Accordo sulla statale 52 bis: saranno investiti 63 milioni

29 settembre 2017

Una trentina i punti critici sui quali verranno realizzati lavori di adeguamento. In progetto rotatorie, allargamenti e anche la realizzazione di una galleria

di Tanja Ariis

Sulla strada statale 52 bis, da Tolmezzo fino al Passo Monte Croce Carnico, saranno spesi 63 milioni di euro, già disponibili, per risolvere gli oltre trenta punti più critici sugli oltre 34 km di viabilità verso l’Austria: Anas e Regione hanno presentato ieri in municipio a Tolmezzo con tutti i sindaci dei Comuni interessati dall’intervento, il Piano per la riqualificazione e la messa in sicurezza dell’importante arteria (vi transitano di media 6.500 veicoli al giorno). Necessaria, a prescindere dagli esiti del tavolo internazionale guidato dalla Regione sulla realizzazione del traforo. Il piano, redatto sulla base di un protocollo di intesa tra Anas e Regione, prevede 32 interventi di ampliamento di carreggiate, risanamento di ponti e viadotti, sistemazione di incroci e migliori soluzioni per centri abitati.

Il tutto è finanziato dal Contratto di Programma Anas-Mit 2016-2020 per 30 milioni di euro e dal Fondo sviluppo e coesione per 33 milioni. Anas si occuperà di interventi come il miglioramento della viabilità a Tolmezzo, il nuovo svincolo per Noiaris (prevista tra Arta e Sutrio anche una galleria di 200 metri), la sistemazione dell’incrocio a Paluzza, oltre a diversi interventi di adeguamento in vari tratti oggi critici fino alla sistemazione dei tornati in prossimità del Passo di monte Croce e la messa in sicurezza delle sue pareti rocciose. Diverse le rotatorie previste: due a Tolmezzo (fronte Despar e fronte carcere e forse una, se non si opta per un bypass a monte dell’argine sul But, anche dopo Cadunea e Imponzo), una ad Arta Terme all’ingresso del paese e una nell’incrocio di ingresso verso Sutrio.

Sarà allargata la viabilità a Tolmezzo in località Tramba, teatro di numerosi incidenti, tra Arta Terme e Sutrio e a Paluzza. All’altezza di Zuglio sarà tagliato il costone roccioso per maggiore visibilità. Verso il Passo Monte Croce Carnico l’allargamento della strada in alcuni tratti, con sostituzione di barriere di sicurezza e migliore organizzazione dei piazzali di sosta, dove non è possibile il passaggio contemporaneo di due mezzi.

«L’impegno diretto di Anas nella nostra Regione – ha dichiarato la governatrice Debora Serracchiani – testimonia come l’attenzione verso il nostro territorio da parte del Governo e dei suoi enti operativi sia non solo costante, ma anzi, in incremento. Il lavoro fatto a livello nazionale sul Contratto di programma investimenti Anas e sui fondi Cipe porta questi frutti a beneficio del Friuli Venezia Giulia e, in particolare, nel nostro territorio montano».

Serracchiani ha precisato che il piano presentato non è un progetto chiuso, ma aperto alla condivisione e a eventuali correttivi e che gli interventi, alcuni già cantierabili, saranno suddivisi in lotti. «Il Piano per la statale 52bis – ha spiegato il Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani – testimonia l’impegno dell’azienda verso la valorizzazione e la messa in sicurezza del patrimonio stradale esistente, ed è il frutto della proficua collaborazione di Anas con gli enti territoriali. I principali obiettivi che il Piano si pone sono la valorizzazione delle aree economico-turistiche locali, una maggiore fluidità e sicurezza della circolazione. La strada statale 52bis riveste un ruolo di primaria importanza per la mobilità dell’area, anche in relazione al traffico turistico e commerciale».

Messaggero Veneto – 29.09.2017

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Aeroporto di Bolzano: tre adesioni alla manifestazione di interesse

Si è conclusa alle ore 12 di oggi la procedura per verificare se vi fossero soggetti interessati alla gestione dell’aeroporto di Bolzano. Tecnicamente si tratta di una manifestazione di interesse, ovvero di una sorta di indagine di mercato prevista dal codice degli appalti per capire se vi sono interessati a subentrare ad ABD (Airport Bolzano Dolomiti) nell’esercizio dello scalo, e a quali condizioni: dall’alienazione delle quote all’affitto del ramo d’azienda, passando per altre modalità proposte dagli operatori.
Allo scadere del termine per la procedura, avviata il 23 agosto scorso, le adesioni alla manifestazione di interesse sono state tre. Le documentazioni presentate all’Ufficio provinciale ferrovie e trasporto aereo saranno ora oggetto di un attento esame, e gli operatori economici verranno contattati per un colloquio. Sulla base dei risultati emersi da questa indagine di mercato, verrà individuata e definita la soluzione più adeguata per il disimpegno della Provincia di Bolzano dalla società che gestisce l’aeroporto del capoluogo.

Trasporti-Italia.com – 29.09.2017

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Riforma dei porti: al via in Senato la discussione per la nuova riorganizzazione

E’ iniziata la discussione sulla riforma portuale  in Commissione Lavori pubblici del Senato. Ad agosto il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo per integrare e modificare alcuni punti dell’attuale modello di riorganizzazione e semplificazione delle Autorità portuali scaturito dal decreto legislativo n. 169 dell’agosto 2016, che ha già introdotto le nuove Autorità di sistema portuale (AdSP). Il nuovo schema di decreto prevede ora una semplificazione dell’attuale classificazione dei porti, attraverso una più netta separazione tra i nazionali e i regionali. I porti sono riclassificati in tre categorie: porti finalizzati alla difesa e alla sicurezza dello Stato, di rilevanza internazionale o nazionale (ossia i porti rientranti nelle AdSP), di rilevanza regionale o interregionale. Viene inoltre confermato che i porti non militari (categorie II e III) svolgono funzioni commerciali, logistiche, di servizio passeggeri, industriali e petrolifere, ma si rimanda al piano regolatore portuale (e non più a un decreto ministeriale) la determinazione delle specifiche funzioni di ciascun porto.

Il decreto modifica la precedente normativa relativa alla disciplina del piano regolatore di sistema portuale e del piano regolatore portuale, riferiti rispettivamente ai porti di competenza statale e regionale. In particolare, nell’articolo 2 dello schema del decreto in esame, viene introdotta la nuova classificazione a cui si allineano i riferimenti per i diversi tipi di porti. Inoltre si regolamentano i compiti e le funzioni delle AdSP. Si prevede che i servizi di interesse generale da fornire agli utenti portuali, di cui l’AdSP cura l’affidamento e il controllo, non siano più individuati con decreto ministeriale ma direttamente dalla stessa Autorità. Viene anche modificata la disciplina degli Uffici territoriali portuali. In particolare, si adegua la procedura per il rilascio delle concessioni fino a quattro anni da parte del Segretario generale o di un suo delegato preposto all’Ufficio territoriale portuale, con quella prevista per il Presidente dell’AdSP.

In materia di lavoro portuale, il rispetto delle deliberazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti riguarda solo gli aspetti di competenza di quest’ultima. Si stabilisce poi che il Presidente dell’AdSP, sulla base dei piani di impresa, degli organici e del fabbisogno lavorativo comunicati dalle imprese di cui agli articoli 16 (operatori portuali), 17 (fornitori di manodopera temporanea) e 18 (concessionari di aree e banchine), sentita la Commissione consultiva, adotti il Piano dell’organico del porto dei lavoratori di tali imprese. Il Piano è aggiornato ogni tre anni, ha valore di documento strategico di ricognizione e analisi dei fabbisogni lavorativi in porto e non produce vincoli per le imprese titolari di autorizzazioni e concessioni, fatti salvi i relativi piani di impresa e di traffico (ossia le proposte di investimento, con annessi impegni su volumi di traffico ed assunzioni, fatte dal potenziale terminalista all’AdSP all’atto della richiesta della concessione). Sulla base del Piano, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Presidente dell’AdSP può adottare piani operativi per la formazione professionale e la riconversione dei lavoratori portuali interessati.

Il provvedimento riformula anche le disposizioni relative allo Sportello Unico Amministrativo (SUA), prevedendo che lo stesso sia disciplinato autonomamente da ciascun Presidente di AdSP con proprio decreto, anziché con un decreto ministeriale, per meglio adattarsi alle peculiarità di ogni AdSP. Si stabilisce che entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, il Presidente dell’AdSP debba emanare il decreto di organizzazione dello Sportello Unico Amministrativo e adottare il Piano dell’organico del porto dei lavoratori delle imprese.

Trasporti-Italia.com – 29.09.2017

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Fondi per l’Osservatorio ambientale e per la sicurezza

La giunta provinciale, su proposta dell’assessore Richard Theiner, ha approvato nel corso dell’ultima seduta uno stanziamento di 448 mila euro per la gestione nell’anno 2017 del Consorzio osservatorio ambientale e per la sicurezza del lavoro nella realizzazione del Tunnel di base del Brennero.

La Provincia di Bolzano e le due Comunità comprensoriali Valle Isarco e Wipptal sono membri di questo consorzio costituito nel 2007 con il compito di accompagnare, controllare e verifica tutte le singole fasi di costruzione del tunnel e delle tratte d’accesso.

L’obiettivo primario è quello di ridurre al minimo possibile gli impatti sull’uomo e sull’ambiente nell’interesse della Provincia, dei singoli Comuni e della popolazione delle aree di progetto.

In questo senso il consorzio agisce indipendentemente dalla società Bbt Se e da Rete ferroviaria italiana Rfi, fungendo da punto di congiunzione fra i vari interessi che ruotano attorno alla realizzazione della galleria di base.

“Nel corso degli anni abbiamo raccolto molte esperienze in relazione ai cantieri di grandi dimensioni come quelli per la realizzazione del tunnel di base del Brennero – sottolinea l’assessore Richard Theiner – e da questo know how possiamo trarre profitto nell’attività quotidiana”.

Il Consorzio osservatorio ambientale e per la sicurezza del lavoro monitora in particolare gli interventi costruttivi e il rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza del lavoro e igiene. Tra le sue attività principali figurano anche la supervisione e la misurazione delle emissioni acustiche e delle vibrazioni, il controllo delle risorse idriche, delle sorgenti, della qualità dell’aria, della configurazione del cantiere e dell’ecosistema.

Grazie all’infopoint progettato e attivato a Fortezza, inoltre, l’osservatorio svolge una precisa attività informativa organizzando ogni anno numerose iniziative dedicate alle complesse tematiche che riguardano e sono in relazione con il progetto Bbt per la realizzazione del Tunnel di base del Brennero.

Alto Adige – 29.09.2017

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La Pedemontana appesa al bond

28 settembre 2017

 

di Eleonora Vallin

Il Consorzio Sis è appeso al filo del bond da 1,55 miliardi che Jp Morgan sta cercando di piazzare nel portafoglio di fondi e investitori internazionali.

Il collocamento è stato ufficialmente avviato con una comunicazione di mercato su Bloomberg il 19 luglio 2017 con un road show partito da Parigi per fare poi tappa a Milano, Londra e Madrid. Jp Morgan è abbottonata sull’esito dell’operazione ma fonti vicine al Consorzio Sis, amministrato da Claudio Dogliani, parlano della possibilità di chiudere l’intera operazione per fine ottobre. Il tempo di aspettare le delibere dei singoli consigli dei fondi in merito all’investimento.

C’è tempo fino a gennaio, confermano le nostre fonti per la sottoscrizione del bond e la chiusura dell’operazione. Ma se qualcosa dovesse andare storto, nel 2018 scatterebbe lo stop automatico ai cantieri e la Regione dovrebbe rifare tutto da capo, ripartendo dall’aggiudicazione della concessione. Una catastrofe.

Il project bond in mano a Jp Morgan è infatti uno step fondamentale per il closing finanziario della Pedemontana veneta. L’obbligazione, del valore di 1,55 miliardi di euro, si compone di 1,2 miliardi di finanziamento “mezzanine” più 350 milioni di “senior” (il debito mezzanine è subordinato a quello senior in caso di liquidazione o rimborso del capitale). La nota positiva è che Jp Morgan ne ha iniziato il collocamento presso investitori istituzionali con la clausola della copertura dell’inoptato, se l’importo non verrà totalmente sottoscritto. Una “confortante” novità, rispetto al ruolo di mero advisor che Jp Morgan si era precedentemente ritagliato, prima che Regione Veneto e il Consorzio Sis sottoscrivessero il terzo atto convenzionale per la superstrada, il 29 maggio 2017, in virtù delle nuove stime di traffico e della revisione al ribasso delle entrate del Consorzio Sis, dato il rischio d’impresa che si assume la Regione versando un contributo di 300 milioni per l’opera. Denari che verranno versati solo con il closing in mano.

Il bond è la parte prevalente, in termini di valori, delle fonti complessive di finanziamento dell’opera per cui è stato definito un investimento complessivo di 2,258 miliardi. L’obbligazione, nel suo collocamento, si è sbloccata solo dopo l’intesa firmata dalla Regione Veneto con Cassa Depositi e Prestiti e dopo la revisione dell’assetto convenzionale con il concessionario Sis. Ma nonostante questa “nuova” garanzia, la assai complessa storia finanziaria della Pedemontana (almeno quella vissuta finora, considerando che l’opera è andata a gara nel 2006 ma il progetto data 1990) impone un sano realismo.

A gennaio secondo le stime, se tutto andrà in porto, potrebbe verificarsi un’accelerazione dei cantieri. Oggi – senza bond – i lavori procedono al ritmo di 30 milioni al mese, ma a regime saranno tra i 40 e i 50 milioni. Il Consorzio Sis conferma anche oggi la consegna a settembre 2020 come da accordi.

Il Mattino di Padova – 28.09.2017

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Autovie più veloce «Lavori da San Donà al via già nel 2020»

Il presidente Castagna: «Nel 2019 espropri e opere preliminari Tratta veneta terminata un paio d’anni prima del previsto»

di Eleonora Vallin

Mentre il passaggio all’in house, pur con il placet dell’Ue all’entrata di Anas, è ancora in via di definizione normativa, i cantieri della terza corsia Venezia-Trieste procedono talmente spediti da bruciare il cronoprogramma. Parola di Maurizio Castagna, presidente della concessionaria Autovie che con 250 milioni di liquidità in cassa e i 600 milioni di Cdp e Bei, è pronta a consegnare «l’intera tratta tra il 2024 e 2025».

Presidente, ci aggiorna sui cantieri della terza corsia?
«Con la firma della progettazione esecutiva del primo sub lotto del quarto lotto del tratto da Gonars a Palmanova e il bando di gara in corso per Alvisopoli-Portogruaro, si completerà il tratto più critico dell’autostrada: quello tra Portogruaro-Palmanova con tempi leggermente inferiori a quelli previsti».

Di quanto parliamo?
«Da cronoprogramma era previsto che il terzo lotto Alvisopoli-Gonars fosse in consegna a gennaio 2021 ma stimiamo che sarà pronto entro metà 2020, così anche Alvisopoli-Portogruaro inizialmente calendarizzata a fine 2020. Circa sei mesi prima».

Com’è successo?
«Sia il Consorzio Tiliaventum che ora sta lavorando tra Alvispoli e Gonars, sia la Cmb aggiudicataria del tratto che inizierà i lavori a ottobre, da Gonars a Palmanova, hanno a contratto un premio di accelerazione che viene versato se si riesce ad anticipare la data di consegna. È quindi prevedibile ipotizzare, con ottimismo, un aggiornamento del cronoprogramma anche per il tratto veneto Portogruaro-Alvisopoli la cui aggiudicazione avverrà per fine anno per concludersi a metà 2020 ».

Quanto vale il premio?
«Il 10% del valore del terzo lotto fino a Gonars, il 5% per il tratto Alvisopoli-Portogruaro».

E da San Donà in poi?
«Contemporaneamente ai lavori da Portogruaro a Palmanova, Autovie ha già pianificato di effettuare per la tratta Portogruaro-San Donà di Piave tutti gli espropri, le eliminazioni di interferenze, i cavalcavia e barriere anti-rumore. Parliamo di 150-160 milioni di investimento. Terminata la tratta più critica, apriranno i cantieri per la terza corsia anche da San Donà a Portogruaro la cui progettazione esecutiva e i bandi saranno al quel punto completati».

Che anticipo è stimabile per questa tratta?
«Con l’avvio dei cantieri nel 2020-2021 stimiamo di completare i lavori nel giro di tre anni tre anni e mezzo, quindi rispetto a quanto era stato previsto nell’aggiornamento di piano di Autovie, che vedeva il realizzo dopo il 2025, abbiamo un anticipo rilevante di almeno un paio d’anni se non di più».

Quando partiranno gli espropri?
«Tra il 2019 e il 2020»

La concessione è scaduta a marzo. Quando il passaggio all’in house?
«L’in house è una questione che riguarda gli azionisti: so che ne stanno discutendo con gli uffici del ministero».

La Brescia-Padova è satura, i tir segnano +4,21% nel 2017: la società ha dichiarato la necessità di ipotizzare la quarta corsia, a voi basterà la terza?
«Il traffico dei tir cresce del 4-5%, quello leggero è inferiore forse anche a causa dei cantieri. La saturazione per il tratto dell’A4 Holding è evidente così come la richiesta della quarta corsia. Ma per noi la terza corsia sarà sufficiente e risponderà agli aumenti di traffico stimati per i prossimi 20 anni».

Il Mattino di Padova – 28.09.2017

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Nomine e società partecipate. Il difficile Sudoku di Giordani tra Pd, Coalizione e centristi

C’è il segretario generale, ma mancano Maap, Fiera, Busitalia e Zip

di Davide D’Attino

Tutti gli uomini (e le donne) del sindaco. Alla vigilia del traguardo dei suoi primi cento giorni sulla poltrona più alta di Palazzo Moroni, Sergio Giordani si avvia a completare, pur con una certa fatica rispetto alle previsioni, la squadra destinata a governare la città per i prossimi cinque anni. Giunta a parte, le caselle relative allo staff che, fino al 2022, lavorerà al suo fianco in Municipio sono state tutte riempite. L’ultima, in ordine di tempo, è quella riguardante il nuovo segretario generale che, proprio ieri in maniera ufficiale, ha preso il posto di Lorenzo Traina, chiamato a Padova nel 2014 dall’allora primo cittadino Massimo Bitonci: si tratta di Giovanni Zampieri che, fino a quarantotto ore fa, ricopriva lo stesso ruolo a metà tra Camposampiero e Massanzago, essendo contemporaneamente anche direttore generale della Federazione dei Comuni del Camposampierese. Zampieri, che ha vinto in extremis la concorrenza di Mariano Nieddu (oggi a Ponte San Nicolò e già all’ombra del Santo quand’era vicesindaco reggente Ivo Rossi), opererà a stretto contatto con il nuovo capogabinetto Fiorita Luciano, con il nuovo comandante della Polizia Municipale Lorenzo Fontolan e con il direttore generale dell’Interporto Roberto Tosetto. Quest’ultimo, artefice principale dell’arrivo a Palazzo Moroni di Zampieri (i due sono coetanei e si conoscono da tempo), è una delle persone più fidate di Giordani. Tanto che il sindaco, presidente proprio dell’Interporto dal 2008 fino a febbraio scorso, l’ha rivoluto al suo fianco, affidandogli l’incarico di city manager, dopo la positiva esperienza nell’ente di corso Stati Uniti.

Come noto, della cerchia dei fedelissimi in Comune, fanno poi parte il portavoce Massimo Bettin (già segretario provinciale del Pd), il capo ufficio stampa Franco Tanel e la segretaria personale Jessica Canton. Insomma, cinque uomini e due donne che hanno il compito, tra i tanti, di accompagnare il primo cittadino nella complessità della macchina amministrativa. Ma se la quadra sullo staff è stata trovata senza particolari complicazioni, la partita relativa alle nomine nelle società partecipate sembra più tortuosa del previsto. E le cause, come sempre succede in situazioni del genere, riguardano i difficili equilibri all’interno della maggioranza tra le liste che fanno riferimento al sindaco e quelle invece che fanno capo al suo vice Arturo Lorenzoni. A tal punto che finora le uniche designazioni effettuate da Giordani sono state quelle dell’avvocato Giuseppe Farina alla presidenza di Aps Holding (senza dimenticare i consiglieri Veronica Fioretto, Nicola Bettiato e Paola Valbonesi) e dell’ex primo cittadino Paolo Giaretta quale vicepresidente dell’Opv: due persone indubbiamente legate al Pd. I posti da assegnare dunque, con i relativi compensi, sono ancora tanti. E il traffico, tra papabili veri o sedicenti tali, è a livelli massimi. Nello specifico, per la presidenza del Maap, è in atto un vero e proprio testa a testa tra il giordaniano Domenico Minasola e il lorenzoniano Franco Zecchinato: chi avrà la peggio, tra i due, farà comunque il consigliere. Mentre per la guida di Bus Italia Veneto, dopo le dimissioni del bitonciano Ludovico Mazzarolli, il favorito è il presidente di Legambiente Andrea Ragona, vicino prima a Padova 2020 e poi a Coalizione Civica. Per entrare nel consiglio d’amministrazione di Hera, invece, in pole position c’è sempre Gabriele Del Torchio, manager sponsorizzato dall’ex sindaco Giustina Destro. E infine tre ex assessori di Flavio Zanonato, cioè Francesco Bicciato, Gaetano Sirone e Antonino Pipitone, si giocano gli ultimi due scranni da consigliere: uno in Fiera Immobiliare e l’altro in Zip. A pensarci bene, però, non è finita qui. A fine novembre infatti, con la scadenza del mandato di Guido Barbieri, si libererà un posto nel consiglio generale della Fondazione Cariparo, che potrebbe essere occupato da Stefano Bellon, medico di fiducia di Giordani e già presidente dell’Ira. E poi, a primavera 2018, scatterà il rinnovo dei vertici dell’Interporto dove, secondo voci sempre più insistenti, potrebbe trovare spazio il sottosegretario Barbara Degani. Rinnovo che, sempre a primavera 2018, interesserà pure la presidenza della Camera di Commercio. Ma questa è un’altra storia. O forse no.

Corriere del Veneto/Padova e Rovigo – 28.09.2017

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Autovie supera l’esame “esodo estivo”, traffico +2,17%

Rispetto alla scorsa estate, i transiti registrati nei fine settimana nel periodo giugno-settembre crescono del 2,17%. Pochi e di lieve entità gli incidenti

Il piano messo a punto da Autovie Venete per affrontare l’esodo estivo – che quest’anno vedeva il tratto autostradale della A4 San-Giorgio di Nogaro – Latisana, interessato dai lavori di costruzione della terza corsia, ha funzionato. “Il monitoraggio 24 ore su 24 del traffico – spiega il presidente di Autovie Maurizio Castagna – e il potenziamento di tutte le squadre di operatori su strada, nel Centro Radio Informativo, nei caselli e sui piazzali, ha garantito sorveglianza, pronto intervento, coordinamento tecnico, infomobilità e puntuale comunicazione all’utenza”.

La task force messa in campo da Autovie comprendeva oltre 230 persone, al lavoro sulle 24 ore fra tecnici degli impianti, operatori di sala radio, manutentori, esattori e ausiliari al traffico dotati di 25 automezzi di cui 14 furgoni; 4 pick-up attrezzati con “forche” per sollevare veicoli; 2 scooter; 1 pick-up; 2 veicoli di servizio. L’accurata gestione dei flussi di traffico che, come da previsioni, sono cresciuti rispetto all’estate 2016, ha consentito di contenere le congestioni e anche gli incidenti, tutti di lieve entità. Un lavoro che gli operatori di Autovie hanno svolto in stretta sinergia con le pattuglie della polizia stradale.

L’ormai collaudata esperienza di collaborazione con Cav che gestisce il Passante di Mestre e con le Centrali Operative delle Concessionarie di Austria e Slovenia, ha permesso di attivare con rapidità i re-indirizzamenti (by pass) del traffico sulla A27/A28 oppure dalla A4 verso la A34 Villesse Gorizia ogni qual volta i flussi di veicoli in transitano salivano eccessivamente.

Per quanto riguarda i transiti, l’incremento – rispetto al 2016 – è stato del 2,17%.  4 milioni 515 mila 219 i transiti registrati quest’anno durante i week end, rispetto ai 4.419 mila 198 del 2016. Moltissimi i veicoli con targa straniera, a conferma del rinnovato appeal delle spiagge dell’alto Adriatico. Durante i primi due week end di settembre, in particolare, la A23 Tarvisio Palmanova è stata percorsa da auto, roulottes e caravan provenienti non soltanto da Austria e Germania, ma anche da molti Paesi dell’Europa Centrale.

La Tribuna di Treviso – 28.09.2017

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Bolzano: treni da record in agosto, oltre 839mila passeggeri

Mai così tanti passeggeri, nel mese di agosto, sui treni altoatesini: i dati resi noti dal Dipartimento mobilità della Provincia di Bolzano, infatti, parlano di ben 839.101 passeggeri con un +14 mila obliterazioni nelle stazioni ferroviarie dell’Alto Adige rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Questo risultato – commenta l’assessore Florian Mussner – dimostra che sono sempre di più le persone che proprio durante il tempo libero e nel corso delle proprie vacanze decidono di sposare la mobilità sostenibile e di muoversi con il treno. Questo trend ci spinge a impegnarci sempre di più per spostare il traffico da gomma a rotaia, investendo in tanti progetti che vanno dall’acquisto dei nuovi treni all’adeguamento delle stazioni”.

A spingere maggiormente il mese di agosto verso numeri da record, ci ha pensato la Val Pusteria. Le obliterazioni lungo la linea ferroviaria che collega Fortezza a San Candido, infatti, hanno fatto registrare in media un +8%, con punte di +14% a Brunico Nord e di +13% a Dobbiaco. A livello territoriale crescono in maniera più limitata la Val d’Isarco e l’Alta Val d’Isarco (+3%) e la linea ferroviaria Merano-Bolzano (+2%), con le stazioni di Vilpiano e Settequerce che si mettono in luce per i risultati migliori. In Alto Adige i mesi con il maggior numero di passeggeri sono storicamente maggio e ottobre: i record assoluti a livello mensile sono le 956 mila obliterazioni di ottobre 2015 e le 941 mila obliterazioni di maggio 2017.

Trasporti-Italia.com – 28.09.2017

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Porti: Trieste si presenta a Budapest

Sette coppie di treni alla settimana per l’Ungheria

Non solo Austria e Germania nel quadro dei rapporti europei che sta tracciando il presidente del Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino.

Si è aperta ieri – riferisce la stessa Autorità con una nota – una due giorni di presentazioni del porto di Trieste a Budapest, che sta diventando il primo mercato di riferimento dello scalo per il traffico ferroviario dei contenitori.

Dal terminal container del molo VII di Trieste, partono 7 coppie di treni a settimana verso Budapest, “con previsione di un ulteriore incremento del servizio – come ha sottolineato D’Agostino – perché lo chiede il mercato ungherese. Nessun altro collegamento intermodale tra quelli che abbiamo lanciato ha avuto un simile successo”. Grandi opportunità di crescita quindi per il porto nelle relazioni commerciali con l’Ungheria. Inaugurato nel 2015, con 2 round trip settimanali, il collegamento andata e ritorno che parte dal Trieste Marine Terminal il primo pomeriggio per arrivare a Budapest- Mahart alle 10 del giorno successivo, ha visto un vero e proprio exploit passando velocemente a 4 e quindi 7 coppie di treni a settimana. I volumi del traffico lo confermano: nell’anno di lancio, sul servizio intermodale verso la capitale affacciata sul Danubio sono stati movimentato quasi 4000 teu, per arrivare a sfiorare i 20.000 teu nei primi 8 mesi di quest’anno.

Nella cornice del Budapest Music Center, che ha ospitato l’evento patrocinato dall’Ambasciata di Italia a Budapest, erano presente più di 200 operatori, rappresentanti delle compagnie armatoriali, addetti del settore della logistica, ma anche investitori ungheresi e gruppi bancari, oltre alla comunità portuale giuliana intervenuta per la missione.

La presentazione è stata l’occasione per illustrare i piani di sviluppo del porto, il network dei collegamenti intermodali e l’ottima performance relativa ai dati di traffico dei primi 8 mesi dell’anno. I volumi totali di gennaio-agosto sono cresciuti del +2,80% rispetto allo stesso periodo del 2016, con 40.259.140 tonnellate di merce movimentata. Per il settore container crescita a doppia cifra (+22% con 402.899TEU), le merci varie totalizzano un +12,75%, mentre il comparto RO-RO con 198.160 unità transitate, registra un +3,78%. Sempre in salita il traffico ferroviario dello scalo, con 5.537 treni lavorati, un aumento del +14,61% rispetto allo stesso periodo del 2016 e una previsione di chiusura annuale di circa 9.000 treni. Sull’importanza di rafforzare i rapporti istituzionali e commerciali con il paese magiaro si è soffermato l’Ambasciatore d’Italia a Budapest, Massimo Rustico, che ha introdotto l’evento di apertura evidenziando “come Trieste sia la via della logistica per l’Ungheria e come i forti investimenti in atto nello scalo stiano dando grande impulso alla crescita dei rapporti commerciali con lo stato ungherese che esporterà oltre 100 miliardi di euro (90,04 miliardi il valore delle esportazioni al 2016) offrendo grandi opportunità al porto giuliano e all’Italia che nel primo semestre 2017 è diventata il terzo partner commerciale dell’Ungheria”.

Ansa/Mare – 28.09.2017

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