Il CIPE ha approvato il progetto definitivo “Hub Portuale di Ravenna”

28 febbraio 2018

Entro l’estate il bando di gara, per attivare i lavori nel 2019

Oggi il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) ha approvato il progetto definitivo “Hub Portuale di Ravenna”, piano di sviluppo del porto ravvennate che nella sua prima fase prevede l’approfondimento dei fondali in avamporto e lungo tutto il Canale Candiano a -12,5 metri, la realizzazione di una nuova banchina per terminal container della lunghezza di oltre mille metri lineari, l’adeguamento strutturale alla normativa antisismica ed ai nuovi fondali di oltre 6.500 metri di banchine esistenti e la realizzazione di aree destinate alla logistica in ambito portuale per circa 200 ettari, aree che saranno raccordate alla rete ferroviaria per traffico merci.

Il via libera odierno conclude l’iter autorizzativo del progetto consegnato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti lo scorso 18 settembre e licenziato con parere positivo dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il 15 dicembre 2017.

L’investimento previsto per la prima fase del progetto è di 235 milioni di euro. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale, esprimendo soddisfazione per il giudizio del CIPE e ringraziando per il lavoro svolto la Regione Emilia Romagna, il Comune di Ravenna, il Provveditorato alle Opere Pubbliche e tutti coloro che hanno consentito di raggiungere questo traguardo, ha ricordato che il progetto contribuirà ad attivare altri investimenti, anche di soggetti privati, per ulteriori 300 milioni di euro, che comprenderanno la realizzazione dell’impianto di trattamento dei materiali di risulta dell’escavo, investimenti privati nella logistica, l’ulteriore approfondimento del Canale Candiano sino a 14,50 metri, previsto nella seconda fase del progetto, e un deposito costiero di GNL.

L’ente portuale ha ricordato inoltre che il progetto, per l’importanza quale investimento strategico per la rete logistica europea, ha ottenuto un contributo dall’Unione Europea di 37 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai 60 milioni già stanziati dal CIPE, ai 120 derivanti da un mutuo della Banca Europea degli Investimenti ed a risorse proprie dell’Autorità di Sistema Portuale, e che ne garantiscono la copertura finanziaria.

L’AdSP ha specificato che la fase di attuazione del progetto prevede che entro l’estate sia pubblicato il bando di gara, che entro l’anno si arrivi all’aggiudicazione definitiva e nel 2019 inizino i lavori.

InforMare – 28/02/2018

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Manzoni: «Case a rischio Tav? Non c’è ancora il progetto»

L’assessore: «Da parte nostra nessuna reticenza. Il tracciato non è noto. Quando lo sarà vigileremo e informeremo»

di Eugenio Barboglio

«L’ho detto anche a loro, ai cittadini di porta Cremona, quando li ho incontrati. Nei loro confronti il comune non esercita alcuna reticenza». Lo dice Federico Manzoni, assessore alla mobilità del comune di Brescia, che ha letto le preoccupazioni e insieme le sollecitazioni dei residenti del quartiere consegnate ieri a Bresciaoggi. Preoccupazioni rispetto alla sorte delle loro case che si trovano sul teorico tracciato Tav e sollecitazioni verso il Comune affinchè faccia chiarezza su questo tracciato.

«Neppure noi sappiamo dove passeranno i treni veloci. Non possiamo saperlo perchè un progetto non c’è ancora. Non è una questione di chiederlo o no. Capisco benissimo le preoccupazioni, stiamo parlando delle loro case. E’ una cosa molto seria. Ma è inutile fasciarsi la testa prima del tempo come è inutile chiedere degli espropri quando non si sa ancora in percorso».

MANZONI spiega che allo stato «siamo a conoscenza della sola dichiarazione del Cipe che la tratta gardesana uscirà dalla città di Brescia con il quadruplicamento della linea e non scenderà verso Montichiari. E niente di più. La delibera di approvazione è ancora ferma alla Corte dei conti. Il progetto verrà solo dopo».

Nessuna volontà di nascondere nulla, dunque, «è che l’iter della pratica, come si può vedere sul sito del Cipe non è stata ancora approvata dalla Corte dei conti. Quando inizierà la fase di progettazione il Comune farà la sua parte, non solo nella richiesta di avere tutte le informazioni ma chiederà anche garanzie che il cantiere sia il meno impattante possibile e che siano prese tutte le cautele del caso».

Manzoni ricorda un precedente ai residenti di porta Cremona, quello della tratta ovest. «In quel caso eravamo saltati su un treno in corsa, nel senso che il progetto esecutivo era già fatto. Eppure anche in quella occasione siamo riusciti ad ottenere migliorie. In questa sarà più facile».

I residenti fanno anche un ragionamento più ampio sulla necessità di avere informazioni, che va oltre il problema del destino della loro casa: «La Loggia si è anche battuta per avere più trasparenza. Oggi i cittadini interessati possono consultare lo studio trasportistico che le Ferrovie dello stato hanno messo sul loro portale dove troveranno le ragioni che hanno portato ad accantonare lo shunt per Montichiari preferendo invece il passaggio dal capoluogo».

L’assessore cita anche la Cavallerizza Bettoni: «Il discorso è lo stesso di Porta Cremona. Dire che la Cavallerizza possa essere interessata dal passaggio dei treni è prematuro e sbagliato. Vale anche lì quanto già detto: non c’è il progetto».

Brescia Oggi – 28/02/2018

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A Bolzano il business jet trimotore

27 febbraio 2018

Ingaggiati ex piloti della Lutfhansa: Dubai e New York tra le possibili destinazioni

Saranno ex comandanti della Lufthansa a pilotare – dal mese prossimo – i business jet trimotore a medio raggio «Dassault Falcon 50» che partiranno dall’aeroporto di Bolzano alla volta di Dubai, New York e altre mete gettonate soprattutto dalle imprese con una chiara vocazione all’export.

«Ci sono già tutte le autorizzazioni del caso», assicura la presidente di Abd Astrid Kofler, che sottolinea «l’impatto positivo per il futuro dello scalo». Giovedì primo marzo all’aeroporto ci sarà la giornata delle porte aperte e l’azienda germanica Project Gmbh di Michael Weber presenterà il suo ambizioso progetto per Bolzano e l’Alto Adige. Si tratta di mezzi di lusso, con 8-10 posti, che si potranno noleggiare. Questi velivoli hanno un’autonomia di 5 830 chilometri e una velocità di 870 km/orari a 9.450 metri. «Per andare a New York basterà uno scalo…», conclude Kofler.

Giornale del Trentino – 27/02/2018

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Strade, 180 mln sino al 2020 in A. Adige

150 opere in programma

Prosegue la strategia per migliorare la raggiungibilità e la messa in rete del territorio altoatesino. La giunta provinciale di Bolzano ha approvato il programma triennale riguardante le infrastrutture con investimenti per 180 milioni di euro, sino al 2020, spalmati su 150 opere. Al via nel 2018 i lavori per il secondo lotto della circonvallazione di Merano e per lo svincolo di Bressanone centro. Stanziati i fondi per studi e progettazione della circonvallazione di Bolzano. Lo ha annunciato il governatore Arno Kompatscher.

Ansa/Trentino A.A. – 27/02/2018

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Aeroflot: nuovi voli per l’Italia da luglio

Saranno attivi dal 1° luglio due nuovi collegamenti operati da Aeroflot dall’Aeroporto di Mosca Sheremetyevo. I nuovi voli diretti per Verona e Napoli avranno entrambi frequenza giornaliera e costituiranno un canale di ulteriore avvicinamento per i passeggeri russi verso la cultura e il patrimonio artistico italiani.

Trasporti-Italia.com – 27/02/2018

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Venezia: accordo tra AVM/ACTV e Trenitalia per un nuovo biglietto integrato

di Andrea Coen Tirelli

E’ stato presentato questa mattina, nella sede della Giunta regionale a Venezia, il nuovo titolo di viaggio integrato AVM/Actv-Trenitalia Veneto per l’area urbana di Venezia e per la relazione extraurbana Padova-Venezia. Il biglietto sarà acquistabile dal prossimo 1 marzo 2018 dal proprio smartphone, utilizzando la AVM Venezia Official App e a breve anche attraverso i sistemi di vendita Trenitalia. Prima la smart card ‘Unica Veneto’ a Belluno, poi l’accordo tra Mobilità di Marca e Trenitalia e oggi tra quest’ultima e AVM/Actv: continua quella che l’assessore ai trasporti della Regione Elisa De Berti ha definito “la rivoluzione del trasporto pubblico locale veneto”, basata sull’integrazione e l’intermodalità dei diversi servizi di mobilità, “che porterà entro la fine del 2018 all’istituzione della tariffa unica ed entro la metà del 2020 alla creazione del biglietto unico per l’intero territorio regionale”.

“Lungo il percorso che porterà a fine legislatura al lancio del biglietto unico regionale  – ha precisato l’assessore veneto – la Regione intende favorire ogni possibile intesa tra le aziende di trasporto volta a migliorare l’esperienza di viaggio dei cittadini. L’accordo  tra Trenitalia e Actv favorirà la mobilità integrata all’interno dell’area metropolitana di Venezia e renderà più comodo e vantaggioso l’uso dei mezzi pubblici, spingendo in tal modo pendolari e viaggiatori a lasciare a casa il proprio mezzo privato”.

Sono tre le nuove tipologie di abbonamenti mensili integrati messi in vendita nella versione ordinaria o per gli studenti:

• Rete Unica AVM/Actv + tariffa metropolitana 14/VE Trenitalia che consente di viaggiare nell’ambito della rete urbana AVM/Actv (Navigazione, bus Lido, Mestre + Aeroporto Marco Polo, Tram, People Mover) e di fruire del servizio ferroviario Trenitalia sui treni R e RV entro il territorio del comune di Venezia (Venezia S. Lucia, Venezia P.to Marghera, Venezia Mestre, Venezia Carpenedo, Venezia Mestre Ospedale);
• Trenitalia + Omnibus + Rete Unica Urbana AVM/Actv, che consente di utilizzare il servizio Omnibus su gomma tra le città di Dolo, Mira e Mirano e le stazioni ferroviarie di Mira/Mirano, il servizio ferroviario Trenitalia sui treni R tra le stazioni di Dolo, Mira/Mirano e Venezia Mestre, Venezia SL e Padova, nonché, (solo per abbonamenti con origine/destinazione Mestre o Venezia), di viaggiare nell’ambito della rete urbana AVM/Actv (Navigazione, bus Lido, Mestre + Aeroporto Marco Polo, Tram, People Mover);
• Trenitalia + Extraurbano AVM/Actv + Omnibus + Rete Unica AVM/Actv, che consente di utilizzare il servizio Omnibus su gomma tra le città di Dolo, Mira e Mirano e le stazioni ferroviarie di Mira/Mirano, il servizio ferroviario Trenitalia sui treni R tra le stazioni di Dolo, Mira/Mirano e Venezia Mestre, Venezia SL e Padova, nonché, (solo per abbonamenti con origine/destinazione Mestre o Venezia), nonché (solo per abbonamenti con origine/destinazione Mestre o Venezia) di viaggiare nell’ambito della rete urbana AVM/Actv (Navigazione, bus Lido, Mestre + Aeroporto Marco Polo, Tram, People Mover) ed extraurbana AVM/ACTV (relazioni linea Padova/Mestre/Venezia).

“Questo accordo apre la strada al sistema metropolitano – ha detto l’assessore alla mobilità e trasporti del Comune di Venezia Renato Boraso –, garantendo collegamenti frequenti tra Mestre e Venezia, con treni, tram e autobus che transitano ogni trenta secondi, in entrambe le direzioni, sul Ponte della Libertà e rafforzando la connessione con l’Ospedale dell’Angelo e con i Comuni di prima e seconda cintura. Mi auguro si prosegua su questa strada, coinvolgendo altri operatori della mobilità nel solco di quanto già avviato dal Comune di Venezia e Città metropolitana di Venezia con il biglietto unico Venezia Metropolitana 24 che coinvolge AVM/Actv e ATVO o il recente accordo tra AVM/Actv e MOM per la linea 8E Venezia-Treviso”.

“Dopo il recente accordo con MOM e quello da tempo esistente con Busitalia Veneto, l’accordo con AVM/Actv dimostra la nostra volontà nel perseguire gli obiettivi di integrazione stabiliti dal committente Regione Veneto” ha evidenziato il direttore del Trasporto Regionale Veneto di Trenitalia, Tiziano Baggio. mentre il direttore generale del Gruppo AVM, Giovanni Seno, si è detto certo che “questa collaborazione contribuirà positivamente al miglioramento del quotidiano di quelle centinaia di migliaia di cittadini che abitualmente usano il servizio di trasporto pubblico” e ha auspicato che l’accordo “favorisca un maggiore uso dei mezzi pubblici, anche a salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo e dell’aria che respiriamo”.

Trasporti-Italia.com – 27/02/2018

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Iata: entro il 2025 far volare 1 miliardo di passeggeri grazie a carburanti sostenibili

26 febbraio 2018

L’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) ha stabilito l’obiettivo di far volare 1 miliardo di passeggeri su aerei alimentati con una miscela di carburanti normali e sostenibili entro il 2025. Il programma prende corpo nel 10° anniversario del primo volo che ha utilizzato una miscela delle due tipologie di carburanti, il 24 febbraio 2008. Era un Boeing 747 Virgin Atlantic in volo tra Londra e Amsterdam con cui venne dimostrata la redditività dei biocarburanti drop-in, che possono essere mescolati con carburanti tradizionali per aviazione, utilizzando le infrastrutture già presenti presso gli aeroporti. Un volo alimentato completamente con carburanti alternativi può potenzialmente ridurre le emissioni di Co2 fino all’80%.
“È ormai uno sviluppo inarrestabile quello che interessa i carburanti biosostenibili per l’aviazione. Da un unico volo nel 2008, abbiamo passato la soglia dei 100.000 voli nel 2017 e prevediamo di raggiungere 1 milione di voli nel 2020 – ha dichiarato Alexandre de Juniac, direttore generale e ceo Iata -. Ma si tratta comunque di una goccia nell’oceano rispetto a quello che vogliamo raggiungere, portando 1 miliardo di passeggeri a volare a bordo di aerei alimentati con una miscela di carburanti sostenibili entro il 2025. Non sarà facile. Abbiamo bisogno che i governi lavorino per mettere a punto un quadro normativo che incentivi la produzione di questo genere di carburanti e li renda attraenti anche dal punto di vista dell’industria automobilistica”.
L’impulso verso l’implementazione dell’utilizzo di carburanti biosostenibili è guidato dall’impegno da parte delle compagnie aeree a raggiungere la crescita zero delle emissioni di Co2 nel 2020. Diverse compagnie aeree, tra cui Cathay Pacific, FedEx Express, JetBlue, Lufthansa, Qantas e United, hanno fatto significativi investimenti in questo senso con l’acquisto di 1,5 miliardi di galloni di questa tipologia di carburanti. Gli aeroporti di Oslo, Brisbane e Los Angeles stanno già mescolando carburanti alternativi con i rifornimenti generali.

Trasporti-Italia.com – 26/02/2018

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A gennaio il traffico delle merci nel porto di Venezia è cresciuto del +15,8%

Crescita dei rotabili e delle rinfuse liquide. Calo delle rinfuse secche

Lo scorso mese il traffico delle merci movimentato dal porto di Venezia è cresciuto del +15,8% essendo ammontato a 2,6 milioni di tonnellate rispetto a 2,2 milioni di tonnellate nel gennaio 2017, di cui 2,1 milioni di tonnellate allo sbarco (+16,0%) e 446 mila tonnellate all’imbarco (+15,2%).
Complessivamente le merci varie si sono attestate a 811 mila tonnellate (+3,7%), di cui 451 mila tonnellate di merci in container (0%), 138 mila carichi ro-ro (+47,0%) e 223 mila tonnellate di altre merci varie (-6,1%).

Nel settore delle rinfuse liquide il totale è stato di 853 mila tonnellate (+20,5%), di cui 728 mila tonnellate di prodotti petroliferi raffinati (+29,2%), 91 mila tonnellate di prodotti chimici (-20,1%) e 33 mila tonnellate di altri carichi liquidi (+10,8%), mentre nel comporto delle rinfuse solide il dato globale è di 922 mila tonnellate (+23,9%), di cui 268 mila tonnellate di prodotti metallurgici (+54,8%), 209 mila tonnellate di carbone e lignite (-14,6%), 183 mila tonnellate di mangimi, foraggi e semi oleosi (+34,9%), 170 mila tonnellate di cereali (+35,6%), 37 mila tonnellate di prodotti chimici (+651,1%), 37 mila tonnellate di minerali e materiali da costruzione (+48,4%) e 17 mila tonnellate di altre rinfuse secche (-50,2%).
Nel segmento delle crociere è stato registrato un traffico di 4.439 passeggeri (+8.436,5%).

InforMare – 26/02/2018

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Un’agenda italiana per trattare con Pechino

Gli investimenti cinesi sono senz’altro una risorsa, a patto di avere chiaro il rispetto di alcuni principi: reciprocità di benefici, rispetto delle regole europee e definizione di obiettivi comuni nelle infrastrutture

di Graziano Delrio – Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

È ormai di dominio comune che la Cina intenda proporsi come motore economico di sviluppo del pianeta e affermare una leadership sul fronte delle politiche internazionali. Va interpretato in questa prospettiva il varo nel 2013 del progetto One Belt, One Road – rinominato Belt and Road Initiative – la piattaforma di una Cina che traguarda al 2050: con i suoi mille miliardi di dollari di investimenti previsti rappresenta un imponente progetto economico (nel settore infrastrutturale) e politico finalizzato alla piena valorizzazione della Cina nel mondo.

I rapporti tra Italia e Cina vivono oggi un momento di straordinaria vitalità: anche grazie agli sforzi del Governo l’export italiano verso la Cina è cresciuto nel 2017 di circa il 30% e agli occhi dei cinesi l’Italia rappresenta un Paese estremamente interessante per il know how in materia di innovazione e per la posizione geografica al centro del Mar Mediterraneo con vie logistiche di accesso sempre più efficienti al resto dei Paesi europei nonché di grande attrattiva per l’eccezionale patrimonio storico-culturale.Il fenomeno cinese non è un fatto geo politico qualsiasi e dunque è fondamentale per l’Italia, sul terreno delle infrastrutture, decidere se e in che misura questi investimenti cinesi rappresentano un’opportunità o una minaccia per il nostro Paese e per il nostro sistema industriale. Il mio punto di vista è che possono essere considerati una risorsa, ma solo a patto che si affronti il dialogo con Pechino secondo una prospettiva strategica. È fondamentale avere una roadmap chiara dei nostri interessi e degli obiettivi che l’Italia intende conseguire nel dialogo con la Cina, nel rispetto di alcuni principi: reciprocità (di benefici), regolazione (rispetto della normativa europea) e individuazione degli obiettivi comuni in materia di infrastrutture e trasporti in un quadro di politiche logistiche di sistema Paese.In termini più concreti l’Italia, che vanta un’industria manifatturiera fortemente votata all’internazionalizzazione, deve cogliere questa grande opportunità per sviluppare i propri interessi, ma in ottica di lungo periodo. Non certo per favorire lo shopping cinese.

Sono stato il primo Ministro delle Infrastrutture e Trasporti italiano a visitare la Cina negli ultimi dieci anni ed ho incontrato un Paese di particolare vitalità con il quale dobbiamo essere pronti a lavorare per sviluppare progetti concreti nei settori di interesse reciproco e con mutuo beneficio, anche in paesi terzi dove si incontrano i nostri interessi comuni. È comune obiettivo, ad esempio, sviluppare la collaborazione nel settore dei porti e della logistica perché a noi interessa attirare nei nostri porti in misura crescente il commercio dall’Estremo Oriente e instradarlo via ferrovia verso i Paesi dell’Europa e nel contempo facilitare la logistica delle merci italiane verso la Cina e l’Asia. L’ingente impegno per la costruzione dei collegamenti ferroviari ad alta velocità attraverso le Alpi con la TorinoLione, il Tunnel di base del Brennero e il Terzo Valico sono parte integrante della strategia di realizzazione di collegamenti efficienti del nostro Paese da e per l’Europa, generando nel contempo occupazione ed opportunità per il sistema industriale. I nostri punti di forza devono essere utilizzati per attrarre investimenti utili al nostro disegno e favorire joint venture a valore aggiunto per l’Italia.

Abbiamo nei comparti ferroviario e stradale esperienza e livello tecnologico e di capacità gestionale tra i migliori al mondo e ampiamente apprezzati. Stanno iniziando tra Italia e Cina esempi di collaborazione industriale sulla Via della seta e in Paesi terzi, grazie alla presenza di Fsi e Anas nel mondo. L’Italia ha interesse anche ad incrementare i collegamenti aerei con la Cina assicurando però la reciprocità degli impegni assunti in termini di frequenze e di punti di destinazione, nonché di designazione dei vettori. Credo, dunque, che dobbiamo vedere nella Cina un fattore di potenziale accelerazione dello sviluppo economico ma questo richiede di avere ben presenti i nostri interessi strategici e chiari gli obiettivi comuni.

Corriere della Sera – 26.02.2018

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Accordo con società olandese per export in Qatar dal porto di Chioggia

25 febbraio 2018

Siglata una commessa per due anni

Accordo tra la multinazionale olandese Shawcor e l’Aspo di Chioggia per l’esportazione di 300 mila ton. di metatubi in Qatar dal porto clodense. La commessa garantirebbe un aumento del 25% dei traffici. L’accordo è stato firmato tra Damaso Zanardo, presidente dell’Azienda speciale per il Porto di Chioggia ASPO di proprietà della Camera di Commercio Venezia Rovigo Delta Lagunare, e i vertici di Shawcor, produttrice di tubazioni industriali e rivestimenti da impiegare nel trasporto pipeline di Oil&Gas. Una commessa della durata di due anni affidata a uno stabilimento di Adria per la produzione di 300 mila tonnellate di metatubi in esportazione, che vedrà anche arrivi di materia prima per altre 200 mila ton.. Già a giugno potrebbe partire la prima nave per l’export dei prodotti in Qatar, una volta ottenuto il collaudo della banchina. “Questo dimostra – osserva Zanardo – che lo scalo marittimo di Chioggia possiede enormi potenzialità e forti capacità attrattive, che necessita solo di alcuni investimenti, come lo scavo delle banchine a quota mt -7,5 e la realizzazione di un capannone a norma per la gestione delle rinfuse. Altro risultato positivo e incoraggiante – prosegue Zanardo – è il prossimo avvio della Bonifica e riqualificazione ambientale di una vasta area che, dopo decenni, sarà finalmente riconvertita in piazzali portuali con annesse ulteriori banchine, un intervento a gara per oltre € 30 milioni, di fatto un ampliamento del Porto Commerciale con fondali da almeno mt -8,50. Gli step successivi e fondamentali per il rilancio del Porto – conclude – saranno le operazioni di manutenzione ordinaria di tutti i canali di accesso, per consentire l’ingresso e l’approdo di navi da 8/9 mila ton. in modo da permetterci di competere con gli altri porti del Mediterraneo”.

Ansa/Mare – 25/02/2018

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