Cortina 2021 e Tav Brescia-Padova: «Strada spianata ad appalti veloci»

22 Aprile 2019

Il ministro Toninelli: i cantieri dell’alta velocità saranno più snelli e sostenibili. Le critiche di Cantone.

Il ministro Delrio ha lasciato in eredità a Toninelli un master plan con 150 miliardi di investimenti nelle grandi opere e con il decreto “sblocca cantieri” possono decollare appalti per 2,5 miliardi. Per il Veneto in ballo c’è la Tav Brescia-Padova che vale quasi 8 miliardi, ferma tra Lonato e Peschiera sul Garda.

E poi la nuova viabilità per le statali bellunesi Alemagna e Carnica in vista dei mondiali 2021 di Cortina: un conto di 240 milioni, stanziati con il decreto 50 del 2017.

Il cambio di rotta

Briciole, come dice l’Ance? Il cambio di rotta sul piano legislativo-burocratico è radicale e le polemiche sollevate dall’Anac di Cantone scavano un fossato tra il governo gialloverde e quello precedente del Pd. Toninelli non replica. Né a Raffaele Cantone, che ha chiesto di rientrare nei ranghi della magistratura visto che il suo ruolo rischia di esser superfluo, né a Luca Zaia che ieri ha trasformato in un comizio anti-M5S l’inaugurazione della pista ciclabile Ostiglia.

A Roma, il ministro delle Infrastrutture è alle prese con il “caso Siri”: il sottosegretario della Lega indagato per corruzione si è visto ritirare le deleghe che Toninelli intende tenere per sé. Gli attacchi di Zaia non lo preoccupano perché ha già chiarito in un faccia-a faccia che la competenza sulla Pedemontana Veneta appartiene in toto alla Regione e al suo commissario Corsini.

Il ministro delle Infrastrutture con un video su Fb ha spiegato che «siamo di fronte a un grande piano di rilancio degli investimenti pubblici e il decreto è solo una tessera del mosaico. Il nostro Paese ha bisogno di opere utili per avvicinare cittadini e comunità e le imprese hanno bisogno di una rete infrastrutturale efficiente e competitiva».

Ma cosa c’è nello “sblocca cantieri” firmato dal presidente Mattarella? Si tratta di una colossale riforma del codice degli appalti: 81 correzioni ai 216 articoli del codice del 2016. Si passa da 5 a 30 articoli e tra le novità più importanti c’è pure il giro di vite contro chi evade: chi non ha pagato le tasse e i contributi previdenziali sarà escluso dalle gare.

Ciò che preoccupa Cantone è la norma che consente di alzare da 150 a 200 mila euro l’affidamento dei lavori con procedura negoziata e riduce da 10 a 3 gli operatori da consultare. Una sforbiciata alla burocrazia che l’Anac osserva con timore, alla pari della norma che aumenta dal 30 al 50% il subappalto: «L’idea che i soggetti già coinvolti nella gara possano diventare subappaltatori si presta a rischio di intese», ha detto Cantone nel corso dell’audizione in commissione.

Ma Toninelli dopo un mese di “limature giuridiche” ha tirato dritto. L’eterna grande incompiuta dal 1990 si chiama Tav Milano-Venezia-Trieste, i cui lavori procedono così a rilento da chiedersi se i governi e le ferrovie non abbiano firmato un patto segreto col diavolo per consentire alle autostrade di incassare sine die i pedaggi sull’arteria più trafficata d’Italia.

Il nodo Alta velocità

Toninelli annuncia una svolta nelle procedure anche per la Tav Brescia-Padova e all’orizzonte si profila la nomina di un commissario: «La tratta Brescia-Verona si fa senza rallentamenti nei cantieri ma con migliorie e maggiore sostenibilità», spiega il ministro che rinvia i dettagli alla pubblicazione dell’analisi costi-benefici affidata al professor Ponti.

Ultima questione: la viabilità del Bellunese, in vista dei mondiali 2021. Gli appalti delle statali 51 Alemagna e 52 Carnica sono nelle mani di Ennio Cascetta, presidente dell’Anas, che dovrà ora scegliere un commissario veramente operativo: le nomine saranno decise con un dpcm di Palazzo Chigi.

I tempi sono legati alla tenuta del governo, Toninelli vuole bruciare le tappe ma prima va sciolta la lite Di Maio-Salvini sulla richiesta di dimissione di Siri. A Cortina si può essere ottimisti? Pare di no. «Nel decreto 50 che ha stanziato le risorse per i mondiali 2021 ci sono le norme di semplificazione mai utilizzate, la commissione Via non si è ancora espressa. Il governo deve trovare il coraggio di votare una delibera che accorci davvero la procedura», spiega l’onorevole De Menech.

La Nuova di Venezia – 22/04/2019

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Via libera da Palazzo Chigi al Piano Strategico della Mobilità Sostenibile da 3,7 miliardi

18 Aprile 2019

Rinnovo dei parco autobus con mezzi meno inquinanti e moderni: così cambia il trasporto pubblico locale con il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile voluto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La firma del decreto ministeriale a Palazzo Chigi ha dato il via all’adozione del piano finalizzato a ridurre l’età media dei mezzi (11,4 anni per i bus italiani contro i 7,5 dei bus degli altri paesi europei), a rilanciare la filiera industriale di produzione di autobus e, soprattutto, a migliorare la qualità dell’aria attraverso tecnologie in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative dell’UE.

Per il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile è previsto uno stanziamento statale di  3,7 miliardi di euro sviluppato su un arco temporale di quindici anni, dal 2019 al 2033.

Tre le tranche di finanziamento, a cadenza quinquennale, con risorse erogate sulla base di graduatorie distinte: una per i comuni capoluogo di città metropolitane e comuni capoluogo di provincia ad alto inquinamento di PM10 e biossido di azoto (a cui verranno assegnati al primo quinquennio di applicazione 398 milioni di euro); una per i comuni e le città metropolitane con più di 100.000 abitanti (a cui andrà 1,1 miliardi  di euro); una per le Regioni (a cui verranno ripartiti 2,2 miliardi di euro).

In base al decreto, a Sud spetteranno non meno del 34% delle risorse stanziate, con la possibilità di destinare al 50% i finanziamenti del primo triennio alla realizzazione della rete infrastrutturale per l’alimentazione alternativa (metano, idrogeno, elettrica).

Trasporti-Italia – 18/04/2019

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Forte crescita dei carichi containerizzati trasportati su rotaia UTLC ERA tra Cina ed Europa

17 Aprile 2019

Verso Est sono stati trasportati 27.086 teu (+69%) e nella direzione opposta 35.536 teu (+44%)

Nel primo trimestre di quest’anno il traffico di carichi containerizzati movimentato per via ferroviaria tra la Cina e l’Europa dalla United Transport and Logistics Company – Eurasian Rail Alliance (JSC UTLC ERA) ha proseguito lungo un trend di forte crescita: nel periodo, infatti, è stato pari a 62.622 teu, con un aumento del +54% rispetto a 40.700 teu nel primo trimestre del 2018 quando era stato registrato un incremento del +33% sul corrispondente periodo dell’anno precedente.
Nel primo trimestre del 2019 il rialzo più consistente è stato segnato dal traffico movimentato dai treni che hanno viaggiato dall’Europa verso la Cina, che hanno trasportato carichi containerizzati pari a 27.086 teu (+69%), ma rilevante è stato anche l’aumento dei volumi di carico trasportati dai treni che sono partiti dalla Cina per raggiungere l’Europa, che sono ammontati a 35.536 teu (+44%).
UTLC ERA è una joint venture partecipata pariteticamente dalle ferrovie russe Russian Railways, dalle ferrovie bielorusse Belarusian Railway e dalle ferrovie del Kazakistan Kazakhstan temir zholy.

InforMare – 17/04/2019

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Berlino, tunnel Brennero salto qualità

Ferlemann, portata linea in Baviera sufficiente fino al 2050

Ansa/Trentino A.A. – 17/04/2019

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Brennero, divieto transito Tir in festivi

Italia estende divieto su tratto A22 Vipiteno-confine di stato

In previsione dell’esodo pasquale, l’Autostrada del Brennero segnala traffico intenso in carreggiata sud nella giornata di venerdì, mentre le autorità austriache hanno introdotto nuovi divieti di circolazione per i mezzi pesanti per le giornate 19 aprile, 1 maggio, 30 maggio, 10 giugno e 20 giugno. Si tratta di festivi e giornate ‘ponte’ in Austria. Il Commissariato del Governo di Bolzano, di conseguenza, ha decretato a sua volta il divieto di circolazione tra Vipiteno e il Brennero in direzione nord in concomitanza con le restrizioni decise oltre confine, per non congestionare inutilmente quel tratto di autostrada. Autostrada del Brennero suggerisce agli utenti di consultare le previsioni del traffico sul sito di A22, o di chiamare il Centro Assistenza Utenti, prima di mettersi in viaggio.

Ansa/Trentino A.A. – 17/04/2019

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Infrastrutture: dialogo serrato Fvg-Veneto-Governo su concessione A4

La Regione Friuli Venezia Giulia, in accordo con il Veneto, coltiva un dialogo costante con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti sui temi della concessione A4 e della creazione di una “Newco” interamente pubblica che dovrà subentrare ad Autovie Venete nella gestione dell’autostrada.

Nello specifico, dopo l’annuncio del ministro sulla volontà di applicare un nuovo metodo di calcolo delle tariffe autostradali – soluzione che si ripercuoterebbe sui piani economici e finanziari della Newco – è stata illustrata al Ministero l’unicità della situazione della A4, dove sono in corso rilevanti investimenti per la realizzazione della terza corsia. Da tale interlocuzione sta quindi prendendo forma una risposta congiunta Fvg-Veneto che a breve sarà trasmessa al Mit e che permetterà, una volta recepita, di proseguire lungo il percorso intrapreso con la creazione della Newco, evitando così la necessità di bandire gare europee per l’assegnazione della concessione, e concludere i lavori.

È quanto emerso in Consiglio regionale dalla risposta dall’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti ad un’interrogazione sul tema. La questione, già sollevata anche dall’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori (Aiscat), vedrà quindi la definizione di un modello che potrà essere adottato anche a livello nazionale per rimodulare il nuovo metodo di calcolo delle tariffe sulla base della situazione contingente e degli investimenti in corso per l’ammodernamento della rete autostradale.

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia/Notizie dalla Giunta – 17/04/2019

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A22: Ministero sollecita risposta da Enti locali

15 Aprile 2019

Altrimenti concessione dovrà essera messa a gara

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attende ancora dagli enti locali interessati un riscontro sul Piano economico finanziario e sull’accordo di cooperazione per l’affidamento in house della concessione dell’Autostrada A22. Lo comunica il Ministero in una nota.

“Giovedì scorso, durante il costruttivo confronto tra il Ministro Danilo Toninelli e il presidente Arno Kompatscher, che aveva ricevuto pieno mandato a negoziare dagli altri soci pubblici di Autobrennero Spa, si è arrivati vicini a un punto di convergenza. Per il Ministero quell’accordo resta valido e non più negoziabile, dati anche i tempi stringenti fissati dall’Europa, oltre i quali, in assenza di un’intesa, la concessione dovrà essere messa a gara”, sì legge ancora nella nota.”Questa amministrazione è disposta, per la buona riuscita dell’affidamento pubblico della concessione nel rispetto della normativa europea, a convocare un Cipe straordinario già per questa settimana così da formalizzare l’intesa. Si auspica, da parte degli enti locali interessati, lo stesso intento di chiudere e fare in fretta: non si vorrebbe che il ritardo nell’invio di quanto atteso sia la premessa a riaprire nuovamente le trattative, come in un infinito gioco dell’oca.
Non si dispone di nuovo tempo per ulteriori trattative, stanti le tempistiche chieste dall’Europa, e dunque un atteggiamento dilatorio avrebbe come risultato unicamente la messa a gara della concessione, scelta a quel punto obbligata per non incorrere in un’infrazione comunitaria”, conclude la nota del Ministero.

Ansa/Trentino A.A. – 15/04/2019

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Autovie, demolito cavalcavia Fossalta A4

14 Aprile 2019

E’ stato demolito nella notte il cavalcavia di via delle Casermette, a Fossalta di Portogruaro, nell’ambito dei lavori per la realizzazione della terza corsia in A4. Lo rende noto Autovie Venete. L’infrastruttura – informa la concessionaria – è stata smantellata con l’utilizzo di sette escavatori e, a protezione della sede stradale, è stato steso un tessuto con 50 centimetri di sabbia per attutire la caduta del materiale. Sul terzo lotto (Alvisopoli-Gonars) è stato invece varato il cavalcavia di Valderie di Palazzolo dello Stella. La campata centrale lunga 37 metri è stata trasportata su due carrelloni, quindi “imbragata” e sollevata con le funi, agganciata da due gru e saldata. Due squadre hanno poi operato per l’apertura di un nuovo sedime autostradale poco prima del viadotto sul fiume Tagliamento. Per lo svolgimento dei lavori – conclude Autovie – sono state impiegate quasi 100 persone per circa quindici ore, in un cantiere che ha riguardato 80 km di strada.

L’Arena – 14/04/2019

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Gpl, il sindaco chiede l’adozione del nuovo piano regolatore del porto

13 Aprile 2019

Il sindaco di Chioggia, Alessandro Ferro, probabilmente anche alla luce della relazione tecnica disposta da Socogas, che punta sostanzialmente sul fatto che le navi gasiere che entreranno nel porto di Chioggia non saranno di grandissime dimensioni, scrive all’Autorità di Sistema Portuale ed alla Capitaneria di Porto chiedendo quando verrà adottato il nuovo piano regolatore del porto per avere, evidentemente, un atto formale che possa contrastare la messa in funzione dell’impianto, oramai prossimo al completamento.

«Negli ultimi incontri avvenuti a Roma – commenta Ferro – il MIT e il MISE hanno evidenziato che il decreto n. 17407 del 26 maggio 2015 non è omnicomprensivo e di fatto manca l’autorizzazione al transito delle navi gasiere nel porto di Chioggia. Ciò comporta, come è stato sottolineato più volte dalla Capitaneria di Porto e dallo stesso Ministero delle Infrastrutture, che è necessario dotarsi di un nuovo piano regolatore del porto. Anche la non assoggettabilità a verifica di VIA, come indicava sempre nel 2015 la Città Metropolitana, era condizionata dall’approvazione delle necessarie varianti conseguenti all’introduzione del nuovo traffico. Attendiamo di sapere a breve dall’Autorità di sistema portuale quando sarà avviato il percorso di adozione del nuovo Piano regolatore portuale di Chioggia, che deve essere valutato e deliberato dal Comitato di gestione, in base alla Legge n. 84/1994 di concerto con l’Amministrazione Comunale. È chiaro che l’Amministrazione rimarrà sulla sua posizione, contrastando in qualsiasi sede la messa in funzione dell’impianto».

«Venerdì mattina ho avuto un incontro in Capitaneria di Porto – aggiunge il vicesindaco Marco Veronese – per visionare (tramite accesso agli atti) la relazione tecnica che la ditta Costa Bioenergie ha inviato a tutti gli organi competenti. Si tratta di un’analisi e studi connessi alla accessibilità nautica delle navi che trasportano GPL nonché alla definizione dei rischi connessi alla navigazione all’interno del porto di Chioggia. Ora che abbiamo in mano la relazione la approfondiremo assieme ai tecnici; chiederemo anche all’Autorità portuale di farlo e anche di realizzare uno studio proprio per valutare la compatibilità dell’insediamento dell’infrastruttura del deposito di gpl nei futuri scenari di sviluppo del porto. Il prossimo passo che faremo sarà quello di fornire agli enti preposti, per completezza di informazione, il nuovo piano protezione civile, che contiene un documento sul transito delle navi gasiere nel nostro porto e che indica le problematiche in caso di incidente e il piano di evacuazione conseguente».

Chioggia News 24 – 13/04/2019

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ACI Europe: passeggeri in aumento del 5% a febbraio

12 Aprile 2019

Sono cresciuti del 5% a febbraio i passeggeri sugli scali europei, un incremento maggiore quindi rispetto al 4,2% riportato a febbraio. A registrare i risultati migliori, sottolinea ACI Europe, sono stati gli aeroporti dei Paesi Ue (+5,5%), con una crescita a doppia cifra per gli scali in Austria, Croazia, Estonia, Grecia, Lussemburgo, Polonia e Slovacchia; anche gli aeroporti di Cipro, Francia, Irlanda, Italia e Spagna hanno comunque riportato dati sopra la media. Gli unici a perdere traffico sono stati gli scali svedesi (-3,4%), soprattutto per l’introduzione nel 2018 di una tassa sull’aviazione. Gli scali dei Paesi non Ue hanno invece riportato un aumento del 3,3%, a causa in particolare del calo registrato dalla Turchia (-2,1%) e dall’Islanda (-6,5%). Crescita a doppia cifra, invece, per Albania, Bielorussia, Georgia, Macedonia e Ucraina, così come per gli scali russi. A differenza dei passeggeri, le merci hanno invece riportato un nuovo calo, pari al 3,3%. In questo caso il decremento maggiore si è avuto nei Paesi Ue (-3,7%) mentre i Paesi non aderenti all’Unione europea hanno registrato un -1,2%. Tra i dieci principali scali merci Ue, solo tre hanno ottenuto risultati positivi: Liegi (+9,3%), Madrid (+6,8%) e Istanbul-Ataturk (+2,3%). In miglioramento del 3,5%, infine, i movimenti aerei.

Trasporti-Italia.com – 12/04/2019

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