Forum Europa: Fedriga, sì a debiti per favorire investimenti

19 novembre 2018

“Servono grandi infrastrutture, auspico Fvg con Milano-Cortina”

L’Europa cambia radicalmente o scompare. In Friuli Venezia Giulia dignità del lavoro e non assistenzialismo attraverso forti detrazioni all’Irap per le imprese che assorbono personale inoccupato. Quota 100 va bene e non produce tagli alle pensioni, serve anzi anche quota 41 per favorire il ricambio generazionale. Sì al debito pubblico sano, ovvero quello utilizzato per gli investimenti che devono garantire rilancio e competitività. Grandi infrastrutture fondamentali: linea ferroviaria Trieste-Venezia da potenziare in ogni modo possibile, porto di Trieste scalo principale per l’Italia con la quale va collegato per non isolare il Paese.

Sono questi i titoli lanciati oggi a Milano dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo insieme al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, al panel dedicato all’Europa nell’ambito del forum Italia Destinazione Nord, nel corso del quale Fedriga ha pure auspicato il coinvolgimento della regione più a Nordest nelle possibili Olimpiadi invernali 2026 sull’asse Milano-Cortina.

“Olimpiadi della neve 2026? Proveremo – ha anticipato Fedriga, allacciando il discorso all’assegnazione al Fvg del Festival invernale della gioventù olimpica europea (Eyof) del 2023 – ad essere al fianco di Milano-Cortina quale sede di gara aggiunta di una disciplina nell’ottica di proporre la montagna al completo, includendo nel progetto anche Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia”.

Sul tema Europa, il governatore Fvg ha sostenuto che “le istituzioni che non rappresentano i cittadini sono destinate a scomparire se non cambiano radicalmente”. A questo proposito, Fedriga ha citato l’esempio delle difficoltà e i limiti imposti dalle norme europee per una misura, definita di buon senso, che farà parte della legge di Stabilità e, attraverso forti detrazioni Irap alle imprese che assumono inoccupati (legando la percentuale all’età del personale coinvolto), rimetterà in circolo lavoratori ridando loro dignità e autonomia al posto di assistenzialismo.

Il governatore Fvg ha quindi ribadito di essere “un convinto sostenitore delle grandi infrastrutture”, rammaricandosi per scelte precedenti che hanno allontanato l’alta velocità dalla linea ferroviaria Trieste-Venezia. “Faremo comunque il possibile per potenziarla così come il complesso intermodale del territorio – ha assicurato – perché non collegare al resto d’Italia il porto di Trieste, ormai il principale scalo nazionale, in grado di attrarre investimenti da Cina, Stati Uniti, Ungheria e tante altre realtà equivale a paralizzare il Paese intero e provocare pesanti aumenti di costi per le aziende”.

“Dobbiamo internazionalizzare ed esportare – ha sottolineato Fedriga – ma anche creare le condizioni per fare crescere il consumo interno”. A questo tema il governatore ha collegato la propria difesa di quota 100 per i pensionamenti, “puntando anzi a quota 41 anni di contributi per concludere un percorso, favorire il rilancio generazionale e la capacità di spesa. Quota 100 – ha precisato – non produce tagli in quanto è un semplice calcolo contributivo, il resto sono fake news”.

Fedriga ha poi parlato di debito pubblico “sano e giusto se produce investimenti”, ribadendo che la Regione accenderà nuovi mutui “per investire in infrastrutture, anche energetiche, e mettere nelle migliori condizioni possibili le imprese per favorirne la competitività”.

Un passaggio importante, inoltre, il governatore Fvg lo ha riservato ai territori recentemente colpiti dal maltempo, soffermandosi soprattutto sulla montagna “che sta vivendo un vero dramma con forza e orgoglio, tanto che grazie all’impegno di tutti quella che è la seconda area più colpita dopo il Veneto ha già riattivato collegamenti e utenze”.

“Mi rammarica che la stampa nazionale abbia parlato poco di noi – ha concluso Fedriga, da poco investito del ruolo di commissario per l’emergenza maltempo in Fvg – ma sono orgoglioso della reazione di persone che, a lacrime e lamentele, hanno consapevolmente e responsabilmente preferito una fattiva ed efficace reazione sul campo”.

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia/Notizie dalla Giunta – 19/11/2018

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Eurokai, nuovo calo trimestrale del traffico dei container con un -0,3% in Germania, -4,8% in Italia e -4,5% negli altri terminal

Nel periodo luglio-settembre nei porti italiani sono stati movimentati 1,1 milioni di teu.

Nel terzo trimestre di quest’anno i terminal portuali che fanno parte del network della tedesca Eurokai hanno registrato una flessione del -3,3% del traffico containerizzato che è ammontato a quasi 3,6 milioni di teu rispetto a 3,7 milioni nel periodo luglio-settembre del 2017, con un traffico movimentati dai terminal tedeschi del gruppo che è rimasto pressoché stabile mentre è diminuito del -4,8% quello movimentato dai terminal italiani ed è calato del -4,5% il traffico movimentato dagli altri terminal esteri che fanno capo ad Eurokai.

In Germania il totale è stato di 2,0 milioni di teu (-0,3%), di cui 1,4 milioni di teu movimentati nel porto di Bremerhaven (-1,8%), 460mila teu nel porto di Amburgo (+4,7%) e 155mila teu nel porto di Wilhelmshaven (-0,4%).

In Italia, dove il gruppo opera attraverso Contship Italia di cui detiene il 66,6% del capitale (il 33,4% è della tedesca Eurogate), il dato complessivo è stato di 1,1 milioni di teu, con una contrazione del -4,8% che è stata determinata dalla riduzione del -1,4% del traffico movimentato al Medcenter Container Terminal (MCT) del porto di Gioia Tauro che è stato pari a 576mila teu, dal -1,1% registrato dalla La Spezia Container Terminal (LSCT) nel porto di La Spezia dove il traffico è stato di 352mila teu e dalla più consistente diminuzione (-46,2%) del traffico movimentato dalla Cagliari International Container Terminal (CICT) nel porto di Cagliari che è stato pari a 54mila teu, riduzione che è stata parzialmente bilanciata dall’incremento del +5,2% del traffico totalizzato dalla Terminal Container Ravenna (TCR) nel porto di Ravenna che si è attestato a 44mila teu e dal +1,7% segnato nel porto di Salerno dalla Salerno Container Terminal (SCT) che ha movimentato 75mila teu.

Dei restanti 669mila teu movimentati nel terzo trimestre del 2018 dai terminal del gruppo tedesco, 325mila teu sono stati movimentati nel porto marocchino di Tanger Med (-11,9%), 98mila teu nel porto cipriota di Limassol (+7,7%), 32mila teu nel porto portoghese di Lisbona (-40,5%) e 18mila teu nel porto russo di Ust-Luga (-13,8%).

Nei primi nove mesi di quest’anno il traffico containerizzato globale movimentato dai terminal del gruppo tedesco si è attestato a 10,5 milioni di teu, con una contrazione del -3,7% sullo stesso periodo del 2017, di cui meno di 5,8 milioni di teu movimentati in Germania (-2,3%), 3,3 milioni di teu in Italia (-7,6%) e 1,5 milioni di teu negli altri terminal esteri (-0,2%).

Nel periodo gennaio-settembre del 2018 il traffico a Bremerhaven è stato di 4,1 milioni di teu (-1,6%), ad Amburgo di 1,2 milioni di teu (-9,4%) e a Wilhelmshaven di 447mila teu (+15,2%). In Italia il traffico a Gioia Tauro è stato di 1,7 milioni di teu (-5,9%), a La Spezia di 1,0 milioni di teu (+0,5%), a Salerno di 249mila teu (+7,9%), a Cagliari di 164mila teu (-53,1%) e a Ravenna di 138mila teu (+0,3%). Relativamente agli altri terminal esteri, il traffico nel porto di Tanger Med è stato di 1,0 milioni di teu (-0,7%), a Limassol di 294mila teu (+14,6%), a Lisbona di 118mila teu (-22,6%) e a Ust-Luga di 57mila teu (+0,9%).

InforMare – 19/11/2018

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Trenitalia assume addetti alla sicurezza, i primi 50 sulle tratte dei pendolari veneti

17 novembre 2018

La Regione: cancelleremo 300 passaggi a livello

Sveglia alle cinque. La doccia, il caffè, il gilet rosso d’ordinanza e la corsa in stazione. Alle sei il binario è già trafficato. E se il pendolare non è informato del ritardo del treno ci pensano loro. Se non trova il suo posto nel vagone ci pensano loro. Se durante il viaggio gli rubano il portafogli si attivano loro. E se viene aggredito in corsa da un malintenzionato ci pensano ancora loro, che hanno un filo diretto con le forze dell’ordine. Dall’alba di domani li troveremo tutti in stazione. Saranno gli «angeli dei pendolari». Amati, e forse anche un po’ odiati, perché oltre a guardare le spalle del passeggero gli controlleranno pure il biglietto.

La casacca rossa

Sono 52 giovani dall’inconfondibile casacca rossa, freschi di reclutamento da parte di Trenitalia. A loro il compito di attivare, per la prima volta in Europa, l’assistenza ai pendolari «sul campo». Faranno ciò che fanno i colleghi steward negli stadi, solo dentro i vagoni. «Squadre itineranti a supporto del capotreno» le definisce Fs, che si daranno da fare in 7 stazioni, 80 treni regionali e 200 corse settimanali in tutto il Veneto. Li vedremo soprattutto nelle tratte più battute. Venezia-Verona e Venezia-Bologna. Dovranno conoscere ogni destinazione e coincidenza, per dirottare su due piedi il pendolare che cambia programma all’ultimo momento. In 36 si occuperanno di assistenza e in 16 di sicurezza. Dalle 6 del mattino alle 9 di sera (e anche oltre, quando la durata del tragitto avrà la meglio). Due settimane di preparazione e simulazioni in aula. Ora la prova sul campo. E la maggior parte di loro non ha ancora soffiato sopra le venti candeline. Per alcuni è il primo vagito professionale. Per altri l’ennesimo lavoretto interinale che porta a casa quanto basta per campare. «Ma c’è l’orgoglio di diventare il primo vero servizio per assistenza e sicurezza ai cittadini – li ha motivati tutti ieri, alla stazione veneziana di Santa Lucia, l’ad di Trenitalia Orazio Iacono -. Per ora sono interinali, sì, ma se lavoreranno bene, gradualmente, li assumeremo».

Di certo non resteranno fermi, considerato che sopra le rotaie venete sfrecciano ogni giorno 150 mila passeggeri e 700 treni regionali. Non a caso, entro gennaio 2020 e in accordo con la Regione, dal cappello di Trenitalia usciranno 78 nuovi treni per il Veneto, 47 di questi a doppio piano. Viaggeranno a 1,1 metro al secondo quadro, interamente progettati in Italia. «Ce li chiedono anche austriaci e francesi, sono il meglio che c’è in europa per comfort, tecnologia e sicurezza» si è vantato l’ad. E assieme ai vagoni nascerà il biglietto unico e moriranno i passaggi a livello: «Saremo la prima Regione d’Italia a introdurre questo biglietto. Poi elimineremo tutti i 300 passaggi a livello rimasti nel nostro territorio» ha promesso ieri l’assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti. Che alle richieste dei pendolari di resuscitare i diretti Padova-Bologna e Venezia-Bologna rassicura subito: «Torneranno anche quelli. Se solo ripenso a quando il governatore Luca Zaia mi ha mi ha dato l’incarico. Mi ha detto: “I trasporti non funzionano, vedi di farli funzionare”. Ma non pensavo fosse così tragica. Ora posso solo dire che quando leggo le mail dei pendolari se non ci trovo lamentele tiro un sospiro di sollievo».

Corriere del Veneto – 17/11/2018

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Dopo il crollo di Genova sensori hi tech sui ponti. Si comincia da Cortina

Veneto Strade posizionerà diciotto sensori wireless «incollati» alla struttura con resina epossidica, la stessa che si usa, per dire, nello spazio

di Martina Zambon

Tre mesi dopo la tragedia del ponte Morandi a Genova il Veneto sperimenta, primo in Italia, un monitoraggio h24 con trasmissione di dati in tempo reale sullo stato di salute dei suoi ponti. Si inizia con l’elegante arco di cemento che attraversa il torrente Rudavoi, a due passi da Cortina, sulla Sr 48 delle Dolomiti. Veneto Strade posizionerà diciotto sensori wireless «incollati» alla struttura con resina epossidica, la stessa che si usa, per dire, nello spazio. Sembra fantascienza e un po’ lo è.

Il sistema

I sensori saranno di cinque tipi, misureranno gli sbalzi di frequenza del ponte, la rotazione della struttura, l’elasticità delle travi dopo il passaggio di un tir, le variazioni di temperatura e l’eventuale micro sollevamento del ponte. Tanta tecnica che si può tradurre così: a trovare lo strumento di ascolto giusto le cose, ponti inclusi, «ci parlano». Lo spiega Fabian Santecchia della Diecipoints, start up trevigiana che fornirà gratuitamente a Veneto Strade sensori e software (coperto da brevetto): «È l’Iot, l’Internet of things, l’Internet delle cose, un orizzonte ancora largamente inesplorato». «Si è deciso di partire da quel ponte perché è stato costruito da noi nel 2011, vale a dire che sappiamo bene come deve rispondere alle sollecitazioni. – spiega Silvano Vernizzi, direttore generale di Veneto Strade – Questa è una tecnologia inedita. I dati arriveranno in diretta consentendo di intervenire tempestivamente». Il ponte sul Rudavoi venne ricostruito dopo il crollo causato da un’alluvione nel 2008 in cui persero la vita due carabinieri. Elementi che ricordano da vicino la recente ondata di maltempo che ha martoriato il Bellunese.

La prova

Per testare i nuovi sensori la società effettuerà prove di carico e sollecitazione ad hoc. Se tutto andrà bene scatterà poi una gara per estendere progressivamente i sensori ai 550 ponti veneti, 300 in pianura e 250 in montagna. «L’obiettivo – spiega l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Elisa De Berti – è monitorare tutti i nostri ponti». I costi, tutto sommato, potrebbero non essere altissimi visto che un sensore, dotato di batteria con una durata dai 3 ai 5 anni, costerà 150 euro.

La manutenzione

I 20 ponti veneti che necessitano con più urgenza di una manutenzione straordinaria saranno tutti revisionati entro il 2019, si inizia da quello sulla tangenziale di Treviso che andrà in appalto a giorni (360 mila euro). «La giunta ha stanziato 15 milioni per il prossimo triennio – spiega De Berti – ma vogliamo che si torni a una manutenzione cadenzata per evitare interventi straordinari in futuro». Una cura d’urto per i ponti veneti, quindi. E due giorni fa a Roma, la conferenza unificata ha sancito il primo passo formale per la riclassificazione di 700 km di strade venete come statali (ora ce ne sono 470 regionali e oltre 200 provinciali) che resteranno in gestione alla Veneto Strade che secondo i piani dovrebbe avere Anas come azionista di maggioranza. «Conto nella firma del presidente Conte per inizio anno» conclude De Berti.

Corriere del Veneto – 17/11/2018

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Operai al lavoro su ponti e cavalcavia

15 novembre 2018

Partirà il prossimo anno un’operazione di manutenzione straordinaria di ponti e sovrappassi nel territorio comunale. La Giunta di Palazzo Barbieri ha infatti approvato il progetto definitivo, per un importo complessivo di 400mila euro, derivanti dall’avanzo di amministrazione del 2017. Gli interventi riguardano una decina di strutture: il ponte di via Andrea Doria sul canale Camuzzoni, il cavalcavia e il sottovia di viale del Piave, i sottovia in viale delle Nazioni, all’altezza dei civici 9, 13 e 19 e all’altezza dello svincolo autostradale di Verona Sud, il sottovia di viale Luciano Dal Cero, il sovrappasso ferroviario della strada dell’Alpo, il sovrappasso ferroviario in località Ca’ Brusà e il sottopasso in via Cason. Tutti gli interventi, assicurano a Palazzo Barbieri, saranno effettuati entro la fine del 2019. «Questo stanziamento», sottolinea l’assessore a Strade e giardini, Marco Padovani, «si aggiunge al precedente di 125mila euro per le verifiche tecniche su questo tipo di manufatti e per individuare quelli, fra i circa 150 tra ponti e cavalcavia esistenti nel territorio comunale, che necessitano di particolari interventi di manutenzione straordinaria. Si tratta infatti», continua Padovani, «di una priorità di questa amministrazione, già nei primissimo giorni del nostro insediamento, un anno fa, abbiamo dato vita a uno specifico monitoraggio di tutte queste strutture, in collaborazione, per quanto riguarda i cavalcavia, con gli ingegneri dell’università di Trento, e per i ponti sull’Adige, la cui competenza è del collega Luca Zanotto, con l’università di Padova. È un lavoro, quindi, cui ci siamo dedicati ben prima che la questione diventasse d’attualità dopo il crollo del ponte Morandi».All’indomani della tragedia di Genova ad attirare l’attenzione di molti cittadini erano state, in particolare, le condizioni, con fessure nel calcestruzzo con i ferri visibili in molti casi, al cavalcavia di strada dell’Alpo che collega la tangenziale sud alla Zai e percorso quotidianamente da decine di mezzi pesanti. Padovani, tuttavia, aveva da subito assicurato che «non esistono situazioni di pericolo strutturale e quindi di possibili cedimenti o crolli delle strutture». La tragedia avvenuta a Genova, tuttavia, aveva acceso i riflettori, anche nella nostra città, sullo stato in cui si trovano ponti e cavalcavia. Con relativi allarmi e preoccupazione da parte dei veronesi. Fra gli osservati speciali ci sono i cavalcavia di viale Piave, di strada dell’Alpo e della Genovesa. «Conosciamo bene le situazioni di degrado, ma esse, voglio che sia chiaro», esclama Padovani, «non intaccano assolutamente la sicurezza delle strutture». E aveva ribadito: «Non ci sono situazioni di pericolo e quelli rilevati non sono problemi di staticità. Servono, è vero, lavori di manutenzione straordinaria e per capire cosa bisogna mettere in atto dal punto di vista dei cantieri e che tipi di materiali usare si è fatto uno studio specifico».

L’Arena – 15/11/2018

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Economia: Zilli, Nordest abbia orgoglio di trainare ancora Paese

Da rapporto annuale emerge necessità grande piano di formazione

“Il Nordest abbia l’orgoglio di trainare nuovamente il Paese Italia. Abbiamo lo stesso Pil della Germania, dobbiamo cogliere la sfida della crescita”.

Lo ha affermato oggi a Padova l’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, intervenendo, nell’aula Magna dell’Università, alla presentazione del Rapporto annuale della Fondazione Nordest a cui ha preso parte anche il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria.

Il Pil pro capite dell’area è pari a 33.900 euro, quasi allo stesso livello della Germania e al di sopra della media italiana, un dato che “dobbiamo leggere in maniera positiva per cogliere la sfida della crescita anche in Friuli Venezia Giulia, dove gli indicatori ci dicono che siamo in ripresa”, ha chiosato Zilli.

Il rapporto registra infatti che nel Nordest sono stati quasi raggiunti i livelli pre-crisi, anche se Emilia Romagna e Trentino Alto Adige recuperano più velocemente di Veneto e Friuli Venezia Giulia.

“Per accelerare la crescita è necessario investire nella formazione e riagganciare le Università della nostra regione, che sono altamente qualificate, alla formazione professionalizzante per rendere i profili dei giovani laureati più aderenti alle esigenze di innovazione del mercato”, ha sottolineato l’assessore.

“In Friuli Venezia Giulia siamo impegnati a mettere in atto politiche di sistema, per questo è fondamentale cercare la condivisione con tutti i soggetti economici e sociali”, ha affermato ancora Zilli, evidenziando come “gli sforzi di investimento vanno nella direzione di attrarre giovani e mantenere le imprese e le realtà artigiane sul nostro territorio”.

L’esigenza di un grande piano di investimenti in formazione è il dato più rilevante emerso dall’illustrazione del rapporto da parte di Carlo Carraro direttore scientifico della Fondazione Nord Est, così come dagli altri rappresentanti del mondo istituzionale ed economico (Giuseppe Bono, presidente Confindustria Fvg, Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico della Provincia autonoma di Trento, Enrico Zobele, presidente di Confindustria Trento, e Matteo Zoppas, presidente Confindustria Veneto) che, insieme a Zilli, hanno preso parte alla tavola rotonda.

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia/Notizie dalla Giunta – 15/11/2018

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Tria, no a cattedrali nel deserto

Il Ministro dell’Economia intervenuto al Rapporto della fondazione Nordest ha sottolineato che bisogna puntare a rilanciare opere diffuse sul territorio che rispondano a bisogni specifici. Sull’attuale congiuntura economica ha sottolineato la preoccupazione per l’arretramento della Germania.

«Dobbiamo puntare a rilanciare opere diffuse sul territorio che rispondano a bisogni specifici, non bisogna investire in cattedrali nel deserto. Bisogna dotare tutti i territori italiani di una base su cui costruire la competitività». Lo ha detto il ministro del Tesoro, Giovani Tria, intervenendo alla presentazione del rapporto annuale della Fondazione Nord Est, a Padova.

Parlando della Manovra e sul rapporto con la Ue ha aggiunto «Nella lettera all’Ue abbiamo ribadito la nostra posizione in merito alla strategia che intendiamo seguire: proseguire il dialogo con la Commissione ma lavorare concretamente per rendere efficaci le misure disegnate, per supportare la nostra strategia».

Rivendicando: «L’Europa siamo noi e lo sarà anche di più se dialoghiamo con convinzione per definire al strategia per governare le transizioni, sulle quali la nostra manovra offre una risposta diversa dal passato, ma non meno solida e meno credibile». Infine sull’attuale fase di rallentamento economico, «con l’assenza della crescita del pil nel terzo trimestre, va inquadrata in un rallentamento generalizzato di lungo periodo nell’Eurozona». I dati della Germania non sono incoraggianti e i riflessi sull’economia italiana «preoccupano», ha aggiunto. «Le previsioni della commissione Europea – ha ricordato – indicano un rallentamento dell’economia italiana» ma anche «che si restringe il nostro gap di crescita con altri Paese europei».

Il Mattino di Padova/Nordest Economia -15/11/2018

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Al Terminal Container Ravenna è attivo un innovativo sistema di controllo delle merci

Consente di vigilare sui carichi in entrata e in uscita in modo automatizzato

Il Terminal Container Ravenna (TCR) del porto di Ravenna è stato dotato di un moderno ed innovativo sistema che consente il controllo delle merci in entrata ed in uscita che è frutto dell’impegno e della collaborazione tra Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane ed operatori del terminal.

Il sistema, grazie ad una innovativa “sala controllo” a disposizione della Guardia di Finanza, consente, tramite scannerizzazione dei documenti, di vigilare sulle merci in entrata e in uscita in modo automatizzato. Attraverso l’immediata visualizzazione del documento inserito dal conducente nello scanner e i controlli in remoto tramite telecamere, la Guardia di Finanza in servizio presso la “sala controllo” può rapidamente verificare la regolarità dei documenti e dei mezzi e, se necessario, svolgere ulteriori approfondimenti.

Stamani l’innovativo sistema di controllo è stato presentato in occasione della visita del generale di divisione Giuseppe Gerli, comandante regionale dell’Emilia Romagna della Guardia di Finanza, accompagnato dal colonnello Andrea Fiducia, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, visita alla quale hanno partecipato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale, Daniele Rossi, il segretario generale dell’ente, Paolo Ferrandino, il direttore dell’Agenzia delle Dogane di Ravenna Giovanni, Mario Ferente, il presidente di Sapir, Riccardo Sabadini, e il presidente di Terminal Container Ravenna, Giannantonio Mingozzi.

InforMare – 15/11/2018

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ACI Europe: rallenta nel terzo trimestre il traffico sugli aeroporti europei

14 novembre 2018

Nel terzo trimestre dell’anno, il traffico passeggeri in Europa è  cresciuto del 5%, un po’ meno quindi rispetto al secondo trimestre, quando era aumentato del 6% e al primo trimestre, che invece aveva riportato una solida crescita dell’8,9%. In particolare, secondo i dati di Aci Europe, nei Paesi Ue l’incremento è stato del 4,6%, con una crescita a doppia cifra per gli aeroporti di Finlandia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Malta e Slovacchia.  In particolare, per quanto riguarda gli scali più grandi Atene ha riportato un aumento del 12%, Vienna del 10%, Milano Malpensa del 10,7%, Varsavia del 12%, Budapest del 13,6%, Malta dell’11,4% e Tallin del 10,5%. Nei Paesi non Ue l’incremento è stato invece del 6,5%, in diminuzione rispetto ai trimestri precedenti in particolare a causa di un rallentamento degli aeroporti turchi per la difficile situazione economica del Paese. Per contro, Mosca Sheremetyevo ha registrato un miglioramento del 14,3%, Mosca Vnukovo del 17,5%, Tel Aviv del 10,5%, Kiev del 16,6% e Skopje del 12,9%.
Il traffico cargo ha invece riportato un incremento dell’1,4% e i movimenti aerei sono saliti del 3,4%.

Trasporti-Italia.com – 14/11/2018

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Il Porto di Trieste in missione a Monaco

Il presidente D’Agostino nella capitale bavarese per illustrare i nuovi investimenti ferroviari er i piani di sviluppo di Trieste che si conferma porto di riferimento della Baviera nel Mediterraneo per i traffici con il Far East

Lo scalo giuliano consolida i legami istituzionali e commerciali con la Baviera, organizzando una missione nella capitale del land tedesco per illustrare i nuovi investimenti ferroviari e i nuovi piani di sviluppo.

Per gli operatori e le istituzioni bavaresi, Trieste si conferma scalo privilegiato nel Mediterraneo per i traffici con il Far East.

Specie ora che l’Europa guarda con attenzione alla Cina e al progetto One Belt One Road, “Trieste diventa un hub privilegiato” ha sottolineato Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, “grazie a una posizione geografica strategica, fondali naturali per accogliere le grandi navi oceaniche e collegamenti ferroviari giornalieri diretti in tutta Europa.

Un “rail port di rilievo internazionale” come l’ha definito D’Agostino, “che si propone come sistema logistico-portuale e industriale di riferimento per il mercato tedesco”.

L’evento organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-tedesca e il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, si è svolto presso la Camera di Commercio e dell’Industria di Monaco e dell’Alta Baviera.

Alla serata hanno assistito un centinaio di ospiti, tra rappresentanti istituzionali, operatori del settore e giornalisti. Francesco Leone, consigliere economico dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, e Alessandro Marino, Segretario generale della Camera di Commercio Italo-tedesca hanno aperto i lavori, evidenziando il solido legame economico tra Trieste e la Baviera e il ruolo del porto a servizio dei mercati dell’Europa centrale.

Concetti ripresi da Alessio Lilli, presidente del Gruppo TAL, che gestisce l’oleodotto transalpino e testimonia concretamente il legame storico che unisce lo scalo giuliano alla Germania.

Se Trieste è il primo porto d’Italia e primo scalo petrolifero del Mediterraneo, il merito è di SIOT, che fornisce il 100% del fabbisogno energetico della Baviera e il 40% della Germania, verso cui sono diretti circa 30 milioni di greggio all’anno.

A seguire, Zeno D’Agostino ha presentato ad ampio raggio investimenti, numeri e statistiche parlando di un “modello Trieste” il cui successo si basa su una governance snella gestita direttamente dall’Authority, a capo di un sistema complesso che include zona industriale, punti franchi e interporti.

D’Agostino ha rimarcato anche i grandi passi avanti e sviluppi nel settore ferroviario in corso a Trieste, con investimenti per circa 110 milioni, nonché la strategicità che lo scalo riveste per l’economia della Regione Friuli Venezia Giulia e per il Governo italiano.

Per quanto riguarda le relazioni ferroviarie, il 30% dei treni del porto giuliano sono diretti verso la Germania, mentre nel primo semestre dell’anno in corso, 1.467 sono stati i treni coinvolti su questa direttrice con un aumento di quasi il 12% rispetto al primo semestre del 2017.

Vari i collegamenti diretti da Trieste alla Germania.

Dal molo VII (Trieste Marine Terminal) partono e arrivano 6 coppie di treni settimanali per Monaco, 2 per Burghausen al servizio della Wacher Chemie, una delle maggiori industrie chimiche della Baviera, e 2 per la nuova destinazione di Giengen con un servizio da poco attivato.

Dal molo VI (Ekol) invece 9 coppie di treni per Colonia, 4 per Ludwigshafen e 3 per Karlsruhe. Dal terminal della Samer Seaports invece 5 sono i roundtrip per Monaco, 3 per Ludwigshafen, 4 per Duisburg e infine 2 per Wörth.

Gli aspetti tecnici delle relazioni commerciali con Trieste sono stati evidenziati durante la tavola rotonda moderata da Gerhard Grünig, caporedattore della rivista VerkehrsRundschau, a cui hanno partecipato Daniel Jähn di Kombiverkehr, Sebastian Lechner (Associazione dei trasportatori baveresi) e Alexander Goldemund (Associazione degli spedizioneri bavaresi).

Infine, Karin Jäntschi-Haucke in rappresentanza del Ministero Bavarese delle Infrastrutture e Trasporti, ha illustrato i progetti in corso per rendere più efficienti i collegamenti tra Italia e Germania attraverso il Brennero, rimarcando il vantaggio competitivo della rotta adriatica via Trieste rispetto ai porti del Nord Europa, in termini di tempo e salvaguardia ambientale.

Il Piccolo/Nordest Economia – 14/11/2018

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