Abertis, sgambetto di Madrid all’opa di Atlantia

8 dicembre 2017

L’esecutivo spagnolo impone l’autorizzazione per la vendita, il gruppo dei Benetton risponde: “Non mancheremo ma il governo chiarisca”. La Consob spagnola si prende un mese di tempo

di Eleonora Vallin

Madrid si mette (di nuovo) di traverso all’opa di Atlantia su Abertis. Il governo di Mariano Rajoy è tornato  a ribadire la sua posizione: il colosso delle autostrade spagnole non può essere venduto senza l’ok dell’esecutivo, per cui va chiesta un’autorizzazione preventiva.

«Il trasferimento delle azioni di Abertis, deve essere autorizzato dal governo, secondo il diritto delle concessioni», ha ribadito il ministero competente in un comunicato stampa dove ha dichiarato che il gruppo italiano Atlantia non ha ancora applicato tale autorizzazione».

Mentre Hotchtief, la controllata spagnola di Acs di Florentino Perez, per la sua contro-opa, avrebbe già fatto richiesta. Il ministero ha ribadito infatti che l’offerta di Acs è «in fase di analisi».

Pronta la risposta di Atlantia: «Non mancheremo» ma «il governo giustifichi la necessità di tale richiesta».

Abertis è oggetto di un’offerta di acquisto da 16,5 miliardi presentata da Atlantia a maggio e già approvata dal regolatore di borsa Cnmv all’inizio di ottobre. Cnmv non si era fermata di fronte al primo “alert” informale del governo in merito all’autorizzazione. Il nodo sarebbe legato alla significativa partecipazione di Abertis nell’operatore satellitare Hispasat che però «Atlantia – ricorda ieri Reuters – ha detto di voler vendere, in accordo con l’esecutivo spagnolo».

Con una nota, la Consob spagnola, la Cnmv ,ha precisato di «aver recepito la richiesta del governo di annullare l’opa già autorizzata di Atlantia». La vigilanza spiega di aver «autorizzato l’offerta perché essa soddisfaceva tutti i requisiti ma che ora esaminerà in dettaglio la situazione». Adesso, la Cnmv ha un mese per dare una risposta.

Il periodo di accettazione dell’offerta di Atlantia (a favore della quale si era schierata Criteria Caixa prima azionisti Abertis col 22,5%) si è di fatto interrotto con la contro offerta di Hotchtief più alta di prezzo, 18,76 ad azione contro i 16,50 del gruppo dei Benetton. Offerta che però non è ancora autorizzata dalla Cnmv, il cui pronunciamento era atteso per Natale. Ma i tempi paiono essere più dilatati: si parla ormai di fine gennaio.

La Tribuna di Treviso/Nordest Economia – 08/12/2017

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Brennero: Ue, ok a 9 mln aiuti per spostare merci su rotaie

6 dicembre 2017

Piano fino a 2019 ‘a favore ambiente, no distorsioni mercato’

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Pedemontana, fondo australiano rileva il 65% del bond più a rischio

Westbourn Capital ha sottoscritto 225 milioni della tranche da 350 milioni al tasso dell’8%. Il veicolo europeo Marguerite ha investito altri 40 milioni: «Fieri di aver contribuito al successo»

di Eleonora Vallin

A pochi giorni dalla chiusura dei due bond da 1,571 miliardi della Pedemontana veneta, entrambi oggi quotati e scambiati sull’Irish stock exchange, fioccano i primi nomi dei sottoscrittori. Si scopre così che accanto a Marguerite, un fondo paneuropeo dedicato a trasporti, energia e infrastrutture green, dove partecipa Cdp assieme a omologhe istituzioni di Francia, Germania, Polonia e Spagna, compaiono anche gli australiani di Westbourne Capital. Marguerite ha sottoscritto 40 milioni, Westbourne 225 milioni della tranche subordinata da 350 milioni, la più rischiosa al tasso dell’8%. Gli australiani hanno quindi rastrellato quasi il 65% di uno dei due bond che coprono 1,571 miliardi su un costo complessivo di 2,566 miliardi dell’opera che sarà consegnata alla Regione Veneto a fine 2019 per la tratta dall’A31 all’A27. Poi resterà l’ultima “impresa”, la Galleria di Malo (6 km), per ultimare i 94 km del tracciato.

I fondi, in una nota, spiegano che «il bond è uno dei più grandi in Europa». «La superstrada Pedemontana veneta ha utilizzato un’innovativa soluzione finanziaria per garantire la copertura del progetto. Westbourne Capital è lieta di supportare lo sviluppo di questa infrastruttura strategica per il Veneto» ha sottolineato David Ridley, managing director Westbourne Capital.

«Siamo onorati di aver contribuito al successo di uno dei più importanti finanziamenti “Tent-T greenfiel project” in Europa al fianco di altri investitori istituzionali» ha detto Michael Dedieu, partner di Marguerite. Il fondo, al fianco di F2i, a metà luglio aveva rilevato il 94,12% di Infracom, la società Ict con sede a Verona messa in vendita da Abertis. Pochi giorni fa è stato lanciato Marguerite II dove Cdp ha investito 100 milioni su 700 totali. Il primo fondo aveva raccolto 710 milioni, di cui Cdp ne aveva sottoscritti cento. Così, indirettamente, Cassa Depositi e Prestiti ha deciso di sostenere la Pedemontana. Cdp ha però anche concesso 300 milioni di finanziamento alla Regione Veneto a maggio 2017, per finanziare il nuovo contributo in conto costruzione concesso dalla Regione al concessionario Sis; più 270 milioni di fido massimo messo a disposizione del concessionario da Sace Fct per «anticipo finanziario pro soluto» di circa 520 milioni di contributi pubblici della Regione Veneto a cui si aggiungono 44,5 milioni di «anticipo contratto» concesso al concessionario.

Il nuovo assetto convenzionale (post revisione delle stime di traffico) adottato a maggio 2017 ha permesso alla Regione di risparmiare circa 8 miliardi rispetto al precedente contratto. Con il primo contratto, infatti, fanno notare oggi gli esperti, la Regione Veneto sarebbe stata chiamata sostanzialmente a garantire, tramite procedura di riequilibrio, i ricavi da traffico previsti dal piano economico-finanziario, per 20,1 miliardi lungo tutto l’arco della concessione. Con la modifica, il canone di disponibilità garantito dalla Regione Veneto al Concessionario ammonta a 12,1 miliardi. Otto in meno.

La Tribuna di Treviso/Nordest Economia – 06/12/2017

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Veneto: dalla Regione 74.000 euro per il ripristino della navigabilità al porto di Pila

La giunta regionale del Veneto, su proposta di Elisa De Berti, assessore ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti, ha approvato e finanziato un intervento di somma urgenza, di oltre 74 mila euro, che sarà effettuato dalla società Sistemi Territoriali Spa, per il ripristino delle condizioni di navigabilità dello sbocco a mare del porto di Pila (bocca sud), in Comune di Porto Tolle (Ro).

“A seguito delle eccezionali mareggiate che nelle settimane scorse hanno interessato anche l’area del Delta del Po – ha spiegato l’assessore Elisa De Berti – e al conseguente parziale interramento della bocca di porto che garantisce l’accesso alla laguna di Barbamarco, si rende necessario attuare al più presto un intervento finalizzato al ripristino delle normali condizioni di navigabilità per i pescherecci del Porto di Pila”. L’assessore al territorio, Cristiano Corazzari, ha sottolineato la tempestività con la quale si è risposto con l’attivazione della procedura di somma urgenza da parte del Prefetto di Rovigo, a seguito delle informazioni assunte dal gruppo di lavoro costituito da Capitaneria di Porto, Ispettorato di Porto e Genio Civile. Per i due amministratori regionali si tratta della “doverosa attenzione per un settore come quello della pesca, troppo importante sul piano economico ed occupazionale per il Polesine”.

Trasporti-Italia.com – 06.12.2017

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ZAILOG: il braccio destro del Consorzio Zai

Costituito nel 2016 per realizzare e stimolare la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative e di nuovi modelli di processo (e di business)

Novità per ZAILOG, il braccio operativo del Consorzio Zai. Gli vengono attribuite tre funzioni distinte sebbene tra loro integrate: la prima, nella sua attività di supporto al Consiglio Direttivo su programmazione infrastrutture di logistica e trasporto merci, nonché per l’attuazione delle linee guida emanate dal Consiglio su azioni di coordinamento e pianificazione territoriale; la seconda di sviluppo di servizi di trasporto intermodale, comprendendo sia la promozione delle opportunità, sia l’incontro tra domanda e offerta, sia la ricerca di soluzioni tecnologiche e organizzative innovative per favorire il modal shift e la riduzione del traffico complessivo su gomma ed infine la terza come promozione e competenza logistica: funzione “base”, tipica di iniziative quali i centri di competenza logistica, i quali fungono da “agente di sviluppo” del territorio, mediante attività di marketing territoriale quali la promozione dell’utilizzo di infrastrutture locali e la creazione di una solida base di conoscenza del settore, al fine di diffondere la conoscenza delle peculiarità della risorsa distributiva locale. La mission di ZAILOG viene portata avanti attraverso politiche di Networking nazionale e globale con particolare riferimento all’Unione Europea (Corridoi Rete Ten-T), attraverso le relazioni con Coordinatori di Corridoio (ScanMed e Mediterraneo) e la partecipazione attiva ai Forum di Corridoio. Relazioni con gestori di infrastrutture e operatori attraverso l’impostazione di accordi istituzionali con i soggetti pubblici protagonisti del trasporto delle merci nazionale e globale, come porti e piattaforme intermodali, Associazioni di Categoria, fino ad arrivare ad accordi commerciali veri e propri o progetti imprenditoriali con soggetti privati protagonisti della filiera logistica internazionale. Il ruolo di ZAILOG sarà quello di attivare i contatti e le relazioni con i soggetti ritenuti interessanti, definire i contenuti tecnici degli accordi di concerto con la Direzione dei due soggetti Consorziati; di Marketing Strategico per l’Interporto Quadrante Europa: attraverso la proposta del Sistema Verona a livello comunitario in primis. Tali attività potranno portare nuovi servizi ferroviari attestati sull’Interporto Quadrante Europa e la scelta di operatori della logistica di localizzarsi nelle aree gestite dal Consorzio ZAI. Tale attività consta di partecipazione ad eventi, fiere, missioni che vedano la presenza di operatori internazionali o che si svolgano nei paesi a più alto sviluppo economico e logistico per poter proporre sia la location Verona come base per le loro attività in Italia ed in Europa, ma anche il nostro know-how per poter supportare le loro iniziative infrastrutturali in altre parti del mondo e per concludere rali in altre parti del mondo. Per concludere Ricerca & Sviluppo con particolare riferimento ai programmi di sviluppo previsti dal MasterPlan del Quadrante Europa. Tale attività, che verrà cofinanziata attraverso la partecipazione a progetti di ricerca nazionali o internazionali, sarà svolta in costante contatto con i Presidente, i Consigli di Amministrazione e le Direzioni dei due consorziati. Tra le attività in corso più recenti del Consorzio Zailog, si annoverano due progetti europei fra cui: TalkNET è progetto co-finanziato dalla comunità Europea – Transport and Logistics Stakeholders Network – che punta a sviluppare azioni a supporto dell’attivazione di nuovi servizi intermodali o il potenziamento degli esistenti da e per le regioni del centro Europa. TalkNET si focalizza in particolar modo sul miglioramento della coordinazione tra gli stakeholders per incoraggiare l’integrazione tra porti/interporti e operatori del mondo trasportistico per aumentare l’efficienza e la sostenibilità nei nodi logistici multimodali. L’obiettivo principale, oltre alla sopracitata integrazione tra gli stakeholders, è quello di migliorare la gestione delle aree terminalistiche, concentrandosi su due tematiche principali sulle quali il progetto si sviluppa: l’efficienza dei nodi e delle connessioni di ultimo miglio e soluzioni eco-friendly e Insieme all’interporto di Verona, numerosi e di grande rilievo sono i partner del progetto; vi sono, infatti, i principali porti dell’area centro europea, Venezia, Trieste, Koper, Rijeka, Budapest, Bratislava e Stettino, nonché operatori quali Codognotto per la parte di trasporto su gomma e Lokomotion e Rail Cargo Ungheria per quel area geografica di interesse la ferroviaria. Il secondo chiamato progetto URSA MAJOR Neo (UMneo) che persegue lo sviluppo di servizi ITS per migliorare il traffico merci sulla rete stradale TEN-T lungo i corridoi core CEF RHINE-ALPS e SCANMED, collegando i porti del mare del Nord, la regione del Reno e della Ruhr, le aree metropolitane della Germania meridionale e del nord Italia con i porti mediterranei fino in Sicilia. I partner del progetto a livello europeo provengono da Germania, Italia e Paesi Bassi. UMneo si basa sui risultati dei progetti cofinanziati dall’UE: Ursa Major e Ursa Major 2 e ne estende la portata espandendo l’ambito geografico fino a coprire completamente la parte meridionale del corridoio SCANMED e affrontando la tematica del trasporto intermodale.

Cronaca del Veneto – 06.12.2017

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Bbt, la data di apertura slitta di un anno: 2027

Però i costi diminuiranno rispetto al preventivo: 8 anziché 10 miliardi di euro. Sui finanziamenti Austria e Germania si sono finalmente allineate all’Italia

di Paolo Campostrini

L’eurotunnel va ma dopo tanto correre si prende una pausa e rifiata, così, giusto per non inciampare proprio all’ultimo: passa infatti da una conclusione lavori prevista fino a ieri nel 2026 a un più rassicurante traguardo spostato nel 2027. “Tuttavia per essere operativi nello stesso anno” dicono i due amministratori delegati a sud (Italia) e a nord (Austria-Germania) Zurlo e Bergmeister. Non ci sarà più confine, spiegano i vertici Bbt, e dunque neppure “scarto” nei sistemi di conduzione. Ergo: ci prendiamo tutti un poco più di tempo per coordinarci e provare l’operatività sulla linea già conclusa tra i due versanti. Ancora dieci anni di attesa. Tanti, ma non un secolo. Comunque, non sono finite qui le sorprese. “Abbiamo risparmiato” annuncia infatti Lamberto Cardia, a capo della commissione interministeriale e del consiglio di sorveglianza della società del tunnel di base. In sostanza: tra appalti mirati, revisioni contabili, tagli ad alcuni passaggi progettuali usufruendo delle sinergie già in atto, si è passati dai quasi 10 miliardi annunciati per non avere sorprese, ad 8. “Solamente negli ultimi mesi sono state effettuate revisioni al ribasso per almeno 800 milioni” spiegano appena conclusa la riunione della commissione intergovernativa a Palazzo Ducale, presente al commissario europeo Pat Cox. Il quale, ricevuto Vito Cusumano, ha distribuito sorrisi perchè, forse, gli succede poche volte in giro per l’Europa di questi tempi di trovare una così compiuta unità di vedute tra Stati membri. Innanzitutto perchè l’Italia è pienamente in regola coi pagamenti, poi perchè anche l’Austria e soprattutto la Germania, fino a poco fa un poco in ritardo, si sono allineate. Poi perchè due Stati, anzi tre, sembrano andare di comune accordo, senza strappi ne ostacoli nazionali. “Tutto procede in perfetta armonia e questa è una delle mie più grandi soddisfazioni” ha detto il commissario del governo dopo aver salutato i suoi ospiti nella grande sala delle feste. Armonia anche nella collaborazione europea. “Fino al 2020 – chiarisce Konrad Bergmeister – l’Unione ha garantito e sottoscritto il finanziamento del 50% delle opere esplorative e del 40% di quelle di scavo, cioè dei tunnel veri e propri”. Anche la Provincia, attraverso la molto attesa e sollecitata a tutti i livelli concessione autostradale farà la sua parte. Daniel Alfreider, parlamentare Svp presente al vertice, conferma che gli accantonamenti effettuati in questi anni sugli utili autostradali saranno destinati, appunto, a sostenere la grande l’opera strategica. “E’ una delle condizioni per la concessione – dice – e 550 milioni saranno erogati appena avremo la sicurezza della gestione. Per l’A22 è essenziale operare sul territorio e farlo anche in previsione di un essenziale spostamento del traffico dalla gomma alla rotaia”. Appunto, al tunnel. Che partirà anche senza il completamento delle tratte d’accesso, visto, come ha rispiegato Bergmeister, il coordinamento tra treni veloci e linea storica avverrà in automatico senza ricadute sull’operatività. Annuisce Ezio Facchin, commissario governativo per la grande opera, esperto di sistemi ferroviari. Nei 125 chilometri della nuova tratta ci sarà convivenza virtuosa tra vecchi e futuri convogli, ognuno in grado di spostarsi alla velocità per cui è stato predisposto, senza pestarsi i piedi. Tutto questo è probabilmente alla base dell’ulteriore anno di attesa che è stato programmato ieri a Palazzo Ducale. Perchè, tra dieci anni, quando la linea farà la sua prima corsa piena di passeggeri e, si spera, di merci, tutto dovrà filare in orario.

Alto Adige/Economia Bolzano – 06.12.2017

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Italia-Cina, un treno da non perdere

Italia e Cina sono ora collegate da una linea ferroviaria diretta per il trasporto merci. In futuro le merci viaggeranno sempre più per via multimodale. Perché il nostro paese ne benefici va superata la frammentazione e la competizione tra diversi poli.

Alessia Amighini

Italia-Cina: nel 2018 in regione il forum sulla “Via della Seta”

5 dicembre 2017

La missione istituzionale sta producendo i primi effetti. Serracchiani: occasione importantissima per le imprese

La missione istituzionale della presidente della Regione, Debora Serracchiani, in Cina ha prodotto – rende noto la Giunta regionale – un ulteriore risultato nell’esito dell’incontro con i vertici di China Council for the Promotion of International Trade (Ccpit), ente di Stato per la promozione del commercio e degli scambi internazionali. Il vicepresidente del Ccpit, Yin Zonghua, ha infatti accolto la proposta di Serracchiani di identificare il Friuli Venezia Giulia come sede dell’importante forum che l’ente intende promuovere in Europa per lo scambio e la collaborazione commerciale, scientifica e culturale nell’ambito della nuova Via della Seta. Il Ccpit ha ribadito la massima disponibilità a co-organizzare questo evento nel primo semestre del 2018 a Trieste; il forum prevedrà la partecipazione di importanti soggetti economici italiani e cinesi e provenienti da numerosi Paesi Europei e Balcanici che si confronteranno in sessioni tematiche da definire. L’evento sarà realizzato grazie alla collaborazione con la Fondazione Italia-Cina, la Camera di commercio italocinese e il Silk road business council, organismo di promozione per sviluppare opportunità di collaborazione economica e commerciale che raggruppa a oggi 34 Paesi.

Si tratterà di un’occasione importantissima per le imprese per promuovere le proprie relazioni commerciali e cogliere i frutti dell’iniziativa. «Dopo il successo del summit intergovernativo dei Balcani occidentali tenutosi lo scorso luglio, posso confermarvi che Trieste e la nostra regione sono protagoniste sulla scena europea e sono pronte a ospitare un evento che sarà funzionale per lo sviluppo di opportunità concrete nell’ambito della Belt and Road Initiative», ha affermato Serracchiani. La presidente, ringraziando l’Ambasciata italiana per aver promosso l’incontro, ha inoltre evidenziato il ruolo del sistema di ricerca e alta formazione del Fvg, suggerendo una maggiore interazione con controparti cinesi per lo sviluppo di progetti formativi condivisi e per facilitare lo scambio di conoscenze. Il vicepresidente Yin ha accolto la proposta e ha prospettato un ulteriore settore di intervento relativo alla possibile collaborazione con alcune amministrazioni provinciali e locali cinesi, citando in particolare la regione dello Zhejiang (da dove proviene la grande parte dei cinesi residenti in Italia) e dello Jiangsu, nonché le città di Yiwu e Suzhou. Oltre alle iniziative a livello scientifico e culturale, Yin ha proposto che la municipalità di Yiwu, importante centro di interscambio commerciale cinese, possa essere preso in considerazione come punto di riferimento strategico per la cooperazione commerciale e in particolare per la penetrazione e distribuzione in Cina dei prodotti dell’eccellenza italiana. All’incontro è intervenuto anche Marco Bettin, direttore operativo della Fondazione Italia-Cina, di cui la Regione è diventata membro. Per la delegazione del Friuli Venezia Giulia erano presenti il presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, il coordinatore generale di Elettra Sincrotrone Trieste Mauro Zambelli, e il consigliere della Camera di commercio di Udine Antonio Dalla Mora.

Messaggero Veneto – 05.12.2017

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Tunnel Brennero, presto 80% appalti assegnati

“Un terzo degli scavi già effettuati”

“A breve sarà assegnato l’80% degli appalti per il tunnel del Brennero, mentre un terzo degli scavi sono già stati effettuati”. Lo ha detto l’ad di Bbt Se Konrad Bergmeister dopo la riunione della commissione intergovernativa per la Galleria del Brennero, che dovrebbe entrare in funzione nel 2026.
Come ha aggiunto il vicepresidente della commissione Laberto Cardia, i fondi da Roma per la grande opera sono garantiti anche a lungo termine e ci sono stati risparmi grazie gare appalto assegnate a ribasso. “Quando l’opera sarà terminata, il tunnel sarà funzionante”, ha sottolineato Cardia in riferimento a possibili ritardi nella realizzazione delle tratte d’accesso.
Il deputato Svp Daniel Alfreider ha detto che è stato chiesto a Bruxelles di inserire anche le tratte d’accesso come opere transnazionali, in modo da ottenere un finanziamento superiore, rispetto a quello per opere nazionali del 10%.

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Iata: cargo in aumento del 5,9% a ottobre

Il cargo aereo è cresciuto a ottobre del 5,9% – misurato in FTK (freight tonne kilometers) – rispetto allo stesso mese del 2016. Si tratta di un rallentamento rispetto al tasso di crescita del 9,2% registrato a settembre, ma comunque di una cifra più alta rispetto alla media annuale del 3,2% che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni.
Questi, in sintesi, i dati relativi al cargo aereo nel mese di ottobre diffusi dall’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata).
La capacità – misurata in AFTK (available freight tonne kilometers) – è cresciuta del 3,7% rispetto a ottobre 2016. Si tratta del 15° mese consecutivo in cui la crescita della domanda supera quella della capacità, elemento positivo per il load factor, i ricavi e la performance finanziaria.
Si prevede che i volumi cargo continuino a crescere anche nel 2018, sebbene a un ritmo più lento rispetto al 2017.
Le compagnie hanno registrato a ottobre traffico cargo in crescita in tutte le aree geografiche, sebbene i movimenti internazionali siano in rallentamento ovunque, eccetto l’Africa.
In particolare, volumi in crescita del 4,4% e capacità del 3,9% in Asia Pacifico. In Nord America le compagnie hanno registrato una crescita dei volumi del 6,6% e della capacità del 3,8%. Si tratta di un rallentamento rispetto al 7,4% registrato a settembre, ma comunque migliore rispetto alla media di crescita degli ultimi cinque anni.
Volumi in crescita del 6,4% in Europa, in deciso rallentamento rispetto al +10,6% registrato a settembre ma comunque ben al di sopra rispetto alla media del 4,9% degli ultimi cinque anni. Capacità in crescita del 2,5%.
In Medio Oriente la crescita dei volumi è stata a ottobre del 4,6%, mentre la capacità è aumentata del 3,4%. Volumi in aumento del 7,2% in America Latina, dove la capacità è cresciuta del 4,4%.
Infine l’Africa, regione che ha registrato la crescita più marcata, +30,3%, con un aumento della capacità del 9,2%.

Trasporti-Italia.com – 05/12/2017

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