Brennero, governatori lanciano allarme

31 agosto 2018

“Superato il livello di guardia traffico pesante”

I governatori Arno Kompatscher (Alto Adige) e Guenther Platter (Tirolo), assieme ai sindaci dei comuni attraversati dall’autostrada, hanno ribadito durante un incontro a Fortezza che, per quanto riguarda il traffico al Brennero, “a livello ambientale e infrastrutturale si sia ormai superato il livello di guardia”. Secondo i presidenti, occorre “aumentare la pressione su Roma, Vienna e Bruxelles per fare in modo che tra Bolzano e Kufstein (ma non solo) si arrivi ad una gestione unitaria della questione traffico”.
L’obiettivo prioritario, per tutti, rimane quello dell’abbattimento del traffico deviato e, grazie a misure mirate di sostegno, il passaggio del traffico da gomma a rotaia. Da parte altoatesina, la richiesta è quella di un aumento delle tariffe per il traffico pesante e l’introduzione di una sorta di pedaggio ambientale i cui proventi possano essere reinvestiti in progetti di mobilità sostenibile lungo l’asse del Brennero, a partire da un potenziamento del traffico ferroviario.

Ansa/Trentino A.A. – 31/08/2018

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Trasporti: Pizzimenti, bene iniziativa che riduce traffico su gomma

30 agosto 2018

Nuovo servizio merci su rotaia da porto Monfalcone a Osoppo

“La Regione non può che esprimere soddisfazione di fronte ad operazioni che alleggeriscono il traffico pesante sulle strade e puntano all’utilizzo della ferrovia per la movimentazione delle merci”. Questo il commento rilasciato dall’assessore regionale ai Trasporti, Graziano Pizzimenti, in merito al nuovo servizio di trasporto ferroviario attivato dall’operatore logistico Inter-rail per il trasferimento di legname dal porto di Monfalcone agli stabilimenti della Fantoni di Osoppo.

Da questa settimana almeno il 50 per cento del carico mensile di legname destinato al Gruppo Fantoni (circa 21.000 tonnellate di tronchi) viaggerà quindi su rotaia. “Un’iniziativa che – ha evidenziato Pizzimenti – toglierà dalle nostre strade 50 camion al giorno nella settimana di scarico dalla nave. Si tratta quindi di un progetto logistico ferroviario che va nella corretta direzione di una equa e corretta ripartizione dei flussi tra le varie modalità di trasporto, con un maggiore utilizzo della ferrovia, al fine di ridurre i pesanti impatti economici ed ambientali sulla viabilità regionale generati dal traffico dei camion sulle strade”.

L’assessore ha quindi spiegato che “il trasferimento di quote crescenti di traffico merci dalla strada alla ferrovia, quando sussistono le condizioni tecniche ed economiche per farlo, oltre ad essere auspicabile per rendere il trasporto più sostenibile, rappresenta una sfida che deve coinvolgere tutte le principali aziende manifatturiere della regione”.

Una posizione condivisa da Tullio Bratta, amministratore delegato di Inter-rail, il quale ha spiegato che “questa soluzione logistica ferroviaria ci permetterà di togliere dalle strade regionali l’equivalente di 2400 autotreni, visto che sono in programma ulteriori quattro navi entro la fine dell’anno e rappresenta solo l’ultima realizzazione di una serie di progetti messi a punto dalla nostra società per trasferire quote di traffico dalla strada alla ferrovia, come ad esempio il recente avvio del progetto per il trasporto ferroviario sperimentale delle bramme dal Porto di Monfalcone ai 4 laminatoi di San Giorgio di Nogaro”.

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia/Notizie Dalla Giunta – 30/08/2018

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Via ai cantieri per le piste dell’aeroporto di Venezia: 135 milioni in due anni

Da domani i lavori del Masterplan 2021. Save tranquillizza i passeggeri: «Nessun disagio per l’operatività dello scalo»

di Mitia Chiarin

Al via da domani i lavori di riqualificazione ed adeguamento delle infrastrutture di volo dell’aeroporto Marco Polo di Tessera. Cantieri nelle due piste, quella principale, e la secondaria, di servizio. Cantieri previsti dal Masterplan 2012-2021, importo complessivo 135 milioni di euro di cui 30 per le nuove pavimentazioni.

Previsto l’allungamento della pista secondaria, oggi di 2.780 metri, e che arriverà a 3.300 metri, al pari di quella principale consentendo così un agevole ingresso e uscita dei velivoli dalla pista principali. «L’attività di progettazione e costruzione di nuove infrastrutture continua a ritmi sostenuti», dice il presidente di Save, Enrico Marchi, «e partono nei tempi previsti i lavori relativi alle piste di volo, complessa combinazione di nuove opere e di interventi di manutenzione straordinaria, sulla base di una serrata tabella di marcia che sta dando forma a quanto definito dal Master Plan dell’aeroporto».

Per la prima volta in Italia, i cantieri vengono svolti con l’aeroporto funzionante. «I lavori sono stati studiati per essere realizzati in sette fasi operative, con tempi dilatati, mantenendo l’operatività dell’aeroporto e riducendo al minimo i disagi per l’utenza», precisa Monica Scarpa, amministratore delegato del gruppo Save assieme al managing director Corrado Fischer. «I tempi di intervento sono stati dilatati per consentire una profonda manutenzione delle piste, necessaria dopo vent’anni di operatività, senza problemi allo scalo aereo».Un intervento complesso visto che le piste aeroportuali non solo strisce d’asfalto da cui decollano e atterrano i voli ma contengono impianti importanti: luci di pista, di controllo visibilità, “rese” anti-sbandamento.

Su 135 milioni di investimento, 105 sono di opere di manutenzione straordinaria con la riqualificazione delle piste che comprende: nuove pavimentazioni; adeguamento delle aree di sicurezza delle testate; adeguamento delle opere idrauliche per lo smaltimento delle acque meteoriche; la riconfigurazione delle vie di rullaggio degli aeromobili a terra e la realizzazione di nuovi raccordi di uscita rapida per la pista principale, per aumentarne ulteriormente le potenzialità in termini di capacità operativa. La pista di servizio viene innovata ma da Save ricordano che la necessità di una terza è tema ancora sotto esame nel confronto con Enac sul Masterplan 2030 che trasformerà il Marco Polo in una grande “cittadella aeroportuale”, doppia rispetto a quella attuale.

La seconda pista viene adeguata alla prima con dotazioni di sicurezza come gli aiuti visivi luminosi ed i sistemi di protezione/rilevazione delle incursioni non autorizzate in pista, al fine di gestire il previsto incremento del traffico aereo con aumentati standard di sicurezza, anche in condizioni di bassa visibilità, conformi alla normativa Easa, European Aviation Safety Agency.

La conclusione dei lavori, affidati alla Icm Spa con Itinera Spa, è prevista per il settembre del 2020. L’opera rientra nel Master Plan 2012-2021, con investimenti per 850 milioni di euro, 430 dei quali ad oggi già realizzati: la darsena e il moving walkway di collegamento con l’aerostazione, per le nuove caserme di Vigili del Fuoco e Finanza e per il primo ampliamento del terminal passeggeri a cui si è aggiunta la posa della prima pietra lo scorso maggio dell’area extra Schengen. L’espansione dell’aeroporto prosegue, quindi.

La Nuova di Venezia – 30/08/2018

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«Via del Mare da Meolo alla rotonda Frova»

Via del mare, la Regione conferma il tracciato e la partenza dal casello di Meolo. Le perplessità espresse in merito alla deliberazione che riapre il percorso verso la superstrada a pagamento.

di Giovanni Cagnassi

Via del mare, la Regione conferma il tracciato e la partenza dal casello di Meolo. Le perplessità espresse in merito alla deliberazione che riapre il percorso verso la superstrada a pagamento con il project financing, dove non era menzionato il casello di Meolo, ma il solo tracciato dalla A4 ai litorali di Jesolo e Cavallino, sono dissipate dal consigliere regionale Francesco Calzavara.

Il 24 agosto era stata pubblicata la deliberazione regionale che riprende in mano la questione del project financing e della strada a pagamento verso il litorale. La Regione ha accelerato i tempi, anche per superare l’ostacolo delle osservazioni formulate dalla Corte dei Conti in merito alla ricusazione del visto della delibera. L’assessore regionale Elisa De Berti ha riassunto in questo atto la storia della infrastruttura e del project, ricordando che nel 2007 la società Adria Infrastrutture Spa, con sede legale a Mestre in via Ancona, la società Strade del Mare Spa con sede al lido di Jesolo in via Mameli e il Consorzio Via del Mare con sede a Mestre, sempre in via Ancona, hanno presentato alla Regione la proposta di finanza di progetto per la progettazione, costruzione ed esercizio della superstrada. La Regione aveva valutato e riconosciuto il pubblico interesse della proposta individuandole come soggetto promotore. Le inchieste relative al Mose avevano fermato l’iter.

Tra meno di un anno potrebbero essere dunque valutate le buste con i progetti. «Fermo restando che dovremo capire se i soggetti proponenti saranno ancora disponibili», spiega Calzavara, «visti anche nuovi assetti societari, il tracciato è sempre quello da Meolo alla rotonda Frova non ci sono certo modifiche o progetti alternativi. L’ex senatore Luciano Falcier ha parlato di fondi pubblici invece di quelli privati, mi chiedo dove fossero questi fondi quando lui era vice capogruppo al Senato e la Regione era di Forza Italia».

Falcier, che ha suggerito una strada pubblica con fondi di Autovie e Anas da Meolo, sostiene questa idea: «I soldi ci sono da 30 anni per il tracciato ed erano a disposizione anche a quel tempo, furono gli amministratori del territorio, ci sono tutti i nomi, e la Provincia e non trovare un accordo. Parlando oggi di fondi pubblici, ho forse pestato i piedi a qualcuno».

La Nuova di Venezia – 30/08/2018

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Iata: solida crescita passeggeri anche a luglio

Continua ad essere in salute il trasporto aereo mondiale, con dati in crescita a luglio i tutti le regioni. Secondo i dati della Iata, l’associazione internazionale del trasporto aereo, la domanda, misurata in RPK (revenue passenger kilometers) è aumenta del 6,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno; in lieve calo rispetto all’aumento dell’8,1% di giugno ma comunque un ottimo risultato. “L’industria ha riportato un altro mese di solida crescita – ha commentato Alexandre de Juniac, direttore generale e ceo della Iata – e il record nel load factor (che è salito di 0,6 punti percentuali a 85,2% NdR) mostra che le compagnie stanno diventando più efficienti in termini di sviluppo di capacità per andare incontro alla domanda. Tuttavia, l’aumento dei costi, in particolare del carburante, limita i vantaggi ottenuti dalle basse tariffe. Per questo ci aspettiamo un ulteriore rallentamento della crescita rispetto al 2017”. La domanda passeggeri internazionale a luglio ha registrato una crescita del 5,3%, con un aumento in tutte le regioni: l’Asia Pacifico ha segnato un +7,5%, l’Europa +4,4%, il Medio Oriente +4,8%, il Nord America +4,1%, il Sud America +3,8% e l’Africa +6,8%.

Trasporti-Italia.com – 30/08/2018

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Grandi Navi, Porto di Venezia chiede un incontro a Toninelli

29 agosto 2018

Dopo le affermazioni di stamane del ministro il presidente Musolino torna a chiedere un confronto con il Mit.  Negli ultimi mesi l’Autorità di Sistema Portuale si è mossa per trovare una soluzione non si prevde l’escavo di nuovi canali ma semplicemente l’adeguamento a livelli previsti dal Piano Regolatore Portuale dei canali esistenti

«Chiediamo ancora una volta d’incontrare al più presto il Ministro Toninelli per comprendere chiaramente le direttive del Governo italiano rispetto al futuro dell’industria crocieristica a Venezia, e di conseguenza in tutti i porti crocieristici dell’Adriatico che dipendono dall’operatività dello scalo lagunare».

Lo dichiara in una nota il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, commentando le dichiarazioni del Ministero dei Trasporti sulla questione delle Grandi navi in Laguna.
«Come è noto – prosegue Musolino – negli ultimi mesi l’Autorità di Sistema Portuale si è mossa a livello progettuale per dare concretezza alle indicazioni ricevute in sede dell’ultimo Comitatone. Tali indicazioni non prevedono l’escavo di nuovi canali ma semplicemente l’adeguamento a livelli previsti dal Piano Regolatore Portuale dei canali esistenti. Allo stesso modo, ricordo che la Capitaneria di Porto di Venezia ha recentemente aggiornato i parametri utilizzati per segmentare i flussi delle Grandi Navi, individuando un algoritmo complesso che tiene conto di molteplici variabili oltre al tonnellaggio. Siamo a disposizione fin da subito per ri-avviare un tavolo di lavoro con il Ministero e raccogliere eventuali correzioni tecnico-politiche alla soluzione, condivisa e realizzabile, già individuata per bilanciare i flussi delle Grandi Navi a Venezia salvaguardando il fragile ecosistema lagunare e rispettando, nel contempo, le aziende impegnate in questo comparto, da cui dipende – conclude – un notevole indotto che pesa per circa il 3% del Pil veneziano e che impiega complessivamente oltre 4.000 addetti».

Oggi in una nota il Ministero delle infrastrutture ha affermato che: «Gradualmente, si dovranno portare tutti i colossi del mare fuori dal perimetro lagunare individuato con il decreto ministeriale del 1985. Il ministro Toninelli ha insistito non a caso su un turismo che deve essere realmente sostenibile. In maniera da garantire la tutela di quello scrigno di tesori che è Venezia». «Dunque, no allo scavo di nuovi canali – rileva il Mit – mentre sì all’attracco di navi fino a 40 mila tonnellate utilizzando la stazione marittima ed eventualmente quella già pronta e mai usata di Chioggia.Peraltro, bisogna accertare se questo stesso limite sia davvero tollerabile. Senza considerare che il semplice tonnellaggio va sostituito con un parametro più raffinato che tenga conto non solo del peso ma di altri criteri, come ad esempio la sagoma e l’altezza degli scafi».

Riguardo infine alle critiche sollevate ieri dal comitato No Grandi navi sulla presunta assenza sul tema da parte del ministero, la nota sottolinea che «bisogna ascoltare le istanze di coloro che conducono da tempo una dura battaglia per allontanare le città galleggianti da Venezia. Battaglia che questo ministero vuole portare avanti senza alcun tentennamento».

Il Piccolo/Nordest Economia – 29/08/2018

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Il Ministero delle infrastrutture: «Grandi navi fuori dal perimetro lagunare».

«Gradualmente, si dovranno portare tutti i colossi del mare fuori dal perimetro lagunare individuato con il decreto ministeriale del 1985. Il ministro Toninelli ha insistito non a caso su un turismo che deve essere realmente sostenibile. In maniera da garantire la tutela di quello scrigno di tesori che è Venezia». Lo dice oggi in una nota il Ministero delle infrastrutture.

«Dunque, no allo scavo di nuovi canali – rileva il Mit – mentre sì all’attracco di navi fino a 40 mila tonnellate utilizzando la stazione marittima ed eventualmente quella già pronta e mai usata di Chioggia. Peraltro, bisogna accertare se questo stesso limite sia davvero tollerabile. Senza considerare che il semplice tonnellaggio va sostituito con un parametro più raffinato che tenga conto non solo del peso ma di altri criteri, come ad esempio la sagoma e l’altezza degli scafi». Riguardo infine alle critiche sollevate ieri dal comitato No Grandi navi sulla presunta assenza sul tema da parte del ministero, la nota sottolinea che «bisogna ascoltare le istanze di coloro che conducono da tempo una dura battaglia per allontanare le città galleggianti da Venezia. Battaglia che questo ministero vuole portare avanti senza alcun tentennamento».

INCONTRO URGENTE TRA PORTO E MINISTRO

«Chiediamo ancora una volta d’incontrare al più presto il Ministro Toninelli per comprendere chiaramente le direttive del Governo italiano rispetto al futuro dell’industria crocieristica a Venezia, e di conseguenza in tutti i porti crocieristici dell’Adriatico che dipendono dall’operatività dello scalo lagunare». Lo dichiara in una nota il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, commentando le dichiarazioni del Ministero dei Trasporti sulla questione delle Grandi navi in Laguna. «Come è noto – prosegue Musolino – negli ultimi mesi l’Autorità di Sistema Portuale si è mossa a livello progettuale per dare concretezza alle indicazioni ricevute in sede dell’ultimo Comitatone. Tali indicazioni non prevedono l’escavo di nuovi canali ma semplicemente l’adeguamento a livelli previsti dal Piano Regolatore Portuale dei canali esistenti. Allo stesso modo, ricordo che la Capitaneria di Porto di Venezia ha recentemente aggiornato i parametri utilizzati per segmentare i flussi delle Grandi Navi, individuando un algoritmo complesso che tiene conto di molteplici variabili oltre al tonnellaggio. Siamo a disposizione fin da subito per ri-avviare un tavolo di lavoro con il Ministero e raccogliere eventuali correzioni tecnico-politiche alla soluzione, condivisa e realizzabile, già individuata per ribilanciare i flussi delle Grandi Navi a Venezia salvaguardando il fragile ecosistema lagunare e rispettando, nel contempo, le aziende impegnate in questo comparto, da cui dipende – conclude – un notevole indotto che pesa per circa il 3% del Pil veneziano e che impiega complessivamente oltre 4.000 addetti».

Il Gazzettino di Venezia – 29/08/2018

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Ottantamila crocieristi in più in sei mesi

Musolino: le navi sono piene. Smog e rumore, nuovi monitoraggi. I comitati: delusi dal governo

di Alberto Zorzi

Il picco c’era stato nel 2013, proprio l’anno in cui si iniziò a discutere di limitare in concreto gli accessi a Venezia: un milione e 816 mila passeggeri nelle sole crociere. Poi la lenta discesa fino al milione e 427 mila crocieristi dell’anno scorso, con un crollo notevole rispetto al milione e 605 mila del 2016. Ora però, in questo 2018 che si sperava potesse portare almeno l’ipotesi di soluzione definitiva del problema del passaggio delle grandi navi in bacino di San Marco, si vede qualche segno di risalita e non da poco. Secondo i dati dell’Autorità portuale, infatti, nel primo semestre i passeggeri sono cresciuti del 16 per cento: in valore assoluto significano oltre 80 mila crocieristi in più, dai 480 mila del 2017 ai 561 mila attuali. «La crocieristica sta attraversando una fase di espansione e le navi sono più piene», abbozza un’interpretazione il presidente dell’Autorità di sistema portuale Pino Musolino.

I monitoraggi

In realtà Vtp non ha ancora i dati di load factor (cioè la percentuale di riempimento delle navi), che di solito arrivano cumulativi a fine stagione, ma anche gli operatori della Marittima confermano che una crescita si percepisce: più bagagli da scaricare, più servizi richiesti. E questo senza che ci sia un aumento delle navi da crociera, così come peraltro non c’è stata una diminuzione legata all’algoritmo della Capitaneria di Porto, che dovrebbe iniziare a farsi sentire soprattutto dall’anno prossimo, quando i parametri saranno sempre più stringenti, fino ad arrivare anche – come era scritto nell’ordinanza – a un taglio del numero delle navi ammesse. A decidere l’aggravamento delle misure sarà un tavolo tecnico, che si dovrebbe riunire già dalle prossime settimane per fare il punto della situazione a due mesi dall’avvio del nuovo regime. Vtp ha impugnato l’ordinanza, ma senza grossa convinzione, tanto da non chiedere nemmeno la sospensiva ai giudici del Tar. Nel frattempo Porto e Capitaneria, anche in risposta alle polemiche, tengono sotto controllo le emissioni delle navi da crociera. E’ stato pubblicato l’ultimo bollettino dell’accordo «Blue Flag», che prevede l’uso di carburante a basso contenuto di zolfo nel corso della navigazione in laguna: in cinque mesi sono state controllate 46 navi e tutte sono risultate «compliant», cioè conformi. Da sei mesi l’Arpav ha iniziato una campagna di monitoraggio dell’aria che durerà un paio d’anni, mentre nei giorni scorsi l’Autorità portuale ha investito 26 mila euro per rilevare il rumore delle navi da crociera: per ora quella ventina che attracca a Santa Marta e San Basilio, che sono le più vicine alle case abitate, ma l’obiettivo è quello di estenderlo anche alla Marittima, che non è così distante. «Vogliamo che il porto sia sempre più sostenibile e inserito nella città», continua Musolino.

I comitati

Misure che però non soddisfano i No grandi navi, che continuano la loro battaglia contro i «grattacieli del mare». Il comitato ha ribadito che il 30 settembre ci sarà l’ormai consueta manifestazione autunnale contro le crociere e hanno chiamato a raccolta tutti i cittadini con ogni tipo di imbarcazione. E se l’è presa con i silenzi del nuovo governo, in primis il ministro competente Danilo Toninelli. «Passano i governi, ma le navi da crociera restano – dicono i No Nav – Il cambiamento, tanto sbandierato in tema di grandi opere, si è arenato su un vergognoso balbettio». Il riferimento è ai «ripensamenti» su Tav e gasdotto Tap. «Chi in campagna elettorale ha lucrato sulla contrarietà alle navi in laguna, ora si comporta come il peggiore degli ignavi», conclude la nota.

Corriere del Veneto – 29/08/2018

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Infrastrutture, nuovi progetti dalla Val di Riga al Brennero

La ferrovia come mezzo per risparmiare tempo e denaro in alternativa alle auto private: è stato questo il tema al centro della serata informativa che si è tenuta il 28 agosto nel comune di Sciaves. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i grandi progetti infrastrutturali previsti nel circondario e i miglioramenti del cadenzamento dell’orario ferroviario che prevedrà treni ogni mezzora e, ogni 15 minuti nelle ore di punta, in modo da rendere il trasporto su rotaia ancora più attrattivo. Tra le opere in programma che interessano direttamente la zona vi sono la variante della val di Riga e, ovviamente, il tunnel del Brennero, nonché le nuove stazioni di Varna e Sciaves.

Variante della val di Riga

La bretella ferroviaria di 3,5 km. che collegherà Sciaves e la linea del Brennero connettendola direttamente con quella della Val Pusteria evitando il cambio di treno a Fortezza, consentirà di potenziare strategicamente l’utilizzo del treno in tutta la zona risparmiando 15 minuti nel tempo di percorrenza e raggiungendo direttamente Bressanone e, quindi, Bolzano. Secondo uno studio l’incremento previsto nel numero dei passeggeri con la variante della val di Riga sarà di circa 750.000 persone. Per quanto riguarda il progetto, che dovrebbe essere completato entro il 2024, il primo tratto scorrerà parallelamente all’autostrada, per poi entrare in un tunnel lungo 850 metri che condurrà sino al ponte lungo 172 metri. Da qui la variante proseguirà lungo il percorso della strada statale per la Pusteria sino all’incrocio per Naz-Sciaves, dove è prevista una nuova stazione, mentre l’ultimo tratto sarà interrato sotto la statale sino all’allacciamento con l’attuale linea ferroviaria che collega Fortezza e San Candido. Il progetto prevede un investimento di 125 milioni di euro, parte dei quali saranno sostenuti da RFI. In aggiunta a ciò, il CIPE ha già previsto uno stanziamento per la variante della Val di Riga di 49 milioni di euro. La Giunta provinciale ha già approvato le caratteristiche tecniche dell’opera, che dovrebbe essere completata entro il 2024. Il progetto preliminare è già stato trasmesso a RFI, che elaborerà il progetto esecutivo in cooperazione con Italfer.

Stazioni a Sciaves e Varna

Attualmente Sciaves è già un centro abitato ben servito dalla rete di trasporto pubblica con la linea di autobus diretta a Bressanone (328) e la linea Bressanone Brunico (401). Per gli abitanti nel comune di Naz Sciaves la situazione migliorerà ulteriormente con la nuova stazione dei treni, che offrirà collegamenti orari in direzione Bressanone, Bolzano e Merano – senza cambi – così come verso Brunico, San Candido, Lienz, anche in questo caso senza cambiare convoglio. La stazione sarà collegata anche con una pista pedociclabile,  disporrà di un parcheggio e di una fermata del bus. Anche la stazione di Varna troverà spazio nei pressi dell’abitato e sarà resa “intermodale” con numerosi posti macchina, parcheggi per le biciclette e fermate dell’autobus.

Centro mobilità a Bressanone

Altro progetto di importanza fondamentale per tutto il sistema del trasporto pubblico locale sarà inoltre il nuovo centro di mobilità di Bressanone, che trasformerà l’attuale stazione dei treni in un vero e proprio snodo intermodale capace di garantire i collegamenti con treni, bus e mezzi privati: dalle auto alle bici. Prevista anche la realizzazione di un grande piazzale, libero dal traffico automobilistico, in grado di rappresentare anche un biglietto da visita per i turisti che raggiungono Bressanone con i mezzi pubblici.

Alto Adige Innovazione – 29/08/2018

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Strade, altri 10 milioni di euro per la manutenzione straordinaria

28 agosto 2018

Approvato in Giunta il programma aggiuntivo per gli interventi di manutenzione straordinaria sulle strade statali e provinciali dell’Alto Adige. Si tratta di uno stanziamento ulteriore di circa 10,8 milioni di euro che consentirà di finanziare una serie di lavori in tutte le zone del territorio provinciale: dalla messa in sicurezza di alcuni pendii alla sistemazione di ponti e gallerie, passando per lavori di asfaltatura (6,25 milioni) e sostituzione di guardrail.

I 10,8 milioni di euro stanziati con il programma aggiuntivo approvato oggi vanno ad integrare le somme già previste dal programma ordinario del 2018 varato lo scorso dicembre, pari a 14 milioni di euro, e dal primo programma integrativo approvato nel mese di marzo (3,5 milioni di euro). In totale, dunque, l’investimento per l’anno in corso sarà pari a 28,3 milioni di euro: con questi fondi saranno garantiti gli interventi di manutenzione straordinaria sulla rete stradale altoatesina che può contare su 2.826 km. di strade (pari alla distanza tra Bolzano e Mosca), 1.662 ponti e 206 tunnel.

Alto Adige Innovazione – 28/08/2018

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