Dall’Europa finanziamenti per la ferrovia

26 giugno 2016

Dal «Nordus» di Trento alla Mori-Riva, le speranze legate al piano Juncker per gli investimenti

Se da un lato la Provincia cercherà di incassare risorse vendendo una parte del proprio patrimonio immobiliare, un altro canale di finanziamento degli investimenti (in calo) dei prossimi anni sarà sempre più l’Europa. Fondi, quelli comunitari, che Piazza Dante conta di incamerare soprattutto per finanziare opere legate alla ferroviaria.
Di questo si è parlato nei giorni scorsi ai «Ten-t days» a Rotterdam, in Olanda, meeting europeo dei trasporti al quale hanno partecipato oltre i rappresentanti delle Regioni interessate dai corridoi, le più alte autorità e gli attori principali delle politiche dei trasporti a livello europeo. A rappresentare il Trentino c’erano l’assessore Mauro Gilmozzi e il dirigente Raffaele De Col. La Provincia di Trento è stata invitata a presentare il progetto di collegamento ferroviario Rovereto-Riva, ritenuto tra i progetti di interesse dalla Bei, la Banca europea degli investimenti: il progetto è stato valutato strategico non solo a livello locale, ma per la sua valenza di connessione tra il lago di Garda e il centro Europa, in particolare la Baviera. Saranno quindi approfonditi gli aspetti di sostenibilità finanziaria, avvalendosi del polo di consulenza per gli investimenti (Advisory Hub) previsto dal Piano Juncker.
Ma c’è un’altra opera per la quale la Provincia conta sulle risorse comunitarie: il Nordus, la metropolitana di Trento che dalla stazione al nuovo ospedale, passando sotto la stazione dei treni e con un grande polo di interscambio all’ex Sit, ha un costo stimato tra i 120 e i 140 milioni di euro. In questo caso le fonti di finanziamento saranno tre: contributi Ue a fondo perduto, mutui superagevolati del fondo Juncker da restituire con tassi molto bassi, una quota di risorse provinciali. «Quello che è emerso a Rotterdam, e su cui molti di noi hanno insistito – spiega Gilmozzi – è che è però inutile ricevere prestiti anche a tassi molto bassi per metà di un’opera, se poi non riusciamo a trovare l’altro 50%. Difficile che i privati investano sulla ferrovia, servono finanziamenti in conto capitale dai fondi strutturali europei, e forse il messaggio questa volta è arrivato». Intanto, ricorda l’assessore, i cantieri non si fermano: martedì sarà inaugurato quello dell’interramento della ferrovia a Lavis, a breve partiranno i lavori del depuratore Trento 3. Poi la circonvallazione di Pieve di Bono e di Cles.

Trentino – 26.06.2016

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Accordo Consorzio Zai-Rfi. Verona capitale della logistica

25 giugno 2016

Infrastruttura ad hoc per accogliere i treni merci. Progetto in 10 anni

di Camilla Pisani

Verona sempre più capitale logistica d’Italia. Il ruolo di primo piano ricoperto da Quadrante Europa all’interno del sistema di interporti nazionale si rafforzerà ulteriormente con il via ad un programma di ampliamento elaborato da Consorzio Zai e Rete Ferroviaria Italiana. L’intento è di realizzare, entro i prossimi dieci anni, un’infrastruttura strategica di scambio modale, che potrà rispondere a tutte le tipologie di treno merci: dai transnazionali del combinato (lunghi fino a 750 metri) ai treni provenienti dai porti italiani, ai transnazionali del combinato da 550 metri e ai treni del diffuso che, dirottati verso l’interporto, potranno liberare l’area dello scalo principale, quello di Verona Porta Nuova.

Presenti all’annuncio, ieri, nella sede di Consorzio Zai, il presidente dell’ente Matteo Gasparato, il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Simona Vicari, il sindaco Flavio Tosi, il direttore commerciale di Rfi Gianpiero Strisciuglio e il vicepresidente della Provincia Andrea Sardelli. «Il potenziamento – ha esordito Gasparato – renderà il Quadrante Europa il più importante distretto europeo a servizio dell’intermodalità posto lungo due corridoi, quello Scandivano e quello Mediterraneo. È il segnale che stiamo crescendo guardando al futuro, in previsione del 2026, quando sarà ultimato il tunnel del Brennero che collegherà Italia e Austria, aprendoci la porta del Nord Europa». Il piano congiunto di Consorzio Zai-Rfi, per cui si stima un costo superiore ai 40 milioni di euro, prevede interventi ferroviari e terminalistici, tra cui la realizzazione di un nuovo fascio di arrivi e partenze, connesso in doppia direzione Nord e Sud, con sei binari di lunghezza pari a mille metri, già predisposti ad accogliere treni altrettanto lunghi, che potranno circolare solo nei prossimi anni. In cantiere c’è poi la realizzazione di un nuovo terminal di 750 metri, dedicato alla movimentazione di treni container provenienti dai porti tirrenici ed adriatici, e di nuovi binari a Nord della linea di alta velocità Brescia-Verona, che permetteranno di instradare e ricevere convogli provenienti da Ovest senza ricorrere all’inversione di marcia a Porta Nuova, garantendo piena indipendenza del traffico passeggeri da quello merci. E tra le operazioni ancora al vaglio, c’è la delocalizzazione del settore Automotive nelle vicinanze della cosiddetta zona della Marangona, nell’ottica di realizzarvi un polo dedicato di rilevanza internazionale. «Grazie all’impegno del Consorzio Zai – è intervenuto Tosi – ora siamo in grado di proporre un progetto che porterà nuovi investimenti e posti di lavoro in un settore che vede il nostro territorio già assoluto protagonista». «L’interporto di Verona è il più efficiente in Italia – ha concluso il sottosegretario Vicari – e il suo potenziamento servirà ad agganciare mercati strategici come Nord Europa, Germania e Francia. Quello di Verona è un modello logistico che deve essere diffuso, soprattutto tra le aree del paese più deboli su questo fronte».

Corriere di Verona – 25.06.2016

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Terza corsia, si riparte a fine estate

24 giugno 2016

Il tratto Fossalta-Gonars, lungo 26 chilometri, costerà 442 milioni e sarà completato in tre anni

di Elisabetta Batic

Inizieranno subito dopo l’estate i lavori per il terzo lotto (da Fossalta di Portogruaro a Gonars) della terza corsia dell’autostrada A4 Venezia-Trieste. Ieri pomeriggio a Trieste la presidente Debora Serracchiani, nel ruolo di commissario straordinario, ha firmato l’atto di transazione con i soggetti aggiudicatari definitivi dell’opera (Rizzani de Eccher e Pizzarotti riuniti nella società Tiliaventum) e il decreto di approvazione del progetto definitivo. «Momento importante ha detto Serracchiani, affiancata dal presidente di Autovie Venete Maurizio Castagna e dall’assessore Mariagrazia Santoro – che giunge al termine di un processo molto lungo e faticoso» per lo scioglimento di una serie di nodi, in primis la ricerca della copertura finanziaria e aspetti burocratici.

Il contratto per l’avvio dei lavori sarà siglato entro un paio di settimane: il lotto Fossalta-gonars è lungo 26 chilometri, intercetta 11 Comuni, richiede 8 cavalcavia, 11 sottopassi e registra il punto più delicato nel ponte sul Tagliamento (1,5 chilometri). Il costo complessivo è di 442 milioni (300 per lavori, 42 di spese generali e 100 per espropri). Si stimano tre anni circa di lavori. La concessione della rete autostradale è stata prorogata, come noto, fino al 2038: Serracchiani punta a concludere entro il 2023 i lavori dell’opera, che guarda con grande attenzione all’ambiente: le acque che si riversano fuori dal sedime autostradale verranno raccolte e depurate. Barriere fonoassorbenti saranno collocate a ridosso di gran parte del tracciato di 26 chilometri.

Subito dopo l’estate, dunque in autunno, partiranno anche i lavori del primo sub-lotto del quarto lotto della terza corsia che va da Gonars al bivio di Palmanova e il cui costo ammonta a 60 milioni (40 richiesti dai lavori). Il primo stralcio del secondo lotto verrà invece, secondo le intenzioni, posto a gara tra la fine del 2016 e gli inizi del 2017. «Corriamo perché c’è una situazione di emergenza per la sicurezza del traffico sulla Venezia-Trieste, l’asse autostradale che sta crescendo di più», ha aggiunto Serracchiani, che sulle tariffe assicura: «Il piano economico finanziario sta in piedi senza basarsi su sensibili aumenti di pedaggio, quest’anno praticamente pari a zero».

Il Gazzettino – 24.06.2016

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Infrastrutture: Sud escluso dai fondi Ue

18 giugno 2016

Alla domanda «perché non ci sono progetti nel Mezzogiorno?», la commissaria Ue per i Trasporti, Violeta Bulc, risponde invitando a «chiederlo al vostro ministro». In effetti fra i dodici piani di finanziamento europei approvati dall’ esecutivo europeo spicca l’ assenza di iniziative da sviluppare a Sud di Roma. Tutto si lega al secondo bando della «Connecting Europe Facility», lo strumento finanziario Ue per le infrastrutture con cui in totale si sono assegnati oggi 6,5 miliardi per 195 progetti continentali. Su 41 iniziative candidate per un ammontare di 272,9 milioni, la dozzina selezionata porta a casa 91,4 milioni. Sono nella lista uno studio sul corridoio Rotterdam-Genova (288 mila euro), l’attuazione del programma Sesar per l’aviazione (30 milioni), collegamento ferroviario all’aeroporto di Venezia (4 milioni), l’interporto di Padova (1,3 milioni) e la piattaforma multimodale di Vado Ligure (1,8 milioni).

La Stampa – 18.06.2016

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Approvato bilancio Ferrovie Udine-Cividale: utile di 282.392 euro

17 giugno 2016

La Giunta regionale FVG ha approvato il bilancio d’esercizio 2015 della Società Ferrovie Udine Cividale srl (Fuc), che registra un utile di 282.392 euro, in miglioramento rispetto all’anno precedente (92.964 euro), che verrà destinato interamente all’incremento delle riserve straordinarie.

La società regionale continua a crescere nel settore dei servizi passeggeri sia nella tratta Udine-Cividale, che nel collegamento transfrontaliero Micotra, soprattutto nella tratta italiana tra Udine e Tarvisio, +15,1% di passeggeri e +66% di bici trasportate rispetto al 2014. Anche la tratta transfrontaliera (rispettivamente +9,8% e +55,1%), conferma una sempre crescente importanza, dovuta all’intermodalità con la Ciclovia Alpe Adria.

Un ulteriore incremento riguarda i passeggeri della linea Udine-Cividale (+1,9%), e i ricavi derivanti dal trasporto merci (+47,16%) di cui +16,8% derivanti dalla trazione. Quanto alla percezione della qualità del servizio, un’indagine sull’utenza ha evidenziato un grado di soddisfacimento pari all’83,9% nel 2015, in aumento rispetto all’83,3 dell’anno precedente.

Il Mattino di Padova/Nord Est Economia – 17.06.2016

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Completati i lavori sulla Udine–Tarvisio

16 giugno 2016

Si è conclusa una ulteriore fase dei lavori di potenziamento infrastrutturale della linea Tarvisio – Udine, già inserita nel Corridoio ferroviario europeo Baltico – Adriatico.

Si è conclusa una ulteriore fase dei lavori di potenziamento infrastrutturale della linea Tarvisio – Udine, già inserita nel Corridoio ferroviario europeo Baltico – Adriatico. Sono stati infatti ultimati nei giorni scorsi gli interventi che hanno interessato il tratto di linea fra la stazione ferroviaria Carnia e l’imbocco Sud della galleria Campiolo – Monte Palis.

In particolare, è stata rifatta la sede stradale dei binari, per i severi cicli atmosferici di gelo e disgelo che interessano la zona erano inoltre presenti avvallamenti. Gli interventi hanno anche migliorato il sistema di deflusso delle acque piovane in adiacenza del rilevato ferroviario e delle opere d’arte (viadotti, ponti, eccetera). Questi interventi garantiranno una maggiore affidabilità dell’infrastruttura ferroviaria, limitando al minimo potenziali riduzioni di velocità ai treni in viaggio.

I cantieri sono stati operativi per una sessantina di giorni su ciascuno dei due binari della linea. Il traffico ferroviario è stato sospeso sul binario in lavorazione e i treni hanno viaggiato a senso alternato su quello adiacente. L’investimento complessivo ha richiesto investimenti per 6,5 milioni di euro. Per le attività di progettazione, realizzazione e verifica sono state impiegate dieci mila ore lavorative.

Il Messaggero Veneto – 16.06.2016

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Crociere e case per turisti. La rivoluzione di Brugnaro

Smontato il Pat di Orsoni: grandi navi in Marittima. Freno ai cambi d’uso

di Michele Fullin

Novantatre minuti di discorso, 69 pagine fitte di idee per cambiare la città. Con particolare riferimento al mantenimento della crocieristica alla Marittima, alla limitazione delle attività prettamente turistiche, al miglioramento dello standard di vita della gente. È il “documento del sindaco” che dà l’ avvio all’iter per l’approvazione del Piano degli interventi, vale a dire l’esecuzione in fatti concreti di quanto il Pat (Piano di assetto del territorio) approvato nel 2014 aveva previsto dal punto di vista normativo. In questo documento, il sindaco Luigi Brugnaro ha raccolto un po’ tutte le idee che aveva “sparato” nel corso dell’ anno nelle occasioni più disparate, che qui vengono raccolte in un testo organizzato.

«Abbiamo fatto un lavoro straordinario – ha detto Brugnaro in apertura della riunione del Consiglio comunale, che si è svolta a un anno esatto dalla sua elezione – e insieme, maggioranza e anche opposizione possiamo davvero fare qualcosa per cambiare la città. Dopo aver approvato il Piano anticorruzione – ha aggiunto – la prossima settimana approveremo il piano di ristrutturazione del personale, per snellire e far funzionare meglio la macchina comunale».
Da una parte il documento ricalca i pilastri del Pat dell’ amministrazione Orsoni e del commissario Zappalorto: no al consumo del territorio, sì al riuso, città verticale a Mestre e Marghera, più residenza e servizi a Venezia, cintura verde per contenere l’ espansione abitativa e mobilità sostenibile. Dall’altra, prende decisamente le distanze, come nel caso delle grandi navi. Prevedendo l’ipotesi del canale Tresse Nuovo e il mantenimento della Marittima come terminal, il sindaco pone le basi per una modifica al Pat, che affermava esplicitamente l’estromissione di quel traffico dalla laguna. Ma c’ è anche la volontà di rivedere alcune previsioni sul Quadrante di Tessera e si pone l’ accento sull’ esigenza di limitare i cambi d’ uso a destinazione ricettiva degli immobili a Venezia.
«Una prima strategia, a breve – ha detto il sindaco – è contenere la progressiva occupazione del patrimonio residenziale cittadino da parte di attività ricettive alberghiere ed extralberghiere, attraverso la revisione delle norme che disciplinano i cambi d’uso. Il Comune valuterà caso per caso e i criteri riguarderanno in primis la qualità delle strutture, la capacità di innescare la riqualificazione degli spazi pubblici circostanti, l’ impatto occupazionale».
Si prevede anche un aggiornamento della disciplina degli standard urbanistici e della loro monetizzazione anche a Venezia.
«L’impossibilità di realizzare parcheggi o aree verdi non può tradursi – ha continuato – in un semplice vantaggio per l’ operatore privato. Un’iniquità peraltro nei confronti di chi opera in terraferma».
Ci sono anche delle azioni mirate sulle singole isole, per farle uscire dalla stagnazione in cui si trovano tutte.
Maurizio Crovato (Brugnaro sindaco) ha parlato vi visione innovativa, ma l’opposizione vuole vederci chiaro. Elena la Rocca (M5S): «Mi pare che si privilegino i grandi investimenti, il grande capitale e per la gente comune rimanga ben poco».
Giovanni Pellizzato (gruppo Casson) ha auspicato un maggior coraggio sulla residenzialità e soprattutto sulla condivisione di un tema tanto importante.
Davide Scano (M5S) ha detto senza mezzi termini: «I cambi d’uso a Venezia vanno bloccati e basta. Quanto agli standard urbanistici, mi par di capire che si tratta di un’ ammissione che per tutte le trasformazioni a Venezia a quasi nessuno gli uffici hanno chiesto di pagare. Questo è molto grave».

Il Gazzettino – 16.06.2016
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Respinto anche l’ultimo ricorso: campo libero alla Pedemontana

Respinto l’ultimo ricorso contro la realizzazione della Pedemontana Veneta.
Adesso l’opera che collegherà Montecchio Maggiore a Spresiano, ovvero la A4 alla Venezia-Belluno, non ha più alcun intoppo giuridico davanti a sé. Infatti la quarta sezione del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso che era stato presentato dal Parco delle Rogge. Le motivazioni sono simili a quelle che un paio di settimane fa avevano portato a bocciare analoghi ricorsi di comitati e privati.
I giudici hanno ritenuto che sussistessero le ragioni di urgenza e di dichiarazione dello stato di emergenza che ha portato al conferimento di poteri speciali al commissario straordinario. Non c’ è stata, di conseguenza, alcuna lesione nei rapporti tra Stato ed enti locali. In particolare, il ricorso dell’ associazione “Parco delle Rogge” non aveva fondamento perché «l’ area di interesse del Parco non potrebbe classificarsi ai sensi della normativa statale e regionale sui parchi, assurgendo a mera risultante di una zonizzazione urbanistica. I giudici rilevano come «l’area difetta di uno specifico statuto e di un piano ambientale, circostanza non smentita nell’atto di appello». Adesso si comincia a ragionare in termini di conclusione dell’opera. Sarà aperta al traffico entro dicembre 2018.
Ma entro fine 2016 dovrebbe essere ultimato un piccolo tratto di 6 chilometri, da Breganze alla A31 Valdastico a Thiene. I lavori finiranno nel 2020 quando sarà ultimata la galleria di Malo. «Ma questo non significa che la Pedemontana Veneta non sia aperta a fine 2018.
Esiste una soluzione tecnica, infatti, per consentire il traffico anche se la galleria di Malo non sarà completata» spiega il commissario Silvano Vernizzi.

Il Gazzettino – 16.06.2016

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Alto Adige, referendum dice no al rilancio dell’aeroporto di Bolzano

13 giugno 2016

Il quorum – che richiedeva la partecipazione di almeno il 40 per cento degli elettori – è stato ampiamente superato. I no sono stati il 71 per cento

L’Alto Adige dice no all’aeroporto di Bolzano. Quando ormai si è alla fine dello spoglio, il risultato del referendum indetto dalla giunta provinciale appare chiaro: i no sono il 71,6%, i sì il 28,4. Per essere vincolante la consultazione richiedeva un quorum del 40% ampiamente superato, dato che ha partecipato al voto il 46,7 degli altoatesini. I votanti hanno dunque decretato che non avrà corso una legge preparata dalla giunta provinciale che avrebbe finanziato per un certo periodo di tempo lo scalo bolzanino con lo scopo di un rilancio, dopo che molte compagnie non si erano mostrate interessate alla gestione della struttura. La provincia autonoma, anzi, a questo punto dovrà uscire dalla società di gestione dell’aeroporto Abd per evitare ogni sostegno pubblico e la gestione dell’infrastruttura sarà assegnata con una gara europea.

Ciò significa che l’aeroporto Dolomiti del capoluogo altoatesino resterà ancora a lungo senza collegamenti di linea e che un’eventuale gestione privata dovrà essere assegnata tramite una gara europea. L’operatività resterà minima solo per pochi charter nei mesi estivi, i voli turistici e qualche militare. Se avesse vinto il sì, l’aeroporto di Bolzano sarebbe diventato uno scalo regionale funzionante di categoria 2C operativo dalle 6 alle 23, sfruttando fondi pubblici (erano anche previsti 5 euro a residente per 5 anni) e sotto il controllo della Provincia autonoma di Bolzano.

La Repubblica – 13.06.2016

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Il ministero: cambiare la conca di Malamocco e Costa punta sui treni

11 giugno 2016

La conca di Malamocco va modificata. Se ne è convinto anche il ministero delle Infrastrutture, tanto che ieri Luigi Merlo, il consigliere del ministro Delrio è stato chiaro: «Avevo sottovalutato il problema, adesso dopo aver visto con i miei occhi la situazione, condivido la gravità del problema. E’ stato fatto un errore di progettazione», ha detto all’incontro di Assosped Venezia e Assoagenti Veneto che hanno chiesto al governo risposte rapide sul futuro del porto di Venezia.

Il problema alla conca di navigazione alla bocca di Malamocco era stato sollevato più volte sia dall’Autorità portuale che dalla Capitaneria che avevano evidenziato la difficoltà di allineamento delle navi più grandi. Il presidente dello scalo veneziano Paolo Costa rispondendo alla Nuova struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture sul progetto del terminal off shore aveva avuto modo di precisare come la conca non è stata ancora collaudata nonostante avrebbe già dovuto essere operativa alla posa dei cassoni del Mose, già avvenuta.

Proprio ieri il Porto ha siglato un accordo per il collegamento intermodale (nave-ferrovia-nave) tra i Balcani, Venezia e il porto di Rostock per i servire i mercati che si affacciano sul Baltico. Una soluzione che rende operativo uno dei primi collegamenti lungo il corridoio Scandinavo-Mediterraneo. Lo scalo veneziano continua così la sua «cura del ferro» che fa segnare numeri da record: +31 per cento eni primi 4 mesi del 2016. Questo è stato reso possibile grazie al fatto che l’Autorità portuale ha realizzato l’ampliamento del terminal ferroviario di Marghera e il raddoppio del binario in via dell’Elettronica a sostegno del terminal delle Autostrade del mare. Ulteriori sviluppo ci saranno nei prossimi anni con gli investimenti in corso che porteranno il porto di Venezia a raggiungere i mercati più lontani, non serviti già via camion nel raggio di 150 chilometri.

Intanto ieri l’Autorità portuale ha comunicato a Veneto Sviluppo la rinuncia ad esercitare il diritto di prelazione sulle quote in vendita della Vtp. Adesso bisognerà aspettare altri 20 giorni (per la prelazione degli altri soci), prima dell’assegnazione a Venezia Investimenti delle quote.

Corriere del Veneto – 11.06.2016

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