Mare: il Gruppo Grimaldi potenzia l’offerta Italia-Grecia

29 maggio 2018

Migliora l’offerta del Gruppo Grimaldi per i collegamenti marittimi sulle rotte adriatiche tra Italia e Grecia. Con la recente sostituzione delle ro/pax Euroferry Egnazia ed Euroferry Olympia con le navi Florencia e Cartour Gamma, il collegamento tra il porto di Brindisi e quelli greci di Igoumenitsa e Patrasso vede ulteriormente aumentata la capacità di carico in termini di trasporto passeggeri. Il collegamento Brindisi-Igoumenitsa-Patrasso ha frequenza plurigiornaliera sia dall’Italia che dalla penisola ellenica ed è dedicato, oltre al trasporto passeggeri, anche a quello di merci rotabili (automobili, van, camion, semirimorchi, ecc.).

Inoltre, per l’estate alle porte verrà aggiunto lo scalo di Corfù, il quale sarà servito con frequenza settimanale dal 1 giugno e quadrisettimanale (dal giovedì alla domenica) nei mesi di luglio, agosto e primi di settembre. La nave ro/pax Florencia ha una capacità di carico di 2.250 metri lineari nonché di 1.000 passeggeri e 450 auto al seguito. È dotata di cabine interne ed esterne, tutte con aria condizionata e servizi privati, sala poltrone, bar, ristorante self service, sala bambini. La nave ro/pax Cartour Gamma ha una capacità di carico di 2.300 metri lineari nonché di 1.000 passeggeri e 460 auto al seguito. È anch’essa dotata di cabine interne ed esterne tutte con aria condizionata e servizi privati, sala poltrone, bar, ristorante self service.

“Con l’impiego di queste due navi ro/pax di ultima generazione, il Gruppo Grimaldi punta a sviluppare ulteriormente il traffico passeggeri tra Brindisi e la Grecia. La novità di Corfù, metà vacanziera molto ambita, rappresenta una grande opportunità per i flussi turistici provenienti dal Centro-Sud Italia”, afferma Guido Grimaldi, Corporate Short Sea Shipping Commercial Director, Grimaldi Group. “L’ulteriore potenziamento dei nostri collegamenti marittimi plurigiornalieri tra le due sponde dell’Adriatico, caratterizzati da puntualità, affidabilità ed economicità, dimostra ancora una volta la volontà del Gruppo Grimaldi di continuare ad investire negli scali pugliesi”, conclude Guido Grimaldi.

“La strategica posizione geografica e l’importante opera di infrastrutturazione del porto che abbiamo predisposto lo ha reso competitivo e appetibile – commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi- e ha consentito al Gruppo Grimaldi di potenziare la sua offerta su Brindisi. La Grecia, nell’imminente stagione estiva, sarà più vicina non solo per i numerosi turisti che la sceglieranno come meta, ma anche per tutte le imprese che operano nel trasporto merci. Decongestionare strade e autostrade da camion, van e semirimorchi significa aumentare gli standard di sicurezza, soprattutto nei mesi estivi, quando il traffico si intensifica sensibilmente. Esprimo, infine, grande apprezzamento conclude Patroni Griffi- per l’importante investimento effettuato dal Gruppo Grimaldi che ha integrato e sostituito la propria flotta con un naviglio di ultima generazione, che renderà il viaggio più
confortevole a turisti e trasportatori, su un corridoio logistico di estremo interesse per l’AdSP MAM.”

Con questo potenziamento il Gruppo Grimaldi conferma la sua posizione di leadership nel trasporto merci e passeggeri sulle rotte adriatiche tra Italia e Grecia. Il Gruppo offre, infatti, una rete capillare di collegamenti marittimi tra le due sponde dell’Adriatico che annovera anche la linea giornaliera Ancona-Igoumenitsa-Patrasso (estesa a Corfù d’estate), la linea pluri-settimanale VeneziaIgoumenitsa-Patrasso (anch’essa con scalo estivo a Corfù) ed il collegamento trisettimanale BariPatrasso (solo merci).

Trasporti-Italia.com – 29/05/2018

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Porto di Trieste, traffici in aumento nel 1° quadrimestre

La movimentazione complessiva segna + 6,55% rispetto allo stesso periodo del 2017, con 20.370.122 tonnellate di merce movimentata. Crescita a doppia cifra (+ 14,11%) per il settore container

Trend positivo per i traffici al porto di Trieste.

La movimentazione complessiva nel primo quadrimestre del 2018 segna un + 6,55% rispetto allo stesso periodo del 2017, con 20.370.122 tonnellate di merce movimentata.

Crescita a doppia cifra (+ 14,11%) per il settore contenitori con 218.677 TEU.

In aumento anche le rinfuse liquide (+ 5,63%), le rinfuse solide (+ 3,62%), le merci varie (+ 9,21%) e il comparto RO-RO, che con 102.846 unità transitate ha registrato una variazione positiva del + 3,77%.

Per quanto riguarda il traffico ferroviario del primo quadrimestre, 3.083 sono stati i treni movimentati, pari ad un incremento del + 14,95% rispetto ai primi 4 mesi del 2017.

Il Piccolo/Nordest Economia – 29/05/2018

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Lieve calo del traffico delle merci nel porto di Ravenna nel primo quadrimestre

Riduzione del -11,9% dei carichi all’imbarco

Nei primi quattro mesi del 2018 il traffico delle merci movimentato dal porto di Ravenna è lievemente calato del -0,4% essendo ammontato a 8,49 milioni di tonnellate rispetto a 8,52 milioni di tonnellate nel primo quadrimestre dello scorso anno. Le merci allo sbarco sono risultate pari a 7,35 milioni di tonnellate (+1,7%) e quelle all’imbarco a 1,13 milioni di tonnellate (-11,9%).

Complessivamente le merci secche hanno totalizzato 5,66 milioni di tonnellate (+1,9%), di cui 2,18 milioni di tonnellate di prodotti metallurgici (+1,4%), 1,57 milioni di tonnellate di minerali greggi, manufatti e materiali da costruzione (+6,1%), 673mila tonnellate di prodotti agricoli (+32,2%), 593mila tonnellate di concimi (-9,1%), 509mila tonnellate di derrate alimentari (-17,7%), 89mila tonnellate di combustibili e minerali solidi (-5,9%), 20mila tonnellate di minerali e cascami metallurgici (-50,7%), 10mila tonnellate di prodotti chimici e 11mila tonnellate di altri carichi (+63,0%).

Il totale delle rinfuse liquide è stato di 1,51 milioni di tonnellate (-1,8%), di cui 772mila tonnellate di prodotti petroliferi (-12,0%), 352mila tonnellate di derrate alimentari (+22,6%), 298mila tonnellate di prodotti chimici (-0,7%) e 4mila tonnellate di concimi (+0,1%). Nel settore dei container il traffico è stato di 812mila tonnellate (-3,5%) ed è stato realizzato con una movimentazione di contenitori pari a 70.865 teu (-3,8%), mentre nel segmento dei rotabili sono state movimentate 513mila tonnellate di carichi (-13,5%).

Nel solo mese di aprile 2018 il traffico complessivo è stato di 2,19 milioni di tonnellate, con una flessione del -4,9% sull’aprile 2017, di cui 1,45 milioni di tonnellate di merci secche (-5,7%), 407mila tonnellate di rinfuse liquide (-5,3%), 218mila tonnellate di merci containerizzate (+3,0%) e 119mila tonnellate di carichi ro-ro (-7,7%).

InforMare -29/05/2018

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Trasporto: il futuro si chiama networking

28 maggio 2018

Wtransnet chiude a Bologna la seconda edizione di Italy Transport Networking confermando numeri e gradimento. Le aziende puntano su interazioni e consolidamento delle partnership. È allarme per l’aumento del carburante

Successo e consolidamento dei risultati per la seconda edizione di Italy Transport Networking. L’incontro organizzato dalla Fondazione Wtransnet ha portato ancora una volta a Bologna aziende di trasporto e agenzie di spedizionieri, impegnate a confrontarsi e a scambiarsi informazioni utili in modalità accelerata.

La formula degli speed networking, infatti, che riunisce intorno ad un tavolo per un tempo cronometrato di 7 minuti esatti aziende con funzioni tra loro complementari, per gettare le basi di possibili future partnership, è decisamente piaciuta ai partecipanti e i numeri – circa 100 aziende e oltre 200 accreditati – ricalcano la prima edizione dello scorso anno e confermano l’attenzione verso una nuova modalità di incontro, più diretta e meno dispersiva. Ma testimoniano, anche, la crescente necessità di fare rete: trovare partner affidabili per la distribuzione capillare delle merci in zone specifiche del territorio nazionale o internazionale, ma in modo agile, senza dover insediare nuove filiali che impiegherebbero anni per acquisire fette di mercato e sfruttando invece la credibilità ed il know-how dell’azienda partner.

“È un evento unico nel settore” ha detto Anna Esteve, socio fondatore e country manager per l’Italia di Wtransnet. “Tutte le aziende partecipanti sono iscritte alla nostra piattaforma. Noi siamo l’interfaccia tra gli operatori, il punto di incontro tra domanda e offerta e per questo, nella nostra idea di business, anche il garante per le partnership.

Poniamo rigorosi filtri in ingresso: il rispetto di una serie di requisiti e di un codice etico che si traduce in comportamenti leali e trasparenti; indaghiamo sulla solvibilità degli iscritti e svolgiamo in più un monitoraggio costante. In questo modo possiamo offrire ai nostri operatori delle garanzie che li mettano in condizioni di avviare confronti e sinergie più sicuri. Non occorre che investano tempo ed energie per farlo: l’abbiamo già fatto noi.

” Nata nel 2009 a Barcellona, la Fondazione ha cominciato da piccoli incontri, che hanno ricevuto da subito il plauso dei partecipanti e l’incoraggiamento a sviluppare la modalità, presto divenuta un progetto su scala nazionale e decollata dalle iniziali 70 aziende a circa 1.000 in nove anni. Da qui, la decisione di esportare la formula anche ad altri Paesi.

“Siamo arrivati in Italia 4 anni fa e abbiamo notato la medesima esigenza. Italia e Spagna hanno caratteristiche molto simili per quanto riguarda il tessuto imprenditoriale in questo settore e le aziende di trasporto hanno tantissimo lavoro, ma anche enormi difficoltà ad interfacciarsi con la domanda. In più, le incertezze sull’affida bilità e la solvibilità di aziende non conosciute, possono costituire un deterrente” annota la manager catalana.

È in questo che il ruolo di WTransnet si rivela strategico. “Per fortuna, la situazione legislativa italiana favorisce il nostro lavoro, la normativa offre la possibilità di verifica sull’albo e prevede controlli per venire in aiuto delle aziende che lavorano bene”.

Una formula, quella del networking, che piace anche agli sponsor: Alis, Anita, AS24, Espritec, Euler Hermes, Grimaldi, Infogestweb, Interporto di Bologna, LTA, Sima, Soset Transics Italia e Visirun, l’hanno abbracciata e sostenuta ritenendola quella che meglio predispone alla circolazione di buone idee, allo scambio di esperienze, all’applicazione di nuova tecnologia e alla crescita del settore. Presenti alla giornata di Bologna con i loro punti informativi, ciascuna si è detta convinta che questo contesto predisponesse positivamente i partecipanti anche all’accoglimento delle rispettive offerte di servizi dedicati.

La Fondazione, dal canto suo, persegue nuovi obiettivi; nata per offrire servizi al trasporto su gomma, sempre più si muove oggi più verso la multimodalità.

Prossimi step per il gruppo sono la Borsa Noli ma, soprattutto, il nostro nuovo progetto ‘Doc & Data’, un servizio di gestione del processo di qualificazione dei vettori, che permette alle aziende di risparmiare sulle risorse e di dedicarsi interamente al proprio core business.

La formula del meeting cronometrato paga; quasi tutte le aziende partecipanti hanno apprezzato la soluzione, che permette di saltare convenevoli e giri di parole iniziali e di approdare direttamente all’oggetto del colloquio: le possibilità di incontro tra domanda e offerta.

Pochi minuti per raccontare chi sei e cosa fai, altrettanti per ascoltare le necessità e gli obiettivi dell’interlocutore e ci si lascia con uno scambio di contatti e l’impegno ad approfondirli in altro contesto, prima di passare all’interlocutore successivo. Gli incontri più promettenti hanno avuto una seconda chance nel pomeriggio, nella Cargo Area, per quelle aziende che ne hanno fatto richiesta. La soluzione attivata in questa seconda edizione ha registrato 22 tavoli e un totale di 176 incontri effettuati per valutare con più attenzione ipotesi di lavoro e collaborazioni.

Ciò che emerge a caldo dai meeting è la curiosità di imparare dal confronto con gli altri, la volontà di reperire nuove idee da emulare, la ricerca di buone opportunità di business, che si sono ormai decisamente spostate sull’intermodale, grazie anche ai progetti di sviluppo dell’Alta Velocità come dorsale di transito delle merci, la consapevolezza che sempre più in futuro alla gomma sarà riservato l’ultimo miglio. Tutti si muovono alla ricerca di partner affidabili e di relazioni continuative che permettano, da una parte, di investire risorse e, dall’altra, di offrire ai propri clienti soluzioni just in time, per assecondare un’industria che ha cambiato i suoi ritmi produttivi e i parametri di approvvigionamento dei mercati.

Si punta sempre più sulla qualità dei servizi, sulla tecnologia applicata, sulla versatilità e sulla flessibilità di tempi, quantità, qualità, sulla personalizzazione come valore aggiunto nella ricerca di una fidelizzazione oggi sempre più sfuggente.

Impensierisce lo spostamento dei traffici verso Est, che ha dirottato su quelle aree i servizi di trasporto e aumentato i costi. Aprono nuove opportunità paesi come Spagna, Francia, Gran Bretagna, Irlanda e, in generale, tutto il Nord Europa.

Un occhio alla normativa italiana nel settore rivela che molti la considerano stringente ma corretta nel proposito di salvaguardare la forza lavoro e chi operi nel solco delle regole. Preoccupa, infine, la concorrenza spietata praticata da alcuni paesi e l’aumento del costo del carburante per autotrazione, che rischia di far ripiombare il settore nel ciclone della crisi appena lasciata alle spalle.

Ship2Shore.it – 28/05/2018

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Bolzano: nuove iniziative per ridurre l’inquinamento da biossido di azoto

La Giunta provinciale di Bolzano adotta misure anti-smog. Per raggiungere l’obiettivo di abbattere la concentrazione di biossido di azoto nell’aria e rientrare, entro il 2023, al di sotto del valore soglia di 40 microgrammi per metro cubo, la Giunta provinciale di Bolzano approverà entro il 30 giugno il programma N02 2018-2023.
Si tratta di una riduzione dell’inquinamento da biossido di azoto che conterrà anche le misure indicate dai Comuni di Bolzano, Merano,Bressanone e Laives.

Per intervenire, invece, sulle emissioni generate dal traffico sull’autostrada del Brennero, la Provincia vuole valorizzare i risultati del progetto europeo Brenner LEC (Lower Emissions Corridor) con l’obiettivo che la gestione dinamica della velocità venga applicata in modo strutturale a conclusione del progetto. Con Brenner LEC si punta a un traffico di transito maggiormente rispettoso della salute della popolazione residente e più compatibile con le caratteristiche del territorio sensibile attraversato, come quello delle Alpi. A conclusione della prima fase progettuale i primi esiti saranno presentati il 30 maggio.

“Non si tratta solo di rispettare le direttive Ue e le norme ambientali, in primo luogo abbiamo l’obbligo di agire per tutelare la salute dei cittadini”, afferma l’assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner. Con queste motivazioni, Theiner ha inviato una lettera alla Presidenza del Consiglio dei ministri e a Ministero dell’Ambiente sollecitando la convocazione dell’apposito Comitato tecnico. In quella sede l’assessore intende illustrare i risultati ottenuti durante le sperimentazioni del progetto Brenner LEC e fare così un passo in avanti verso la riduzione della velocità massima consentita su tre tratti autostradali altoatesini dell’A22.

Per ridurre la velocità ai fini ambientali lungo l’autostrada del Brennero è necessaria, però, una direttiva del Ministero dei trasporti, direttiva la cui emanazione è stata chiesta dal Consiglio provinciale di Bolzano e ribadita al ministro Graziano Delrio da parte del presidente della Provincia Arno Kompatscher. La Provincia, come fa presente l’assessore Theiner nella lettera, è tuttora disponibile a collaborare per giungere quanto prima all’applicazione concreta anche delle altre misure proposte e per le quali si era concordato di eseguire ulteriori approfondimenti, ovvero il trasferimento da gomma su rotaia di quote di veicoli pesanti in transito e la liberalizzazione del tratto autostradale compreso tra i caselli di Bolzano-Nord e Bolzano-Sud. Anche questi provvedimenti contribuirebbero ad una riduzione dell’NO2 vicino all’autostrada in tempi relativamente brevi.

“L’annuncio dal governatore Arno Kompatscher di vietare il traffico di transito ai veicoli pesanti lungo la SS 12 nella Valle Isarco e nella Wipptal va assolutamente nella giusta direzione”, dichiara Herbert Dorfmann, presidente del Südtiroler Volkspartei nella Valle Isarco. Secondo un censimento del comune di Chiusa, la strada statale è stata attraversata da un totale di 27 mila tir durante le prime due settimane di maggio. Nelle ore di punta, sono passati 300 camion all’ora. “Questo significa che nei centri abitati della Valle Isarco passano tanti tir quanti il governo del Tirolo, che ha imposto un numero chiuso, ne lascia passare sulla sua autostrada. Si tratta di una situazione assurda, che va risolta al più presto. I centri abitati della Valle Isarco e della Wipptal non possono essere vittima di una valanga di veicoli senza precedenti proveniente dal Brennero”, aggiunge Dorfmann.
“Immediatamente dopo il rinnovo della concessione dell’A22, che si spera sia imminente, il governo provinciale dovrà prendere delle decisioni coraggiose per regolare il traffico lungo l’autostrada”, conclude.

Trasporti-Italia.com – 28/05/2018

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Confetra elenca le urgenze per il settore della logistica

26 maggio 2018

Le azioni a Bruxelles, lo sportello unico doganale, le tassazioni delle AdsP, la reciprocità con la Cina, il coordinamento sulle problematiche del mare, gli interventi infrastrutturali di rete

In attesa che il nuovo governo s’insedi in chiave operativa, sono le categorie della logistica a riassumere le problematiche più urgenti da affrontare. Ne parliamo con il presidente di Confetra, la Confederazione del trasporto e della logistica nazionale, Nereo Paolo Marcucci. Ecco l’intervista.

Il primo quadrimestre del 2018 conferma o no i dati della nota congiunturale gennaio-dicembre 2017 che Confetra ha pubblicato a marzo?

“Nel 2017 abbiamo registrato il consolidamento della ripresa economica attraverso l’indicatore degli scambi internazionali: più trasporto merci per ferrovia, più cargo aereo per la ripresa dell’export di prodotti di valore; più traffico marittimo per il recupero di quote di traffico precedentemente distratte dai porti nordeuropei, più autotrasporto sia nel Paese che in Europa. Il primo quadrimestre 2018 ha confermato quindi il trend positivo: ma lo scenario degli scambi internazionali non è più così stabile e prevedibile. Azioni e reazioni, scelte tattiche o strategiche su dazi e Brexit influenzeranno il futuro. In agenda abbiamo diversi momenti di approfondimento.

Quali interventi vi attendete da parte del nuovo Governo?

“Riteniamo si debba proseguire nella linea di interventi di politica industriale (multisettoriale, multimodale, infrastrutturale, organizzativa ecc) degli ultimi anni, dando applicazione a norme già esistenti come lo sportello unico doganale e dei controlli per poi continuare a semplificare gli adempimenti e le procedure come recentemente suggerito da Fedespedi tanto che pensiamo ad un crash program da presentare al nuovo governo.

È perfino di buon senso continuare a presidiare Bruxelles con peso e competenze adeguate. È urgente contrastare la pretesa di assoggettare a tassazione le entrate delle AdSP. Questo mi pare uno di quei casi in cui un Paese è chiamato a fare sistema per affermare le proprie fin troppo evidenti ragioni. Quando ci abbiamo provato per il General block exemption regulation o per il regolamento sugli aiuti di Stato abbiamo portato a casa risultati positivi.

L’agenda europea 2018 non permette assenze o distrazioni considerando che sarà impegnata su temi come l’impatto delle integrazioni verticali ed orizzontali sulla fair competition, la “reciprocità” con i paesi terzi come la Cina nelle regole per gli investimenti portuali e logistici, il rapporto “doganale” tra Regno Unito e Unione Europea e degli assessment di rischio per l’import export, l’armonizzazione della legislazione ambientale …il bilancio 2020-2027….

È inoltre fondamentale che l’Italia assuma un ruolo guida nella politica delle Alpi. Vanno in controtendenza rispetto alla nostra necessità di partecipare al mercato unico europeo: la decisione del Tirolo, appoggiata anche dal governo centrale di Vienna, di limitare il transito dei Tir al Brennero, i controlli vessatori degli svizzeri e le ordinanze che singoli comuni francesi hanno emesso per bloccare il traffico dei camion verso i Colli di Tenda e della Maddalena, con conseguenze gravissime sull’economia della provincia di Cuneo. Per noi è evidente che una politica di buon vicinato postula il trasferimento di significative quote di traffico dalla gomma al ferro ma è altrettanto evidente che questo risultato lo si può ottenere solo gradualmente e che decisioni unilaterali sono inaccettabili.

Alcuni sostengono che sia opportuno ripristinare il Ministero del Mare.

“È auspicabile il miglior coordinamento attraverso un sottosegretario che coordini i sei diversi ministeri che hanno competenze sul mare a proposito di immigrazione, safety, security, turismo marittimo e costiero, energie rinnovabili, acquacultura, nautica diportistica ecc. Ritengo invece sarebbe controproducente istituzionalizzare una competenza specifica e diversa su una parte della rete della mobilità delle merci e delle persone. Il successo di un sistema logistico dipende dal livello di coerenza negli investimenti e nell’integrazione delle funzioni e dei ruoli. Per questo è appropriato un Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Recentemente Confetra ha espresso preoccupazione sul futuro della rete infrastrutturale e ha richiesto un incontro sul DEF al capogruppo della Lega a Montecitorio?

“Abbiamo incontrato l’onorevole Giorgetti dopo aver ripetutamente letto sulla stampa di cancellazione di interventi infrastrutturali alcuni dei quali riteniamo siano indispensabili. L’onorevole Giorgetti con il quale abbiamo avuto un colloquio franco e costruttivo ha confermato la posizione della sua forza politica a proposito, ad esempio, del Terzo Valico che riteniamo indispensabile per i porti tirrenici, in particolare per quello di Genova. Valuteremo al più presto il programma di governo anche con le altre confederazioni, se saranno disponibili.

C’è qualche turbolenza anche nel mondo associativo?

“La rappresentatività di Confetra è stata confermata dalla nomina del suo presidente nel Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro in rappresentanza delle associazioni del trasporto e della logistica. Un organo di rilievo costituzionale che intende lavorare meglio, di più ed a titolo gratuito”. “Molti degli argomenti e delle riflessioni presentate dal presidente Boccia, sono anche nostri”. Così il presidente della Confetra, Nereo Marcucci, a margine dell’Assemblea di Confindustria tenutasi mercoledì presso l’Auditorium Parco della Musica a Roma. “L’esigenza di alleggerire il carico amministrativo e burocratico che grava sulle nostre imprese rappresenta oggi una priorità assoluta per chi opera sui mercati internazionali cercando di affermare la capacità e la qualità del sistema produttivo Made in Italy. Sia il livello istituzionale che quello amministrativo presentano elementi di frammentazione esasperati, che rendono il processo decisionale poco lineare, e che producono un insopportabile sciupio di tempo, risorse, talento, intelligenze. Il tema della semplificazione e della costruzione di un sistema pubblico business friendly rappresenta un terreno sul quale, al pari di tanti altri, le grandi Confederazioni rappresentative delle categorie produttive possono coerentemente presentare al nuovo Governo un punto di vista unitario. Dobbiamo rafforzare la coesione, i momenti comuni di analisi e proposta, ed auspicabilmente giungere ad una Agenda unitaria. Nei prossimi giorni si terrà anche l’assemblea generale di Confcommercio, ed il prossimo ottobre quella di Confetra. Vanno costruite tutte le condizioni affinché le tre Confederazioni, e le rispettive articolazioni trasportistiche e logistiche, lavorino insieme. La manifattura non può non concepirsi essa stessa come il vero innesco di una moderna ed innovativa supply chain logistica, e la logistica rappresenta oggi il vero valore aggiunto per rendere le nostre produzioni competitive nel mondo. Dobbiamo eccellere nella qualità della proposta, da sottoporre ai decisori istituzionali, ma anche nella autorevolezza della rappresentanza e nella capacità di “fare sistema”. Quest’ultimo aspetto, che tanto invochiamo quando i destinatari sono i nostri interlocutori istituzionali, deve anzitutto valere per le principali rappresentanze associative. Ne va della nostra stessa credibilità” conclude Marcucci.

La Gazzetta Marittima – 26/05/2018

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«Dal Bbt circa 50 milioni per le aziende locali»

La risposta di Zurlo (Bbt-Se) all’appello di Camera di commercio e operatori: «Sono previsti per misure di compensazione che saranno presto affidate»

“L’edilizia locale non va ignorata nell’affidamento dei lavori della Galleria di Base del Brennero. Per questo motivo la Camera di commercio di Bolzano vuole informare, insieme alla Bbt Se, sulle opportunità offerte all’economia locale”. L’ha detto il presidente della Camera di commercio Michl Ebner nel discorso introduttivo alla tavola rotonda organizzata alla Camera di commercio di Bolzano con i vertici della stessa Camera e rappresentanti di lvh.apa – Confartigianato Imprese e del Collegio dei Costruttori Edili. In primo piano le misure previste nel territorio interessato dai cantieri del Bbt.

D’accordo con Ebner si sono detti Thomas Pardeller, direttore di lvh.apa – Confartigianato Imprese, e Michael Auer, vice presidente del Collegio dei costruttori edili, che hanno richiesto con forza la suddivisione dei lotti in piccole opere, facendo notare che fino ad oggi alle imprese locali sono stati conferiti solo incarichi minori.

Nel corso dell’incontro, l’amministratore della Bbt Se Raffaele Zurlo ha parlato delle misure previste nell’area interessata dal progetto. Zurlo ha sottolineato che anche le piccole e medie imprese locali possono ancora parteciparvi: “Esistono opere più piccole e accessorie fino a otto milioni di euro per le quali non sono state ancora effettuate le rispettive gare. Per le piccole e medie imprese locali sono previsti inoltre anche quasi 50 milioni di euro per misure di compensazione, che saranno affidati in parte dalla stessa Bbt Se, dagli uffici provinciali e comunali competenti oppure dalla Rfi – rete ferroviaria italiana”.

I lavori per la costruzione della Galleria di Base del Brennero sono iniziati nel 2007 e dovrebbero concludersi entro il 2027. La Galleria sarà il tunnel ferroviario più lungo del mondo, con una lunghezza complessiva di circa 230 chilometri, di cui 82 già scavati. Per il 2018 è previsto l’avanzamento per ulteriori 20 chilometri.

I costi complessivi vengono stimati in 8,3 miliardi di euro, di cui il 40 per cento viene coperto dall’Unione Europea, e il rimanente 60 per cento viene suddiviso tra Italia e Austria. Con oltre 600 operai, la Galleria di Base del Brennero è anche il cantiere più grande dell’Alto Adige. Allo stesso tempo, dichiarano i responsabili, “si è anche dimostrato il cantiere più sicuro, in quanto registra un numero di infortuni di lunga inferiore a quello di cantieri di dimensioni paragonabili”.

Alto Adige –  26/05/2018

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Aeroporto, Marchi punta a 20 milioni di passeggeri. «Seconda pista, teniamo le aree libere»

Parte l’ampliamento dell’area extra Schengen. Allo studio il nuovo master plan fino al 2031

di Gloria Bertasi

Lo skyline di vele ricorda le Gaggiandre dell’Arsenale e all’interno, il controsoffitto in tessuto darà la suggestione di trovarsi in un edificio nuovo ma dal forte legame con il passato. È il nuovo terminal per i passeggeri extra Schengen dell’aeroporto Marco Polo per cui ieri è stata posata la prima pietra: un omaggio alle strutture realizzate dalla Serenissima nel Cinquecento per il ricovero delle galere all’Arsenale. «Sarà la nuova Gaggiandra», ha detto l’architetto Giulio De Carli.

Ieri, l’aeroporto Marco Polo di Tessera ha segnato un nuovo step del suo ampliamento, partito nel 2016 con l’inaugurazione di darsena e moving walkway e proseguito nel 2017 con la hall che accoglie i passeggeri. Alla presenza della presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati ieri pomeriggio c’è stato l’avvio ufficiale dei cantieri che porteranno alla realizzazione di 3.200 metri quadrati di nuovi servizi per chi viaggia fuori Europa. «Il Veneto, locomotiva del Paese e terra d’innovazione, ha scontato per troppi anni la mancanza di adeguate attenzioni da parte del pubblico — ha detto la presidente — Invece, il privato, come Save, ha mostrato di saper viaggiare ad alte velocità». La prima parte del terminal, pari all’80 per cento del totale, sarà pronta il prossimo aprile ma l’intera struttura (estensione sala arrivi, ampliamento partenze, nuovo torrino con due finger collegato al terminal da un pontile fisso) sarà finita nel 2020 con un investimento di 28 milioni di euro, che rientrano negli oltre 850 del master plan 2012-2021. «Il traffico Extra Schengen rappresenta il 32 per cento del totale — ha detto il presidente di Save Enrico Marchi —. Siamo passati da 6,8 milioni di passeggeri nel 2008 a 10,4 nel dicembre 2017 e nei primi quattro mesi dell’anno siamo cresciuti del 7 per cento».

Save, d’altronde, deve espandersi ed investire: nel 2017 l’assetto aziendale è cambiato (Marchi e i fondi Infravia e Infrahub hanno creato il Milione per rilevare tutte le quote societarie con un prestito di 440 milioni) e per ripagare i mutui i passeggeri devono raddoppiare, arrivando a 20,6 milioni nel 2040. Per raggiungere l’obiettivo, al Marco Polo già si lavora ad un nuovo master plan. I progetti ancora non ci sono ma si potrebbe tornare a parlare di seconda pista per far fronte al sempre maggiore traffico aereo: «I lavori di adeguamento alle piste attuali partono a settembre — ha spiegato Marchi — L’attuale master plan non prevede la seconda pista, ora affrontiamo il business plan 2022-2031 e nell’ambito di questa fase esamineremo se servirà, naturalmente la nostra preoccupazione è che ci siano le condizioni perché se sarà necessario, si possa fare». È stata messa, invece, una pietra tombale sull’espansione allo scalo di Trieste: «Non partecipiamo alla gara, per condizioni economiche e di governance non ci pareva interessante», ha concluso.

Regione e Comune nel frattempo stanno lavorando alla realizzazione del collegamento via treno: «Rfi sta progettando la bretella — ha spiegato l’assessore regionale alla Mobilità Elisa de Berti — Porterà ancora più passeggeri». Ha aggiunto il sindaco Luigi Brugnaro: «Ci sarà anche la fermata stadio, ringrazio tutti quelli che lavorano al Marco Polo, il cui sviluppo è fondamentale ma spesso è oggetto di attacchi insidiosi».

Corriere del Veneto – 26/05/2018

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Raffica di nuovi voli per Volotea

25 maggio 2018

Partirà domani, 26 maggio, il volo inaugurale di Volotea tra Ancona e Palermo. La nuova tratta avrà due frequenze settimanali, ogni martedì e sabato per un totale di oltre 11.700 posti in vendita. Inoltre, sempre il 26 maggio il vettore ha confermato il ripristino della tratta alla volta di Cagliari. Salgono così a 3 le destinazioni da e per Ancona raggiungibili a bordo degli aeromobili della low-cost.
Sempre domandi sarà inaugurata anche la nuova rotta Genova – Lampedusa, disponibile ogni sabato per tutto il periodo estivo. E per la gioia di tutti coloro che decidono di decollare da Lampedusa, Volotea ha già riattivato anche i collegamenti estivi alla volta di Milano Bergamo e Venezia, operativi entrambi dal 5 maggio – 2 frequenze a settimana ogni sabato e domenica.
Novità anche per l’aeroporto Catullo di Verona dove la compagnia sta per inaugurare 5 nuove destinazioni: dal 26 maggio, sarà possibile decollare alla volta di Lamezia Terme (2 volte alla settimana, martedì e sabato), mentre è confermato per il 31 maggio l’avvio del nuovo collegamento per Atene (2 frequenze settimanali, giovedì e domenica). Dal 2 giugno i passeggeri in partenza dallo scalo veneto potranno volare verso Pantelleria (una volta alla settimana, il sabato) e dal 6 giugno verso Faro, prima destinazione dall’Italia al Portogallo (una volta alla settimana, il mercoledì). Infine, il 29 giugno, Volotea inaugurerà un nuovo volo diretto alla volta di Creta.
La compagnia ha confermato anche 8 ripartenze per le prossime settimane: il 26 maggio ripartiranno i collegamenti con Alghero, Lampedusa, Ibiza e Cork. I voli per Santorini saranno riattivati il 29 maggio, mentre il giorno successivo si ricomincerà a volare per Palma di Maiorca. Infine Mykonos sarà di nuovo raggiungibile dal 1° giugno e Minorca dal 2 giugno.

Trasporti-Italia.com – 25/05/2018

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Privatizzazione di Trieste Airport, Venezia si chiama fuori

Marchi (Save): “Non partecipiamo all’asta, mancano convenienti condizioni di governance ed economiche”

Venezia snobba l’operazione di privatizzazione di Trieste Airport. La “sentenza”, molto dura anche se non nuova né nelle argomentazioni né nei toni, arriva da Enrico Marchi: «Non partecipiamo ad operazioni economiche sull’aeroporto di Trieste – spiega il presidente di Save, società veneziana che gestisce il sistema aeroportuale veneto -. Non riteniamo ci siano condizioni di governance ed economiche convenienti».

La scadenza del bando di gara è fissato per il 6 giugno, il trasferimento delle azioni dovrebbe perfezionarsi entro la fine dell’estate. In vendita c’è il 45% delle quote di una spa al 100% di proprietà della Regione Fvg. Gli obiettivi? Un investimento da 40 milioni a seguito di una valutazione dello scalo, effettuata dall’advisor Kpmg (lo studio legale è Dentons) pari a circa 70 milioni. Nel caso in cui, per i tre anni successivi, il socio privato concretizzi un incremento del traffico del 7% annuo, oltre a rispettare altri obiettivi basati sul vincolo del miglioramento dei parametri del piano industriale, potrà incamerare un ulteriore 10%.

C’è ora da capire quali “attori” presenteranno offerte per l’acquisto di una quota minoritaria dello scalo regionale. Nei giorni scorsi era stata ventilata la possibilità dell’interesse da parte della società che attualmente gestisce l’aeroporto bergamasco di Orio al Serio. Poi ci sarebbero anche potenziali acquirenti dall’estero. Credo che la porta chiusa in faccia da Venezia non è un segnale troppo rassicurante.

Il Piccolo – 25/05/2018

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