Nasce Level, nuova low cost del Gruppo IAG

28 giugno 2018

Si chiama Level ed è la nuova controllata low cost austriaca di IAG, la holding che detiene anche British Airways, Iberia e Vueling. Dal 17 luglio la compagnia collegherà Vienna con 14 destinazioni europee e avrà quattro Airbus A321 basati  presso l’aeroporto della capitale austriaca.
Il 17 luglio verranno lanciati i voli per Londra Gatwick e Palma di Maiorca. Nelle successive quattro settimane, verranno operati per la prima volta anche i collegamenti in partenza da Vienna verso Barcellona, Malaga, Venezia, Olbia, Ibiza, Parigi Charles de Gaulle, Milano Malpensa, Dubrovnik, Larnaca, Alicante, Valencia e Bilbao.
“Stiamo lanciando questa nuova controllata a corto raggio per fornire ai viaggiatori austriaci una scelta più ampia di rotte verso  l’Europa – ha dichiarato Willie Walsh, amministratore delegato di IAG -. Questi collegamenti saranno operati da Level per sfruttare l’enorme successo della nostra nuova offerta low cost a lungo raggio.
Non vediamo l’ora di poter operare nel mercato austriaco attraverso la nostra offerta di voli low-cost. Per dare il via alle operazioni, creeremo circa 200 nuovi posti di lavoro presso la nostra base di Vienna”.

Trasporti-Italia.com – 28/06/2018

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Zaia chiede al governo garanzie su Olimpiadi e grandi opere

Summit con Giorgetti (Lega) e Toninelli (M5S). In Veneto liti continue tra i partiti alleati a Roma

di Marco Bonet

Intensa giornata romana, mercoledì, per il presidente della Regione Luca Zaia, approdato nella capitale in gran segreto (nessuno ne sapeva nulla, né nella Lega né tra i Cinque Stelle) per due importanti incontri, col sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti e col ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Nel primo caso Zaia aveva fatto attenzione ad entrare a Palazzo Chigi dal retro, con discrezione, ma poi è stato individuato dai cronisti che stazionano in Piazza Colonna mentre usciva dal Palazzo per fare due passi in città. Nel secondo caso, invece, è stato lo stesso ministero a diramare una nota stringata: «Il punto sul sistema dei trasporti in Veneto, una discussione ad ampio spettro ha caratterizzato il primo incontro, nella sede del Mit, tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, e il governatore veneto, Luca Zaia, primo presidente di Regione ascoltato dal ministro. Parte così quella che sarà una fisiologica interlocuzione istituzionale, relativa all’obiettivo di rendere sempre più efficiente e sostenibile la mobilità della importante regione del Nordest».

L’incontro di cortesia

Si sa che i due hanno parlato di Pedemontana e di Tav, due opere fortemente osteggiate dal Movimento Cinque Stelle in Veneto, al punto che mentre il governatore leghista vedeva a Roma il ministro pentastellato, i giornali del gruppo Gedi pubblicavano una durissima intervista del capogruppo in Regione del M5S, Jacopo Berti, che paragonava proprio la Pedemontana ad un Mose-bis. Paradossi del governo «carioca», si dirà, che vede i due partiti opposti sul territorio e alleati a livello nazionale, tanto che all’interpretazione data dai leghisti dell’incontro di mercoledì («Un sonoro ceffone a Berti e a tutti i Cinque Stelle veneti, mentre loro abbaiano alla luna Regione e governo si confrontano e dialogano in modo costruttivo e di più, Toninelli tra tutti i presidenti di Regione ha incontrato per primo proprio Zaia») è seguita l’immediata smentita dei pentastellati: «Ma quale collaborazione, si è trattato di un incontro di pura cortesia, chiesto da Zaia e concesso da Toninelli nel mezzo di mille impegni. Si sono presentati e tanti saluti, il ministro non si è assolutamente pronunciato, né in un senso né nell’altro, sulle Grandi Opere del Veneto. E anzi, va avanti la radiografia dei progetti già annunciata dal ministero».

Le Olimpiadi

Capitolo Olimpiadi, il motivo principe dell’incontro con Giorgetti. Quest’ultimo, in giornata, ha rilasciato una breve dichiarazione, totalmente neutra come da abitudine: «La Appendino ci ha dato degli elementi come ce li ha dati Zaia, come c’e li ha dati Sala. Ma quelle sono le loro proposte poi la decisione tocca a noi e va presa entro la prossima settimana». Ma nonostante gli equilibrismi della Lega (anche Salvini martedì si è trincerato dietro un laconico: «Vinca il migliore»), l’impressione diffusa è che la sfida sia ormai a due, con Torino spinta dai Cinque Stelle (nonostante le divisioni interne puntellate da vertici pressoché quotidiani in città) e Milano spinta dalla Lega. Cortina, secondo i rumors di Palazzo, inseguirebbe a grande distanza, anche se Zaia ha avvertito: «Noi non molliamo». Per il governatore, paradossalmente, la vittoria di Milano sarebbe perfino peggiore di quella di Torino, perché se con quest’ultima potrebbe dirsi «tutta colpa dei Cinque Stelle», con Milano bisognerebbe spiegare per quale ragione la Lega lombarda pesi più di quella veneta, nonostante il partito qui sia andato meglio che lì. E difatti i parlamentari veneti del Pd hanno già iniziato a cannoneggiare su questo fronte. Chissà, forse di questo hanno parlato Zaia e Giorgetti provando ad individuare una qualche exit strategy, che magari potrebbe passare dalla scelta di spogliare del tutto la decisione finale del Governo e del Coni della sua coloritura politica, per demandarla esclusivamente alle valutazioni dei tecnici (e il fatto che Zaia abbia chiesto in questi giorni un’asettica «griglia» di valutazione sembra andare proprio in questa direzione).

Corriere del Veneto – 28/06/2018

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La Corte europea: la Tav in Italia costa il doppio

27 giugno 2018

L’Italia spende circa il doppio per le linee ferroviarie ad alta velocità rispetto a Germania, Francia e Spagna. È quanto emerge da un rapporto della Corte dei conti europea, secondo il quale nel nostro Paese ogni chilometro di linea super veloce realizzato finora è costato 28 milioni di euro, contro i 13 dei tedeschi, i 15 dei francesi e i 14 degli spagnoli. Non solo, ma da noi i costi stanno aumentando più velocemente: se consideriamo anche le linee in via di costruzione (esclusi il Brennero e la Torino-Lione), il costo sale a 33 milioni, con una dinamica più rapida rispetto agli altri. Ma il rapporto traccia un quadro poco confortante dell’alta velocità anche a livello europeo che viene giudicata «un sistema disomogeneo e inefficace di reti nazionali mal collegate fra loro». Eppure, dal 2000 a oggi, l’Ue ha messo a disposizione per le linee veloci 23,7 miliardi, più altri 4,4 miliardi destinati proprio all’interoperabilità. La Corte ha inviato funzionari in sei Stati membri (Francia, Spagna, Italia, Germania, Portogallo e Austria) per analizzare la spesa legata ad oltre cinquemila chilometri di linee, pari a circa il 50% dell’intera rete Av dell’Ue, scoprendo che «sforamenti di costi e ritardi costituiscono la regola anziché l’eccezione». Inoltre, «la decisione di costruire si basa spesso su considerazioni politiche e non sono generalmente utilizzate analisi costi-benefici». Tanto che in alcuni casi si apre anche un problema di opportunità: per certe linee, ogni minuto di percorrenza risparmiato costerà più di 100 milioni di euro. Il record va alla Stoccarda-Monaco, con 369 milioni, mentre, sottolinea il rapporto, «se si considerasse seriamente la soluzione alternativa di potenziare le linee convenzionali esistenti, si potrebbero risparmiare miliardi di euro».

Giornale di Brescia – 27/06/2018

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UIC Global Rail Freight Conference: Corradi (Bombardier), crescita importante per il trasporto merci ferroviario

“Il rapporto annuale dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti italiana testimonia come l’Italia abbia realizzato nell’ambito del trasporto merci ferroviario un’importante crescita del valore della produzione (+9,3% dal 2015 al 2016), registrando la miglior performance in termini di tonnellate/chilometro trasportate su ferro rispetto alle sette maggiori economie europee che insieme rappresentano i 2/3 del PIL del Continente (Germania, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Svezia e Polonia)”. Lo ha dichiarato oggi l’amministratore delegato di Bombardier Transportation Italia Luigi Corradi a margine della cerimonia di apertura della sesta edizione della UIC Global Rail Freight Conference, organizzata da UIC in cooperazione con Ferrovie dello Stato Italiane.

“Un traguardo cui Bombardier ha contribuito fornendo soluzioni tecnologiche all’avanguardia per il trasporto su ferro quali ad esempio la nuova locomotiva TRAXX DC3 – ha aggiunto -. L’evento di UIC è l’occasione per radunare i più importanti operatori nazionali e internazionali per confrontarsi su uno sviluppo che metta al centro sostenibilità e intermodalità. Il nostro Paese, per la sua collocazione geografica, è in una posizione strategica e centrale rispetto al sistema di corridoi europei per la mobilità ferroviaria: è un elemento strategico su cui è necessario fare leva non solo per togliere sempre più mezzi pesanti dalla strada – obiettivo fondamentale in chiave di sostenibilità ambientale – ma soprattutto per recuperare competitività per l’intero Sistema Paese”.

Alla Conferenza era presente per Bombardier Transportation anche Oscar Vazquez, Head Sales & Delivery Iberia, Italy, Middle East and South Africa.

Trasporti-Italia.com – 27/06/2018

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Assaeroporti: a maggio passeggeri in crescita, cargo in contrazione

26 giugno 2018

Sono stati 16.467.861 i passeggeri transitati negli aeroporti italiani nel mese di maggio, in aumento del 5,5% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Negativo, invece, l’andamento del traffico cargo, che registra nel mese una diminuzione del 4,3% nei volumi movimentati (100.873,3 ton) rispetto a maggio 2017.
I due principali scali italiani, Roma Fiumicino e Milano Malpensa, hanno registrato rispettivamente una crescita passeggeri del 6,7%, per un totale di 3.921.637 passeggeri, e del 10% con 2.068.385 viaggiatori.
Bene anche Napoli, che cresce del 12,3% (941.828 passeggeri), Genova (+14,6%), Palermo (+14,8). Positivi, anche se più contenuti, anche i risultati degli scali di Venezia (+8,2%), Verona (+8,6%).
Complessivamente nei primi cinque mesi 2018 sono stati 67.431.884 i passeggeri transitati negli aeroporti nazionali, in crescita del 6,2% rispetto allo stesso periodo 2017.

Trasporti-Italia.com – 26/06/2018

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A4: Pizzimenti, ok Tavolo tecnico su emergenza traffico estivo

La Regione istituirà un tavolo tecnico per l’emergenza traffico sulla A4, l’autostrada Trieste-Venezia, coinvolgendo tutti i soggetti interessati al fine di individuare le migliori soluzioni per prevenire una situazione che, come ha confermato l’assessore al Territorio del Friuli Venezia Giulia, Graziano Pizzimenti, “con l’arrivo degli esodi estivi si fa di giorno in giorno più difficile quanto impegnativa da gestire”.

“Vogliamo affrontare in maniera capillare – ha evidenziato Pizzimenti al termine di una riunione a Trieste con i sindacati regionali degli autotrasportatori – un disagio che si ripercuote su tutti coloro i quali si spostano necessariamente per lavoro ma anche su chi affronta viaggi, spesso lunghi e faticosi, per raggiungere la meta delle proprie vacanze o fare ritorno a casa”.

Nel corso dell’incontro odierno, i sindacati hanno chiesto di bloccare ai valichi confinari con Austria e Slovenia i mezzi pesanti in caso di traffico congestionato sulla A4, evitando ulteriori peggioramenti della viabilità e conseguenti stress anche per gli autotrasportatori. A questo proposito, l’assessore si è impegnato a verificare la fattibilità con i soggetti competenti.

Pizzimenti ha infine acquisito anche l’indicazione relativa alla possibile installazione di apposita quanto codificata segnaletica informativa al di fuori dei tratti autostradali, aiutando in questo modo tutti gli utenti a scegliere la percorribilità stradale più adatta.

Regione Friuli Venezia Giulia – 26/06/2018

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Chioggia, linea 80: domande e preoccupazione per la nuova gestione

di Daniela Savian

C’è molta preoccupazione in città per il cambio di gestione della linea 80, quella che garantisce ogni giorno a lavoratori e studenti di arrivare a Venezia. Il 3 maggio è stato firmato il contratto che prevede che la gestione del servizio ora in carico di Actv passerà nelle mani di Veneto Arriva. Tra le novità che questo cambio comporterà vi sono autobus a due piani, una nuova corsa per l’aeroporto di Tessera, ma anche variazioni dei percorsi e numero dei mezzi. Molte le perplessità che sono state messe in luce fin dallo scorso Consiglio Comunale, durante il quale i consiglieri Jonatan Montanariello e Barbara Penzo avevano presentato un ordine del giorno chiedendo delucidazioni. L’impostazione del servizio come inizialmente presentato rischia di creare disagi agli utenti a causa di orari e percorsi non omogenei, capolinea diversificati ed altro.

“Il servizio che hanno presentato è a nostro avviso inadeguato alle necessità della città e dei pendolari” ha commentato Montanariello “La mobilità è un diritto costituzionale. La città metropolitana aveva il dovere di confrontarsi con il territorio toccato prima di accettare il piano”. “È vero che da bando l’azienda ha il diritto di apportare migliorie” prosegue il consigliere “ma per quanto queste possano essere soggettive, a nostro avviso questo cambio non le apporterà. Le corse del mattino sono state ridotte, le corse da Mestre non arrivano tutte al capolinea. Non parliamo dei 51 passaggi previsti per Isola dell’Unione, che soprattutto d’estate sarà un suicidio… Inoltre al 1 giugno non c’è ancora modo di fare un abbonamento con il nuovo gestore!” incalza “Per noi la linea 80 non è una linea ma LA linea, l’unica che ci permette di andare a lavorare, a studiare, all’ospedale e al tribunale. La città metropolitana non può mettere in crisi un servizio così importante per noi”. A peggiorare la situazione il fatto che la commissione consiliare per discutere il piano era stata prevista per il 17 maggio, poi rimandata al 31.

“La società – ha spiegato il sindaco Ferro – avrebbe dovuto anticipare all’amministrazione la strategia ma non l’ha fatto. Meno tempo quindi per discutere eventuali modifiche in vista della partenza della nuova gestione”. A seguito della riunione la posizione del sindaco, dell’assessore ai trasporti Daniele Stecco e di tutti i consiglieri presenti, è ferma: “Chiediamo di mantenere orari e percorsi invariati per evitare disagi agli utenti a seguito del passaggio al nuovo operatore, in attesa che venga valutato con maggiore attenzione il programma di esercizio” ha comunicato l’Assessore Stecco. Città metropolitana e Arriva Veneto sembrano essere disposti a rivedere la proposta in un secondo momento, ma intanto vorrebbero partire col piano previsto il 10 giugno.

Dolfin: “Vogliamo gli stessi servizi di prima”

“Il contratto è stato firmato il giorno 3 maggio e abbiamo avuto modo di conoscere la proposta del servizio della società solo il giorno 16. Nell’arco di breve tempo ci siamo trovati a scoprire che un servizio fondamentale è messo in discussione” spiega il consigliere della Lega Marco Dolfin. “Siamo tutti d’accordo tra colleghi, cittadini e lavoratori, tra cui realtà come Fincatieri, insomma tutti coloro che gravitano intorno a questa linea e che verranno toccati dal disagio. Non riteniamo fattibile partire con queste condizioni: si creano troppi disagi ai pendolari, che sono tanti”. “Noi vogliamo, in sintesi, che anche la nuova società ci dia gli stessi servizi di prima. Se c’è qualcosa da migliorare, ben venga. Ma quello che ci hanno mostrato non sono migliorie, si va anzi verso un peggioramento generale” continua Dolfin “Quello che abbiamo rivendicato è la tranquillità che ci garantiva l’unico servizio pubblico che ci dà la possibilità di essere collegati al resto del mondo. Non può essere che questi abbiano deciso a casa nostra senza tenere conto delle nostre esigenze. Sono venuti solo pochi giorni fa a fare delle verifiche: mi sembra folle, dovevano farlo ben prima. Va bene i nuovi mezzi, va bene la corsa per l’aeroporto… ma più di tutto conta il servizio basilare che era garantito prima, che ora è messo in discussione” “Voglio sottolineare che a quest’azienda auguro buon lavoro” conclude il consigliere “siamo critici, ma in maniera costruttiva”.

laPiazzaweb.it – 26/06/2018

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Enel, parte da Belluno il check-up aereo delle line elettriche

Fino alla fine di luglio l’«occhio elettronico» di E-Distribuzione batterà palmo a palmo le linee elettriche aeree a media tensione allo scopo di rilevare eventuali anomalie presenti sui propri impianti

Parte domani, 27 giugno,  dalla provincia di Belluno la campagna di controllo e monitoraggio in volo delle linee aeree a Media Tensione di E-Distribuzione, per un totale di 29 comuni, 442 Km e 26 ore di volo.

L’obiettivo è quello di ridurre il numero di interruzioni di corrente e migliorare sempre più la qualità del servizio elettrico offerto alla clientela: grazie ai riscontri delle operazioni di sorvolo, incrociati con l’analisi evoluta della rete e la sua manutenzione predittiva, la società del Gruppo Enel punta a verificare «lo stato di salute» delle proprie linee elettriche e, dove necessario, predisporre piani di intervento in grado di prevenire molte cause di potenziali disservizi.

Fino alla fine di luglio l’«occhio elettronico» di E-Distribuzione batterà palmo a palmo le linee elettriche aeree a Media Tensione allo scopo di rilevare eventuali anomalie presenti sui propri impianti.

«Il controllo aereo ed il monitoraggio della rete elettrica – sottolinea Luca Tanzi, responsabile esercizio rete E-Distribuzione Triveneto – rappresentano un’attività fondamentale per garantire un servizio elettrico continuativo e volto all’eccellenza. Si tratta di una tipologia di intervento che presenta molti vantaggi e che nel corso degli anni ci ha permesso di ridurre in modo significativo i tempi necessari per i controlli, aumentandone l’accuratezza, evitando la necessità di interruzioni programmate, garantendo quindi a cittadini e imprese del territorio una rete elettrica affidabile e resiliente».

Il sorvolo a bassa quota delle linee elettriche consente la rilevazione visiva di eventuali anomalie e la ripresa video della situazione degli impianti, con particolare attenzione alla presenza di piante nelle immediate vicinanze dei conduttori, la verifica dello stato dei sostegni, delle mensole, degli isolatori e dei trasformatori posizionati su palo.

Corriere delle Alpi – 26/06/2018

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Infrastrutture in balia di troppe incertezze

24 giugno 2018

di Claudio Baroni

Il piano delle infrastrutture nel contratto di governo è postato in modo tanto vago che può accadere di tutto. Per Brescia e il suo territorio la prospettiva suscita qualche inquietudine, soprattutto per due opere che apparivano ormai imminenti. L’alta velocità ferroviaria nel tratto Brescia-Verona doveva aprire i cantieri più importanti proprio nella seconda metà di quest’anno, mentre l’accordo raggiunto il 7 giugno tra Anas e le imprese Salc per l’autostrada della Valtrompia sembrava aver sgombrato anche gli ultimi ostacoli. Invece tutto potrebbe fermarsi, perché il ministro per le Infrastrutture Toninelli ha annunciato una revisione di Tav e nuove autostrade. Ancora un rinvio?

Sulla necessità dell’autostrada della Valtrompia non ci dovrebbero essere dubbi: su quel tratto di strada passano oltre 40mila veicoli al giorno e una viabilità scorrevole sarebbe preziosa per gli abitanti e le imprese della valle. Talmente preziosa che molte di esse, stanche di aspettare e sfiduciate, hanno preferito scendere in pianura e collocarsi, guarda caso, proprio accanto agli snodi autostradali. Perdere altro tempo sarebbe davvero incomprensibile. Altrettanto indispensabile è il tratto della ferrovia veloce tra Brescia e Verona, una delle tratte più trafficate del continente.

Le due opere ancora in bilico sono l’emblema della storia bresciana delle infrastrutture e dei trasporti. Ad un’occhiata d’insieme, sembra di essere di fronte alla parabola evangelica del buon seminatore. Ci sono progetti che incredibilmente cadono su terreno fertile ed hanno sbocchi ragionevoli e rapidi. Si pensi, tra gli esempi più recenti, alla Brebemi o al tratto della Tav fra Treviglio e Brescia, costruiti in pochi mesi, e con un periodo di progettazione e incubazione non eccessivamente lungo. Ci sono progetti che invece (assai spesso, purtroppo) sembrano cadere tra i sassi e faticano ad attecchire. Qualche esempio, risalendo nel tempo: la superstrada del Garda e quella ancora più tribolata del Sebino e della Valcamonica. Tra questi collocheremmo anche l’autostrada della Valtrompia, sperando che alla fine – per continuare nel paragone con il Vangelo di Marco – il nuovo sole che si è levato non ne bruci le radici.

Ma ci sono anche progetti che sembrano siano caduti tra le spine, come quello della Corda molle. Nome più azzeccato non si sarebbe potuto trovare. Il tratto da Concesio a Capriano risale agli anni Settanta del secolo scorso, l’idea di proseguire fino a Montichiari è del 1992, gli espropri dei terreni sono del 2009 e i lavori sono fermi dal 2012. Centropadane ha mollato tutto: piloni e svincoli slabbrati, sbancamenti ormai preda di cespugli ed erbacce. L’ultima inutile promessa risale a novembre scorso. Le ultime carte bollate sono volate al Tar a maggio. Da pochi mesi Gavio ha rilevato la A21 da Centropadane, gestore in proroga. L’incompiuta della tristezza è ancora lì: tredici chilometri di spine e sterpaglie, dove l’opera soffoca.

Tra i progetti caduti nel nulla verrebbe la voglia di citare – ma solo per provocazione – il traforo del Mortirolo e metterlo sullo stesso tavolo dove oggi si scontrano con i veti austriaci le pretese delle nostre merci di risalire verso il cuore dell’Europa. Anche solo per un attimo, basterebbe pensare a quale mercato avrebbe oggi un tunnel per la Germania a metà strada fra il Brennero ormai intasato e il Gottardo per noi troppo a ovest.

Al di là dei miti infranti, la parabola ha una morale. Molti progetti, anche coraggiosi, sono stati seminati nel Bresciano, ma la loro sorte sembra essere stata legata più al caso che alla razionalità. Perché la Brebemi, per fare un esempio, ha trovato percorso scorrevole ed è stata anche rapidamente agganciata all’A4, mentre l’autostrada della Valtrompia è ancora al palo? Perché l’alta velocità ferroviaria a ovest corre e a est si blocca? Intanto il tempo passa: in attesa dell’autostrada le imprese lasciano la valle, in attesa della Corda molle il traffico trova altre varianti. Sicuramente ognuna di queste opere meriterebbe di essere analizzata nel dettaglio. E gli ostacoli che incontra spesso hanno buone ragioni per essere posti. Ma poi? Quel che manca è una cabina di regia, un tavolo istituzionale che sappia scegliere con rapidità ed efficacia, che colga le priorità. Ma in questo, purtroppo, il Bresciano è la rappresentazione di quanto accade in tutta Italia. Ad ogni passaggio di governo si ridiscute tutto da capo e non è garantito che i nuovi arrivati siano più svegli di quelli che li hanno preceduti. Intanto ognuno sgomita per far prevalere il proprio progetto.

Giornale di Brescia – 24/06/2018

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Trasporti, con il pacchetto mobilità Ue 370 mln di risparmi

23 giugno 2018

Fondazione CS Mare spiega in una guida i vantaggi per le imprese

L’applicazione del terzo pacchetto sulla mobilità varato il 18 maggio dalla Commissione europea significherà 370 milioni di euro di risparmio complessivo fino al 2025 per le imprese di autotrasporto, grazie al telepedaggio stradale; cinquemila nuovi posti di lavoro nel settore con la revisione della direttiva sul noleggio di veicoli senza conducente, 27 miliardi di euro di benefici fra il 2018 e il 2040 in seguito alla digitalizzazione dei documenti. E infine una riduzione dei costi operativi fino al 25%. Sono i numeri riassunti dalla Fondazione Cs Mare – nata nel 2017 come trait d’union fra le istituzioni europee e un bacino di 350 mila aziende italiane – nel book “Destinazione europea in movimento” con le nuove misure e i vantaggi per aziende e sistema.

“Prevediamo che entro il 2022 tutti i mezzi su strada saranno connessi ad internet, in grado di comunicare direttamente tra loro e con le infrastrutture grazie alle nuove tecnologie digitali – commenta Evelin Zubin, presidente della Fondazione CS Mare -. Nel contempo, entro il 2030, le emissioni di C02 per i veicoli pesanti dovranno essere ridotte del 30% rispetto al 2019. Tutto questo porterà a una mobilità su strada più sicura, pulita, accessibile ed efficiente”. Fulcro delle misure proposte nei tre pacchetti sulla mobilità pubblicati dalla Commissione europea sono infatti l’utilizzo di combustibili alternativi e la digitalizzazione del settore trasporti.

Ansa/Mare – 23/06/2018

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