Aeroporto Canova:”Illustrate in giunta le nuove rotte sopra la città”

19 aprile 2018

Il Movimento 5 Stelle attacca: “Fermate l’espansione”

Si è tenuta mercoledì mattina l’audizione della capitano Roberta Tecchiato, chiesta dal Comune, che ha illustrato le procedure di decollo dall’aeroporto Canova, legate al nuovo piano di sviluppo dello scalo, da lei stessa volate e validate dall’aeronautica militare. Procedure che servono a codificare le rotte alle quali tutte le compagine aeree si dovranno attenere.

Lo studio prevede che il decollo non avvenga alla massima potenza per rispettare le procedure anti rumore ma prevede, come avviene attualmente, in condizioni meteo avverse (intensità e direzione del vento) che i decolli contemplino la rotta su Treviso e il sorvolo del centro storico perché in direzione della pista di decollo. Dalla relazione di ieri è emersa anche la libertà da parte dei piloti di scegliere la rotta.

Sulla questione del numero di sorvoli che Enac propone di effettuare per alleggerire dall’inquinamento acustico il Comune di Quinto ha ravvisato la necessità di un incontro a breve con i rappresentanti, almeno regionali, di Enac.

“Ringrazio il Capitano Tecchiato per la presenza e per la chiara esposizione di questa mattina – dichiara il primo cittadino Manildo- E’ stato un incontro utile e interessante. Resta aperto il problema con Enac sulla questione dei sorvoli. Ci auguriamo che l’incontro con l’ente nazionale dell’aviazione civile possa avvenire al più presto”. Ed ora si attende al risposta di Cà Sugana a Enac.
Intanto la questione aeroporto entra a pieno titolo nel dibattito elettorale.

“Stiamo assistendo in questi mesi di campagna elettorale ad una serie di dichiarazioni da parte di Giovanni Manildo e della Lega targata Conte-Gentilini, mirate a fornire soluzioni ai problemi ventennali che l’aeroporto cittadino riversa sulla popolazione e sul territorio dei quartieri di S. Giuseppe, Canizzano, S. Angelo, Santa Maria del Sile, S. Zeno”, attacca il Movimento 5 stelle di Treviso. “L’aeroporto è lo specchio di come in questi venti anni sia stata amministrata la città, spesso pensando agli interessi di pochi e lasciando ai margini problemi come salute, inquinamento ambientale, viabilità, pianificazione e sviluppo sostenibile del territorio”.

Il Movimento 5 Stelle chiede semplicemente il rispetto della legalità. “È irresponsabile che i partiti che si sono susseguiti alla guida del nostro Comune abbiano permesso un’espansione incontrollata dell’infrastruttura aeroportuale (21.300 movimenti aeronautici/anno e 3 milioni di passeggeri nel 2017), priva di parere positivo di Via (valutazione di impatto ambientale) da più di 15 anni e con un limite di movimenti/anno pari a 16.300 mai rispettato. I quartieri che subiscono di più questo degrado sono sicuramente due – continuano i grillini – In primis S. Giuseppe, sul quale ricade il caos viabilistico generato dall’aviostazione, che si somma al già pesante traffico degli spostamenti quotidiani sull’asse Treviso-Quinto-Zero Branco; l’altro quartiere è quello di Canizzano, che sopporta livelli di rumore fuori limiti di legge”.

“Riteniamo inoltre inverosimile che l’amministrazione comunale, pur disponendo di un assessorato alla rigenerazione urbana, stia dando parere favorevole alla realizzazione di due ulteriori grandi aree commerciali che andranno certamente ad aggravare la viabilità e l’impatto ambientale della zona”.

Come Movimento ci impegneremo a far sì che venga rispettata la legalità, che non venga superato il limite di movimenti prefissato, che venga tutelata la salute pubblica in relazione ai problemi legati all’inquinamento acustico e atmosferico e che dunque non ci sia spazio per nuove aree commerciali”.

Oggi Treviso – 19/04/2018

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La tangenziale torna a riempirsi di mestrini: traffico in aumento, automobili in testa

18 aprile 2018

Ripresa dopo il crollo dei transiti che era seguito all’apertura del passante, nel 2009. Oltre 22 mila passaggi giornalieri. Aumentano anche i tir, nel 2017 +4,9 per cento

La tangenziale di Mestre torna a essere ciò per cui era nata, un’arteria urbana che aiuta a collegare punti diversi della città evitando il centro. Meno mezzi pesanti, più veicoli privati: è il sunto – come riporta Il Gazzettino – di come si è evoluto negli ultimi anni il traffico della A57. Per la precisione a partire dal 2009, anno in cui fu inaugurato il Passante e in cui la maggior parte del traffico merci venne dirottato sulla nuova autostrada. Di mezzo c’è stata una crisi economica che ha ridotto notevolmente il numero di passaggi, cambiando volto a una strada che un tempo era perennemente intasata.

Tra le più trafficate

Dopo diversi anni in cui la tangenziale si era svuotata, negli ultimi tempi ha ripreso a riempirsi. I dati forniti dal centro studi Cgia mostrano che è di nuovo in cima alle classifiche delle più trafficate d’Italia. Confrontandola con altre strade del centro-nord, si rileva che i transiti giornalieri, in media, sono 22.418, contro i 26.242 della A4 Brescia-Padova, i 24.699 della A4 Milano-Brescia, i 21.663 dalla A1 Milano-Bologna, i 16.490 dalla A1 Bologna-Firenze e i 15.069 della A14 Bologna-Ancona. Il rischio, andando avanti di questo passo, è che negli anni a venire la tangenziale di Mestre ritorni ad essere bloccata e impercorribile per la maggior parte del giorno.

Auto e tir

Dei veicoli in transito quotidianamente sulla tangenziale, 19.262 sono automobili (nel 2011 erano 17.677). Segno appunto, che il traffico “cittadino”, quello creato verosimilmente dai mestrini e dei residenti nei comuni limitrofi, costituisce la stragrande maggioranza dell’utenza dell’arteria. Da notare anche l’incremento progressivo dei tir, sia sul passante che sulla tangenziale: non siamo ancora ai livelli del periodo pre crisi, ma poco ci manca. Nel 2017 si è registrato un aumento del traffico merci su gomma rispettivamente del 2,8 e del 4,9 per cento.

VeneziaToday – 18/04/2018

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Marco Polo sempre più intercontinentale, nasce il volo American Airlines per Chicago

Nuova destinazione Usa dall’aeroporto di Venezia, primo volo il 5 maggio. Salgono a 7 i collegamenti diretti con gli States. Il sindaco Brugnaro: “Orgogliosi dei risultati raggiunti”

Un nuovo collegamento diretto tra la laguna e gli Stati Uniti. Lo hanno annunciato mercoledì mattina American Airlines e Save, la società che gestisce l’aeroporto Marco Polo. Imminente la partenza del primo volo da Venezia a Chicago O’Hare (ORD), tratta operata dal Boeing 787-8 Dreamliner, che atterrerà per la prima volta in laguna sabato 5 maggio alle 11 per ripartire alle 14.50 per gli Usa. Il nuovo volo si aggiunge alla collaborazione già attiva tra le società che collega Venezia con Philadelphia. Presente alla conferenza stampa anche il sindaco Luigi Brugnaro: “Siamo orgogliosi di questo nuovo collegamento. Il nostro ringraziamento va ad American Airlines per aver scelto Venezia e ad Enrico Marchi che con la sua struttura continua ad operare per rendere moderna la nostra città.

Sette collegamenti diretti con gli Usa

Per Enrico Marchi, presidente di Save, “Chicago costituisce una delle principali destinazioni negli Stati Uniti per il Marco Polo, con oltre 40mila passeggeri nel 2107 pur in assenza di un volo diretto: un volume che ora puntiamo a raddoppiare in tempi brevi”. La nuova tratta porta a sette, in totale, le destinazioni in Nord America collegate con Venezia da voli non stop, riconfermando il ruolo della laguna come gate intercontinentale. Angelo Camilletti, manager sales Southeast Europe di American Airlines, si è detto “entusiasta per questo importante investimento in Italia. Il 2018 è il secondo anno in cui la compagnia inaugura un nuovo volo dalla Penisola, a conferma dell’attenzione per il nostro mercato”.

L’aereo: wifi e touch screen

La cabina del 787-8 (dotato di wi-fi satellitare per navigare in volo) si configura in due classi: la business ha 28 poltrone reclinabili, in posizioni alternate, con una cabina premium che offre l’accesso alla piattaforma di intrattenimento con schermi touch screen su ogni poltrona. E poi prese di corrente e usb. Nella main cabin sono presenti 48 poltrone “extra”, con spazio supplementare per le gambe, e 150 standard. Anche per queste schermi e prese di corrente.

VeneziaToday – 18/04/2018

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Dal 2025 in aeroporto in treno: “Ci saranno una stazione sotterranea e la fermata stadio.

L’hanno confermato mercoledì il sindaco Luigi Brugnaro e il presidente di Save, Enrico Marchi. Si sta progettando un anello che si sviluppa dalla linea principale: “Intesa con tutti”

Nel 2025 con il treno all’aeroporto Marco Polo di Venezia. E’ quanto dichiarato stamattina dal presidente di Save, che gestisce lo scalo lagunare, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. I punti di domanda sono ancora diversi, ma la consapevolezza è che uno scalo internazionale non possa transigere da un collegamento via rotaia. I flussi di turisti sono in crescita e, di conseguenza, servono infrastrutture all’altezza.“

“Pronti nel 2025”

“Saremo pronti nel 2025 – ha confermato Marchi – stiamo progettando un collegamento ad anello quindi con doppio binario che si discosterà dalla linea principale. I passeggeri arriveranno nella stazione sotterranea per poi raggiungere direttamente lo scalo”. Si tratta di un piano su cui serve mettere d’accordo enti e realtà differenti: “Mi sembra che si stia andando avanti – ha sottolineato il sindaco Luigi Brugnaro – Bisogna ringraziare Ferrovie dello Stato, il governo, Save e la Regione, ma anche il Comune. Abbiamo lavorato affinché ci sia questo anello su cui sarà il Cipe a stanziare i fondi necessari, e mi risulta

Predisposizione per la fermata stadio

Si tratterà di una deviazione funzionale anche alla futura costruzione del nuovo stadio del Venezia, nel quadrante di Tessera: “Dobbiamo studiare bene la fermata del futuro impianto calcistico – ha spiegato Brugnaro – La vecchia era un po’ più avanti”. Del resto ancora dove esattamente sorgerà lo stadio non si sa, nonostante i primi progetti siano stati già pubblicati: “E’ ancora presto per dirlo – ha concluso Marchi – di certo non appena ci saranno indicazioni lavoreremo subito per la predisposizione di una futura fermata, in modo che quando sarà il momento opportuno serviranno meno risorse e meno tempo per far sì che tutto funzioni a dovere”.

VeneziaToday – 18/04/2018

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Concorrenza ad alta velocità

17 aprile 2018

di Ugo Arrigo

In Europa ci sono oggi circa 9 mila chilometri di linee ad alta velocità, concentrate per lo più nei quattro stati più grandi. L’Italia è il paese dove il traffico cresce di più. Sarà merito del fatto che solo da noi ci sono due operatori in concorrenza?

Quattro paesi ad alta velocità

L’alta velocità nelle ferrovie italiane è un successo, documentato dell’elevata frequenza dei treni Frecciarossa e Italo – tanto che la rete è stata definita la “metropolitana d’Italia” – e dall’alto tasso di occupazione dei posti sui treni di entrambe le compagnie. E confermato dalla valutazione che il fondo americanoGlobal Infrastructure Partners ha dato dell’azienda di Italo al momento dell’acquisizione.

In Europa vi sono attualmente circa 9 mila chilometri di linee ad alta velocità, sulle quali è possibile far circolare treni a una velocità almeno pari a 250 km/h; il 90 per cento si trova nei quattro paesi più estesi dell’area continentale. La rete italiana, che sfiora i mille chilometri, è la più piccola delle quattro, pur essendo la più antica grazie alla direttissima Firenze-Roma, la cui prima tratta fu inaugurata nel lontano 1977. La rete francese, avviata con la Parigi-Lione nel 1981, ha raggiunto nel 2017 i 2.700 km, mentre quella spagnola, inaugurata solo nel 1992 con la Madrid-Siviglia, è ora la più estesa e supera i 3 mila km; mentre la rete tedesca sfiora i 1.700 km (grafico 1). Solo la rete italiana è aperta alla concorrenza, le altre sono per ora esercitate solo dai vettori pubblici nazionali.

Grafico 1 – Reti ferroviarie ad alta velocità (km di linea)

Fonte: EU Commission, Transport Statistics 2017.

Su queste reti le diverse compagnie offrono servizi di trasporto passeggeri utilizzando materiali rotabili ad alta velocità, i quali, pur progettati per viaggiare sulle linee dedicate, sono abitualmente usati anche su quelle tradizionali. Le statistiche disponibili riguardano l’insieme dei passeggeri trasportati con treni av, indipendentemente dal tipo di linea utilizzata. L’azienda pubblica francese Sncf risulta l’operatore leader in Europa: includendo anche la sua consociata Eurostar che svolge i servizi sull’Eurotunnel, trasporta circa 54 miliardi di passeggeri km all’anno, un dato ormai stabilizzato e non più in crescita da diversi anni. La seconda compagnia è Deutsche Bahn, con 27 miliardi di passeggeri km, mentre la spagnola Renfe risulta la più piccola, nonostante la grande estensione della rete del paese, con poco più di 14 miliardi (grafico 2).

Una rete per due

Quello italiano è un caso particolare, l’unico che vede la presenza di due operatori in concorrenza. Nel nostro paese l’utilizzo di treni av si è diffuso, grazie alla direttissima Firenze-Roma, ancora prima della costruzione delle nuove linee: nel 2005, prima dell’entrata in esercizio delle nuove tratte, Trenitalia trasportava già 8,5 miliardi di passeggeri km. Nel 2012 il traffico di Trenitalia su tutti i treni av era salito a 12,8 miliardi. Per gli anni seguenti, con il mercato alta velocità divenuto di concorrenza, la compagnia non ha più pubblicato i dati. Si può stimare che nel 2017 il traffico totale sulla rete av italiana sia stato di 19 miliardi di pax km, di cui 5,3 trasportati da Italo e 13,8 da Trenitalia sulle differenti tipologie di treni av.

Grafico 2 – Passeggeri trasportati dai treni alta velocità (miliardi di passeggeri km)

Fonte: EU Commission, Transport Statistics 2017, e singole compagnie.

Nel periodo successivo al completamento dell’alta velocità italiana la crescita del traffico è risultata più rapida in Italia che in Germania e Spagna. Ha permesso l’innalzamento della produttività apparente della nostra rete av (grafico 3) mentre negli altri due paesi il traffico è aumentato solo in proporzione alla rete e la produttività è rimasta stabile. In Italia siamo pertanto passati dai 12 milioni di passeggeri annui per km di linea del 2009, ultimo anno prima della completa entrata in esercizio della rete av, ai 19 milioni del 2017, con una crescita complessiva del 67 per cento. L’aumento ha permesso di raggiungere il livello di produttività della rete av tedesca e di avvicinare quello francese, verso il quale è ipotizzabile un sorpasso nei prossimi anni se le tendenze in atto non dovessero cambiare. Tuttavia, per effetto del IV pacchetto ferroviario, la concorrenza dovrà essere introdotta anche su queste reti e sarà pertanto interessante verificare se determinerà un incremento anche del loro utilizzo.

Grafico 3 – Produttività delle reti ferroviarie av (Milioni di pax annui per km di rete)

Fonte: elaborazioni su dati EU Commission, Transport Statistics 2017, e singole compagnie.

L’arrivo nel 2012 della concorrenza sulla rete av italiana ha accelerato la crescita dell’offerta, alla quale ha contribuito sia il nuovo entrante che l’operatore storico. A essa ha fatto seguito una crescita più che proporzionale della domanda, con conseguente aumento del load factor, ormai pervenuto al livello dei vettori aerei (76 per cento per Italo nel 2016), e rilevanti benefici per i consumatori, misurabili attraverso la minore spesa per km viaggiato. Il ricavo medio per passeggero km di Italo risulta infatti sensibilmente inferiore a tutte le compagnie europee av (tabella 1). E non è direttamente confrontabile con quello di Trenitalia che, riferito all’intera lunga distanza, è più elevato rispetto a tutti agli altri casi.

L’elevato divario di ricavo medio tra Trenitalia lunga distanza e Italo non può derivare dai soli servizi av, è invece probabile che sia influenzato dai servizi a lunga distanza non alta velocità, sinora sottratti alla concorrenza. I consumatori italiani e il mercato avrebbero molto da guadagnare se la concorrenza si diffondesse anche a questo segmento.

Tabella 1 – Ricavi unitari delle imprese ferroviarie europee alta velocità

Fonte: elaborazioni su dati bilanci aziendali 2016, per Italo dati 2017.

Lavoce.info- 17/04/2018

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A22, impegno per la sicurezza

16 aprile 2018

In 11 anni quasi 3.200 controlli al Centro mobile di revisione

“Il settore dell’autotrasporto è per noi uno stakeholder importante al quale cerchiamo costantemente di dedicare servizi di qualità per tenere alto il livello di tutela della sicurezza”. Lo ha detto l’Ad di Autostrada del Brennero, Walter Pardatscher, parlando del Centro mobile di revisione (Cmr) di A22 che dal 2007, all’autoporto Sadobre, a Vipiteno, ha eseguito quasi 3.200 controlli.
Si tratta di un’officina mobile per la revisione di mezzi industriali e non che permette una verifica completa dei veicoli in viaggio da parte di personale della motorizzazione e della polizia stradale. Il Cmr è affidato attualmente in comodato alla sola Provincia di Bolzano che esegue ogni anno circa 500 controlli tecnici su strada di cui la metà mediante l’impiego del Cmr. “Dobbiamo fare del nostro meglio per garantire la sicurezza tecnica e il rispetto dei limiti di emissioni inquinanti dei mezzi di trasporto su gomma lungo l’asse del Brennero”, ha commentato l’assessore provinciale, Florian Mussner.

Ansa/Trentino A.A. – 16/04/2018

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Camion, blocco Brennero: Mit, serve una valutazione congiunta

Riguardo le misure di limitazione del traffico merci pesante in Austria, sulla direttrice stradale del Brennero in direzione nord-sud, dalla Germania all’Italia, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con una nota, ricorda che tali provvedimenti vanno valutati congiuntamente con i governi dei Paesi coinvolti e la Commissione Europea.

Il ministero ricorda “l’importanza della circolazione delle merci e persone in Europa, i corridoi come scommessa per la connessione dei Paesi e il principio della non interruzione dei traffici. La scelta fondamentale di tutti i Paesi è di tutelare la compatibilità ambientale, con robusti investimenti per migliorare l’intermodalità. I principi di leale collaborazione che ispirano l’Europa, hanno ispirato i recenti accordi di Monaco sul Brennero nei quali si era stabilito che eventuali misure urgenti di rispetto dell’ambiente, in attesa del potenziamento ferroviario, sarebbero state concordate tra i Paesi e non assunte in modo unilaterale”.

“La sede opportuna per discutere eventuali misure è quella dei meeting tra Paesi a partire dall’incontro prossimo già fissato, nel quale verrà affrontato il tema congiuntamente, con il supporto del coordinatore europeo del corridoio Scandinavo- Mediterraneo, Pat Cox”, conclue la nota del Mit.

Trasporti-Italia.com – 16/04/2018

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Ferrovie: ripristinata linea Val Venosta

14 aprile 2018

Conclusi i lavori alla stazione di Marlengo

Da stamani (14 aprile) la circolazione dei treni sulla linea ferroviaria della Val Venosta è di nuovo attiva sull’intero percorso. Dall’inizio dell’anno il tratto Merano-Tel è rimasto chiuso al traffico ferroviario a causa dei lavori di costruzione nelle stazioni di Lagundo e Marlengo e nella galleria di Marlengo. Durante un sopralluogo alla stazione di Marlengo, gli assessori provinciali Florian Mussner e Richard Theiner e i tecnici della STA – Strutture Trasporto Alto Adige SpA, incaricata della gestione della ferrovia della Val Venosta, si sono informati sulla situazione.
“Negli ultimi mesi e settimane sono stati portati a termine tre progetti di costruzione: i marciapiedi della stazione di Marlengo sono stati ampliati, la galleria di Marlengo è stata abbassata e a Lagundo è stato costruito un sottopassaggio.
Questi lavori fanno parte dell’elettrificazione della ferrovia della Val Venosta”, sottolinea Florian Mussner, assessore provinciale alla mobilità.

Ansa/Trentino A.A. – 14/04/2018

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Al Terminal Container Ravenna sono iniziati i lavori di demolizione del dente di ormeggio ro-ro

13 aprile 2018

I lavori consentiranno di utilizzare al meglio gli spazi disponibili

In questi giorni al Terminal Container Ravenna (TCR), il terminal gestito dal gruppo Contship Italia nel porto di Ravenna, sono iniziati i lavori di demolizione del dente di ormeggio di 935 metri quadrati utilizzato fino a qualche anno fa per lo sbarco di contenitori e rotabili dalle navi ro-ro. TRC ha spiegato di aver deciso la demolizione dell’opera in quanto l’accosto negli ultimi anni era caduto pressoché in disuso perché le navi ro-ro di nuova generazione sono tutte munite di rampa posteriore inclinata (quarter ramp) che permette di effettuare le operazioni di imbarco/sbarco sulle tradizionali banchine lineari.
Una volta completati i lavori, TCR beneficerà di una banchina senza interruzioni che permetterà di utilizzare al meglio gli spazi disponibili, ormeggiando senza problemi navi di dimensioni maggiori delle attuali.
La prima fase dei lavori prevede la rimozione dell’asfalto che ricopre il piano carrabile del pontile; di seguito si provvederà a tagliare la soletta in cemento armato in modo da creare delle porzioni che verranno spostate a terra per essere demolite, evitando quindi di effettuare l’operazione direttamente in mare. Infine verrà effettuato il taglio dei piloni di sostegno e la loro successiva rimozione ai fini della demolizione e dello smaltimento.

InforMare – 13/04/2018

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Sostenibilità, studio Legambiente: aumenta la sharing mobility e cala l’uso dei mezzi pubblici

Dalla terza rilevazione semestrale dell’Osservatorio sulla Mobilità nuova e sostenibile realizzato da Lorien Consulting, in collaborazione con Legambiente, e presentato oggi a Roma, è emerso che nelle abitudini di spostamento degli italiani prevalgono ancora i mezzi privati.

L’uso dell’auto personale è addirittura in crescita con il 40% degli italiani che dichiara di usarla tutti i giorni, mentre cala sensibilmente (-8%) l’uso quotidiano dei mezzi pubblici. E a proposito di mezzi pubblici, gli italiani ne utilizzano in media 2,6 differenti. I più multi-modali di tutti sono proprio gli utenti della sharing mobility che utilizzano in media altri 5 mezzi differenti (oltre ai servizi di sharing).

Aumenta l’offerta di mobilità complessiva: soprattutto si registra un uso più frequente della sharing mobility. Stando allo studio, gli italiani sono divisi sui provvedimenti da attuare per limitare il problema dell’inquinamento: se il 46% è preoccupato al punto di chiedere maggiori limitazioni alla vendita e alla circolazione di mezzi inquinanti, il 48% considera invece inutili o dannose ulteriori limitazioni. E a proposito di ambiente, il 17% degli italiani dichiara di conoscere e aver tenuto in considerazione anche le posizioni in tema ambientale dei partiti per la scelta di voto.

Focus sulla Capitale. Roma, secondo lo studio, ha poco più di 300 punti di ricarica pubblici per quanto riguarda le auto ibride. In città ne circolano 13 mila (molte sono taxi) che rappresentano però solo lo 0,75% delle auto circolanti. Le auto elettriche sono invece appena 728 (lo 0,04%), nonostante le flotte di rappresentanza di grandi aziende. Le moto e gli scooter elettrici sono 499, lo 0,12% di quelli circolanti.

Tanto per fare un paragone, in Olanda nel 2017 sono state vendute 8mila nuove auto elettriche, poco meno di quelle che circolano in Italia; in tutta Europa sono 500mila e 3 milioni nel mondo. La Capitale ha poco più di 300 punti di ricarica pubblici: 158 per le automobili e 175 per moto e quadricicli. Pochissimo, rispetto ad esempio a Firenze che ne ha 74 per le auto e 466 per moto e quadricicli.
L’Italia, nel complesso, dispone di appena 4 mila punti di ricarica pubblici, quanto la sola città di Amsterdam.

I dati sono emersi sempre oggi in occasione della presentazione di “Green Mobility – Come cambiare la città e la vita”, il libro di Legambiente curato da Andrea Poggio.

Le critiche di Legambiente sulla mobilità sostenibile a Roma. Secondo l’organizzazione ambientalista, a Roma non è stato fatto niente per recuperare ritardi alla vigilia del gran premio di Formula E nella capitale “che era stato annunciato come un momento di svolta per la città sul fronte della mobilità a emissioni zero, e non solo per il quartiere Eur dove si svolgerà la gara. Purtroppo – sottolinea Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente – questa Roma senza auto inquinanti la vedremo solo per un giorno e intorno alla Cristoforo Colombo, perché oltre all’allestimento della zona interessata dal gran premio, non è stato fatto niente”.

“Niente – aggiunge – per recuperare il ritardo rispetto al numero di centraline di ricarica nella città, niente per le metropolitane e per le piste ciclabili. Nonostante i proclami, è stata un’occasione persa ed è il caso di chiedere alla Giunta capitolina se intende ripetere un’esperienza del genere in una città dove ancora manca perfino la delibera per l’installazione delle centraline di ricarica delle auto elettriche”.

Trasporti-Italia.com – 13/04/2018

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