Accordo di codeshare tra Alitalia e Royal Air Maroc

31 maggio 2018

Alitalia ha siglato un accordo di codeshare con Royal Air Maroc, grazie al quale i passeggeri avranno a disposizione un numero maggiore di collegamenti fra l’Italia e il Marocco, facilitando i viaggi per turismo o affari grazie a migliori orari dei voli fra i due Paesi.
Alitalia effettua un volo giornaliero fra Roma e Casablanca e, grazie al nuovo accordo commerciale, potrà estendere ulteriormente l’offerta di collegamenti in Nord Africa.
La compagnia italiana ha applicato il proprio codice di volo ‘AZ’ ai voli di Royal Air Maroc fra Roma, Milano Malpensa, Bologna, Torino, Venezia, Napoli e Casablanca, oltre a numerosi collegamenti effettuati dalla compagnia marocchina dal suo hub di Casablanca verso 11 destinazioni nel Paese: Agadir, Beni Mellal, Errachidia, Fez, Dakhla, Hassan/Laayoune, Nador, Oujda, Ouarzazate, Marrakech e Tangeri.
Royal Air Maroc ha rafforzato la propria offerta in Italia applicando il codice “AT” al volo giornaliero Casablanca-Roma di Alitalia e ai collegamenti della compagnia italiana fra Roma e 15 destinazioni domestiche: Brindisi, Bologna, Bari, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Pisa, Reggio Calabria, Lamezia Terme, Torino, Trieste, Verona e Venezia.

Trasporti-Italia.com – 31/05/2018

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Iata: ad aprile crescita passeggeri in rallentamento

L’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) ha diffuso i dati di traffico passeggeri relativi al mese di aprile di quest’anno, che registrano una crescita del 6,2% rispetto allo stesso mese 2017, dunque in calo rispetto al 9,7% di marzo, che ha segnato il picco di crescita degli ultimi 12 mesi. Il paragone con i dati di aprile 2017 deve però tenere conto del fatto che lo scorso anno la Pasqua cadeva più tardi nel mese, impattando dunque in maniera determinante sui flussi di traffico passeggeri.
In aumento nel mese anche la capacità, del 5,9%, e il load factor, che si attesta all’82,3% (+0,2%), segnando in questo secondo caso un vero record per il mese di aprile, sorpassando il record dello scorso anno (82,1%).
“La domanda di viaggi aerei continua a mantenersi al di sopra della tendenza di lungo termine – ha sottolineato Alexandre de Juniac, direttore generale e ceo Iata -. A dispetto di ciò, gli aumenti dei costi sostenuti dalle compagnie aeree, in particolare i prezzi dei carburanti, ci lasciano supporre che è improbabile assistere nel 2018 a un ulteriore input da parte di tariffe più basse, rispetto agli anni precedenti”.
Il traffico internazionale è cresciuto ad aprile del 4,8%. Tutte le regioni hanno registrato traffico in crescita rispetto allo stesso mese 2017 ma tutti con percentuali inferiori rispetto a quelle registrate a marzo. La capacità è cresciuta del 4,9%, mentre il load factor medio registra una leggera contrazione (-0,1%), attestandosi all’81,4%.
La regione ad aver registrato la crescita maggiore è l’Asia-Pacifico (+8,5%); in aumento del 4,1% i passeggeri anche in Medio Oriente; in Europa la crescita è stata del 3,4%; crescita contenuta, invece, per il Nord America (+0,9%); in America Latina il traffico ha registrato una crescita del 6,4%; in Africa i passeggeri sono aumentati del 5,1%.
Nel mese di aprile il traffico domestico è cresciuto dell’8,5%, spinto da una crescita a doppia cifra in India e Cina. La capacità è cresciuta del 7,6% e anche il load factor registra un aumento dello 0,7%, attestandosi all’84%.

Trasporti-Italia.com – 31/05/2018

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Assaeroporti: ad aprile passeggeri in crescita del 5,9%

Aprile di crescita per gli aeroporti italiani. I passeggeri complessivi sono stati 15.365.963, in aumento del 5,9% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. I due principali scali italiani, Roma Fiumicino e Milano Malpensa, hanno registrato rispettivamente una crescita del 5,9% per un totale di 3.671.955 passeggeri e del 9% con 2.049.678 viaggiatori. Bene anche Venezia, che cresce del 7,6% (915.097 passeggeri), Bari e Bergamo, che segnano entrambi un incremento del 9,3%, Catania che sale dell’8,2% e Verona (+9,8%).
Una menzione particolare merita l’aeroporto di Napoli che registra un incremento del 25,8% ad aprile e del 38,7% nei primi quattro mesi dell’anno, grazie soprattutto all’implementazione del network dei voli di linea diretti, quasi raddoppiato (99 destinazioni tra nazionali e internazionali). Dati in forte crescita comunque anche per Palermo (+15,2%) e per Genova (+15,7%).
Per quanto riguarda i movimenti aerei aprile ha riportato un miglioramento del 2,9% a quota 128.389 unità mentre le merci hanno segnato un lieve incremento (+0,7% per un totale di 95.127 tonnellate movimentate).

Trasporti-Italia.com – 31/05/2018

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Pubblicato il decreto per l’entrata del porto di Monfalcone nell’AdSP del Mar Adriatico Orientale

Soddisfazione di Confetra Fiuli Venezia Giulia

Ieri sulla “Gazzetta Ufficiale” è stato pubblicato il decreto del presidente della Repubblica n. 57 del 29 marzo scorso relativo all’inserimento del porto di Monfalcone nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale, ente che già amministra il porto di Trieste.

Confetra Fiuli Venezia Giulia (ASPT – ASTRA Friuli Venezia Giulia Associazione Spedizionieri del Porto di Trieste, Associazione Agenti Marittimi Friuli Venezia Giulia e AN.TE.P. Associazione Nazionale Terminalisti Portuali – Sezione Friuli Venezia Giulia) ha espresso grande soddisfazione per l’entrata del porto di Monfalcone nel sistema portuale del Mare Adriatico Orientale. «Con tale atto – rileva in una nota l’organizzazione confederale – anche l’amministrazione pubblica procede di pari passo con l’azione privata, che all’interno di un progetto confederale riunisce le associazioni regionali della logistica. Tale provvedimento, a lungo atteso e auspicato da Confetra FVG, è un tassello fondamentale sulla strada per creare finalmente quella piattaforma logistica regionale e munirla dei necessari strumenti di coordinamento e pianificazione, indispensabili per garantire agli operatori privati un contesto lavorativo stabile ed efficiente, gettando le basi per l’ulteriore crescita del comparto logistico regionale con importanti ricadute occupazionali e di ulteriore sviluppo dei traffici».

InforMare -31/05/2018

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Nei primi quattro mesi del 2018 il traffico delle merci nel porto di Venezia è cresciuto del +9,4%

I crocieristi sono stati 148 mila (+18,4%)

Nel primo quadrimestre del 2018 il porto di Venezia ha movimentato 8,97 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del +9,4% sullo stesso periodo dello scorso anno, di cui 7,14 milioni di tonnellate di carichi allo sbarco (+10,4%) e 1,82 milioni di tonnellate all’imbarco (+5,7%).

Nel settore delle merci varie il traffico è cresciuto del +2,5% a 3,22 milioni di tonnellate, di cui 1,83 milioni di tonnellate di merci in container (-1,6%) realizzate con una movimentazione di contenitori pari a 201.901 teu (+0,2%), 671 mila tonnellate di rotabili (+34,1%) e 775 mila tonnellate di altre merci (-5,6%).

Il totale delle rinfuse liquide è ammontato a 3,13 milioni di tonnellate (+11,2%), di cui 2,58 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi raffinati (+12,6%), 432 mila tonnellate di prodotti chimici (-3,4%) e 119 mila tonnellate di altri carichi liquidi (+52,5%). Le rinfuse solide sono state pari a 2,61 milioni di tonnellate (+16,8%), di cui 812 mila tonnellate di prodotti metallurgici (+109,0%), 656 mila tonnellate di carbone e lignite (-31,6%), 476 mila tonnellate di mangimi, foraggi e semi oleosi (+14,0%), 391 mila tonnellate di cereali (+52,1%), 146 mila tonnellate di minerali e materiali da costruzione (+62,2%), 49 mila tonnellate di prodotti chimici (+67,9%) e 84 mila tonnellate di altre rinfuse secche (-12,7%).

Nei primi quattro mesi di quest’anno i crocieristi giunti a Venezia sono stati 148 mila (+18,4%), di cui 133 mila all’imbarco-sbarco (+17,5%) e 15 mila in transito (+27,5%).

Nel solo mese di aprile 2018 il porto ha movimentato globalmente 2,13 milioni di tonnellate di merci, con un aumento del +8,7% sull’aprile 2017, di cui 1,64 milioni di tonnellate di merci allo sbarco (+9,6%) e 489 mila all’imbarco (+6,1%). Il totale delle merci varie è stato di 839 mila tonnellate (+6,9%), di cui 489 mila tonnellate di merci in container (+5,6%), 152 mila tonnellate di rotabili (+20,3%) e 199 mila tonnellate di altre merci generali (+1,3%). Rinfuse liquide e solide sono cresciute rispettivamente del +7,9% e del +13,2% a 799 mila e 490 mila tonnellate. I crocieristi sono stati 121 mila (+2,7%).

InforMare – 31/05/2018

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Autobrennero, con la velocità ridotta meno code e inquinamento

30 maggio 2018

di Silvia Pagliuca

Un’andatura più lenta assicurerà autostrade più green e meno congestionate dal traffico? Gli esperti di BrennerLec assicurano di sì. Questa mattina, 30 maggio, nella sede dell’A22 a Trento, sono stati presentati i primi risultati del progetto europeo Brenner Lower Emmissions Corridor, o più semplicemente BrennerLec, che coinvolge la tratta compresa tra Rovereto sud e Bolzano nord per sperimentare nuove modalità di transito che possano consentire di realizzare un Corridoio del Brennero a emissioni ridotte. Il progetto, nel suo primo anno di attivazione, ha visto il monitoraggio di due aree: la tratta Trento sud-Rovereto sud su cui è stata testata la gestione dinamica della capacità autostradale e la tratta Egna – San Michele all’Adige su cui è stata valutata la qualità dell’aria a seconda della variazione della velocità massima consentita. Ed è proprio in questa tratta che si sono ottenuti i risultati più interessanti. Si è rilevato, infatti, che con una riduzione media di appena di 15 km/h, il biossido di azoto (NO2) nelle zone immediatamente a ridosso dell’autostrada, è calato del 10% in entrambe le carreggiate. Il dato arriva a seguito di un test eseguito durante più di 1.200 ore distribuite nelle varie stagioni dell’anno, durante le quali agli automobilisti è stato chiesto con pannelli a messaggio variabile di abbassare la velocità di marcia da 130 km/h a 110, 100 e 90 km/h. Suggerimento seguito da 7 auto su 10 (e questo nonostante non fossero previste delle sanzioni!) con conseguenze decisamente positive per l’ambiente.

 Autobrennero, sensori a stato solido

Nel tratto Trento sud-Rovereto sud, invece, l’esperimento ha dimostrato come riducendo la velocità a seconda delle esigenze, sia aumentata dell’8% la capacità autostradale. Dunque: meno code, meno traffico irregolare con improvvisi cambi di velocità e più veicoli per chilometro con, di conseguenza, un abbattimento del tempo di percorrenza. La sperimentazione in questo tratto è stata eseguita per oltre 20 giornate caratterizzate da traffico intenso, in particolare durante l’estate e a ridosso delle festività. I test hanno visto l’istallazione di tre stazioni fisse per il rilevamento della qualità dell’aria, due delle quali posizionate nel tratto altoatesino di Egna, e l’applicazione di sensori con dispositivi a stato solido. «Si tratta di sensori altamente innovativi, più economici e veloci rispetto a quelli usati tradizionalmente che ci consentiranno di monitorare più tratti con costi più contenuti e che già stiamo provvedendo a istallare su altre 13 postazioni» – spiega Dino Zardi, ricercatore dell’Università degli Studi di Trento che si è occupato del progetto.

Autobrennero, progetto unico in Italia

«I risultati sono particolarmente importanti perché l’A22 è l’unica autostrada in Italia in cui è consentito ridurre la velocità per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. BrennerLec, dunque, è un progetto unico nel suo genere i cui risultati sono strategici sia a livello locale che nazionale. Già da tempo, infatti, chiediamo al governo italiano di poter applicare la riduzione della velocità massima in maniera strutturale e per la prima volta potremo supportare la nostra richiesta con dati oggettivi e concretamente misurati» – commenta Richard Theiner, assessore allo sviluppo del territorio, ambiente ed energia della Provincia autonoma di Bolzano. Linea politica questa condivisa anche dall’assessore alle infrastrutture e all’ambiente della Provincia Autonoma di Trento, Mauro Gilmozzi, che ricordando i recenti contingentamenti imposti dall’Austria, aggiunge: «Dobbiamo passare da una logica di semplice regolamentazione del traffico a una più orientata al governo dei flussi, ma potremo farlo solo se ragioneremo come corridoio Verona – Monaco. Per questo, far scattare divieti senza una regia non serve. Dobbiamo lavorare tutti per rendere più competitivo il trasporto su rotaia e per migliorare la fluidità del traffico autostradale, senza creare svantaggio agli auto-trasportatori. E questa è una sfida politica».

Ora sperimentazione fino a Bolzano Nord

Intanto, il progetto entra nella seconda fase che porterà all’estensione della tratta monitorata fino a Bolzano Nord anche se, avvertono i ricercatori, la presenza della galleria potrebbe comportare risultati diversi rispetto a quelli rilevati fino a questo momento. Oltre all’attivazione del monitoraggio sull’area bolzanina dell’A22, poi, saranno istallati nuovi pannelli a messaggio variabile, altri sensori e nuove cartellonistiche fisse. «Inoltre – aggiunge Walter Pardatscher, Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero – contiamo di attivare più volte in maniera temporanea la corsia di emergenza come corsia di transito, specie tra Trento sud e Rovereto sud con l’obiettivo di capire come ottimizzare il suo utilizzo in combinazione con la gestione dinamica della velocità». Anche nella sua seconda fase, BrennerLEC, progetto coordinato da Autostrada del Brennero Spa in partenariato con le Agenzie per l’ambiente di Bolzano e di Trento, l’Università di Trento, l’azienda locale Cisma e Idm Südtirol / Alto Adige, sarà sostenuto dall’Unione Europea. Il costo complessivo del progetto, pari a 4.018.005 euro, con budget eleggibile di 3.311.365 euro, è cofinanziato dai fondi europei del programma Life per una quota pari a 1,9 milioni di euro. Partito a settembre 2016, proseguirà fino ad aprile 2021.

Alto Adige Innovazione – 30/05/2018

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Trieste trasporti, con 7,9 milioni di utile chiude l’ultimo bilancio

La società che gestisce il trasporto pubblico locale triestino, insieme alle altre tre Spa regionali, garantirà dal 2019 il Tpl dell’intero Friuli Venezia Giulia

Trieste Trasporti chiude il 2017 con dati da record nel fatturato e un utile di 7,9 milioni di euro, e con una customer satisfaction definita «strabiliante» per qualità di servizio, attrezzandosi per l’avvio nel 2019 del servizio unico regionale all’interno di Tpl Fvg, dopo la conclusione definitiva della gara europea con l’ultima sentenza del Consiglio di Stato.

I dati sono stati illustrati dal presidente di Tt, Piergiorgio Luccarini, e dall’amministratore delegato Aniello Semplice, che ricoprirà lo stesso incarico nella nuova società unica.

«La conclusione dei ricorsi – ha commentato Luccarini – darà la tranquillità necessaria per 15 anni a 800 dipendenti di Tt, ma anche agli oltre 2.000 di tutte le aziende del Tpl».

Riguardo ai dati di bilancio, il 2017 si chiude con un valore della produzione di 79,7 milioni, un Ebitda di 22,5 milioni (con indice di 28,2%).

Nel triennio, l’utile distribuito agli azionisti ammonta a 25,9 milioni, con investimenti per 31,5 milioni.

Il che si traduce in autobus ‘giovanì (età media 4 anni), 13,1 chilometri percorsi all’anno e quasi 67 milioni di viaggiatori in 5.800 corse giornaliere.

Unico neo la velocità commerciale che scende dai 17,14 km/ora del 2016 a 16,8 del 2017, a causa anche di una certa «indisciplina» dei veicoli triestini, soprattutto nella sosta e nell’intralcio delle strade.

Tra gli altri dati, figura il quarto posto di Trieste in Italia per rapporto viaggi/abitante (318,9) dietro però a città come Venezia, Milano e Roma che hanno una forte componente turistica nella propria clientela.

Ancora, la videosorveglianza a bordo di tutti i bus, circa 100 mila biglietti ‘digitali’ via app o sms e un sito web in costante ascesa di visitatori.

Obiettivi a breve termine, oltre all’avvio della società unica regionale per il Tpl, contapasseggeri su tutta la flotta, così da studiare e migliorare il servizio, la sostituzione di 72 emettitrici automatiche di nuovo tipo entro il 2019 e infine l’apertura al mercato internazionale con progetti per la Slovenia (Connect2CE), il servizio a chiamata per l’Altopiano e il servizio sperimentale bici-bus «Civitas Portis» per il Porto di Trieste.

La Tribuna di Treviso/Nordest Economia – 30/05/2018

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Pedemontana veneta, primo tratto percorribile in autunno

Si tratta di un tratto vicentino di una decina di chilometri, dalla A31 Valdastico a Breganze. L’apertura è frutto di un accordo sull’aspetto economico raggiunto dalla Regione Veneto con il concessionario Sis.

La Pedemontana veneta inizierà ad essere praticabile in ottobre per un primo tratto vicentino di una decina di chilometri, dalla A31 Valdastico a Breganze.

L’apertura è frutto di un accordo sull’aspetto economico raggiunto dalla Regione Veneto con il concessionario Sis.

Una volta completata, la Pedemontana veneta unirà Alte-Montecchio, nel vicentino, con la parte nord di Treviso, collegandosi così alla rete autostradale.

Il patto tra Sis e Regione dovrà ora essere ratificato da una formale delibera della giunta Zaia.

Da inizio autunno per i camion e le auto che oggi percorrono la provinciale Gasparona sarà possibile percorrere molto più velocemente la Breganze-Thiene, pagando il pedaggio fissato dall’accordo tra Sis e Regione ed evitando i rallentamenti a Dueville.

I pedaggi saranno incassati dalla Regione Veneto che li girerà alla Sis quale «canone di disponibilità».

La Tribuna di Treviso – 30/05/2018

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«No a depositi e traffico legati al Tunnel di base»

29 maggio 2018

Il sindaco Brunner: «Le ipotesi di aree di scarico sono già state scartate». Per il cantiere in Val di Funes serve un’entrata/uscita diretta sull’autostrada

di Fausto Da Deppo

No a depositi di materiali sul territorio comunale e avanti con misure per ridurre l’impatto del traffico dovuto e collegato al cantiere del Bbt. Il Comune di Bressanone dice la sua sul progetto e sulla realizzazione dell’accesso sud della Galleria di base del Brennero con la prospettiva che venga quadruplicata la linea ferroviaria Fortezza – Verona, relativamente al primo lotto Fortezza – Ponte Gardena. Dice la sua con una delibera della giunta Brunner che “conferma delibere e pareri elencati nelle premesse sul progetto definitivo” e le rafforza, “considerato – si legge nella delibera – che la maggior parte delle già depositate richieste dell’amministrazione comunale non ha trovato alcuna deposizione negli allegati”.

In particolare, l’amministrazione brissinese sottolinea “che non possono essere realizzati depositi sul territorio comunale senza autorizzazione del Comune di Bressanone, in quanto le aree collegate veicolarmente sono troppo piccole e altre aree non possono essere utilizzate in base a principi di tutela del paesaggio per problematiche idrogeologiche e perché il disagio per la popolazione del posto non sarebbe sostenibile”.

“In effetti – ricorda il sindaco Brunner – ipotesi di depositi sul territorio comunale erano state fatte (vedi la vecchia cava di Albes) e sono già state scartate”. A questo punto, sindaco e consiglio tengono soprattutto alla realizzazione all’uscita del cunicolo del Bbt in Val di Funes – areale Prader di un’entrata – uscita autostradale per il cantiere, “per consentire ai camion il collegamento diretto con l’autostrada evitando di percorrere la statale”, aggiunge Brunner. L’obiettivo, espresso dalla giunta è chiaro: “Ridurre al minimo sia l’impatto ambientale che l’impatto del traffico per i frontisti. A livello veicolare già oggi sussiste un sovraccarico della rete viaria, al quale andrebbe ad aggiungersi un superamento dei limiti di valori europei in merito al diossido di azoto che risulterebbe inaccettabile per la salute”. “I disagi – chiude Brunner – riguardano in primo luogo i territorio di Funes e Velturno e, vista la collaborazione con questi Comuni, sosteniamo queste istanze”.

Alto Adige – 29/05/2018

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Frenata per l’Alta Velocità il limite resta a 300 all’ora

Sfuma, almeno per ora, la possibilità di collegare Roma e Milano in 2 ore e 40 minuti, 10 minuti in meno di oggi. Il Ministero delle infrastrutture e trasporti ha infatti negato l’autorizzazione ad innalzare dagli attuali 300 chilometri orari a 350 km/h la velocità sui binari dell’Av. Una decisione motivata soprattutto dal rischio di maggiori costi manutentivi per la rete infrastrutturale, che è pubblica. Il Ministero, in una comunicazione inviata ad inizio maggio a Rete Ferroviaria Italiana (del Gruppo Fs), dopo il parere dell’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria (Ansf) e della competente direzione del Ministero, ha fatto sapere di non autorizzare per il momento l’innalzamento della velocità a 350 chilometri orari.

Le motivazioni di questa decisione, secondo quanto si apprende dal Mit, sono che l’innalzamento della velocità comporterebbe un possibile aumento dei costi manutentivi per il sistema dell’infrastruttura e dell’energia; inoltre non si ha evidenza del fatto che questa maggior velocità garantirebbe una maggior puntualità; infine non è possibile generalizzare al resto della rete la sicurezza verificata nei test. A questo si aggiunge il tema della normativa europea, che si attesta sui 320 chilometri orari.

Una decisione in linea con la cura del ferro portata avanti dal ministro uscente Graziano Delrio, che nell’Allegato infrastrutture al Def 2017 ha scelto la strada dell’Alta velocità di rete, prediligendo una rete ad alta velocità più diffusa rispetto alla scelta del sempre più veloci. Il sogno di far correre i treni ad alta velocità fino a 350 chilometri orari è nato con l’arrivo del Frecciarossa 1000 (l’Etr 1000), il treno super veloce in grado di raggiungere la velocità commerciale di 360 km/h, che ha fatto il suo debutto commerciale nel giugno 2015.

Il Gazzettino – 29/05/2018

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