Grandi navi: c’è tavolo a Venezia, ma Mit non si presenta

22 Agosto 2019

Ribadite criticità, approdi diffusi possibili solo dal 2020

Si è tenuta oggi a Venezia una nuova riunione sulle grandi navi chiesta dal Ministero delle infrastrutture all’Autorità portuale, ma nessun dirigente del Mit si è presentato all’incontro. Lo si apprende da fonti qualificate a Venezia. Al tavolo – di cui non fanno parte Comune e Regione Veneto – c’erano i responsabili dello scalo portuale, i rappresentanti delle compagnie crocieristiche, della Capitaneria di Porto e delle numerose istituzioni pubbliche coinvolte nel dossier grandi navi. Obiettivo era fare il punto sul progetto degli scali diffusi, prospettato dal ministro Danilo Toninelli, per evitare il passaggio delle grandi navi a San Marco e nel Canale della Giudecca. Secondo quanto si apprende, nell’incontro sarebbe stata espressa dalla maggior parte dei soggetti interessati la disponibilità a seguire questa soluzione, utilizzando le banchine lungo il Canale dei Petroli a ridosso di Porto Marghera, iniziando da quelle a Fusina (navi di minor stazza) fino alle rive a ridosso della terraferma.

Tuttavia, sarebbero state analizzate tante e tali criticità da far ritenere impossibile il via libera già dal primo settembre alla soluzione proposta dal ministro, che invece, è stato fatto notare, potrebbe essere messa in campo solo nel 2020. Altro tema critico sarebbero i costi, molto alti, per l’adeguamento delle banchine, e per il trasferimento dei crocieristi e dei loro bagagli verso Venezia, senza tralasciare le questioni legate alla sicurezza, ovvero la realizzazione nelle banchine dei sistemi di controllo su persone, bagagli e merci, e il collegamento della videosorveglianza ad un’unica centrale operativa.

Ansa/Mare – 22/08/2019

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In deciso calo le merci imbarcate sulle navi transitate per Suez dirette o provenienti dai porti del Mediterraneo settentrionale

Lo scorso mese il totale dei carichi sulle navi che hanno attraversato il canale egiziano è aumentato del +4,3%

Lo scorso mese, così come a luglio 2018, nel canale di Suez sono transitate 1.539 navi, di cui 379 petroliere (-6,7%) e 1.160 unità navali di altro tipo (+2,3%). Le navi che hanno attraversato il canale egiziano trasportavano complessivamente 87,9 milioni di tonnellate di merci, con un incremento del +4,3% sul luglio 2018, di cui 47,8 milioni di tonnellate trasportate dalle navi dirette verso sud (+10,5%) e 40,1 milioni di tonnellate da quelle dirette a nord (-2,3%).

Da evidenziare la rilevante contrazione delle merci a bordo delle navi transitate da Suez che trasportavano merci dirette o provenienti dai porti del Mediterraneo settentrionale, in particolare da quelli italiani: nello specifico, per il terzo mese consecutivo, i volumi di carichi provenienti da questi scali portuali e trasportati dalle navi che hanno attraversato Suez dirette a sud hanno registrato una flessione a due cifre che per il mese di luglio 2019, con un totale di 4,7 milioni di tonnellate di carichi, è stata del -12,4%; inoltre, per il quarto mese consecutivo, sono risultati in diminuzione (-33,3%) anche i carichi, pari a 6,8 milioni di tonnellate, che erano imbarcati sulle navi che hanno attraversato il canale dirette a nord ed erano destinati ai porti del Mediterraneo settentrionale.

I più consistenti volumi di carico imbarcati sulle navi che lo scorso mese sono transitate per Suez in entrambe le direzioni erano costituiti da merci containerizzate (44,4 milioni di tonnellate, +5,5%), petrolio grezzo (8,5 milioni di tonnellate, -18,1%), minerali e metalli (5,3 milioni di tonnellate, +85,6%), carbone e coke (4,3 milioni di tonnellate, +44,6%), cereali (3,4 milioni di tonnellate, -19,6%), gas naturale liquefatto (3,1 milioni di tonnellate, +6,9%) e gasoli (3,1 milioni di tonnellate, +42,2%).

Nei primi sette mesi di quest’anno nel canale egiziano sono passate un totale di 10.653 navi, con una progressione del +3,0% sullo stesso periodo del 2018, di cui 2.913 petroliere (+10,3%) e 7.740 navi di altro tipo (+0,4%). Le navi transitate nella via d’acqua trasportavano complessivamente 591,5 milioni di tonnellate (+6,1%), di cui 314,8 milioni di tonnellate sulle navi dirette a sud (+7,9%) e 276,7 milioni di tonnellate su quelle dirette a nord (+4,1%). I soli carichi provenienti dai porti del Mediterraneo e imbarcati sulle navi transitate per Suez dirette a sud sono ammontati a 32,5 milioni di tonnellate (-10,9%) e quelli imbarcati sulle navi passate per Suez con direzione nord e destinati ai porti del Mediterraneo settentrionale sono risultati pari a 51,5 milioni di tonnellate (-14,3%).

I più rilevanti volumi di carico imbarcati sulle navi che nei primi sette mesi hanno attraversato Suez in entrambe le direzioni erano costituiti da carichi containerizzati (298,7 milioni di tonnellate, +4,7%), petrolio grezzo (60,5 milioni di tonnellate, -4,4%), minerali e metalli (25,4 milioni di tonnellate, +40,5%), cereali (22,6 milioni di tonnellate, -14,6%), carbone e coke (22,2 milioni di tonnellate, +16,1%), gasoli (20,7 milioni di tonnellate, +29,1%), gas naturale liquefatto (18,4 milioni di tonnellate, +12,8%), carburanti (17,7 milioni di tonnellate, +5,2%) e benzine (17,1 milioni di tonnellate, -0,9%).

InforMare – 22/08/2019

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Kompatscher approva lo stop del Tirolo al gasolio low cost per i tir

21 Agosto 2019

Il presidente altoatesino: “Molti autotrasportatori scelgono il Brennero per rifornirsi risparmiando lungo la valle dell’Inn”. Il divieto di accedere ai distributori a basso costo “rende concorrenziale il trasporto delle merci su rotaia”

Il presidente Kompatscher appoggia la proposta di Günther Patter di impedire ai tir di accedere ai distributori a basso costo lungo la valle dell’Inn in Tirolo. «Molti autotrasportatori scelgono deliberatamente di transitare lungo l’asse del Brennero per oltrepassare le Alpi, perché in questo modo risparmiano molto sul prezzo del gasolio. Ecco perché appoggio pienamente il mio collega Günther Platter nella sua proposta di impedire ai tir di accedere alle stazioni di rifornimento a basso costo lungo l’autostrada nella valle dell’Inn».

Lo afferma il presidente Arno Kompatscher, commentando l’annuncio effettuato dal collega tirolese. Secondo il Landeshauptmann è importante che Alto Adige, Trentino e Tirolo europea continuino a lavorare fianco a fianco nell’ambito dell’Euregio per contrastare il traffico «deviato» sull’asse del Brennero e ridurne le ricadute negative per la popolazione e per l’economia locale.

Secondo Kompatscher, quindi, tra le varie misure, «è importante ostacolare l’accesso al carburante a buon prezzo per i camion lungo il corridoio del Brennero, rendendo quindi concorrenziale il trasporto delle merci su rotaia», si legge in una nota della Provincia.

Trentino – 21/08/2019

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Autovie: «La Alto Adriatico prosegue il suo iter per concessioni»

La NewCo che prederà il posto di Autovie Venete nella gestione della rete autostradale è cosa fatta ormai e dunque eventuali cambi al vertice di Governo e Ministeri, non comporteranno problemi di sorta. Qualche rallentamento nell’iter che porterà alla piena operatività della Società potrà verificarsi, ma nulla più.

La NewCo Società Autostrade Alto Adriatico, realtà che prederà il posto di Autovie Venete nella gestione della rete autostradale è cosa fatta ormai e dunque eventuali cambi al vertice di Governo e Ministeri, non comporteranno problemi di sorta. Qualche rallentamento nell’iter che porterà alla piena operatività della Società potrà verificarsi, ma nulla più. Dopo l’approvazione da parte del Cipe (alla fine di luglio) dell’accordo di cooperazione riguardante le tratte autostradali A4 Venezia Trieste, A23 Palmanova Udine A28 Portogruaro Conegliano, A57 Tangenziale di Mestre per la quota parte e A34 Villesse Gorizia (ex Autovie Venete), dovrebbe essere in dirittura d’arrivo la registrazione della delibera alla Corte dei Conti. Lo step successivo prevede l’emanazione di altri due decreti interministeriali (Ministero Trasporti e Ministero Finanze). Il primo dovrà approvare l’accordo di cooperazione – che ha tra i suoi allegati anche il piano economico e finanziario – ed essere registrato alla Corte dei conti, il secondo, invece, riguarda l’atto aggiuntivo con cui Autovie Venete dovrà regolare il periodo compreso fra il 2013 e il 2017, anno in cui è scaduta la concessione (il 31 marzo) e quello transitorio che va dalla data di scadenza della concessione al subentro della Società Autostrade Alto Adriatico. In caso di crisi di governo è facile ipotizzare che tutto l’iter procedurale potrebbe subire dei rallentamenti.

Il Piccolo – 21/08/2019

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Pizzarotti: lavori su Napoli-Bari e restyling del Marco Polo di Venezia

L’aggiudicazione in Veneto è relativa all’ampliamento terminal passeggeri Lotto 2A e ristrutturazione del terminal esistente dell’aeroporto di Venezia per conto della Save, per un importo di 247,3 milioni. I lavori impegneranno l’impresa per quattro anni e arrivano dopo molto tempo dall’ultimo intervento nel settore aeroportuale.

Il portafoglio ordini del gruppo Pizzarotti di Parma (costruzioni e grandi opere pubbliche e infrastrutturali) cresce a 6,343 miliardi di euro con due importanti acquisizioni: il restyling dell’aeroporto di Venezia e lavori sulla tratta Napoli-Bari dell’alta velocità. Lo riporta la Gazzetta di Parma. Il lotto dell’alta velocità Frasso Telesino-Telese, il cui contratto è in fase di sottoscrizione con Rfi, ha un importo di 231,4 milioni: l’aggiudicazione fa seguito a quella della Cancello-Frasso Telesino, dell’importo di 312 milioni, ottenuta alcuni mesi fa sulla stessa tratta dal medesimo raggruppamento capeggiato sempre da Pizzarotti e i cui lavori sono in corso di realizzazione.

L’altra aggiudicazione è relativa all’ampliamento terminal passeggeri Lotto 2A e ristrutturazione del terminal esistente dell’aeroporto di Venezia per conto della Save Spa, per un importo di 247,3 milioni. I lavori impegneranno l’impresa per quattro anni e arrivano dopo molto tempo dall’ultimo intervento nel settore aeroportuale. «È una soddisfazione – sottolinea Michele Pizzarotti – L’ultima grande attività è stata la parte centrale dell’aeroporto Charles De Gaulle negli anni Novanta». Nel 2018 il gruppo Pizzarotti ha realizzato ricavi per 1317,4 milioni, l’Ebitda sul fatturato è del 7,2 per cento. L’incidenza dei lavori esteri sul totale è del 49 per cento.

Il Piccolo – 21/08/2019

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ACI Europe: nel primo semestre passeggeri a +4,3%

9 Agosto 2019

Nella prima metà dell’anno i passeggeri sugli aeroporti europei sono cresciuti del 4,3%, decisamente meno rispetto all’incremento del 6,7% riportato nello stesso periodo dell’anno scorso. Lo rivelano i dati di ACI Europe, il consiglio degli aeroporti europei, che riportano anche un incremento del 2,4% nei movimenti aerei e un calo del 3,5% per quanto riguarda il trasporto cargo. “Quest’anno la crescita del traffico passeggeri ha sicuramente rallentato rispetto all’anno precedente, ma rimane ancora abbastanza resistente, soprattutto se si considera la gamma di sfide economiche, geopolitiche e altre specifiche del settore cui ci troviamo di fronte – ha commentato Olivier Jankovec, direttore generale di ACI EUROPE  -. I movimenti degli aeromobili hanno continuato a rallentare, passando da +6,2% lo scorso dicembre a appena + 1,6% a giugno. Ciò dimostra quanto le compagnie aeree siano diventate avverse al rischio in termini di sviluppo di capacità e sviluppo della rete”.
Il mercato dell’Ue ha mantenuto una crescita costante durante il primo semestre, con un andamento del traffico passeggeri stabile tra il 4,5% e il 5% su base mensile per il periodo. Gli aeroporti di Austria, Croazia ed Estonia hanno registrato una crescita a doppia cifra pari rispettivamente a +20%, +10,5% e +10,5%, ma anche gli scali di Lussemburgo, Portogallo, Spagna, Polonia e Ungheria hanno registrato nuove performance. Dati in calo invece per Bulgaria (-2,5%) e Svezia (-4,1%).
Gli scali dei Paesi non Ue sono invece cresciuti meno (+2,9%) soprattutto a causa del calo di traffico in Turchia (-1,4%) e Islanda (-20,3%).

Trasporti-Italia.com – 09/08/2019

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Dal 2021 la capacità dell’autostrada ferroviaria fra Tirolo e Trentino-Alto Adige sarà più che raddoppiata

Dagli attuali 206mila camion che possono essere trasportati su rotaia si salirà a 447mila

Dal 2021 la capacità dell’autostrada viaggiante (RoLa) fra il Tirolo e il Trentino-Alto Adige sarà più che raddoppiata passando dagli attuali oltre 200mila camion all’anno che possono essere trasportati su ferrovia a circa 450mila. A seguito di una riunioni tra le parti interessate tenutasi alla fine dello scorso mese a Berlino è stato adottato un piano per ridurre l’impatto sulla popolazione del traffico commerciale che transita su strada per il corridoio del Brennero, piano che include dieci iniziative tra cui lo sviluppo dell’autostrada ferroviaria su questo asse, in particolare incrementando la capacità della RoLa tra Wörgl e Trento.

Attualmente sulla tratta fra Wörgl e il Lago Brennersee circolano giornalmente 18 treni in entrambe le direzioni e tre treni fra Wörgl e Trento. Il piano prevede che dall’inizio del prossimo anno i treni fra Wörgl e il Lago Brennersee saranno 21 e che dal 1° gennaio 2021 circolino 24 treni sulla tratta Wörgl – Brennersee e dieci su quella Wörgl – Trento.

In particolare, la capacità sull’asse Wörgl – Brennero salirà dagli attuali 648 camion al giorno (186.624 all’anno) a 864 al giorno (248.832 all’anno) dal 1° gennaio 2021. Sulla tratta Wörgl – Trento la capacità salirà dagli attuali 126 camion al giorno (36.228 all’anno) a 460 al giorno (132.480 all’anno) dall’inizio del 2021. Inoltre dal 1° gennaio 2021 si aggiungerà una capacità di 230 camion al giorno (66.240 all’anno) sulla tratta Ratisbona – Trento. Complessivamente la capacità dell’autostrada ferroviaria salirà quindi dagli attuali 206.000 camion all’anno a 447.552.

Il gruppo ferroviario ÖBB si è detto pronto a realizzare questo programma: «le capacità ci sono – ha sottolineato il direttore generale dell’azienda austriaca, Andreas Matthä – e le ferrovie sono pronte. La RoLa offre già un modo ecologico di trasporto per oltre 200mila camion all’anno e – ha confermato – questa capacità può essere aumentata a circa 450mila entro il 2021».

InforMare – 09/08/2019

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Logistica: Pizzimenti, asse Fernetti-Cervignano è strategico per Fvg

L’assessore ha incontrato i vertici dell’Interporto di Trieste

“L’interporto di Fernetti è una struttura logistica strategica per il Friuli Venezia Giulia, sia in considerazione del suo ampliamento nell’area ex Wartsila a Bagnoli della Rosandra, sia per la recente acquisizione dell’interporto di Cervignano. Si tratta di una realtà grande ed estremamente complessa che viene gestita con attenzione, come dimostra la forte crescita dei traffici registrata in questi anni, che favorisce lo sviluppo dell’intero sistema logistico regionale”.

È questo il commento dell’assessore regionale alla Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, dopo aver vistato la struttura ed esseri confrontato con il presidente della società Interporto di Trieste, Giacomo Borruso, il direttore generale Oliviero Petz e il responsabile commerciale Fabio Predonzani.

Pizzimenti ha espresso particolare apprezzamento per “la capacità dell’attuale dirigenza di finanziare ed attuare rilevanti investimenti direttamente dai bilanci della società, quindi senza attendere finanziamenti pubblici. Il tutto con un rilevante reinvestimento degli utili, che genera positive ricadute territoriali”.

Commentando il rilevante ampliamento di personale dell’Interporto di Trieste, passato in tre anni da 21 a 43 dipendenti, l’assessore ha precisato che “il fine ultimo di una società interamente pubblica come questa, che è gestita in maniera oculata e ha bilanci solidi, non è tanto la redistribuzione degli utili, quanto la realizzazione di investimenti che garantiscano occupazione e crescita economica per il Friuli Venezia Giulia”.

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia/Notizia dalla Giunta – 09/09/2019

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Infrastrutture: Pizzimenti, Regione impegnata a fondo su Sacile-Gemona

“Lo sviluppo della linea ferroviaria Sacile-Gemona rappresenta un progetto articolato di medio e lungo periodo su cui l’Amministrazione regionale sta investendo molte energie e sta lavorando in sinergia con i Comuni”.

Lo ha affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Graziano Pizzimenti.

“La decisione di ridurre le corse giornaliere sulla Sacile-Maniago – ha spiegato l’assessore – è dovuta alla necessità di alleggerire le criticità determinate dai tempi di chiusura del passaggio a livello ed è un atto di responsabilità”.

Pizzimenti ha chiarito, infatti, che “per risolvere i problemi della statale 13 occorreva realizzare un sottopasso stradale, opera che costa 8 milioni e i cui tempi non sono brevi. Ce ne stiamo occupando noi. Stesso discorso vale per l’eliminazione dei tanti passaggi a livello che costellano la linea ferroviaria, su cui abbiamo avviato un confronto con Rfi” (Rete ferroviaria italiana).

“Un conto è la teoria, un altro è la pratica, che è fatta di risorse da reperire, confronti da attivare, problemi da risolvere e di servizi che devono funzionare nella realtà. Non nascondiamo quindi la polvere sotto il tappeto, come qualcuno ha insinuato – ha concluso l’assessore regionale -, ma stiamo ripulendo come prima cosa quella lasciata da chi ci ha preceduto per dare vita a soluzioni di mobilità ferroviaria fruibili senza disagi collaterali”.

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia/Notizia dalla Giunta – 09/08/2019

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Viabilità: Pizzimenti, allo studio la Sequals-Gemona e Gronda Nord Pn

Il collegamento Sequals – Gemona, il tracciato della Gronda Nord di Pordenone e la messa in sicurezza delle traverse urbane in comune di Sappada saranno oggetto di tre studi di fattibilità che la Regione ha deciso di affidare per un importo complessivo di circa 385mila euro.

Lo ha reso noto l’assessore alle Infrastrutture e territorio del Friuli Venezia Giulia, Graziano Pizzimenti, al termine della seduta odierna della Giunta regionale che ha approvato le finalità degli studi e stanziato i finanziamenti.

“Si tratta di progetti di viabilità, soprattutto la Sequals – Gemona, molto richiesti dal territorio. Ho impresso agli uffici l’obiettivo che lo studio sia aperto a tutte le possibilità viarie, sia regionali che autostradali, per poter valutare ogni possibile soluzione al collegamento longitudinale Est-Ovest della parte centrale della nostra regione” ha precisato Pizzimenti. Con riferimento alla Gronda Nord l’assessore ha parlato di “progetto di completamento di una viabilità che sta già arrivando a compimento con la variante di Dignano. Anche in questo caso è un intervento fondamentale. Ci vorranno dei mesi per avere una rosa completa di soluzioni, ma almeno ora andremo a discutere su ipotesi concrete”.

L’importo più cospicuo, oltre 292mila euro, riguarda lo studio del collegamento stradale tra la SR 464 a Sequals e la SS 13 e autostrada A4 a Gemona. La Regione intende acquisire un nuovo studio di fattibilità che approfondisca lo stato dell’arte e gli scenari futuri e, eventualmente, confronti tutte le opzioni compatibili con le complesse questioni ambientali emerse nella pronuncia di compatibilità ambientale (espresse con delibera di giunta 2513/2003) relativa al progetto originario della legge Obiettivo.

All’interno di questo progetto troverà spazio anche lo studio per l’adeguamento del ponte sul Tagliamento a Dignano, poiché inserito nell’ambito territoriale preso a riferimento per la Sequals – Gemona. Un contributo di analisi potrà giungere anche da FVG Strade S.p.A. che, nella programmazione 2019 degli interventi di manutenzione straordinaria a cura della Divisione nuove opere, ha previsto anche la “Verifica delle condizioni statiche del ponte della S.R. 464 di Spilimbergo sul Tagliamento presso Dignano”, i cui risultati potranno integrare lo studio nell’individuazione delle soluzioni più idonee. In quest’ambito verranno studiate anche le migliori soluzioni per la messa in sicurezza del traffico ciclistico e pedonale sul ponte di Dignano, in relazione alla variante di Dignano e alla bretella di Barbeano.

Con un finanziamento pari a circa 86mila euro verrà inoltre finanziato lo studio di fattibilità relativo al collegamento della S.S. 13 “Pontebbana” con il tracciato della prevista “Gronda nord di Pordenone” che, insieme alla A28 e alla circonvallazione sud di Pordenone, costituirà il sistema tangenziale dell’area pordenonese.

Infine, poco più di 6mila euro sono messi a disposizione per integrare lo “Studio inerente la messa in sicurezza delle traverse urbane presenti sulle strade regionali in gestione alla FVG Strade S.p.A.” con l’analisi delle traverse urbane nel territorio comunale di Sappada.

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia/Notizia dalla Giunta – 09/08/2019

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