Trasporti, Commissione Ue: norme anti-dumping nel pacchetto mobilità

31 maggio 2017

Trasporti più sicuri, pedaggi equi, riduzione dell’inquinamento, lotta al lavoro nero: la Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure per il miglioramento della mobilità battezzato “L’Europa in movimento”. L’obiettivo è realizzare benefici che “a lungo termine si estenderanno ben oltre il settore dei trasporti, in quanto tali misure promuoveranno l’occupazione, la crescita e gli investimenti, rafforzeranno l’equità sociale, amplieranno le possibilità di scelta dei consumatori e indirizzeranno l’Europa sulla strada della diminuzione delle emissioni”.

Il pacchetto di misure prevede una prima serie di 8 iniziative legislative riguardanti in modo specifico il trasporto su strada. Stop al dumping sociale degli autotrasportatori dell’Europa dell’Est. E’ questo l’obiettivo delle nuove misure proposte dalla Commissione Ue nel pacchetto ‘mobilità pulita’, dove vengono riviste le regole su cabotaggio, trasporto internazionale e riposo in base al principio di “paga uguale per lavoro uguale”, oltre a semplificare le procedure amministrative per camionisti e società di trasporto. Sul fronte del cabotaggio, Bruxelles estende il numero di operazioni possibili da 3 in 7 giorni a un numero illimitato ma in 5 giorni. Allo stesso tempo, l’autotrasportatore verrà considerato lavoratore distaccato sin dal primo giorno di cabotaggio, con le condizioni di trattamento del Paese della consegna. Nelle operazioni internazionali, invece, il camionista riceverà il salario del Paese solo quando vi passa almeno 3 giorni al mese.
Sul fronte del riposo settimanale, divieto di passarlo in cabina: dovrà essere o a casa o in albergo. Finisce anche l’obbligo di avere tutti i contratti cartacei nel camion, che dovranno essere disponibili invece in formato digitale. Oggi gli autisti di mezzi pesanti devono svolgere un riposo minimo regolare pari a 45 ore dopo 6 giorni lavorativi; dopo gli autisti potranno effettuare due riposi consecutivi dopo 4 settimane; le compensazioni dovranno rientrare nel prossimo riposo settimanale regolare. E il riposo non potrà essere effettuato in cabina durante il riposo settimanale regolare. Sarà compito dell’impresa provvedere a una sistemazione per il proprio dipendente durante lo svolgimento del periodo di riposo settimanale regolare nelle operazioni di trasporto a lungo raggio.

Quello del trasporto merci su gomma è un settore di particolare importanza per l’esecutivo comunitario, perchè impiega direttamente 5 milioni di europei, e perchè è all’origine di circa un quinto delle emissioni di gas serra dell’Ue. Le proposte puntano a migliorare il funzionamento del mercato del trasporto delle merci su strada e le condizioni sociali e occupazionali dei lavoratori. In particolare, prevede una maggiore attenzione al rispetto delle normative, della lotta alle pratiche occupazionali illecite, del taglio degli oneri amministrativi per le aziende e della precisazione delle norme esistenti, ad esempio sull’applicazione delle leggi nazionali sul salario minimo.

Secondo il vicepresidente Maros Sefcovic, “il mondo dei trasporti si sta trasformando in modo radicale. L’Europa deve cogliere questa opportunità e plasmare il futuro della mobilità”. Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha spiegato poi che “con queste riforme porremo le fondamenta per soluzioni stradali digitali standardizzate, condizioni sociali più eque e regole di mercato applicabili. Le riforme contribuiranno a ridurre i costi socio-economici dei trasporti, come il tempo perduto a causa del traffico, gli incidenti stradali mortali o con feriti gravi e i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento e dal rumore”.

La Commissione promuove inoltre le soluzioni di mobilità senza interruzioni che permetteranno ai cittadini e alle imprese di spostarsi più facilmente in tutta Europa. Va in questa direzione la proposta di migliorare l’interoperabilità tra i sistemi di telepedaggio, che consentirà agli utenti della strada di viaggiare nell’intera Unione senza doversi preoccupare delle diverse formalità amministrative. Specifiche comuni per i dati relativi al trasporto pubblico, inoltre, permetteranno di pianificare meglio il viaggio e di seguire l’itinerario migliore anche quando questo comporta l’attraversamento di una frontiera.

Questa prima serie di 8 proposte sarà integrata nel corso dei prossimi 12 mesi da altre proposte, fra cui quelle relative alle norme sulle emissioni successive al 2020 per autovetture e furgoni, oltre alle prime norme in assoluto riguardanti le emissioni dei veicoli pesanti, che fanno seguito alla proposta odierna concernente il monitoraggio e la trasmissione di informazioni in tema di emissioni di CO2 e consumo di carburante dei veicoli pesanti. Si vuole in questo modo stimolare l’innovazione, oltre a contribuire ad aumentare la competitività, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria, la salute pubblica e la sicurezza dei trasporti.

Trasporti-Italia – 31.05.2017

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Siemens investe nella logistica

Al via un piano da 30 milioni «guidato» dall’hub di Novara

di Marco Morino

La cura del ferro voluta dal governo, in particolare dal ministero delle Infrastrutture, per rendere più competitivo il trasporto ferroviario e raggiungere l’obiettivo di trasferire dalla strada alla rotaia entro il 2030 il 30% del traffico merci apre le porte agli investimenti delle multinazionali in Italia. È il caso della Siemens, che annuncia investimenti per circa 30 milioni di euro nei prossimi 10/15 anni per sviluppare un veroe proprio network di depositi per la manutenzione dei locomotori distribuiti nelle aree più strategiche per il trasporto delle merci. «Ben quattro dei nove corridoi internazionali per il trasporto merci transitano in Italia, che si candida così a essere piattaforma logistica europea. È uno scenario che apre opportunità di sviluppo e Siemens è intenzionata a giocarvi un ruolo importante» dice Marco Bosi, il manager alla guida da circa un anno della Divisione Mobility di Siemens Italia.

Il deposito principale, «l’hub dell’intera rete italiana per la manutenzione dei locomotori» lo definisce Bosi, è quello di Novara. L’impianto piemontese, in attività da circa un anno, è il terzo polo di manutenzione per locomotori aperto in Europa da Siemens (il primo fuori dalla Germania), dove convergono operatori nazionali e internazionali. «Novara­ continua Bosi ­ beneficia di una posizione ottimale, perché è all’intersezione tra il corridoio Nord­-Sud (Genova-­Rotterdam, che sfrutta la nuova galleria di base del Gottardo, ndr) e il corridoio Mediterraneo (Tav Lione-­Torino­-Milano-­Verona­-Venezia­-Trieste, ndr )».

«Su Novara ­osserva Bosi gravitano al momento sia locomotori di clienti nazionali che internazionali. Ma prevediamo che l’attuale numero possa aumentare, grazie all’interesse dimostrato dagli operatori logistici ferroviari e agli investimenti che abbiamo indirizzato su infrastrutture e formazione del personale, per essere pronti con anticipo alla loro gestione». Il centro di Novara si estende su 1.200 metri quadrati coperti e 2mila metri quadrati all’aperto e dispone di tre binari, tre fosse e di tutti i più avanzati strumenti per la manutenzione professionale dei locomotori.

Gli altri centri Siemens per la manutenzione dei locomotori si collocano ad Asti, Bologna, Udine, Nola (presso l’Interporto Campano), Milano Smistamento e Verona. «Al momento­ dice Bosi nei nostri depositi svolgiamo attività di manutenzione esclusivamente per i lomocotori elettrici Siemens Vectron ma non escludiamo di aprirci, in futuro, anche alla manutenzione di locomotori terzi, cioè fabbricati da altri costruttori». Tra i clienti di Siemens Italia ci sono compagnie del calibro di Mercitalia (gruppo Fs Italiane), Interporto servizi cargo, FuoriMuro, Sbb Cargo (ferrovie svizzere) e i tedeschi di Deutsche Bahn. «Un altro elemento ­conclude Bosi che rende l’attività di manutenzione nel network di depositi Siemens, fra cui Novara, strategico, è l’uso delle tecnologie digitali per l’analisi dei dati dei locomotori, finalizzata alla manutenzione preventiva, correttiva e, in un prossimo futuro, predittiva».

Il Sole 24 Ore – 31.05.2017

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Intermodalità, è questa la parola chiave

30 maggio 2017

Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane sta lavorando a una app, una piattaforma che consenta a chi deve spostarsi di programmare un viaggio con più modalità di trasporto

di Giuseppe Latour

La mobilità sostenibile, nel futuro del Gruppo Ferrovie dello Stato italiane, passa dall’intermodalità. Una parola che, tradotta nella pratica, vuol dire integrazione tra diverse forme di trasporto. Non più solo binari, quindi, ma mobilità integrata. Accanto al consolidamento dei servizi più maturi, come l’Alta velocità,è previsto lo sviluppo di un’offerta più articolata, con particolare attenzione al trasporto su gomma. E che punta a un obiettivo ambizioso: un biglietto unico che copra tutte le forme di trasporto.

Questa strategia è al centro del piano industriale disegnato dall’amministratore delegato del Gruppo, Renato Mazzoncini. E avrà come catalizzatore la digitalizzazione. Fs sta lavorando a un’app, una piattaforma che consenta a chi deve spostarsi di programmare un viaggio con più modalità di trasporto. La grande novità è che oltre a Ferrovie dello Stato italiane saranno coinvolti tutti gli attori del settore mobilità (che comprende treni, bus, aerei, mondo sharing) che vorranno aderire all’iniziativa. L’obiettivo è invogliare l’80% dei viaggiatori che oggi scelgono l’auto privata a spostarsi con mezzi pubblici. Al momento,è in corso la messa a punto della app. Entro l’anno ci sarà una prima versione da testare.

Nel frattempo, però, l’idea di intermodalità sta già prendendo corpo. Un esempio è Freccialink, il servizio di Fs che integra Frecce e trasporto su gomma: dal 12 giugno 2016 Siena, Perugia, Potenza, Matera e L’Aquila sono state collegate al sistema dell’Alta velocità grazie a bus dedicati. Da questa estate (11 giugno 2017) il servizio sarà esteso anche a località di mare (Sorrento, Gallipoli, Piombino/Elba), città d’arte (Cremona) e luoghi religiosi (San Giovanni Rotondo). L’integrazione dei servizi, poi, passa anche dal netto rafforzamento della presenza nel trasporto su gomma. Busitalia­Sita Nord, la società del Gruppo Fs che opera nel trasporto su gomma, gestisce servizi di trasporto pubblico urbano, sub­urbano ed extraurbano su gomma (in Toscana, Umbria, Veneto e Campania) e altre modalità di trasporto (ex Ferrovia centrale umbra, tramvia di Padova, navigazione sul lago Trasimeno, ascensori, scale mobili, tapis roulant, funicolari a Perugia, Orvieto, Spoleto, Cascia e Amelia, etc.). Fs è poi presente anche nella lunga percorrenza su gomma, dove c’è Busitalia Simet: ogni giorno collega quindici regioni italiane e oltre 90 città in Italia e Germania e programma già la nascita di nuove rotte.

C’è inoltre l’integrazione tra ferro e aereo: quattro Frecciargento al giorno collegano lo scalo di Fiumicino con Venezia, Padova, Bologna e Firenze, senza dover effettuare cambi. E c’è l’integrazione tra ferro e nave: sono già attivi accordi con Snav e Liberty Lines, con sconti per chi compra sia il biglietto della nave che quello del treno.

Guardando alle infrastrutture, prosegue lo sviluppo dell’Alta velocità, che in questi anni è stata un grande strumento di sostenibilità: nel 2016 i viaggiatori che hanno scelto i treni veloci al posto dell’auto privata hanno evitato l’emissione in atmosfera di oltre 2.100 tonnellate di CO2. A nord sull’asse orizzonatale Milano-Venezia, entro il 2017 partiranno, secondo quanto previsto, i lavori della linea Brescia-Verona e della Verona­-Vicenza. A Sud si va avanti con la realizzazione della Napoli­-Bari: a giugno sarà attivato il tratto di linea Cervaro-Bovino. A marzo sono stati aggiudicati i primi lotti costruttivi sul versante campano (Napoli­-Cancello e Cancello-Frasso Telesino), mentre è già attiva la bretella di Foggia.

Il Sole 24 Ore – 30.05.2017

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Firmato il contratto con la Sis, secondo Zaia «Spv sarà finita entro il 2020»

Passo decisivo, con la firma del contratto con il concessionario Sis, verso la realizzazione della ‘Pedemontana Veneta’, con il previsto completamento dell’infrastruttura entro il 2020. L’atto è stato firmato dal direttore della Struttura di progetto superstrada Pedemontana Veneta, Elisabetta Pellegrini, in uno studio notarile di Mestre. Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia, spiegando che l’atto recepisce lo schema di accordo approvato lo scorso 19 maggio. «I responsabili tecnici – ha spiegato Zaia – hanno affermato che c’era la possibilità di firmare senza attendere eventuali pronunciamenti della Corte dei conti. Adesso, dunque, si sblocca il cantiere, che passerà dall’attuale decina a 40-50 milioni di lavori al mese, con un crono-programma preciso, che porterà al completamento della Pedemontana per il settembre 2020, con possibili aperture anticipate di alcuni tratti già a partire dal prossimo anno. La Giunta ha dunque fatto il suo dovere in maniera trasparente, visibile e leggibile e quindi siamo pronti anche ad affrontare eventuali ricorsi».

Il nuovo atto recepisce la soluzione certificata, sulla base di studi autonomi, che rivede i flussi di traffico dai 33.000 veicoli previsti nell’aggiudicazione del 2009 ai 27.000 attuali e garantisce alla Regione un risparmio di 6,7 miliardi. «Entro qualche giorno – ha spiegato Pellegrini – la concessionaria ci farà avere il programma dei pagamenti degli espropri già concordati e abbiamo messo a punto un sistema di monitoraggio continuo per verificare il rispetto dei tempi e la continuità nell’esecuzione delle opere, con un sistema di penali». L’atto integrativo, ha spiegato il vicepresidente della Giunta, Gianluca Forcolin, sarà portato domani in prima commissione consiliare. «In questa occasione – ha spiegato – cancelleremo anche la manovra legata alla Pedemontana dal punto di vista sia del def che del bilancio». «Lo schema di contratto – ha concluso Zaia – ha recepito tutte le istanze del Consiglio, tranne quella relativa all’esenzione, che però non è del tutto abbandonata, ma verrà rivalutata quando si avranno i flussi di traffico reali».

Il Gazzettino – 30.05.2017

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Delta Airlines: ripartono i voli stagionali da Milano e Venezia per Atlanta

29 maggio 2017

Dal 2 giugno Delta Air Lines riprenderà a operare i voli giornalieri stagionali nonstop da Milano e Venezia per Atlanta, così come il secondo servizio giornaliero da Roma per la stessa città, hub del vettore statunitense. Tutti i collegamenti saranno serviti con aeromobili B767-400.
I voli stagionali per l’estate 2017 – che comprendono anche il Venezia-New York e il Roma-Detroit – si aggiungono ai collegamenti da Roma per New York e Atlanta e da Milano per New York, operati tutto l’anno.
“Durante il picco della stagione estiva la nostra compagnia opererà fino a otto voli giornalieri diretti fra l’Italia e gli Stati Uniti, tutti in codeshare con i partner di joint venture Alitalia ed Air France-KLM – ha detto Patrizia Ribaga, direttore commerciale Delta per l’Italia –. I collegamenti permettono poi ai passeggeri di proseguire il viaggio con un volo in coincidenza verso oltre 200 destinazioni in tutti gli Stati Uniti, incluse città come Los Angeles, San Francisco, Las Vegas e Miami, mete particolarmente amate dai viaggiatori italiani”.

Trasporti-Italia – 29.05.2017

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Gentiloni: al via investimenti per 47 miliardi in 25 anni

di Alessandro Arona e Giuseppe Latour

Investimenti pubblici per 47 miliardi di euro da realizzare nei prossimi 25 anni, interamente con risorse pubbliche statali. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato oggi a Palazzo Chigi, con cerimonia pubblica, il Dpcm (decreto presidente del Consiglio) di ripartizione dei fondi previsti dalla legge di Bilancio 2017. Il comma 140 ha previsto l’istituzione di un nuovo fondo, con una dotazione di 1,9 miliardi di euro per l’anno 2017, 3,15 miliardi per il 2018, 3,5 per l’anno 2019 e tre miliardi di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032, «per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese».

Criterio di ripartizione l’«avvio immediato» dei cantieri. Si tratta di risorse spendibili solo entro i tetti annui sopra indicati, e spetta infatti ai Dpcm la ripartizione per obiettivi e enti beneficiari ma anche l’articolazione annua della spesa (prevista), sulla base dello stato di avanzamento di programmi e progetti, tant’è che il comunicato di Palazzo Chigi spiega che tra i criteri di ripartizione è stata indicata la capacità di «immediato avvio dei cantieri».

Gentiloni: «Un grande piano a lungo termine». «In questi mesi – ha detto Gentiloni – abbiamo lavorato alla ripartizione tra le diverse amministrazioni, sulla base delle proposte di investimenti pluriennale” che sono pervenute alla presidenza del Consiglio». «Purtroppo negli ultimi anni – ha spiegato Gentiloni – gli investimenti pubblici non hanno avuto il ritmo che avremmo voluto, per restrizioni di bilancio e difficoltà procedurali. Ma con la fortissima iniezione di risorse data oggi e con il completamento della revisione del Codice appalti, possiamo ripartire. Oggi diamo avvio a un grande piano di investimenti pubblici, per infrastrutture e non solo, che vale 47 miliardi di euro in 25 anni. Nel nostro Paese non siamo abituati a una programmazione così lunga, ma per realizzare investimenti pubblici e grandi infrastrutture è questo l’orizzonte temporale giusto».

La regia del Mef. Nel merito il ministero dell’Economia ha avuto il compito di mettere in fila le richieste dei singoli dicasteri, considerando tre elementi: l’immediato avvio degli interventi e la relativa erogazione delle risorse; le ricadute sul mercato interno; la capacità di programmazione degli interventi su un orizzonte di più lungo periodo. In questo modo è stato composto un elenco che ha seguito sei direttrici, tre riconducibili alla competitività, le altre tre alla qualità della vita e alla sicurezza.

Alle infrastrutture 20 miliardi. La fetta più grossa delle risorse è dedicata alle infrastrutture: vale circa 20,4 miliardi di euro. Andranno, anzitutto, al contratto di programma 2017-2021 di Rete ferroviaria italiana (9,9 miliardi) ma anche agli investimenti di Anas (circa 5 miliardi). Nel pacchetto, però, rientrano anche risorse per il trasporto pubblico locale e la messa in sicurezza della rete ferroviaria regionale non interconnessa con l’infrastruttura gestita da Rfi. Una parte delle risorse sarà dedicata al fondo progettazione del Codice appalti, per realizzare gli elaborati delle nuove opere. Infine, ci saranno fondi per le infrastrutture portuali e il Mose.

Per la messa in sicurezza altri 8 miliardi. Altra voce molto rilevante riguarda la messa in sicurezza: vale 7,7 miliardi di euro. Include gli investimenti per la prevenzione del rischio sismico in tutto il paese. Si punta, ovviamente, agli interventi sulle scuole ma anche sugli altri edifici pubblici e sui musei. Una parte delle risorse andrà a Polizia e Vigili del fuoco e al finanziamento del piano di prevenzione Casa Italia. In questo capitolo possono essere incluse anche diverse voci dedicate al miglioramento della qualità del territorio e delle città: investimenti su reti idriche, edilizia sanitaria, difesa del suolo, barriere architettoniche. Questa sezione vale 1,7 miliardi di euro.

Le altre voci: Difesa, competitività, ricerca.Completano il quadro gli investimenti per il sostegno della competitività e delle esportazioni (1,7 miliardi di euro): includono l’informatizzazione della giustizia e il potenziamento del credito all’esportazione. Ancora, ci sono gli investimenti per la ricerca (2 miliardi di euro): ricerca spaziale e ricerca scientifica, tecnologica e sanitaria. E, infine, gli investimenti per la sicurezza nazionale e l’alta tecnologia (12,8 miliardi di euro): programmi del Mise e del ministero della Difesa.

Il Sole 24 Ore – 29.05.2017

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Passante, in crescita il traffico e gli utili della concessionaria Cav

27 maggio 2017

La società di Regione e Anas incassa 14 milioni in più. I nodi della privatizzazione

di Monica Zicchiero

Aumenta il traffico sul Passante, Cav aggiunge altri 14,141 milioni di euro ai cento del tesoretto di utili destinati alle opere infrastrutturali. Soldi che per statuto rimangono in cassa fino a quando la Regione non avrà ha il via libera dal ministero delle Infrastrutture per destinarle ad opere sul territorio; l’ accordo lo stanno scrivendo a quattro mani e sarà all’attenzione dell’assemblea dei soci fissata per il 28 giugno. Anas e Regione si vedranno tre settimane abbondanti dopo la scadenza del contestato bando per l’assunzione di altri due dirigenti per il controllo di gestione e la responsabilità legale che ha portato alla rottura tra la presidente Luisa Serato (nominata dalla Regione, contraria all’incremento di dirigenti per un costo stimato intorno ai 200mila euro l’anno e sostenuta da una mozione della Lega) e l’amministratore delegato Michele Adiletta (designato da Anas, ispiratore del bando). Ma è del tutto plausibile che il presidente Luca Zaia intervenga prima.

«L’ho incontrato a Piombino di corsa, per la campagna elettorale – riferisce la presidente – Mi ha detto: Luisa, tu non mi chiedi mai niente, hai carta bianca: fai quello che c’è da fare». Prossimamente Zaia e Serato si incontreranno in maniera meno «volante» per fare il punto e chiarire anche il ruolo dei tecnici della Regione, che avrebbero dato sostanzialmente via libera al bando nonostante la legge Madia. L’assemblea dei soci sarà l’occasione per capire se la trasformazione societaria di Anas rischia di creare a Cav gli stessi problemi che sta creando alla Newco di Autovie Venete. In questo orizzonte relazionale e societario problematico, i numeri sono un’oasi di tranquillità. Si conferma l’incremento di traffico, cresciuto del 4,25% lo scorso anno e ancora in salita nei primi quattro mesi del 2017 sul Passante (più 4,14 fino ad aprile; più 2,88% fino a marzo) e su tutta la rete che ha visto passare quasi 16 milioni di veicoli, una tendenza generale che testimonia l’allentamento della crisi e che porta su i ricavi da pedaggi. Lo scorso anno Cav ne ha incassati per 133 milioni (erano 126 nel 2015) e così l’utile netto è passato da 11,9 a 14,14 milioni di euro.

Il bilancio consolidato è stato approvato l’altro giorno da un Cda ridotto praticamente a tre persone (la presidente, l’Ad e la consigliera Federica Ribechi) perché Alessandro Maggioni era assente giustificato e la nomina di Renzo Ceron al posto del dimissionario Alessio Adami deve essere sancita dall’assemblea. Quando Serato ha chiesto di mettere agli atti la mozione della Lega, Adiletta se n’è andato ed è caduto il numero legale. «Gli avevo chiesto di fermare il bando e attendere che il Cda fosse al completo ma l’avviso non è mai sparito dal sito. Se l’avesse fermato, avrei chiesto di non protocollare la mozione. Spero ci ripensi», dice Serato. La relazione con Anas è complicata anche dalla trasformazione societaria che sta mettendo in forse la creazione della Newco tra le Regioni di Veneto e Friuli Venezia Giulia per la gestione del tratto autostradale di Autovie. «Anas vuole mettersi fuori dal perimetro della pubblica amministrazione e diventare totalmente privata – spiega la presidente – Se però nelle società regionali di gestione diretta delle autostrade c’è una Spa totalmente privata, viene meno il requisito della totale partecipazione pubblica che giustifica l’affidamento in gestione senza gara europea». Perciò il governo frena sull’ingresso di Anas nella Newco. «Mi chiedo se anche Cav potrebbe avere problemi analoghi. Spero di no», incrocia le dita la Serato. Significherebbe mettere in discussione la concessione del Passante a Cav fino al 2030.

Corriere del Veneto – 27.05.2017

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Tav Brescia-Verona, si parte «Cantieri al via in autunno»

Mazzoncini: «Addio shunt, tunnel fonoassorbente per ridurre l’impatto in città Restyling in via Sostegno» I lavori partiranno dalle gallerie sul Garda «Il sacrificio del Lugana sarà minimo, fatto il massimo»

«È fatta, i cantieri possono partire». Renato Mazzoncini non ha dubbi. L’Alta velocità è pronta a rimettersi in moto. A dicembre è stata inaugurata la tratta Treviglio-Brescia, «dopo l’estate» scatteranno i cantieri per la BresciaVerona, partendo dalle opere più complesse, le gallerie sul Garda. L’amministratore delegato del gruppo Fs lo annuncia a Brescia, dove con il sindaco Emilio Del Bono ha inaugurato la mostra sul sistema dell’Alta velocità in Italia, mappe e fotografie allestite nel nuovo sottopasso ferroviario.

In ballo c’è ancora un ricorso al Tar, ma Mazzoncini non si scompone: «Non ci preoccupa, dal punto di vista amministrativo consideriamo l’opera a posto, siamo proiettati a partire». Lunedì si è tenuto il pre-Cipe che ha approvato il progetto definitivo. «Abbiamo chiuso l’accordo con il general contractor Cepav Due, a giugno ci sarà il passaggio al Cipe».

Cantieri. Il progetto sarà approvato stralciando l’uscita dalla città e tenendo buono il disegno da Calcinato in poi. Si partirà quindi dalla lunga galleria di Lonato. Cepav Due conferma: noi siamo pronti. A disposizione ci sono 2.268 milioni, sufficienti per realizzare la tratta. I lavori dovrebbero durare almeno 5 anni. «C’è stato un enorme lavoro di progettazione per ridurre l’impatto dei cantieri – spiega Mazzoncini – siamo scesi al 3% del consumo dei vigneti del Lugana, più di così penso non si potesse fare. Abbiamo risolto diversi problemi di cantierizzazione e ridotto le interferenze con alcune aziende, come Feralpi. C’è stato un altissimo livello di attenzione, il risultato per noi è più che soddisfacente».

Addio shunt. Per il tratto più a ovest il Cipe prescriverà di confrontare le due ipotesi progettuali: il vecchio shunt, con stazione a Montichiari, e il raddoppio dei binari in uscita dalla città. Mazzoncini non ha dubbi sull’esito finale. «Non mi aspetto sorprese – spiega -. Ho sempre ritenuto fondamentale che Brescia abbia la stazione Alta velocità in città. Nel capoluogo transitano già 16 milioni di viaggiatori l’anno, un numero destinato a crescere. La Regione ci ha chiesto di analizzare le due alternative. Siamo convinti che il passaggio in città risulterà vincente da tutti i punti di vista». E l’impatto sulle abitazioni? «Stiamo studiando un portale unico con alimentazione elettrica per minimizzare gli spazi, una sorta di tunnel fonoassorbente per ridurre i disagi. Gli impatti saranno minimi, siamo sicuri che non sarà un problema gestirli con gli abitanti». In parallelo le ferrovie svilupperanno il progetto per riqualificare la Brescia-Parma, raggiungere Ghedi e Montichiari (compreso l’aeroporto), con un servizio suburbano. Un’ «opportunità» che, liberati i binari storici, potrà essere sviluppata anche tra Rovato e Brescia e, un domani tra Brescia, Rezzato e Desenzano.

Stazione e via Sostegno. La nuova centralità della stazione di Brescia richiede investimenti. I lavori per realizzare le nuove banchine Alta velocità, sul fronte sud, sono ancora in corso. Così come i lavori a Roncadelle, dove le bonifiche all’area Atb, hanno rallentato i cantieri. «Poi – racconta Mazzoncini – avvieremo la riqualificazione di via Sostegno» che diventerà una porta d’ingresso alla stazione: piastra pedonale, abbattimento del muro di cinta, kiss & ride, taxi, bike sharing, posteggi, attestazione di alcune corse del trasporto pubblico. Tutto sarà pronto il prossimo anno, assicura Mazzoncini, forse già nell’estate 2018. Quel che è certo, rivendica l’Ad di Fs, è che dopo anni senza investimenti, «Brescia sta vivendo una sorta di rinascimento ferroviario» basato su tre pilastri: Alta velocità, stazione, scalo merci».

Giornale di Brescia – 27.05.2017

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Porti: Delrio, sindaci nei board è un errore, spero nel buonsenso

26 maggio 2017

Ministro, non è loro ruolo stare dentro i comitati portuali

“La presenza dei sindaci nei board dei porti è un errore grave. Non è ruolo dei sindaci stare dentro i comitati portuali, che sono comitati di gestione in cui sono richieste caratteristiche analoghe a quelle dei presidenti”. Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio spiega a Ravenna a margine dell’assemblea nazionale di Federagenti, la posizione del ministero sulla presenza dei sindaci all’interno dei comitati di gestione che affiancano il presidente alla guida delle nuove autorità di sistema portuale, formati da un rappresentante ciascuno della Regione, dei comuni di riferimento e della Capitaneria.

“Con la riforma – aggiunge Delrio – abbiamo cercato di fare consigli di amministrazione di altissima professionalità. E’ chiaro che anche se un sindaco ha queste caratteristiche, se non è formalmente incompatibile non è sostanzialmente nello spirito della legge autoproclamarsi. Abbiamo già emanato direttive di chiarificazione, spero che ci sia buon senso”.

Ansa/Mare – 26.05.2017

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Delrio: già finanziata la bretella tra aeroporto di Venezia e ferrovia

di Claudio Malfitano

La Tav attraverserà la pianura veneta collegandola ai corridoi europei. E all’aeroporto Marco Polo di Venezia si arriverà anche in treno. È la “cura del ferro” che il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha in mente per il Veneto. Ma non solo semplici idee, ci sono finanziamenti e progetti in campo. «Voglio spostare merci e tirare via camion dalle strade. I container vanno spostati nei porti e negli interporti, in un grande sistema logistico italiano di cui Venezia e Padova sono punti forti», ha spiegato l’esponente del governo Gentiloni a margine di due appuntamenti elettorali: a Belluno per Paolo Bello e a Padova per Sergio Giordani.

E proprio la città del Santo sarà raggiunta dall’alta velocità ferroviaria, dopo che il Cipe pochi giorni fa ha dato il via libera al finanziamento di 2,2 miliardi per la tratta da Brescia a Verona: «Sulla Tav non c’è nessun tipo di incertezza. Il governo va avanti, e questo governo ha dato un’accelerazione sui corridoi europei mai vista prima: sul Brennero, sulla Genova-Rotterdam e anche sul corridoio mediterraneo – ha spiegato Delrio – Cominciano i lavori veri e propri del tunnel della Torino-Lione, abbiamo completato la Milano-Brescia, partono i lavori della Brescia-Verona e vanno avanti i lavori della Verona-Vicenza-Padova. Il nodo di Vicenza è stato accantonato per un’ulteriore valutazione, ma siamo molto molto tranquilli». Si tratta solo di decidere dove realizzare la nuova stazione della città berica per renderla compatibile con la velocità di crociera delle “Frecce rosse” e “bianche” di Trenitalia, un dibattito tecnico che si trascina da vent’anni.

Quanto al Marco Polo, il terzo aeroporto d’Italia sarà finalmente raggiungibile in treno, come nei grandi hub europei: «Abbiamo già lo studio di fattibilità e il piano finanziario pronti per il collegamento ferroviario – sottolinea il ministro – Il collegamento con l’aeroporto di Venezia è già finanziato ed già in corso il suo studio». Se dai binari passiamo alle autostrade, l’esponente dell’esecutivo non si tira indietro. Neppure di fronte a una questione “scottante” come l’ingresso di Anas nella NewCo di Autovie Venete, che dovrà gestire il tratto di A4 da Venezia a Trieste e la realizzazione della terza corsia: «Stiamo valutando tutti gli aspetti legali correlati a questo ingresso – ha spiegato – È la prima volta che in Italia si fa un in-house vero e proprio con gli enti locali quindi ci sono molti aspetti da approfondire. Siamo però ad un buon punto e nell’arco di quattro o cinque settimane sono certo che avremo delle risposte definitive».

Mentre per quanto riguarda la Pedemontana il ministro delle Infrastrutture ha garantito il suo intervento: «Il concedente è la Regione, e la cosa che noi abbiamo sempre detto al presidente Zaia è che siamo assolutamente convinti che l’infrastruttura possa e debba andare avanti. Quindi il governo non fa mancare i suoi finanziamenti e tutto il sostegno per quello che è di sua competenza. Noi che siamo molto autonomisti sappiamo che ognuno deve fare la sua parte», ha concluso con una “stoccata” al governatore leghista. «Non so perché si faccia un referendum, ma certamente l’articolo 116 della Costituzione è attivo e si potrebbe andare avanti con esso», ha aggiunto Delrio.

Il Mattino di Padova – 26.05.2017

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