twin) riproduce in 3D, su un monitor, i movimenti del braccio robot reale tramite connessione 5G. La nuova tecnologia consente di interconnettere, scambiare dei dati e gestire a distanza gli impianti industriali, garantendo una maggiore efficienza, affidabilità e sicurezza rispetto alle reti wired/wireless tradizionali, nonché migliorare in modo significativo il ciclo produttivo. Inoltre in collaborazione con Altran è stata realizzata una soluzione di AGV (Automated Guided Vehicle) per la guida automatica di veicoli trasportatori all’interno delle fabbriche e dei magazzini.

Smart City e Pubblica Sicurezza: viene presentata la Smart City Control Room di Torino che permette l’accesso integrato ai vari servizi 5G per la città quali ad esempio: smart traffic, smart parking, smart lighting, smart waste, smart bench, smart green e smart environment. In particolare i servizi di smart parking e smart lighting sono stati realizzati da Olivetti sulla nuova rete 5G NB-IoT di TIM. Tale rete permette lo sviluppo di molteplici servizi IoT (Internet of Things) a bassi costi e alta replicabilità. Sempre in questo corner, in collaborazione con la le Forze dell’Ordine di Torino, viene presentata una soluzione di videosorveglianza mobile evoluta che abilita l’invio in tempo reale su rete mobile 5G di contenuti video e dati informativi ad un Safety Control Center remoto. La soluzione rappresenta l’evoluzione della videosorveglianza mobile di TIM basata su smartphone verso l’utilizzo di nuovi devices in dotazione alle forze dell’ordine, quali Body Cam e altri wearables.

Turismo Digitale: i visitatori sono accompagnati in un tour immersivo delle Gallerie del Museo Pietro Micca, attraverso l’utilizzo di occhiali per la Virtual Reality, con la possibilità di interagire con una guida reale del museo ed esplorare aree attualmente non accessibili al pubblico.

“Torino continua a puntare all’innovazione e a dimostrarsi città laboratorio – ha dichiarato l’Assessora all’Innovazione & Smart City della Città di Torino, Paola Pisano -. Oggi e domani con TIM ed Ericsson apriamo le porte ai testing legati al 5G anche ai Cittadini, perché possano interagire e capire al meglio il lavoro che stiamo facendo e lo sforzo che la città sta mettendo per trasformarsi e stare al passo con i tempi. L’obiettivo primario di questa amministrazione è l’interazione  della sperimentazione con i cittadini, l’impatto sociale e i feedback della città. Perché tutto nasce prima di tutto per dare nuovi servizi alla città e nuove opportunità ai nostri cittadini”.

Trasporti-Italia.com – 26/10/2018

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Rfi, Mit: soddisfazione per via libera al contratto di programma. In arrivo finanziamenti per 13 miliardi

Via libera al contratto di programma Rfi 2017-2021 dalle Commissioni parlamentari preposte alla valutazione. Il Ministero dei Trasporti esprime soddisfazione per il parere positivo che “riconosce il grande lavoro fatto da questo Ministero per la cura del ferro e la costante attenzione alle problematiche dei pendolari”.

Dopo il via libera da parte delle Camere, il contratto sarà sottoscritto dal Mit e da Rfi e, successivamente da un Decreto di approvazione e dopo la registrazione da parte della Corte dei conti, entrerà in vigore.

In arrivo finanziamenti per 13 miliardi. “Siamo orgogliosi – si legge in una nota del Mit – che nel nuovo contratto di programma ci sia un incremento di risorse per gli investimenti ferroviari pari a 13,259 miliardi di euro. Nuove risorse che serviranno per potenziare tratte, metterne in sicurezza altre e, in generale, per garantire a tutti coloro che usano il treno per viaggiare un servizio eccellente, degno di un Paese civile”.

Degli oltre 13 miliardi di euro aggiuntivi, infatti, 1,958 miliardi verranno usati per interventi in sicurezza ed adeguamento ad obblighi di legge; 688 milioni di euro per l’ammodernamento tecnologico della dotazione delle linee e degli impianti ferroviari; 6,887 miliardi per interventi a supporto del traffico pendolare; 36 milioni per la valorizzazione delle ferrovie minori; 1,029 miliardi per il miglioramento dei collegamenti con porti, terminali ed adeguamenti prestazionali assi merci; 2,661 miliardi di euro per lo sviluppo dell’Alta capacità.

Nel dettaglio il nuovo contratto di programma stanzia nuove risorse aggiuntive pari a 2,80 miliardi per interventi in Sicilia; 1,88 miliardi per interventi su opere ferroviarie in Piemonte ed in Valle d’Aosta; 1,87 miliardi in più per interventi in Veneto; 1,77 miliardi per gli interventi in Liguria; 1,38 miliardi per interventi in Lombardia; 1,29 miliardi per quelli in Campania; 1,15 miliardi per quelli in Trentino Alto Adige; 590 milioni per quelli nel Lazio; 674 milioni in Emilia Romagna; 296 milioni in Abruzzo; 369 milioni in Basilicata; 466 milioni in Calabria; 199 milioni nelle Marche; 205 milioni di euro in Friuli; 298 milioni in Molise; 561 milioni di euro in Puglia; 583 milioni in Umbria; 721 milioni di euro per interventi in Toscana; 270 milioni in Sardegna.

Si tratta di risorse che, in alcuni casi, si riferiscono ad opere sovraregionali il cui importo, dunque, viene computato in tutte le zone interessate da quella specifica infrastruttura.

Trasporti-Italia.com – 26/10/2018

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Porti: Venezia; trend crescita confermato da ultimi dati

Merci ad oggi cresciute del 0,8%, raddoppiati i cereali del 48%

I dati relativi ai traffici del porto di Venezia fotografati nel terzo trimestre dell’anno confermano il trend di crescita registrato nelle precedenti rilevazioni e denotano un quadro di crescita generalizzata su base annuale.

La movimentazione complessiva delle merci nel periodo da luglio a settembre 2018 cresce dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si consolida così su base annua (ottobre 2017 – settembre 2018 sull’anno precedente) una crescita del 7,8% per un totale di oltre 26,5 milioni di tonnellate movimentate (quasi 2 milioni in più rispetto all’anno precedente).

Le rinfuse solide segnano un +10,7% su base trimestrale e un +17,5% su base annuale. Tra queste cresce più di tutti il settore dei cereali che raddoppia i suoi volumi rispetto al trimestre precedente e segna un +48,3% su base annuale. Bene anche i materiali da costruzione (metalli, cemento, calce, malta) che segnano un +41,9% nell’ultimo trimestre e raggiungono il +60,5% rispetto all’anno precedente. In flessione, invece, l’import di prodotti metallurgici negli ultimi tre mesi, mentre aumenta l’export; il dato sembra rispondere alla ciclicità del mercato: il trend annuale si assesta, infatti, su un +29,6%.

L’andamento stagionale del mercato sembra influenzare anche le rinfuse liquide (prodotti petroliferi, gassosi e chimici) che registrano una leggera flessione nell’ultimo trimestre (-4,5%) ma che, rispetto all’anno precedente, si dimostrano in crescita del 4,1%.

Ansa/Mare – 26/10/2018

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Belluno, via libera allo studio di fattibilità per il «Treno delle Dolomiti»

25 ottobre 2018

Rfi, la società delle Ferrovie l’ha inserito nel proprio contratto di programma. Collegherà Calalzo con Dobbiaco, passando per Cortina. Il sogno della vecchia «Dolomitenbahn»

di Martina Zambon

Il «Treno delle Dolomiti», che rischiava di restare nel libro dei sogni, giovedì è stato inserito nel contratto di programma di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana). Ora, insomma, esiste una possibilità concreta di rinascita per quella «Dolomitenbahn», ferrovia di montagna a scartamento ridotto che tra il 1921 e il 1964 collegava Calalzo di Cadore, Cortina d’Ampezzo e Dobbiaco. La svolta viene annunciata dal parlamentare di Belluno del M5s Federico D’Incà: «In Parlamento è stato raggiunto un grande risultato per Belluno e il Veneto: è stato espresso un voto favorevole all’unanimità al parere che le commissioni Trasporti di Camera e Senato hanno dato al Contratto di Programma, nella parte riguardante gli investimenti tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana. Grazie al parere a quest’atto, che determina la politica per il settore ferroviario dei prossimi 5 anni siamo riusciti ad inserire sia lo studio di fattibilità per il Treno delle Dolomiti da Calalzo a Cortina e poi Dobbiaco, sia quello per la Primolano-Feltre».

Fondi di confine

Due tratte «di nicchia», per così dire, che cambierebbero, però, la fisionomia infrastrutturale della montagna veneta. «Attraverso uno stanziamento già previsto dei fondi per i Comuni di confine – spiega il deputato bellunese – possiamo operare queste progettazioni in modo veloce e in coordinamento con la Provincia di Belluno e la Regione Veneto. Adesso è compito di tutti correre e adempiere a tutti i passaggi burocratici per raggiungere l’obiettivo dell’anello ferroviario delle Dolomiti».

Corriere del Veneto – 25/10/2018

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Tpl Bolzano: 11,6 milioni di euro a SASA per 42 nuovi mezzi

Novità per il trasporto pubblico della Provincia autonoma di Bolzano. La giunta provinciale ha stanziato 11,6 milioni di euro a favore di SASA per l’acquisto di nuovi autobus.

Alla base dei finanziamenti diversi obiettivi che vanno dalla necessità di modernizzare il parco mezzi, all’adeguamento del tpl alle esigenze degli utenti e incentivare forme di mobilità eco-sostenibili.

Previsto l’acquisto di 42 bus ibridi (diesel ed elettrici) o Euro 6. 34 saranno autobus ibridi, mentre per i restanti 8 bus è stato scelto il modello diesel di categoria Euro 6 in quanto per i mezzi con una lunghezza inferire ai 10 metri non sono ancora disponibili modelli ibridi.

“I nuovi mezzi – sottolinea l’assessore provinciale alla mobilità, Florian Mussner – verranno impiegati per modernizzare il trasporto pubblico a Bolzano, Merano, Laives e Lana. La delibera adottata si inserisce in una serie di misure attuate in questi anni per favorire l’utilizzo da parte della popolazione dei mezzi pubblici ed offrire una valida alternativa al trasporto privato”.

Nella delibera si specifica inoltre che la Giunta ha rinunciato all’acquisto di autobus a metano in quanto questo tipo di veicoli ha dei costi di gestione e di manutenzione più elevati di circa il 25%. “A causa della maggiore necessità di manutenzione, gli autobus a metano non possono essere utilizzati per circa 10 giorni all’anno – sottolinea il direttore di Ripartizione, Günther Burger – di conseguenza è necessario acquistare più veicoli per lo stesso periodo di utilizzo.  Con gli autobus a metano lunghi 12 metri la capacità di trasporto passeggeri si riduce di 10 unità con lo stesso carico consentito a causa del peso aggiuntivo dalle bombole di gas, senza considerare che i mezzi di categoria Euro 6 hanno un livello di emissioni piuttosto simile a quello dei bus a metano”.

Trasporti-Italia.com – 25/10/2018

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Turismo: Pizzimenti, interesse Giappone e Baviera per ciclovie

Sul tracciato Alpe Adria flussi aumentati del 10% nel 2018

“Questa tre giorni è stata un’opportunità importante di promozione internazionale della nostra regione attraverso la rete delle ciclovie. Un tour con protagonisti giornalisti e operatori turistici provenienti dalla Germania e dal Giappone che riporteranno l’esperienza vissuta in Friuli Venezia Giulia e la suggestione di un percorso ciclabile che ha toccato Palmanova, Aquileia, Grado, il Castello di Miramare e la Val Rosandra”.

Lo ha detto oggi a Trieste l’assessore regionale al Territorio, Graziano Pizzimenti, in occasione del workshop “Cicloturismo -Intermodalità – Fusion mobility: esperienze a confronto tra esperti di Italia, Germania e Giappone”.

L’evento ha chiuso uno study tour che ha visto dal 23 al 25 ottobre operatori del settore e della comunicazione protagonisti di una pedalata da Palmanova a Trieste. L’attività è compresa nel progetto europeo Mediterranean cycle route for sustainable coastal tourism (Medcycletour) di cui la Regione è partner.

Come ha ricordato Pizzimenti, l’Amministrazione regionale è fortemente impegnata, sia sul piano progettuale sia su quello finanziario, nello sviluppo in chiave turistica delle ciclovie, “cogliendo l’opportunità offerta dall’essere un crocevia europeo che confina con due Stati”.

In questo l’assessore ha sottolineato come l’asse cicloviario nord-sud dell’Alpe Adria che collega il Friuli Venezia Giulia all’Austria sia quasi completato, mentre è in fase di progettazione quello est-ovest.

Lo stesso Pizzimenti ha poi rimarcato come, grazie anche allo sforzo compiuto nell’intermodalità treno-bus, i numeri del cicloturismo in regione siano in forte ascesa. Nel dettaglio, il 2018 sta registrando, rispetto all’anno precedente, un aumento nei flussi sulla ciclovia Alpe Adria del 10 per cento, rilevato grazie a una tecnologia made in Fvg di laser-scanner. La previsione per l’anno in corso, quindi, sfiora le 80mila persone.

Durante il workshop sono stati approfonditi i temi delle politiche relative al cicloturismo su scala italiana, europea ed internazionale, valutando in particolare gli strumenti di promozione, confrontando i risultati concreti riferiti al settore e coinvolgendo i portatori di interesse nell’attuazione delle attività di progetto.

Tra i partecipanti, oltre ai delegati bavaresi e quelli giapponesi provenienti dalla Prefettura di Shiga, anche il principale operatore italiano di vacanze in bicicletta Giro Libero, il cui responsabile ha ribadito come il Friuli Venezia Giulia sia sempre più di moda in questa fascia di turismo e per questa ragione “c’è interesse a inserire nuovi percorsi del Fvg in linea con quella che è la richiesta dei clienti”.

Particolarmente significativo, infine, l’intervento dell’ex presidente dell’European Cyclists Federation, Manfred Neun, il quale ha illustrato i benefici della mobilità a due ruote in termini di salute e ambiente.

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia/Notizie dalla Giunta – 25/10/2018

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Sul Piano regolatore del porto Cisint chiede di rifare la bozza

Nessuna bozza di nuovo piano regolatore portuale senza prima aver consultato e fatto un confronto con il Comune che ha in mente una strategia di sviluppo precisa su Portorosega.

di Giulio Garau

Nessuna bozza di nuovo piano regolatore portuale senza prima aver consultato e fatto un confronto con il Comune che ha in mente una strategia di sviluppo precisa su Portorosega e con il gli operatori per capire le loro esigenze e su come si svilupperanno i traffici. Lo ha detto con la tradizionale franchezza e fermezza che la contraddistingue il sindaco Anna Cisint ieri alla riunione tecnico-operativa sul piano regolatore portuale dello scalo monfalconese che si è tenuta in Regione a Trieste.

Unici “politici” delle amministrazioni presenti lo stesso sindaco Cisint e il consigliere regionale nonché comunale Giuseppe Nicoli che hanno messo sul tavolo un fascicolo di proposte molto dettagliate sul possibile sviluppo che il Comune intravvede per lo scalo e che deve essere connesso, ovviamente, allo sviluppo di infrastrutture e dunque agli investimenti per la destinazione di aree e piazzali.

Una riunione, convocata alla direzione Infrastrutture e coordinata dalla dirigente, Magda Uliana con accanto l’associazione di imprese di progettisti che hanno vinto la gara d’appalto per redigere il piano regolatore, alla quale erano invitati oltre che il Comune di Monfalcone l’Autorità di sistema portuale (c’era un architetto), la Capitaneria di porto, Rfi e il Consorzio per lo sviluppo economico presente con il direttore Cesare Bulfone. C’era stata soltanto una prima riunione all’inizio dell’estate con il Comune, poi più nulla. E ieri quando lo studio dei progettisti ha illustrato lo “stato dell’arte” della bozza di piano regolatore il sindaco Cisint è intervenuta a gamba tesa chiedendo una “revisione” completa della bozza. Perché per lo sviluppo infrastrutturale il Comune vuole confrontarsi con l’Autorità di sistema e dare le proprie direttive strategiche su dove vuole portare lo scalo per valorizzare tutte le capacità economiche del porto.

A Portorosega lavorano diversi operatori e il core-business dello scalo sono sicuramente il traffico di merci varie (dai metalli alla cellulosa) compresi i trasporti speciali fino al ricco traffico delle automobili che necessità di spazi e aree specializzate. E come ha anche anticipato il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Zeno D’Agostino in sintonia con il sindaco Cisint bisognerà fare ragionamenti anche su traffici che non sono attrattivi per Trieste ma che possono essere sviluppati a Monfalcone in sinergia. E pensare anche all’implementazione del sistema ferroviario con piastre logistiche e raccordi.

Ma c’è anche un altro nodo che non sfugge al sindaco. «Non ho assolutamente intenzione di assistere all’apertura della piattaforma logistica di Trieste e contemporaneamente alla diminuzione dei traffici di merci varie a Portorosega» ha sottolineato Cisint facendo capire che c’è una discussione in corso con l’Autorità di sistema. Ultimo tra i nodi, ma non per importanza, la questione dell’escavo. «Siamo andati oltre ogni tempistica – ha ribadito il sindaco – è ora di darsi una mossa».

Il Piccolo – 25/10/2018

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Crocieristica a Venezia, «dopo il calo, la svolta. Ma si seguano le indicazioni del Comitatone»

Il 2017 è stato l’anno peggiore per la crocieristica dal 2013 in poi, quando si è raggiunto il picco. Da allora i passeggeri si sono ridotti di oltre il 20% (400mila in meno).

L’arrivo delle navi da crociera a Venezia genera un impatto economico positivo per l’Italia pari a 410 milioni di euro, creando più di 4mila posti di lavoro. Nella città di Venezia, la spesa diretta di passeggeri, equipaggi e navi nel 2017 ha raggiunto i 155 milioni di euro, pari a 426mila euro ogni giorno, che diventano 676mila considerando i giorni in cui almeno una nave è in città. Con 1 milione e 417mila passeggeri e 466 toccate navi, la crocieristica copre quasi il 3% del pil dell’economia di Venezia. Sono questi parte dei dati emersi dallo studio realizzato da Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza, per Clia, l’associazione internazionale del settore crocieristico.

Passeggeri in netto calo nel 2017

Il 2017 a Venezia è stato infatti l’anno peggiore, con 82 toccate nave (-15%) e 400mila passeggeri (-21,4%) in meno rispetto al picco del 2013. Da allora, la spesa diretta complessiva è calata di 45 milioni di euro, mentre il giro di affari totale si è ridotto di 123 milioni di euro. «Dopo anni di calo, quello in corso potrebbe segnare un’inversione di tendenza, ma questo deve fungere da stimolo per applicare, il prima possibile, la strategia emersa dal Comitatone del 7 novembre 2017, l’unica in grado di garantire uno sviluppo sostenibile, di medio e lungo periodo, della crocieristica a Venezia – spiega Pino Musolino, presidente dell’Autorità Portuale di Venezia – Questo perché è l’unica strategia sostenuta da analisi scientifico-economiche multicriteria volute dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale, comprovate da perizie indipendenti e basate sia su considerazioni di carattere ambientale, sia su previsioni di andamento del mercato crocieristico mondiale».

«Seguire la strada del Comitatone»

«I numeri dimostrano che la nostra industria ha moltiplicatori importanti, specialmente nei porti capolinea come Venezia, che infatti produce effetti economici significativi sull’indotto della città, del territorio circostante, ma anche su tutto l’Adriatico – dice Roberto Martinoli, presidente Clia Italia – Sulla questione veneziana, apprezziamo il consenso raggiunto in passato dagli attori istituzionali locali e centrali. Siamo disponibili come sempre a collaborare con tutte le nostre risorse, ma ci aspettiamo che l’implementazione della roadmap del Comitatone sia celere, nell’interesse di tutti».

Venezia Today – 25/10/2018

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Stop all’alta velocità ferroviaria tra Venezia e Trieste

È il risultato delle osservazioni fatte in Parlamento sul contratto di programma tra ministero e Rfi. M5S: «Priorità ad altri progetti, tra cui i collegamenti con gli aeroporti»

Nell’atto che determina lo sviluppo del settore ferroviario nei prossimi 5 anni sarà abbandonato definitivamete il progetto AV/AC (alta velocità – alta capacità) Venezia-Trieste e Trieste-Divaca. Lo comunica la deputata M5S Arianna Spessotto, esprimendo soddisfazione sull’approvazione delle osservazioni poste dalle commissioni trasporti di Camera e Senato al contratto di programma tra il ministero delle Infrastrutture e Rete ferroviaria italiana. Secondo Spessotto si tratta di «opere molto contestate dal territorio» e già bocciate in sede di commissione di verifica dell’impatto ambientale. Il voto, quindi, permette di «tagliare questo spreco e liberare 7,5 miliardi di euro che potranno essere utilizzati per infrastrutture più utili ai cittadini».

I progetti: merci e collegamenti all’aeroporto

Nello stesso documento si fa riferimento ad altre opere in previsione. Spiega Spessotto: Abbiamo chiesto una maggiore attenzione ai nodi logistici, per il rilancio del trasporto merci su rotaia, affinché vengano elaborati specifici progetti per potenziare i collegamenti con il porto di Venezia, venga risolto il problema dei Bivi a Mestre e vengano adeguati i terminal merci agli standard del treno europeo. Inoltre abbiamo anche chiesto un’accelerazione nei progetti di collegamento degli aeroporti di Verona e Venezia alla rete ferroviaria e che vengano rivisitati i progetti AV/AC in corso, al fine di renderli percorribili anche dai treni regionali e merci, anziché dalle sole “frecce”».

Venezia Today – 25/10/2018

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Addio all’alta velocità Venezia-Trieste. M5S: «Inutile, risparmio 7,5 miliardi». Sì allo studio di fattibilità per il treno delle Dolomiti

Addio all’alta velocità Venezia-Trieste: un’opera giudicata «inutile», che non rientra nelle priorità di questo Governo e che sarebbe costata 7,5 miliardi. Sono queste le ragioni che hanno portato la Commissione trasporti ad escluderla dai progetti da realizzare. «Oggi in commissione Trasporti abbiamo dato parere favorevole allo Schema di Contratto di Programma 2017-2021 tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana. Nel vagliare gli impegni assunti da Rfi per i prossimi anni, abbiamo posto alcune condizioni e osservazioni che indicano chiaramente le priorità di maggioranza e governo nel rilancio del trasporto ferroviario. Siamo pienamente soddisfatti che le nostre condizioni siano state votate all’unanimità». Lo afferma Arianna Spessotto, portavoce del M5S alla Camera e relatrice del provvedimento in commissione Trasporti. «Tra le tante novità – spiega – ci sono i 7,5 miliardi di risparmi che otteniamo eliminando un’opera giudicata inutile dalla stessa Rfi e che nessuno dei governi precedenti aveva avuto il coraggio di escludere: l’Alta velocità Venezia-Trieste. Tra le condizioni abbiamo anche posto quella di provvedere a una revisione del progetto della stazione Alta velocità di Firenze al fine di contenerne drasticamente i costi di progettazione e realizzazione».

«Il nostro obiettivo non è semplicemente il taglio agli sprechi, ma anche e soprattutto un ripensamento generale delle infrastrutture e della mobilità in una logica di sostenibilità e riequilibrio modale e geografico. Dobbiamo costruire servizi di trasporto a zero emissioni abbandonando completamente l’uso dei combustibili fossili. Abbiamo dato enfasi e impulso anche ai tanti interventi diffusi su tutto il territorio che possano garantire servizi efficienti», spiega. «Infatti – riprende la portavoce M5S – tra le priorità per l’Italia non potevamo non inserire la velocizzazione e l’ammodernamento dell’intera infrastruttura ferroviaria esistente, così da offrire servizi veloci e comodi ai cittadini che potranno viaggiare su linee capillari, rapide e sicure, con una migliore quantità e qualità dei servizi per turisti e pendolari. I passati governi con le loro scelte hanno purtroppo determinato l’aumento di disparità nella dotazione infrastrutturale tra le diverse aree del Paese e per noi è obiettivo irrinunciabile la riduzione di questo insopportabile divario».

STUDIO DI FATTIBILITÀ PER IL TRENO DELLE DOLOMITI DA CALALZO A CORTINA E DOBBIACO
«In Parlamento è stato raggiunto un grande risultato per Belluno e il Veneto: è stato espresso un voto favorevole all’unanimità al parere che le commissioni Trasporti di Camera e Senato hanno dato al Contratto di Programma, nella parte riguardante gli investimenti tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana. Grazie al parere a quest’atto, che determina la politica per il settore ferroviario dei prossimi 5 anni siamo riusciti ad inserire sia lo studio di fattibilità per il Treno delle Dolomiti da Calalzo a Cortina e poi Dobbiaco, sia quello per la Primolano-Feltre». A renderlo noto è il deputato veneto del M5S Federico D’Incà. «In questo modo viene finalmente rafforzata la posizione di queste due importanti tratte e possiamo pensare di programmare il futuro delle ferrovie bellunesi – continua D’Incà – passando per un studio di fattibilità che indichi una volta per tutte la strada maestra da seguire nello sviluppo infrastrutturale a turistico delle Dolomiti. Attraverso uno stanziamento già previsto dei fondi per i Comuni di confine – conclude il deputato bellunese – possiamo operare queste progettazioni in modo veloce e in coordinamento con la Provincia di Belluno e la Regione Veneto. Adesso è compito di tutti correre e adempiere a tutti i passaggi burocratici per raggiungere l’obiettivo dell’ anello ferroviario delle Dolomiti».

Il Gazzettino – 25/10/2018

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