Save guarda a Trieste Airport. Marchi: valuteremo il bando

12 agosto 2018

I giochi per lo scalo regionale si riaprono dopo il via libera della giunta Fedriga alla cessione del 55% delle quote. Ma in lizza potrebbe tornare anche F2i

di Roberta Paolini

«Prima di esprimerci in qualsiasi modo, è necessario per noi valutare il nuovo bando». Enrico Marchi, presidente di Save, il concessionario che gestisce l’aeroporto di Venezia-Tessera e Treviso ed è azionista di riferimento del Catullo di Verona, non cede a facili entusiasmi. Ma con la notizia di ieri, che vede la giunta del Friuli Venezia Giulia dare l’ok alla cessione della maggioranza assoluta dello scalo Ronchi dei Legionari ovvero il 55% del pacchetto significa un notevole passo avanti. Cade, infatti, uno dei due paletti principali che avevano tenuto lontana Save da Trieste.

Le condizioni che Marchi ha più volte espresso negli ultimi mesi (e che da quando ha iniziato ad interessarsi all’aeroporto friul giuliano ormai quasi cinque anni fa) erano sulla possibilità di incidere sulla governance dello scalo e quindi esprimere il management e riguardano, paletto che bisogna capire se cadrà, la valorizzazione di Aeroporti Fvg.

La valutazione a 70 milioni che comprendeva anche i contributi regionali, che come tali sono sottoposti a logiche politiche prima che industriali, avevano tenuto lontano Marchi. Abbassare il prezzo è, con il quadro politico attuale poco friendly nei confronti delle infrastrutture, è oggi ancor più una discriminante. Dopo che la gara per la cessione della minoranza, pari al 45% per un valore di 40,4 milioni di euro, era andata deserta, Marchi è dunque pronto a guardare le carte. Con mille cautele e una certezza: il prezzo dovrà essere più basso e questa è una condizione imprescindibile.

I contributi della regione pari a 3 milioni all’anno e passati dall’aeroporto alle compagnie aeree erano computati per tutta la durata della concessione decennale e portavano il valore a 30 milioni di euro in più. Il ragionamento di Marchi è che se quei contributi non venissero più dati per lo scalo quel plus si tramuterebbe in un minus nelle poste di bilancio e quindi è un elemento che deve essere scomputato dalla valorizzazione dello scalo.

I giochi sono dunque parzialmente riaperti, anche in considerazione che oltre a Marchi a dimostrare interesse per Trieste c’è anche un altro soggetto, F2i. Il fondo di Renato Ravanelli che a Nordest sta valutando anche altri dossier. Si è affacciato a Ascopiave creando scompiglio tra i soci, anche se non ha formalizzato alcuna offerta e rumors lo danno anche sul dossier di A4 Holding che ha tra gli altri asset la concessione del tratto Brescia-Padova.

La cessione della maggioranza, senza ulteriori opzioni di acquisto, andrà a favore di un unico investitore di profilo nazionale o internazionale, che supporti finanziariamente il piano 2016-23 e, parallelamente, migliori i principali parametri tecnico-economici del piano industriale. Tra le modifiche anche l’impegno per il nuovo socio a non vendere per almeno cinque anni dal closing.

Il Piccolo/Nordest Economia – 12/08/2018

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Torna oggi la nave da crociera Mein Schiff 2

11 agosto 2018

Attraccherà questa notte. Rive chiuse fino alle 20 di lunedì

Torna questa notte la nave da crociera Mein Schiff 2. Appartenente alla compagnia tedesca Tui cruises attraccherà come sempre alla Stazione marittima, utilizzando Trieste come home port.

Per questo motivo sarà vietato parcheggiare sulle Rive da questa mattina, sabatto 11 agosto, fino alle 20 di lunedì 13 agosto.

Il Piccolo – 11/08/2018

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Partono i treni Udine-Trieste-Lubiana. Dal 9 settembre i servizi transfrontalieri

Sette fermate in regione e otto in Slovenia. Due coppie di corse al giorno di cui una prolungata fino al capoluogo friulano. Soddisfatto Pizzimenti

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore a Infrastrutture e Territorio, Graziano Pizzimenti, ha approvato la proposta tariffaria per i servizi ferroviari transfrontalieri Udine-Trieste-Lubiana tra la Regione Fvg e la Repubblica di Slovenia, che saranno attivati dal 9 settembre 2018, a cura di una partnership tra le società ferroviarie l’italiana Trenitalia (Fs) e la slovena SZ. I collegamenti ferroviari saranno garantiti con cadenza giornaliera con due coppie di corse di cui una prolungata fino a Udine, con l’utilizzo dei nuovi elettrotreni Etr 563 di proprietà regionale e affidati in uso a Trenitalia. I treni, attrezzati e certificati anche per la circolazione su rete slovena, dispongono di 272 posti a sedere e 30 posti bici su appositi supporti.

Le fermate sono 7 in Friuli Venezia Giulia e 8 in Slovenia. In regione il treno fermerà a Udine, Palmanova, Cervignano-Aquileia-Grado, Trieste Airport, Monfalcone, Trieste Centrale e Villa Opicina. In Slovenia a Sesana, Divaccia, San Pietro del Carso, Postumia, Radura, Longatico, Borovenizza e infine Lubiana. Per quanto riguarda il costo dei biglietti, frutto di una condivisione tra Trenitalia e SZ, si è fatta la somma tra le tariffe applicate in Fvg e quelle in Slovenia.

Per la prima, tra Trieste e il confine, si è definita una tariffa convenzionale di 1,20 euro (prima fascia tariffaria da 0 a 4 km) applicata ai servizi ferroviari regionali (1,25 euro) arrotondata a 1,20 euro per motivi legati al sistema di vendita Trenitalia.

«I nuovi servizi ferroviari tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia aprono una nuova stagione di integrazione dei trasporti e di promozione della mobilità ferroviaria e quindi sostenibile. Le tariffe – ha concluso Pizzimenti – sono pensate per promuovere un servizio che accresce le capacità di connessione anche in chiave multimodale, considerando la fermata strategica all’aeroporto regionale Trieste-Airport».

Il Piccolo – 11/08/2018

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Sopralluogo ai cantieri per l’elettrificazione della linea ferroviaria Conegliano – Vittorio Veneto. Zaia: “altri chiacchierano, noi facciamo”

10 agosto 2018

 

180 chilometri di linee da elettrificare, tre anni di lavorazione dalla fine del 2017 alla fine del 2020 con interventi suddivisi in due fasi; la prima, quella in corso, che si concluderà entro il 2019, prevede un investimento di 30 milioni di euro per la realizzazione di tre tratte, la Bassano-Camposampiero, la Castelfranco-Montebelluna e la Conegliano-Vittorio Veneto.

Questi i numeri del grande progetto di elettrificazione della rete ferroviaria veneta verificati stamane dal presidente della Regione, Luca Zaia, dall’assessore ai trasporti, Elisa De Berti e dal responsabile della Direzione Ingegneria Investimenti di Rete Ferroviaria Italiana, Giuseppe Albanese, nel corso di un sopralluogo al cantiere aperto in prossimità della stazione Soffratta a Vittorio Veneto (Tv), al quale hanno partecipato anche il direttore territoriale Produzione Venezia di RFI, Diego Angelini e i sindaci di Vittorio Veneto, Roberto Tonon e di Conegliano, Fabio Chies.

“Altri chiacchierano, noi facciamo – ha sottolineato Zaia – e questo straordinario intervento va ad aggiungersi agli altri che stiamo inanellando in pochi anni per modernizzare nel suo complesso il trasporto su rotaia nel Veneto, potenziando le infrastrutture e svecchiando sensibilmente il materiale rotabile. Con l’elettrificazione diciamo addio ai vecchi, lenti ed inquinanti treni diesel, ripristiniamo linee dirette come quelle tra Belluno e Venezia e tra Belluno e Padova, eliminando le rotture di carico a Conegliano e Montebelluna e riducendo i tempi di percorrenza”.

“Al termine dei lavori di elettrificazione – ha spiegato l’assessore De Berti – potrà  essere riconsiderato il programma di esercizio, potendo contare sulle migliori performance dei treni elettrici in termini di accelerazione e velocità, potranno essere realizzati nuovi servizi e ripristinati i collegamenti diretti soppressi con l’entrata il vigore dell’orario cadenzato. Ci eravamo impegnati a superare i problemi determinati dalle rotture di carico e ora stiamo mantenendo la promessa. Belluno, in particolare, tornerà a essere più vicina al resto del Veneto e ci stiamo facendo trovare pronti per i mondiali di sci alpino di Cortina 2021”.

De Berti ha inoltre evidenziato che “questi interventi di miglioramento delle infrastrutture, dei mezzi e dei servizi, sommati all’eliminazione dei passaggi a livello, ai quali stiamo continuamente lavorando, e all’istituzione del ‘biglietto unico’ prevista entro il 2020, rappresentano una vera e propria rivoluzione del sistema dei trasporti su ferro nel Veneto”.

I cantieri sulla Conegliano-Vittorio Veneto sono stati aperti alla fine dello scorso mese di giugno, chiuderanno il prossimo 8 settembre e riprenderanno l’estate prossima. L’ing. Albanese ha spiegato che gli interventi riguardano principalmente l’abbassamento del piano del ferro di 50 centimetri (effettuando uno scavo profondo circa un metro lungo il tratto di linea interessato), l’adeguamento delle sagome delle gallerie Salsa 1 e Salsa 2, la realizzazione di sottostazioni e cabine elettriche, il posizionamento dei plinti di fondazione per la successiva installazione dei pali di sostegno della linea elettrica.

La seconda fase del programma di elettrificazione della rete ferroviaria regionale, che come detto si concluderà alla fine del 2020, prevede la chiusura del cosiddetto “anello basso” tra Treviso e Vittorio Veneto, con gli interventi  sulle tratte Treviso – Montebelluna – Belluno – Ponte nelle Alpi – Vittorio Veneto. Per queste la Regione sta seguendo gli iter autorizzativi, mentre le risorse necessarie sono inserite nel contratto di programma fra Ministero delle infrastrutture ed RFI, già approvato dal Cipe e in attesa del parere delle competenti Commissioni parlamentari.

Regione Veneto/Comunicato stampa n. 1176 del 10/08/2018

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Turismo: Ciset, previsto un forte aumento degli arrivi dai Paesi extra Ue. Guidano gli Stati Uniti

È l’area da cui è previsto un notevole incremento degli arrivi turistici in Italia, con un +6,6% rispetto allo scorso anno. In particolare, il movimento dagli Stati Uniti, più della metà dei flussi di questo raggruppamento, dovrebbe registrare un aumento del +7,8%

È quella dei paesi extraeuropei l’area da cui è previsto un notevole incremento degli arrivi turistici in Italia, con un +6,6% rispetto allo scorso anno. In particolare, il movimento dagli Stati Uniti, più della metà dei flussi di questo raggruppamento, dovrebbe registrare un aumento del +7,8%. Il dato emerge dal rapporto «Trip» il modello di previsione dei flussi turistici internazionali elaborato dal Ciset dell’università Cà Foscari di Venezia.

Pubblicato due volte l’anno (edizione primaverile e autunnale), è uno strumento previsionale operativo ormai da vent’anni che, grazie all’accuratezza delle stime, permette di catturare e misurare i legami tra trend economici e socio-demografici e il fenomeno turistico attraverso l’analisi delle scelte del turista. L’Europa Centrale – emerge dal rapporto – rimane il principale mercato di origine per l’Italia, rappresentando con circa 25 milioni di arrivi quasi la metà dei flussi.

L’area mostrerà un andamento positivo, sebbene inferiore alla media, pari a +2,8%. La dinamica prevista dei flussi tedeschi, in particolare, è del +3%. Gli arrivi dai paesi dell’Area Mediterranea faranno registrare un buon incremento (+2,6%), in particolare del mercato spagnolo (+3,3%), che rappresenta quasi un terzo del movimento da questa zona. I paesi del Nord Europa, che con circa 6,5 milioni di arrivi rappresentano il mercato di origine meno consistente per il nostro paese, si caratterizzeranno per dinamiche positive ma decisamente inferiori, superando di poco il +2%.

Il Regno Unito (3,9 milioni di arrivi, quasi i due terzi dei flussi totali dall’area) sarà contraddistinto da un trend di crescita di poco inferiore alla media (+2%). In netto aumento invece i clienti irlandesi (+5,7%) e norvegesi (+5,1%). Per quanto riguarda la scelta degli italiani delle mete di vacanza all’estero, le partenze supereranno i 24 milioni, con un tasso di incremento del +2,9%. Superiore alla media sarà la crescita dei flussi verso l’Area Mediterranea (+3,2%), più della metà del totale delle partenze. Torna positivo il movimento verso la Francia (+3,1%), principale mercato di destinazione con oltre 8 milioni di partenze. L’Europa Centrale mostrerà una crescita inferiore alla media, con un +2,1%.

Il Nord Europa sarà contraddistinto da un aumento di poco inferiore alla media (+2,5%), ma Svezia e Irlanda avranno dinamiche superiori al +4%, mentre i viaggi verso il Regno Unito, circa il 70% delle partenze verso l’area, non supereranno il +2%. Infine, i paesi Extra Europa saranno caratterizzati da un andamento in linea con la media (+2,9%), con una predilezione per America Latina e Australia. Tra le mete tradizionali d’oltreoceano, gli Stati Uniti registreranno un +2,8%. In recupero, ma ancora sotto tono, infine, le mete africane (+1,4%).

Il Piccolo/Nordest Economia – 10/08/2018

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Aeroporti Nordest si riaccende il risiko, la Giunta Fvg dà ok a cessione 55% Trieste

Cessione del 55% delle quote, senza ulteriori opzioni di acquisto, a favore di un unico investitore di profilo nazionale o internazionale, che supporti finanziariamente il piano investimenti 2016-23 della società Aeroporto Fvg spa e, parallelamente, migliori le previsioni dei principali parametri tecnico-economici del piano industriale.

Cessione del 55% delle quote, senza ulteriori opzioni di acquisto, a favore di un unico investitore di profilo nazionale o internazionale, che supporti finanziariamente il piano investimenti 2016-23 della società Aeroporto Fvg spa e, parallelamente, migliori le previsioni dei principali parametri tecnico-economici del piano industriale.

Sono le nuove principali linee guida decise dalla Giunta della Regione Fvg e illustrate dall’assessore Fvg a Infrastrutture e Territorio, Graziano Pizzimenti, per avviare quanto prima una nuova procedura di cessione delle quote di Trieste Airport. La società aveva messo in vendita il 45 per cento del capitale sociale per un valore di 40,4 milioni di euro ma il 6 giugno scorso (data di scadenza per la presentazione delle offerte) nessun acquirente si era presentato, nonostante il forte interesse manifestato in precedenza. Una delle ragioni sarebbe stato il fatto che gli operatori erano interessati ad ottenere immediatamente la maggioranza del pacchetto azionario senza attendere tre anni, come previsto dal bando di gara.

Il bando di gara prevedeva infatti che, dopo tre anni dalla acquisizione della quota, l’acquirente potesse acquistare un ulteriore 10% del capitale, diventando di fatto il socio di maggioranza assoluta. Tra le modifiche apportate dalla Giunta regionale oggi, evidenziate dall’assessore Pizzimenti, c’è anche l’impegno per il nuovo socio di maggioranza di rispettare l’incremento dei livelli occupazionali in presenza di aumento del Wlu (World load unit), ovvero dell’unità di carico corrispondente a 1 passeggero o 100 kg di merce. Inoltre, l’eventuale acquirente non potrà esternalizzare servizi né vendere le proprie quote per almeno cinque anni dal closing.

Il Piccolo/Nordest Economia – 10/08/2018

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Da Trieste a Roma il volo è un salasso: fino a 900 euro per un last minute

Pesano monopolio di Alitalia e assenza di alternative valide su rotaia. E la concorrenza di Ryanair non riesce a incidere

di Diego D’Amelio

Essere periferici costa caro. E quando si parla di trasporti, chi utilizza l’aereo per raggiungere Roma e Milano per lavoro sa bene che un viaggio organizzato all’ultimo momento possa comportare una spesa salatissima, con un impatto rilevante sui bilanci delle imprese che mobilitano frequentemente i propri funzionari per esigenze sorte, come spesso accade, all’improvviso. Pesa il sostanziale monopolio che Alitalia detiene sui collegamenti interni da Ronchi, ma anche il fatto che le linee aeree che partono dall’estremo Nordest non devono fronteggiare la concorrenza dell’alta velocità ferroviaria, come accade ad esempio a Venezia e Milano. Le Frecce di Trenitalia sono infatti più economiche dell’aereo, ma poco competitive se si considera che il viaggio su ferro dal Fvg dura quasi sei ore verso Roma e oltre quattro verso il capoluogo lombardo.

I passeggeri di Ronchi devono allora da una parte sottostare alla comprensibile assenza di un ventaglio di coincidenze paragonabile agli scali vicini, dovuta alla necessità di riempire il più possibile i quattro voli che ad esempio collegano giornalmente l’aeroporto con la capitale. Dall’altra, devono sobbarcarsi una spesa fuori mercato, se costretti a prenotare all’ultimo. Quasi sempre un viaggio Trieste-Roma andata e ritorno viene a costare attorno ai 650 euro, se acquistato nella giornata precedente a quella di partenza e in un normale mese lavorativo. Questione non riscontrabile dunque ad agosto, quando i viaggiatori per lavoro sono di meno, ma pronta a riesplodere a settembre, quando alcuni sfortunati passeggeri potranno arrivare a pagare anche 900 euro negli incastri last minute più infelici. Somme con cui, con un po’ di organizzazione, si va e si torna da New York.

La questione non pare legata alla necessità di coprire i costi di aerei semi vuoti, visto che il vettore che parte da Ronchi alle sette del mattino è sempre pieno, tanto che le prenotazioni in extremis vedono regolarmente esauriti i più convenienti biglietti di categoria Economy Light ed Economy Classic, con l’effetto di costringere l’acquirente a optare per l’Economy Flex da oltre 400 euro per la sola andata, cui si somma il solitamente meno caro biglietto di ritorno, quasi sempre attestato sui 200 euro. Accade così che, a parità di acquisto all’ultimo, il volo nazionale per Roma sia più costoso dell’internazionale Trieste-Monaco operato da Lufthansa.

Il confronto con altri scali settentrionali è impietoso. Utilizzando il sito di Alitalia, acquistare un biglietto di andata e ritorno in giornata Venezia-Roma costa 200, 300 euro in meno della soluzione Ronchi, mentre Milano offre alternative che partono da un totale di 120 euro e che possono contare su un numero non paragonabile di possibilità, con voli che nelle ore di punta partono anche ogni mezz’ora. La disparità c’è, sebbene più contenuta, anche per prenotazioni con congruo anticipo: e così un biglietto di andata e ritorno su Roma acquistato ad esempio per il 3 settembre costa 173 euro da Ronchi, 149 da Venezia e 110 da Milano.

I pendolari dell’aria non sono aiutati nemmeno dalla low cost Ryanair, che viaggia a giorni alterni e le cui coincidenze non consentono viaggi in giornata: il volo della compagnia irlandese per Roma parte infatti da Roma alle 14.20 per Trieste e decolla per la capitale alle 15.55, senza prevedere una seconda soluzione e con orari dunque impossibili per chi voglia andare e venire nello stesso giorno.

Il direttore dell’aeroporto, Marco Consalvo, allarga le braccia: «Abbiamo provato molte volte a convincere Alitalia ma non ci siamo riusciti. Torneremo alla carica a settembre, quando incontreremo il direttore commerciale della compagnia, Fabio Lazzerini, assieme a Confindustria e alle aziende della regione: vorremmo avviare una riflessione per cercare una soluzione commerciale adeguata».

Per Consalvo, «il problema è l’assenza di programmazione che però capita spesso a chi viaggia per lavoro. Purtroppo Alitalia ha un algoritmo che alza fortemente i prezzi nell’ultima giornata: una politica che difficilmente potrà mutare».

Secondo il direttore dello scalo aeroportuale, ospitare altre compagnie per abbassare i prezzi grazie alla concorrenza non è percorribile, perché «Alitalia offre quattro voli al giorno: con una simile frequenza un secondo vettore non avrebbe la forza per entrare sulla rotta».

Il Piccolo/Nordest Economia – 10/08/2018

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Trieste Airport, passeggeri in aumento dello 0,8%

9 agosto 2018

Un primo semestre positivo per lo scalo giuliano

di Luca Perrino

Si chiude in positivo il primo semestre per il Trieste Airport di Ronchi dei Legionari. Sono stati complessivamente 368.119 i passeggeri arrivati e partiti, con un +0,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

E di questi il trend maggiore lo registrano i voli internazionali, con un + 2,6%, 122.775 utenti e quelli dell’aviazione generale che raggiungono quota 1.213, con un +5,5%.

Cresce anche l’attività cargo, con 240 tonnellate di merce movimentata e con una crescita del 5,6%. Si chiude in positivo anche il mese di giugno, con 1.555 movimenti aerei, pari all’8,6%, con 74.680 passeggeri, +1,1% rispetto a giugno 2017 e con 33,2 tonnellate di merce che portano la crescita addirittura al 91,5%.

Il Piccolo/Nordest Economia – 09/08/2018

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Autovie, uno dei sistemi più avanzati in Italia per monitorare le merci pericolose

8 agosto 2018

In tutto 48 telecamere per leggere il passaggio di veicoli che trasportano sostanze infiammabili o rischiose. Un investimento di 1,4 milioni di euro e un sistema attivo dal 2010

Ventiquattro postazioni, dotate ciascuna di due telecamere in grado di leggere oltre alla targa del veicolo che porta a bordo merci pericolose, anche i codici delle etichette della sostanza trasportata. E di comunicare questi dati al data base centrale. È il sistema per il monitoraggio delle merci pericolose di cui si è dotata dal 2010 Autovie Venete sulla propria rete autostradale con un investimento di 1 milione e 440 mila euro.

Un sistema fra i più avanzati in Italia, secondo la stessa Concessionaria, che permette di individuare e seguire il percorso delle merci pericolose. Il monitoraggio, di fatto, è un network di postazioni di rilevamento che garantisce una copertura capillare della rete autostradale ed è in grado di leggere, contemporaneamente, la targa dei veicoli (sia italiani sia stranieri) e dei codici presenti sulle etichette, associandoli fra loro. In questo modo è possibile sapere quante volte è passato quel veicolo o quella merce e che tragitto ha seguito.

Le informazioni ottenute permettono di determinare l’origine del dato (tratto, varco, corsia utilizzata, data e ora del rilevamento), la merce trasportata, il veicolo (targa e nazionalità) e rappresentano la base per l’elaborazione di statistiche relative alla quantità dei transiti, alla frequenza del passaggio di determinate sostanze, la distribuzione dei transiti nei diversi giorni della settimana e nelle differenti fasce orarie. Il data base, oltre alle informazioni sulla merce, contiene schede informative che riportano le informazioni essenziali quali i fattori di rischio legati a una determinata tipologia di merce, gli adempimenti da adottare in caso di incidenti, le manovre di primo soccorso in caso di contatto o contaminazione, le prescrizioni di sicurezza da seguire in base al livello di pericolosità.

Il Piccolo/Nordest Economia – 08/08/2018

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Val Venosta, treni elettrici entro 2021

Sopralluogo a Naturno di Kompatscher e Mussner

“L’elettrificazione della linea della Val Venosta consentirà maggiore capacità e migliori collegamenti attraverso Merano e Bolzano verso Innsbruck e Lienz. A questo scopo dobbiamo ampliare la linea Bolzano-Merano per i treni espressi regionali e raggiungere il cadenzamento ogni 15 minuti fra le città principali altoatesine”. Lo ha detto il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, che, con l’assessore alla mobilità, Florian Mussner, ha fatto il punto a Naturno sullo stato dei lavori che si concluderanno nel 2021.
Dopo la costruzione dei sottopassi di Silandro, Lasa e Spondigna ora è in corso l’allungamento delle banchine di nove stazioni. Quest’anno sarà ampliata la rimessa dei treni della stazione di Malles, che raggiungerà i 125 metri di lunghezza e potrà ospitare 5 treni. In autunno partiranno gli interventi alla stazione di Stava.
A metà del 2019 si partirà con la costruzione della linea aerea, con la sistemazione di 1.500 piloni lungo l’intera tratta.

Ansa/Trentino A.A. – 08/08/2018

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