Zes, sindaci più fiduciosi

21 Luglio 2019

Il ministro Barbara Lezzi, rispondendo ad una interrogazione ha tracciato il calendario dei prossimi passaggi includendo implicitamente anche Rovigo.

I sindaci polesani dell’istituenda Zona economica speciale ostentano ottimismo. Il fatto che fa dormire sonni più sereni alla politica della provincia di Rovigo è la risposta del ministro Barbara Lezzi a un’interrogazione parlamentare sull’attivazione delle Zes al Centro Nord che ha fissato il calendario dei prossimi passaggi. La Lezzi ha dichiarato:

“In un’ottica di nuove scelte strategiche di riforma economica che sono poste in essere attualmente nel nostro Paese, sto lavorando affinché la normativa delle Zes si estenda anche alle aree del Centro Nord. Tengo a precisare che l’iter di istituzione sarà lo stesso che è stato previsto per le Zes nelle Regioni del Sud. Già a partire da settembre prossimo, in vista della legge di Bilancio per l’anno 2020, saremo in grado di presentare la cornice normativa con l’aggiornamento della dotazione finanziaria. In merito a questa, in qualità di autorità politica delegata per la coesione, la manterrò nei limiti della destinazione della percentuale di 80% al Sud e 20% al Nord, prevista dalla legge 190 del 2014”.

“Secondo noi sindaci – scrivono i 16 primi cittadini interessati dall’attivazione della Zes – queste indicazioni rappresentano un passo avanti rispetto a precedenti prese di posizione che parevano rendere difficile la partenza di questa grande opportunità e siamo lieti, finalmente, di vedere il riconoscimento di una necessità e di un diritto per le aree più in sofferenza del paese. Riteniamo, a questo punto, che lo sforzo della Regione del Veneto, che ha sempre appoggiato il percorso della Zes Marghera-Rovigo proposto da Confindustria Venezia-Rovigo, possa essere determinante per l’ottenimento di questa ottima possibilità di sviluppo e come sindaci, insieme a tutti i colleghi, alle associazioni di categoria, alle parti sociali, siamo pronti a continuare la nostra azione e il nostro lavoro di pungolo e di supporto a un progetto in cui crediamo fortemente e che potrà offrire una grande occasione di rilancio dei nostri territori”.

RovigoOggi.it – 21/07/2019

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Piano Regionale Trasporti: si conclude ciclo di consultazioni territoriali, Assessore De Berti, “Osservazioni e contributi utili per una programmazione mirata e lungimirante”

19 Luglio 2019

Si conclude oggi, con il doppio appuntamento a Belluno e a Treviso, il ciclo di incontri territoriali promosso dalla Regione Veneto per presentare e discutere il nuovo piano regionale dei trasporti allo scopo di raccogliere contributi e osservazioni da parte dei soggetti e delle comunità interessate.

Oggi l’assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti Elisa De Berti, accompagnata dai tecnici della Direzione Infrastrutture Trasporti e Logistica guidata dall’ingegner Giuseppe Fasiol, ha presentato il piano regionale in mattinata a Villa Pat di Sedico e, nel pomeriggio, nella sede della Provincia di Treviso, in via Cal di Breda.

“Nei sette incontri territoriali che hanno coinvolto tutte le province venete – commenta l’assessore De Berti – abbiamo voluto incontrare amministratori locali, categorie economiche, parti sociali, associazioni, centri studi e tutti i soggetti portatori di interesse dei diversi territori per ascoltarne esigenze, richieste e proposte. Il nuovo piano, che dovrà essere poi trasmesso al Consiglio regionale per la sua approvazione definitiva, è stato pensato guardando alla configurazione e alle necessità del Veneto di oggi e tenendo conto delle prospettive di sviluppo del Veneto di domani. Grazie alle osservazioni e ai contributi di tutte le componenti della società veneta potrà essere uno strumento di programmazione ancora più mirato ed efficace, in grado di accompagnare lo sviluppo infrastrutturale e della mobilità verso il 2050”.

“Nel corso degli incontri sono emerse problematiche e sensibilità diverse – prosegue l’assessore – Per fare qualche esempio, più forte è stato l’interesse nell’incontro veneziano ai temi ambientali e allo sviluppo di soluzioni per superare alcune criticità del trasporto ferroviario; a Padova è stato meglio sviluppato il tema del trasporto delle merci grazie all’importante impatto delle categorie economiche maggiormente interessate. Altri aspetti puntuali, in relazione alle singole infrastrutture stradali e ferroviarie, sono stati affrontati negli altri incontri territoriali”.

I contributi raccolti nel corso degli incontro, insieme a quelli inviati online attraverso la pagina di ascolto e consultazione attivata nel sito istituzionale della Regione Veneto (https://www.prtveneto2030.it/inviaci-le-tue-osservazioni/), verranno analizzati dagli estensori del Piano ed utilizzati per integrare il documento che sarà successivamente sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Regione del Veneto – Comunicato stampa N° 11 del 19/07/2019

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Autotrasporto, bene Toninelli sulle deduzioni, ora avanti con il Brennero

Confartigianato trasporto invita il ministro ad occuparsi dei divieti imposti al Brennero dal Tirolo, della ripubblicazione dei costi di esercizio da parte del Mit e l’avvio del fondo ad hoc per il rinnovo del parco mezzi

«Diamo atto al Ministro Toninelli di aver mantenuto l’impegno con la categoria».

È positivo il commento del Presidente di Confartigianato Trasporti ed Unatras, Amedeo Genedani, sull’operato del Ministero dei Trasporti che ha sbloccato le deduzioni forfettarie per decine di migliaia di micro e piccole imprese in contabilità semplificata.

L’impegno assunto dal Governo, spiega in una nota, «è stato portato avanti e mantenuto dal Ministro Danilo Toninelli a garanzia di migliaia di microimprenditori che hanno potuto effettuare le dichiarazioni dei redditi 2018 recuperando in media 8.000 euro di minori tasse da pagare».

«Adesso – aggiunge – è necessario che il Ministro Toninelli proceda con gli altri dossier ritenuti urgenti dall’autotrasporto per la tutela delle imprese italiane attraverso un’azione concreta contro i divieti imposti al Brennero dal Tirolo, la ripubblicazione dei costi di esercizio da parte del Mit e l’avvio del fondo ad hoc per il rinnovo del parco mezzi».

Il Piccolo/Nordest Economia – 19/07/2019

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A4, chiusura notturna del tratto Palmanova-Latisana tra sabato e domenica

Altra nottata di lavori per accelerare la fine del cantiere della terza corsia.

E’ in programma sulla A4, tra sabato 20 e domenica 21, un’altra notte di lavori per la realizzazione della terza corsia.

L’intervento comporterà la chiusura dell’autostrada nel tratto compreso fra il bivio A4/A23 (nodo di Palmanova) e Latisana in entrambe le direzioni dalle 20 di sabato 20 luglio alle 8 del mattino di domenica 21 luglio.

Il bilancio dei maxi cantieri notturni di giugno e luglio: Autovie Venete, insieme alle imprese impegnate nella realizzazione dell’allargamento autostradale, sta compiendo ogni sforzo possibile per completare l’opera in anticipo sui tempi e consegnare agli utenti un’infrastruttura sicura e moderna.

Il prossimo traguardo di questa intensa e impegnativa “corsa a tappe” è l’apertura della terza corsia nel tratto compreso fra il nodo di interconnessione fra la A4 e la 23 e l’inizio del terzo lotto (circa 1 chilometro dopo l’area di servizio di Gonars) in direzione Venezia, prima dell’esodo di agosto.

Un obiettivo ambizioso ma raggiungibile che ha richiesto un incremento delle chiusure notturne proprio per eseguire il maggior numero di lavori possibili.

Nel solo periodo compreso fra il 18 giugno e il 20 luglio, Autovie ha effettuato nove chiusure in tratti diversi (sono complessivamente 40 i chilometri di cantiere) dell’autostrada.

Le chiusure, avvenute sempre di notte, quando il traffico è meno intenso, hanno consentito ai tecnici della Concessionaria e alle maestranze delle ditte di effettuare tutte quelle attività indispensabili per lo spostamento dei flussi veicolari sui nuovi sedimi stradali per poter così lavorare nel centro della carreggiata.

I percorsi alternativi: Chi proviene da Venezia ed è diretto a Trieste o a Udine dovrà quindi uscire a Latisana e potrà rientrare in autostrada al casello di Palmanova o a quello di Udine Sud. Chi invece proviene da Trieste ed è diretto a Venezia, dovrà uscire a Palmanova e potrà rientrare in autostrada al casello di Latisana. Infine, chi proviene da Tarvisio potrà proseguire sull’autostrada A4 ma solo verso Trieste; se è diretto a Venezia, invece, dovrà uscire al casello di Udine Sud, seguendo i percorsi alternativi sulla viabilità ordinaria e riprendere l’autostrada a Latisana.

Il Piccolo/Nordest Economia – 19/07/2019

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Sale l’indice di connettività marittima di linea dell’Italia

Definito dall’UNTAD, è stato aggiornato al 2019 aggiungendovi come componente quella dei servizi containerizzati diretti

La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) ha presentato l’aggiornamento all’anno 2019 del Liner Shipping Connectivity Index (LSCI), l’indice elaborato dall’organismo dell’ONU che valuta l’accesso delle nazioni alla rete mondiale di servizi di trasporto marittimo di linea e che ha come riferimento il valore 100 quale valore massimo di connettività marittima individuato nel 2006 per la Cina, nazione che da allora risulta occupare la prima posizione nella graduatoria dei Paesi con la migliore connettività marittima containerizzata definita dall’UNCTAD.

Nel 2019 l’indice di connettività marittima della Cina è salito a 152, nazione che nell’elenco è seguita da Singapore (108), Corea del Sud (105), Malaysia (94), USA (90), Hong Kong (89), Belgio (88), Olanda (88), Regno Unito (85) e Spagna (84). L’Italia figura in tredicesima posizione con un indice LSCI di connettività marittima di 73, che è il più elevato da quando è stato definito l’indice nel 2006 (quando risultava sempre al tredicesimo posto). In quell’anno era stato attribuito all’Italia l’indice 60 così come nel 2007, seguito quindi nel 2008 da un indice 59 e negli anni successivi da 64, 56, 65, 66, 66, 65, 65, 65, 65 e ancora 65 nel 2018 quando l’Italia era stata classificata al diciassettesimo posto nella graduatoria.

Il responsabile Trade logistics dell’UNCTAD, Jan Hoffmann, ha sottolineato l’importanza dell’indice che definisce il valore delle connessioni via mare di una nazione con i mercati: «la posizione di una nazione nell’ambito nel network globale di trasporto marittimo containerizzato, quindi la sua connettività – ha evidenziato – costituisce un importante fattore relativamente ai costi dei suoi scambi commerciali e alla sua competitività».

Osservando che nel 2019 cinque delle prime dieci economie mondiali meglio collegate sono in Asia, ognuna con un indice superiore a 100, e che all’altro capo della graduatoria ci sono le piccole isole in via di sviluppo che non hanno registrato alcun miglioramento, Hoffmann ha specificato che l’UNCTAD ha rilevato «un “divario di connettività”, una differenza crescente tra le nazioni meglio collegate e quelle che lo sono peggio».

Nel 2019 l’UNCTAD ha aggiornato l’indice ampliando la copertura delle nazioni e alle cinque componenti dell’indice, ovvero il numero di società che effettuano servizi di trasporto marittimo, il numero di tali servizi, il numero di navi che ogni mese fanno scalo nella nazione, la capacità di carico containerizzato complessiva impiegata e la dimensione della nave più grande, ne ha aggiunto una sesta che è relativa alle nazioni che possono essere raggiunge direttamente senza ricorrere ad operazioni di transhipment. A tal proposito Hoffmann ha constatato che «poter contare su un collegamento regolare diretto per via marittima ha in pratica dimostrato che ciò contribuisce a ridurre i costi degli scambi commerciali e ad aumentare i volumi degli scambi».

InforMare – 19/07/2019

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Valdastico, confronto tra Trentino e provincia di Vicenza

Ipotesi tavolo di lavoro con tutti i soggetti interessati

Un primo confronto sui temi della Valdastico e dei fondi per i Comuni di confine: è questo in sintesi il senso dell’incontro che si è svolto ieri in Piazza Dante a Trento fra il presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti, e quello della Provincia di Vicenza, Francesco Rucco.

Per quanto riguarda il prolungamento della A31 – precisa una nota della Provincia – si è parlato dell’ipotesi di costituire un tavolo di lavoro che comprenda tutti i soggetti interessati alla realizzazione dell’opera. L’incontro – si legge ancora nella nota – ha offerto l’occasione al presidente Fugatti «per ribadire quanto consideri strategico il prolungamento verso il Trentino dell’autostrada che attualmente si ferma a Piovene Rocchette».

Trentino – 19/07/2019

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Piano regionale dei trasporti, Graziano Azzalin: “Necessario connettere il Polesine ai poli di sviluppo”

18 Luglio 2019

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Elisa De Berti ha presentato a palazzo Celio i cambiamenti che avverranno nella mobilità veneta.

“Il Piano dei trasporti è un’opportunità da sfruttare al meglio. Non solo per rispondere alle esigenze quotidiane dei cittadini, ma anche dal punto di vista turistico e dello sviluppo economico. Il completamento del sistema infrastrutturale su acqua, ferro e gomma e la sua interconnessione è fondamentale per il Polesine del domani. Mi auguro perciò che amministratori locali e portatori d’interesse presentino osservazioni e proposte, in modo da approvare in autunno un documento che sia largamente condiviso. E’ necessario indicare priorità precise per ottenere poi finanziamenti adeguati”.

Così il consigliere del Partito democratico, Graziano Azzalin intervenendo giovedì 18 luglio a palazzo Celio dove l’assessore alle Infrastrutture, Elisa De Berti ha illustrato il ‘Piano regionale di trasporti 2030 – Mobilità sostenibile per un Veneto connesso e competitivo’.

Azzalin ha rivendicato il ruolo dei dem nella ‘partenza’ dell’intero percorso: “Grazie a un emendamento dell’opposizione in sede di bilancio, fatto proprio dalla giunta Zaia, sono stati stanziati 300mila euro ed è finalmente partito questo lavoro, atteso da fin troppo tempo. Dobbiamo connettere il Polesine rispetto ai poli dello sviluppo regionale e il Veneto con i grandi nodi strategici internazionali. Uno sviluppo del territorio che vada di pari passo con la sostenibilità ambientale, tanto che il Piano è soggetto a Vas (Valutazione ambientale strategica). Per quanto riguarda le vie navigabili occorre rilanciare e completare l’Idrovia padano-veneta e dell’intero sistema della navigazione interna, approfittando del suo inserimento all’interno del Corridoio europeo. Passando invece alle ferrovie, c’è il nodo della Verona-Rovigo-Chioggia, gestita dalla Regione tramite Sistemi Territoriali, che è una delle peggiori linee nazionali. Finalmente dopo anni di proteste e mobilitazioni qualcosa inizia a muoversi e questa tratta è stata inserita fra le priorità dalla giunta. Ma per vincere la partita il territorio non deve restare a guardare, bensì essere parte attiva”.

RovigoOggi.it  – 18/07/2019

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Il piano dei trasporti in otto mosse

Per il Polesine potenziamento delle linee Legnago-Rovigo e Mestre-Adria. Il nodo delle corse su ruota

Il nuovo Piano territoriale dei trasporti in otto mosse. La Regione sta sviluppando una serie di incontri informativi in tutte le province per presentare il nuovo Piano regionale dei trasporti 2030. Sette gli appuntamenti che hanno visto la presentazione generale del Piano lo scorso 2 luglio a Venezia, per poi passare il 4 luglio a Verona e Vicenza, il 10 luglio nuovamente a Venezia e poi Treviso, ieri a Rovigo e Padova e infine l’ultimo incontro è fissato il 19 luglio a Belluno.

Questa prima fase di consultazione è finalizzata a raccogliere osservazioni e suggerimenti da parte degli attori locali al fine di valutare, ed eventualmente integrare, i contenuti del Piano. Giovedì a Palazzo Celio erano presenti, oltre al presidente della Provincia, Ivan Dall’Ara,l’assessore regionale ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti Elisa De Berti, supportata nell’aspetto tecnico da Giuseppe Fasiol e Mauro Menegazzo. Nella sala consiliare di Palazzo Celio erano presenti, oltre ad alcuni sindaci e assessori comunali del territorio, l’assessore regionale Cristiano Corazzari, i consiglieri regionali Graziano Azzalin e Patrizia Bartelle.

La ragione del nuovo Piano regionale dei trasporti è, oltre alla non certo aggiornata versione precedente risalente agli anni ‘90, che il sistema della mobilità e della logistica del Veneto devono sostenere lo sviluppo sociale ed economico delle regione nei prossimi anni. Cambiamenti territoriali, infrastrutturali e socio demografici più lenti e cambiamenti della produzione, dei mercati e delle tecnologie molto più rapidi. Per questi motivi è necessario impostare un nuovo processo di pianificazione della mobilità e della logistica inteso come un processo di decisioni pubbliche dinamiche e partecipate, in grado di identificare i fabbisogni della regione, decidere e realizzare gli interventi infrastrutturali sulla base di progetti di fattibilità tecnico economica solidi, orientare comportamenti dei diversi livelli istituzionali, attuare politiche di incentivazione e promozioni delle innovazioni tecnologiche e della mobilità, monitorare costantemente le trasformazioni e gli effetti delle decisioni prese.

Un nuovo Piano dove la parola d’ordine è dinamicità come ha sottolineato l’assessore regionale Elisa De Berti. La politica dei trasporti che la Regione intende proseguire è declinata nel Piano in otto obiettivi: il primo è connettere il Veneto ai mercati nazionali e internazionali per la crescita sostenibile dell’economia regionale; il secondo è potenziare la mobilità regionale per un Veneto di cittadini equamente connessi; il terzo è promuovere la mobilità per il consolidamento e lo sviluppo del turismo in Veneto; il quarto è sviluppare un sistema di trasporti orientato alla tutela dell’ambiente e del territorio; il quinto è accrescere funzionalità e sicurezza delle infrastrutture e dei servizi di trasporto; il sesto è promuovere il Veneto come laboratorio per le nuove tecnologie e paradigmi di mobilità; il settimo è completare ed efficientare la spesa per i trasporti e mobilitare i capitali privati; l’ottavo è sviluppare una governance integrata alla mobilità regionale.

Otto obiettivi e otto strategie. Strategie che investono in alcuni punti anche la nostra provincia con la velocizzazione della linea Mestre-Adria, il potenziamento della linea Legnago-Rovigo e l’annosa questione del trasporto pubblico territoriale. I dati in questo ambito parlano chiaro. In Polesine ogni abitante compie un media di 13 viaggi annuali, mettendo così il bacino di Rovigo come fanalino di coda in rapporto alle altre province; Padova ad esempio si attesta su una media di 47 mentre la media regionale è a quota 87.

LaVocediRovigo.it – 18/07/2019

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Fs Italiane, Sostenibilità: presentati oggi rapporto e obiettivi 2030-2050

Oltre 55 miliardi di euro investiti per migliorare infrastrutture e servizi; circa 20 milioni di tonnellate di CO2 in meno emesse in atmosfera, con le persone che hanno scelto il treno invece dell’auto privata; 18,5 milioni di ore risparmiate per tempi di viaggio inferiori del 25%, grazie all’alta velocità; 80 miliardi di euro distribuiti agli stakeholder (acquisto beni e servizi, erogazione stipendi, remunerazione ai finanziatori e pagamento imposte e tasse).

Questi i risultati dell’impegno di FS Italiane nel decennio 2008-2018 per realizzare un progetto di mobilità integrata in grado di contribuire allo sviluppo, alla connettività e alla sostenibilità del sistema di trasporto del Paese. Un viaggio lungo dieci anni proiettato al futuro per promuovere e sostenere lo sviluppo sostenibile in Italia.

Impegno che prosegue con la definizione di tre obiettivi di lungo periodo (2030-2050): incremento shift modale per passeggeri e merci verso la mobilità sostenibile; aumento ai massimi livelli della sicurezza su rete ferroviaria, stradale e autostradale; riduzione delle emissioni di CO2 per diventare carbon neutral entro il 2050.

Ferrovie dello Stato Italiane ha presentato oggi a Roma, alla Casa dell’Architettura-Acquario Romano, i dieci anni del Rapporto di Sostenibilità e gli Obiettivi 2030-2050 del Gruppo. Presenti Danilo Toninelli Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Gianluigi Castelli Presidente di FS Italiane e Gianfranco Battisti Amministratore Delegato di FS Italiane.

A partire dal 2008, FS Italiane ha rafforzato sempre più il proprio impegno per trasformare la mobilità condivisa e collettiva in Italia, anticipando le sfide del futuro e creando valore nel lungo periodo per il sistema Paese. In quest’ottica, anche il Piano industriale 2019-2023 integra i principi della sostenibilità sociale, ambientale ed economica con l’obiettivo di offrire alle persone servizi personalizzati e di qualità. I dieci anni del Rapporto di Sostenibilità coincidono con il decennale del Sistema Alta Velocità, la più importante opera infrastrutturale realizzata in Italia dal Dopoguerra insieme all’Autostrada A1 Milano-Napoli, che ha modificato radicalmente le abitudini di viaggio degli italiani.

FS Italiane ha aderito al Global Compact delle Nazioni Unite, di cui condivide e sostiene i principi fondamentali su diritti umani, standard lavorativi, tutela dell’ambiente, trasparenza e lotta alla corruzione. Il Gruppo partecipa anche al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, con l’Agenda 2030.

Gli investimenti fatti dal Gruppo tra il 2008 e il 2018, oltre al miglioramento dei servizi e della sicurezza delle infrastrutture, sono serviti per trasformare le stazioni in hub intermodali, in grado di rispondere alle esigenze crescenti delle persone. In particolare, in tema di sicurezza (security), nel 2018 gli incidenti sulla rete ferroviaria nazionale sono diminuiti del 75% rispetto al 2008, con un 70% in meno di infortuni sul lavoro e un indice di incidenza inferiore del 50%.

Le persone – passeggeri e ferrovieri – a cui il Piano industriale 2019-2023 di FS Italiane dedica particolare attenzione, rappresentano il grande patrimonio del Gruppo. Rispetto al 2008 il livello di soddisfazione generale dei passeggeri è cresciuto del 20% anche per l’attivazione del servizio customer care dedicato ai pendolari a bordo treno e in stazione. FS Italiane è costantemente impegnata anche nel valorizzare i propri dipendenti, investendo nella formazione professionale: nel 2018 sono state erogate oltre 570mila ore di formazione ed è stato introdotto lo smart-working, avviato in fase sperimentale nel 2017.

Usati con successo anche gli strumenti della finanza sostenibile. FS Italiane è stato il primo operatore ferroviario in Europa a emettere green bond per l’acquisto dei nuovi treni ad alta efficienza energetica e con percentuali di riciclabilità superiori al 90%.

L’impegno del Gruppo FS Italiane per la sostenibilità si proietta al futuro. Dal 2013 il Gruppo coinvolge gli stakeholder per definire proposte di miglioramento dal punto di vista della responsabilità sociale, economica e ambientale. Il Panel promosso nel 2018 dal Comitato di Sostenibilità di FS Italiane ha visto il coinvolgimento di stakeholder chiave che hanno contribuito concretamente a definire i tre Obiettivi 2030-2050 del Gruppo sui temi mobilità sostenibile, energia ed emissioni, sicurezza. Inoltre, per la prima volta quest’anno il Gruppo si è dotato di una Politica di Sostenibilità per guidare le attività di tutte le Società.

Trasporti-Italia.com – 18/07/2019

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Banda ultra larga. Assessore Marcato al tavolo tecnico col Ministro Lezzi, “Chiediamo tempi certi perchè è un’opera strategica per quell’economia veneta che traina il paese”

17 Luglio 2019

“Per l’economia del Veneto la banda ultra larga è un’opera strategica e vitale. Ho sottolineato al tavolo l’assoluta necessità di tempi certi sulla sua realizzazione; ho ricevuto rassicurazioni ma non molleremo la presa con questa richiesta fino al giorno che i cantieri definitivamente avviati saranno l’unica riposta”.

Questo il commento dell’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione del Veneto Roberto Marcato a margine del Comitato Per la Banda Ultra Larga – presieduto dal Ministro per il Sud Barbara Lezzi in sostituzione del vicepremier Luigi Di Maio – a cui ha partecipato oggi a Roma.

“Il Veneto è una delle regioni trainanti l’economia nazionale – aggiunge – una tra le principali realtà imprenditoriali e produttive del paese. In questo contesto, l’estensione delle infrastrutture digitali significa dare gli strumenti fondamentali per lavorare nelle attività. Non è possibile, quindi, che un progetto come la banda ultra larga continui a rallentare. Dobbiamo dare risposte concrete ai Comuni che, insieme alla Regione, hanno già dimostrato il loro senso di responsabilità, facendo quanto è possibile secondo le loro competenze”.

“Accolgo le rassicurazioni che sono state formulate oggi al tavolo – conclude Marcato -. Ma la risoluzione dei rallentamenti resta una priorità e rimarrà tale fino a che non avremo un programma certo con i tempi della cantierizzazione e della realizzazione”.

Regione del Veneto – Comunicato stampa N° 1170 del 17/07/2019

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